In questo libro troverete i 100 film più estremi della storia del cinema. Il cinema degli eccessi non è semplicemente horror, splatter. Travalica i generi e «Non è importante che un’opera cinematografica sia eccessivamente violenta, drammatica, immorale. L’aspetto fondamentale è che sia eccessivamente.» Questa tipologia di film ha a che fare con il concetto di sensation seeking, qualcosa di forte che ci colpisce proprio perché è fuori dal quotidiano. Opere di grande importanza cinematografica, molto forti, con una chiara visione artistica e politica, estetica quanto di contenuto, espressione fortemente autoriale di chi le ha create. Tra i vari registi citati partiamo da Pier Paolo Pasolini e John Waters, per passare da David Cronenberg e arrivare a Katsuya Matsumura, Cristian Mungiu e Srdjan Spasojevic.
100 film, 100 analisi critiche per guidarvi in questo viaggio nell’estremo e nel disturbante, con approfondimenti, schede tecniche, interviste e illustrazioni ispirate a questi film straordinari, alcuni poco conosciuti, altri dei veri e propri cult, altri ancora pietre miliari della storia del cinema. I titoli, selezionati dal 1968 in poi sino agli anni più recenti, sono un perfetto excursus all around the world di quello che troviamo più forte e che ci fa contorcere davanti allo schermo. 100 opere per reimparare a guardare davvero e riscoprire cosa è realmente scioccante in un mondo dove la sovrabbondanza di qualsiasi tipo di immagine e prodotti audiovisivi sembrano avere anestetizzato spettatori e spettatrici di ogni età. Ma certe opere cinematografiche, anche a distanza di decenni, non perdono il loro potere di inchiodarci davanti al disturbante, al disgustoso e soprattutto davanti alla vera violenza, quella della società in cui viviamo.
Andrea Guaia è nato a Busto Arsizio, classe millennial 1988. Psicologo, youtuber, cultore del degrado e finto critico cinematografico, poiché in realtà non fa altro che analizzare i film dal punto di vista dei suoi studi accademici. Da grande vuole scrivere romanzi come Burroughs e saggi come Deleuze.
Lo ammetto: ero scettico. Generalmente i libri di cinema che si offrono come compendi come "i 100 film più importanti" deludono. Deludono perché generalmente parlano a un pubblico non cinefilo o navigato e tendono a proporre titoli che un appassionato già conosce e presentandoli in modo spesso superficiale. Invece devo dire che Andrea Guaia ha fatto un eccellente lavoro: ha selezionato 100 titoli che, per lui, rappresentano la summa del cinema estremo riuscendo a calibrare sia gli immancabili noti (Salò o le 120 giornate di Sodoma e Arancia Meccanica) con curiosità che sono persino più underground dell'underground. Altro punto su cui convince: fortunatamente non è americano-centrico. Il cinema di tutto il mondo viene preso in considerazione, dall'America latina all'Asia, passando per l'est europa, l'Italia... con anche gustose interviste agli autori e approfondimenti su scene e sottogeneri. Unico neo: molto spesso le analisi sono sostanzialmente soggettive (non si contano le volte in cui vengono usati superlativi positivi per parlare di un tal regista o un tal attore), ma è una quisquiglia.
Bello ripercorrere un tipo di cinema sfidante che apprezzo e finalmente sono riuscito anche a segnarmi quei tre-quattro titoli che non conoscevo affatto e che devo trovare il coraggio di recuperare.
Estremo, scritto bene, mi ha rivelato una realtà cinematografica a me completamente sconosciuta! Certamente saprò riconoscere quali film evitare per salvaguardare la mia sanità mentale.