Una raccolta di racconti che trattano tematiche importanti quali il matrimonio, il lavoro, la differenza tra classi sociali, il ruolo della donna. Gli anni ‘30 permeano queste storie totalmente: la grande depressione che ha messo in ginocchio il Paese, la seconda guerra mondiale già nell’aria, con tutte le insicurezze derivanti, il disintegrarsi delle certezze… a cui si uniscono tematiche care all’autrice (pessimi lavori, matrimoni schifosi, differenze di classe sociale, aspettative e delusioni tipiche del periodo). Ecco perchè il titolo della raccolta risulta azzeccatissimo… è una fotografia della sua epoca. Quello che riesce a fotografare, in particolare, è l’animo umano… le emozioni che si nascondono dietro la facciata di ciascuno, con uno stile amaro e umoristico al tempo stesso.
Non ci sono grandi eventi, ma piccoli fatti che comunque in qualche modo segnano le vite di chi è coinvolto: l’autrice dà il meglio di sè nella descrizione di momenti quotidiani che però assumono valenze simboliche, quasi archetipe… una cena con la suocera viene paragonata a L’Ultima Cena, un temporale come climax di una vicenda, contemporaneamente interiore ed esterno, emotivo e reale… meravigliosamente descritto.
Lo stile della Slesinger è piacevolissimo, è una grande affabulatrice e sa descrivere ogni sfumatura psicologica grazie anche ad uno stream-of-consciousness molto particolare: denso e leggero insieme. Forse è proprio per questo che viene spesso paragonata a Dorothy Parker.