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Lo spettacolo del male. Da Squid Game al true crime: perché abbiamo bisogno di mostri

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Da Squid Game al true perché abbiamo bisogno di mostriLa violenza è dappertutto e noi siamo inevitabilmente attratti dalla sua rappresentazione. Di questo bisogno si sono occupate la letteratura, l’arte, la filosofia e la psicanalisi. Il cinema e le serie tv hanno riconfigurato i codici espressivi con cui ci viene raccontata la crudeltà l’accostamento conturbante di musica classica e brutalità nelle memorabili sequenze di Arancia meccanica o la corsa frenetica per la sopravvivenza in Squid Game sono solo alcuni degli esempi attraverso cui la filosofa Lucrezia Ercoli analizza il complesso rapporto tra il male e il suo doppio, la sua immagine. Che cosa vediamo realmente quando assistiamo passivi al dolore altrui, alle raccapriccianti fotografie che ritraggono le vittime di serial killer come Jeffrey Dahmer? Volgere lo sguardo altrove potrebbe solo temporaneamente alleviare le nostre coscienze. Occorre, invece, riflettere sul nostro stato di ‘consumatori di malvagità’ per trasformare la nostra sete di violenza in una volontà di comprendere, di fare i conti con l’abisso che abita ognuno di noi. Come scrive l’ «Il viaggio nella crudeltà umana non ci consente di sfuggire a noi stessi. […] È tempo di mettere a fuoco le contraddizioni che ci costituiscono, di confrontarci con la nostra ombra senza rimuoverla».

144 pages, Kindle Edition

Published March 19, 2024

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1 star
1 (1%)
Displaying 1 - 7 of 7 reviews
Profile Image for Luca Andrea.
16 reviews
February 3, 2025
Mi aspettavo di più da questo libro tanto osannato. È un susseguirsi di pareri di filosofi collegati a trame di serie tv o film. Credevo fosse un po' più discorsivo sul tema sicuramente interessante. . Scritto in modo non semplice, sinceramente mi ha annoiato un po'.
Profile Image for Sharon Yulong .
110 reviews1 follower
January 21, 2025
È interessante trovare qui dei riferimenti di libri già letti... e non è facile recensire questo. Una cosa devo dirla, io non rientro fra quelli ai quali piace vedere il male soprattutto quello ricreato per dare spettacolo (inoltre con guadagno, su casi reali). Si tenta di dare un senso alla brutalità ma l'impresa rimane impossibile, c'è una zona invisibile, buia, abitata da demoni che non sappiamo nominare né controllare.
È vero però, che il male non è separato dal bene ed è, credo, insito in ognuno di noi perché nessuno ne è immune... per esempio non posso nascondere che la morte di persone, in alcune serie tv o film, è un conforto, per quel senso di "giustizia" che altrimenti non si avrebbe; facendomi ragionare sul fatto che allora anche nella realtà potrei avere questo stesso pensiero (c'è palesemente).
Ecco, nel caso della visione di scene di animali uccisi e torturati: io ne sono più che consapevole di certe vere crudeltà, quindi perché addolorarmi ancora, guardando? Non capisco. Piuttosto sono scene da obbligare a guardare per scuotere; così, per un possibile radicale cambiamento altrui. Si è disgustati dalle efferate brutalità della nostra epoca, quotidianamente, ma lo sguardo sul dolore degli altri sembra non riguardarci, fuori, lontano, dalle nostre responsabilità. "Bisogna alzare il sipario sulla crudeltà che si nasconde dietro la violenza accettata e regolamentata [...] mostrando tutto ciò che di sudicio e infetto risiede in noi." I veri mostri siamo noi. L'indifferenza è la crisi della coscienza umana: la verità fa male.
Si consuma la violenza in modo compulsivo a caccia di scosse, nel godimento cieco della società dei consumi---> godimento e poi distruzione---> carnalità, tecnologia e morte. Degli zombie sotto fascinazione.
Violenza contro violenza ≠ soluzione, o si? (Io sono d'accordo con la Cura Ludovico, una cura cruenta che sconvolge e ipnotizza, un gioco dove è in palio la realtà stessa. Una pratica pericolosa ma necessaria). È tempo di mettere a fuoco le contraddizioni che ci costituiscono, perché la violenza non va nascosta. ;)
4+
Profile Image for Elena.
4 reviews1 follower
October 5, 2024
Molto interessante l’argomento e l’idea di analizzarlo attraverso film e serie tv.
Purtroppo a mio parere l’analisi psicologica l’ho trovata poco chiara e poco approfondita.
Peccato.
Profile Image for Alessia.
33 reviews
March 2, 2025
⭐️3,5
Mi aspettavo forse qualcosa in più, qualcosa di diverso..
Non lo so..
Profile Image for Andreea.
37 reviews1 follower
August 8, 2025
Il saggio di Lucrezia Ercoli ci scuote da un lungo sonno magico, uno schiaffo forte affinché il velo che portiamo davanti gli occhi evapori. Un analisi attenta sulla società perbenista e moralista in cui viviamo, questa ragnatela di trasparenza e grande sensibilità verso le problematiche che accadono in tutto il mondo nasconde una violenza, un'immensa attrazione verso il maligno. Attraverso gli anni noi umani siamo sempre stati assetati da questa malignità, dall' essere spettatori durante una lotta tra gladiatori a visionare una serie TV di true crime, non ci basta mai questa sofferenza, ma attenzione godiamo tanto a debita distanza perché nel momento in cui siamo i protagonisti di questo male, siamo frustrati, abbiamo una ridotta capacità ad elaborare varie situazioni scomode; Huxley nel romanzo "il mondo nuovo" ci offre un evasione da questi pensieri terrificanti: una bevanda capace di allietare il nostro dolore.
ll male e' sempre davanti a noi e anche quando non c'è, lo ricerchiamo, assaporando tutta la sua essenza. Gli eroi non sono più così attraenti e onorati, anzi innalziamo chi ha valori discordanti e un pessimo carattere, il classico anti-eroe, che senza scrupoli elimina chi ostacola il suo cammino.
la violenza dei nostri giorni si e' plasmata da una fisica ad una ermetica, dal sangue siamo passati all'istigazione all'odio via web. E il problema che non sia questa libertà senza fine e senza censure, che porti ad un consumo irrefrenabile di male in ogni momento della giornata. Perciò chiediamoci il motivo di varie scelte o gusti, se e' una cosa che muove dentro di noi o siamo condotti dall'etere a scegliere ad occhio chiusi il male senza fondo.
Profile Image for Arianna Fiorellino.
63 reviews1 follower
October 22, 2024
"Come ha scritto Hannah Arendt nel suo La banalità del male, dopo aver assistito al processo dell’ufficiale delle S.S. Adolf Eichmann, responsabile delle operazioni di trasporto degli ebrei verso i campi di concentramento: «Come lui ce n’erano tanti e questi tanti non erano né perversi né sadici, bensì erano, e sono tuttora, terribilmente normali»"

L'ho trovato molto interessante, lascia molti spunti di riflessione.
31 reviews
September 3, 2024
Libro molto interessante, offre degli ottimi spunti di ragionamento sulla nostra società e sulla violenza che la permea. L'autrice ha posto più domande che risposte e ciò è, a mio avviso, un grande merito in un saggio.
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