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Histoire des Vampires et des Spectres malfaisans: Collin de Plancy

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120 pages, Paperback

Published March 10, 2024

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November 12, 2025
Storia dei Vampiri e degli Spiriti Malefici è un saggio scritto nel 1820 da M. Collin de Plancy, scrittore e occultista francese. Nato nel 1794, aderì in gioventù alle idee illuministe e rivoluzionarie, interessato in particolare alle tesi di Voltaire. Nella seconda parte della sua vita, si avvicinò invece alla religione e alla spiritualità. Tuttavia, nonostante questo cambiamento negli interessi dello scrittore, la sua priorità è stata sempre la lotta contro i pregiudizi e la superstizione. Scrisse il Dictionnaire Infernal, pubblicato per la prima volta nel 1818, uno studio molto approfondito sulla demonologia che opta per un approccio scettico e logico, che si può ritrovare anche in questa Storia dei Vampiri.

In questo saggio, l’autore si interroga sul fenomeno dell’improvvisa popolarità che il vampirismo e i racconti sui vampiri ebbero durante il XVIIIesimo secolo. Il Secolo dei Lumi, in cui la logica, la ragione e il materialismo dovevano dominare, fu anche un momento di profondo interesse per l’occulto, gli spiriti, i revenants. Partendo da questo, Collin de Plancy raccoglie varie storie e leggende sui vampiri che si sono sviluppate in varie culture, in luoghi del mondo lontani tra loro. Nell’ultima parte del libro, le rianalizza con l’approccio scettico e quasi scientifico che lo caratterizza.

Il saggio si inserisce all’interno di un dibattito che coinvolse filosofi, pensatori, occultisti e religiosi tra la fine del XVIIIesimo secolo e l’inizio del XIXesimo. Questi intellettuali si chiedevano quanto ci fosse di reale nelle leggende e negli aneddoti su mostri e vampiri che spopolavano tra le persone comuni. I più scettici, come Collin de Plancy, tentavano di smontare le superstizioni con la logica e le limitate conoscenze scientifiche dell’epoca. È interessante osservare come l’autore citi continuamente le opere di altri pensatori come esempi positivi o negativi, rivelando quanto fosse viva la discussione all’epoca.

Per quanto però possa essere lodevole il tentativo di riunire storie e leggende di culture diverse sui vampiri (dall’Europa orientale, agli arabi, agli indigeni d’America), la gran parte del libro appare come una raccolta ripetitiva, sarcastica e a lungo andare noiosa di storie simili, che vengono analizzate solo nella parte finale.

Anche le ultime pagine hanno al giorno d’oggi acquisito una natura quantomeno obsoleta. Collin de Plancy utilizza gli strumenti della logica e della scienza per rimettere in discussione le antiche superstizioni sui vampiri, ma ormai le conoscenze scientifiche raggiunte nel XXIesimo secolo sono tali che perfino le conclusioni dell’autore appaiono, ovviamente, superficiali e approssimative. Questo libro avrebbe potuto essere forse più interessante per il lettore contemporaneo se si fosse tentato magari di indagare di più i motivi del fascino esercitato dai vampiri sulle menti degli uomini, a tutte le latitudini e in tutti i tempi.
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