Ben arrivati al Ceppo, un paesino di ventitré anime nascosto tra le pieghe dell'Appennino Tosco-Emiliano, in cui la realtà assume contorni sfumati e un antico cippo miliare segna il punto di incontro tra il visibile e l'invisibile, il nucleo di una bolla in cui spazio e tempo hanno regole diverse.Se siete tra i pochi, prescelti dal Ceppo stesso, destinati a vederlo e ricordarlo, scoprirete che qui gli abitanti vivono sospesi in un eterno presente, custodi di segreti millenari e testimoni di fenomeni che sfidano ogni logica.Ma cosa succede quando il delicato equilibrio del Ceppo viene minacciato?Lo racconta Ivan, l'ultimo arrivato, chiamato suo malgrado a comprendere e proteggere l'essenza stessa del paese e dei suoi abitanti.Un racconto di comunità, tempo sospeso e misteri celati, in cui ogni risposta conduce ad altre domande, in cui l’incertezza lascia spazio alle ipotesi e alla speranza.Ben arrivati al Ceppo, ci tornerete.
Simone Cicali, classe '71, è un nerd da quando ancora questa parola era un'offesa e scrive da ancora prima, senza imporsi confini di tema o di stile, ma prediligendo fantascienza, fantastico e insolito. È innamorato di "Ai confini della realtà".
Sue le raccolte "Inaspettatamente", "Probabilmente" (Premio Ulthar 2023) e "Stranamente" (Premio La Chiave d'Argento 2024), il giallo "I gialli" e il romanzo fantastico "Ventitrè", collabora con il collettivo di autori Sodalizio Wordsmith, per il quale ha editato "L'ultima impresa delle Bande Nere", i volumi della serie "L'Assedio" e "Cinque metri sotto", e di cui cura il Patreon.
English following ---- E quindi siamo tornati al Ceppo. L'aspettavamo a gloria, e finalmente ci torniamo. Simone riesce ancora una volta a tenere i lettori attaccati alle pagine, via, via, una pagina dopo l'altra. Scopriamo qualcosa di più, ci addentriamo nel Ceppo, ma siamo ben lungi da capire qualcosa di più. Quindi suggeriamo di nuovo questo autore ed i suoi libri e attendiamo il momento di tornare da Ivan e dai suoi compagni. Una cosa è certa e l'autore la sottolinea più volte! Lavatevi le mani cribbio! --- And so we returned to the Stump. We've been waiting for it in glory, and we're finally back. Simone once again manages to keep readers attached to the pages, off and on, page after page. We find out more, we get into the Strain, but we are far from understanding anything more. So we again suggest this author and his books and await the time to return to Ivan and his companions. One thing is certain and the author emphasizes it several times! Wash your hands, cribbio!
Finalmente, mi sono presa del tempo per dedicarmi con pace a questo libro, e me lo sono letto in pochissimo tempo. Chissà se sto migliorando come lettrice, oppure chissà se Simone con i suoi capitoli mi faceva rimanere attaccata alle pagine del libro, cercando di scoprire come la trama proseguiva presa dall’ansia.
Do 5 alla storia, amo il Ceppo e i suoi abitanti, e do 1 stella al Cicali per avermi fatto piangere al finale 😭
Sono un po' pentito di aver iniziato a familiarizzare con l'ambientazione del Ceppo da questo romanzo anziché dalle raccolte di racconti. Tornando indietro, penso sceglierei di seguire l'ordine cronologico di pubblicazione, anziché dare priorità ai romanzi come faccio sempre. La storia, va detto, è autoconclusiva e regge benissimo anche da sé (lo dico per chi, appunto, fosse interessato solo al romanzo). Tuttavia, durante la lettura ho notato numerosi rimandi, easter egg e strizzate d'occhio ai lettori già rodati, riguardanti gli episodi avvenuti nel passato e presenti nelle suddette raccolte; ciò che mi ha fatto pensare che mi sarebbe piaciuto cogliere tutte quelle sottigliezze aggiuntive e godere del senso di familiarità. Anche per quanto riguarda la caratterizzazione degli abitanti del Ceppo ho avuto la stessa impressione. Sospetto infatti sia costruita, almeno parzialmente, su misura di un lettore già informato, che non ha bisogno che gli vengano fatte troppe presentazioni, ma semmai è come se dovesse ritrovare vecchi amici. Comunque, al di là di questo, lo stile di scrittura è molto ironico, il protagonista pubblicitario mi è stato subito simpatico e il Ceppo è assolutamente weird.
Partite dai racconti! Questo è il mio suggerimento attuale. Io li recupero di sicuro (così vedrò se ci ho azzeccato).
Avendo letto i racconti che precedono questo romanzo, conoscevo già il Ceppo e i suoi protagonisti, ma non avrei mai creduto di leggere una storia così intima. È un aggettivo strano da usare per un romanzo che per temi si avvicina alla fantascienza, ma è quello che, dopo aver letto il finale, sento essere più appropriato. Consigliatissimo!
Pubblicato da indipendente nel 2024, “Ventitré” è il primo romanzo di Simone Cicali e riprende una delle sue ambientazioni più affascinanti e iconiche, già esplorata in diversi racconti: il Ceppo. Si tratta di un luogo magico nascosto tra gli Appennini, esistente solo per i suoi ventitré abitanti e teatro di eventi strani e pericolosi. Fin dalle prime pagine, ci troviamo immersi nel mistero: Ivan, l’ultimo arrivato in paese, è stato rapito per ragioni sconosciute. Ma non è l’unico a essere scomparso: anche Paola è svanita nel nulla. Milio e gli altri abitanti si mettono subito in moto per cercare risposte e, possibilmente, ritrovare i compaesani dispersi. La seconda metà del libro è un crescendo di colpi di scena e svolte inaspettate che mi hanno tenuto incollato alle pagine fino alla fine. Il ritmo serrato e il coinvolgimento emotivo del finale mi hanno sorpreso, cosa che raramente mi accade con un libro. Al contrario, la prima parte ha richiesto un po’ più di pazienza: il lungo focus sulla prigionia di Ivan, per quanto interessante, ha rallentato il ritmo più di quanto avrei preferito. Nel complesso, “Ventitré” è un romanzo intrigante, capace di mescolare generi diversi mantenendo un’identità ben definita. Lo consiglio a chi cerca una storia originale, avvolta in un’atmosfera suggestiva e ricca di enigmi. P.S.: Per chi volesse approfondire il mondo del Ceppo, i racconti pubblicati in precedenza offrono un’ottima occasione per immergersi ancora di più in questo universo narrativo.
Dopo aver costruito sapientemente nei suoi precedenti racconti il piccolo mondo del "Ceppo", il paesino montano sospeso ai margini della nostra percezione, e dei suoi abitanti Cicali finalmente si cimenta con un romanzo che i suoi fan, me incluso, da tempo aspettavano.
Il risultato è del livello eccellente cui il Cicali ci ha abituato: l'autore costruisce sapientemente un intreccio giallo che tiene col fiato sospeso, muovendosi però rigorosamente nell'ambito delle regole che lui stesso aveva stabilito. La soluzione, quando arriva, è quindi consequenziale e logica, senza "regole nuove" tirate fuori dal cappello per uscire dall'impasse come certi altri autori - anche molto più famosi - ci hanno abituato. A questo si aggiunge che...beh, è un romanzo del Ceppo quindi troviamo Milio, Lia, Valerio, il Topo, quelli che ormai conosciamo bene e quando leggiamo le loro conversazioni pare di chiacchierare con vecchi amici.
Simone Cicali fa sempre meglio, di libro in libro. Leggetevi questo "Ventitré", non ve ne pentirete. Solo un consiglio: recuperatevi prima gli altri racconti del Ceppo (c'è una raccolta, la trovate anche qui su Amazon) così da immergervi per bene in questo piccolo strano mondo. Buona lettura!
Dopo avere fatto conoscenza della comunità di centenari e millenari (più tranquilli e vulnerabili rispetto agli omologhi di "The Old Guard") nella raccolta di racconti "La strada verso il Ceppo", "Ventitré, Il Ceppo" (2024, autoproduzione Sodalizio Wordsmith) passa dai toni del weird a quelli del thriller: Ivan, l'ultimo arrivato nella comunità, viene rapito, un'altra abitante scompare, il Ceppo pare incepparsi e riprendersi, la comunità si mette all'opera per risolvere una situazione che potrebbe portare al disfacimento di questa realtà che sta su un livello diverso da quella abituale. Ma tranquilli, la caratteristica del Ceppo non ci fa abbandonare i territori del fantastico: al Mugello continua ad esserci qualcosa che diverge dal mondo reale, regolato da una fisica che attiene al mondo della fantascienza, e ora confidiamo in Cicali per continuare a restare aggiornati sulla situazione.
Il Ceppo è un borgo tranquillo, campestre, se lo riesci a vedere, allora forse c'è la possibilità che esso ti accolga, insieme a quelle altre ventidue anime che, chissà perché, lo popolano. Ventitré è una finestra su questa realtà altra, che reca così tanti benefici che, ovvio, gli uomini la vogliono per sé...
Avrei voluto restarci molto di più. Magari conoscere vite e usanze dei suoi abitanti, non quelli più recenti, che qui raccontano, ma i più antichi. Ma... c'è di sicuro tanto altro da raccontare. E ci tornerò volentieri.