«Israele è una democrazia e ha il diritto di difendersi». Questa è la puerile argomentazione utilizzata da buona parte di politici e giornalisti per affrontare il conflitto in Palestina. Chiunque osi raccontare quel che è avvenuto negli ultimi decenni viene descritto come filo-Hamas, come un giustificazionista. Stesso schema utilizzato dalla propaganda del blocco occidentale alla vigilia dell'intervento in Afghanistan quando chi si opponeva a quella guerra veniva descritto come filo-talebano. Per non parlare della narrazione bellicista portata avanti dal sistema politico e mediatico d'establishment sulla guerra in Ucraina. Chi chiedeva un negoziato, chi era contrario all'invio di armi, chi ricordava i morti dal 2014 al 2022 veniva “putiniano d'Italia, collaborazionista del Cremlino, pacifinto”. Mai abbiamo assistito ad un appiattimento politico e culturale come quello che caratterizza i nostri giorni. Il pensiero critico va disinnescato. Il dissenso (anche quando è maggioritario nel Paese) va denigrato. La Storia non va considerata. Eppure c'è stato un tempo in cui la politica non aveva così paura di prendere posizione, un tempo in cui gli intellettuali erano pronti a schierarsi, un tempo in cui atlantismo ed europeismo erano cose diverse. Un tempo in cui il conformismo esisteva sì, ma non ne eravamo circondati al punto da non poter più respirare. Prefazione di Piergiorgio Odifreddi.
Leggere questo saggio, anzi direi più un elenco di, appunto, scomode verità, che il mainstream cerca di tenere lontano dai grandi riflettori, ecco mi ha ricordato quelle volte, di solito di domenica sera che a tavola vigeva la legge della visione del TG di turno e quando arrivavano le immagini di guerre ecc... e subito si diceva: "Dai cambia, stiamo mangiando... eccheccavolo!" Ecco, se veramente facessero vedere la realtà delle cose, altro che far passare al fame, vomiteremmo tutto quello che abbiamo mangiato nell'ultimo mese!! Alessandro Di Battista, uno del Movimento 5 stelle degli albori, per me l'unico M5S che sia mai esistito, da anni inizia un percorso da attivista e apre un canale Youtube dove cerca di fare della controinformazione, ecco questo suo libro ne è l'essenza di questo impegno degli ultimi mesi.
Premettendo che per approfondire le problematiche inerenti il conflitto tra israeliani e palestinesi si possano cercare altri libri più specifici e che è chiaro che sia un libro scritto piuttosto velocemente, apprezzo comunque la volontà di battersi a favore della causa palestinese in un momento storico in cui le narrazioni da parte dei media e dei governi occidentali vadano in direzione opposta
Seguo Alessandro Di Battista da mesi, ovvero da quando ha iniziato a parlare della situazione palestinese. Il suo libro è scorrevole e piacevole da leggere. Inoltre è utile per farsi un'idea di come funziona il mondo partendo dalla guerra russo-ucraina e israelo-palestinese. Esistono libri più specifici per approfondire la questione palestinese ma per iniziare, questo libro è perfetto.
Già il titolo rispecchia bene l'approccio mediatico del personaggio: il noncielodicono. Ha capito tutto lui e ci svelerà cose mai dette, magari censurate dai media, chissà...robe che sanno pochi insomma. Peccato che rispecchia il pensiero di gran parte dell'opinione pubblica italiana: siamo uno dei paesi europei (in termini di opinione pubblica) meno favorevoli al sostegno all'ucraina e con la più grande presenza di voci EU/NATO-critiche se non sfacciatamente filoputiniane. Legittimissime opinioni eh...ma risparmiamoci la presunzione di svelare "scomode" (per chi, se la gran parte se le beve volentieri?) "verità" (se hai bisogno di segnalarci che ciò che vuoi trasmetterci è la verità... vabbè lasciamo stare). Sfrutta le ovvie ipocrisie, se volete torti, delle relazioni internaz...ehm UNICAMENTE occidentali (Palestina e Israele e ovviamente le Guerre USA), comunque narrati in maniera estremamente superficiale, per appunto trasmettere una lettura che invece di fondarsi su uno studio dei meccanismi che regolano le controverie internazionali o un senso di solidarietà per gli oppressi e gli aggrediti (palestinesi, ucraini...) è direzionata unicamente da una stella guida: l'antiamericanismo. O meglio l'anti occidentalismo. O meglio, l'esser contro, il passare per quello che dice scomodi non-detti. Cose che non sentirete da nessuno, da nessun media (ehm viviamo nello stesso paese? Quello che diede spazio in TV a Lavrov per ripetere le sue menzogne durante l'invasione? Unicum in Europa?) Peccato che è un approccio, appunto, Occidente-centrico. L'imperialismo è una cosa solo Americana. Se i governanti russi fanno la più grande invasione, occupazione, annessione, conquista territoriale in forma militare più grande fatta da chiunque dalla Seconda Guerra Mondiale, se bombardano spesso intenzionalmente infrastrutture, residenze e luoghi di amenità civili con intento prettamente terroristico e demoralizzatore (cercatevi il targeting mirato con droni di civili che vivono la loro vita in aree liberate, quindi meritevoli di punizione, a Kherson...tra gli altri) se in tutta la loro retorica ufficiale usano termini, ragionamenti, giustificazioni sfacciatamente imperialistiche, se portano avanti da decenni quella che si sta rivelando come una delle più grandi guerre ibride di sempre anche nei nostri media e nella nostra politica, se riconvertono l'intera società, il sistema mediatico e l'economia del paese in chiave bellica schiacciando definitivamente ogni forma di dissenso e pluralità interna, se, alla faccia delle nostre escalation (pareggiare l'intensità non è un'escalation) fanno un'escalation dopo l'altra facendo entrare un'altra nazione (N.Corea) in guerra, se...vabbeh ragazzi...la colpa va cercata nelle subdole macchinazioni americane, inutile ciurlar nel manico. Figurarsi se le altre potenze, Russia, Cina o chicchessia si mettono a fare schifezze che ci fa sempre comodo attribuire all'occidente. Al Dibba piace menzionare Draghi, che disse agli italiani "possiamo rinunciare al condizionatore per aiutare gli ucraini". Gli piace sottolineare quanto fosse brutta quell'uscita. Forse dovrebbe guardarsi nella coscienza (lui e molti italiani) sul perché quella frase nacque in primo luogo. Mentre una guerra senza precedenti imperversava a meno di 20 ore d'auto dall'Italia, la discussione ansiosa da noi verteva su come passare il capodanno senza disagi. Spoiler: nessun disagio per noi. Pochi, insufficienti aiuti agli ucraini. Il Dibba sottolinea e decontestualizza mille frasette, detti, dichiarazioni, notizie, evidenze che supportino la visione o meglio la responsabilizzazione univoca dell'occidente. Trascura tutto l'oceano circostante. È bravo inoltre a ricordare come questo o quel politico avesse cannato quella o questa previsione, estrapolando ogni dichiarazione dal contesto in cui era stata rilasciata. A quel punto avrebbe ad esempio potuto ricordare al lettore cosa lui stesso sosteneva a gran voce rispetto all'allarme di Biden riguardo un'imminente invasione russa. Spoiler: anche in quel caso la stessa propaganda che ci propinava Lavrov, e Putin stesso. Potrei dilungarmi oltre, ma non credo ne valga la pena. Una stella è anche troppo, ma non ho altro modo di esprimere che monnezza si trovi tra queste pagine.
Questo non vuole essere un elogio di Di Battista, di cui, in alcuni casi, non condivido appieno le posizioni, bensì un riconoscimento della sua capacità di far scoppiare diverse bolle che possono generarsi quando ci si affida a un solo tipo di narrazione. Personalmente, ho iniziato ad avvicinarmi DAVVERO alla politica e alle notizie solo da qualche mese e devo dire che leggere Scomode Verità mi ha alquanto destabilizzata. Come molte altre persone, prima di approcciarmi in modo più critico a questo mondo, mi affidavo ai media tradizionali e ai TG di turno, considerati "affidabili". Ma aveva ragione chi diceva: "se non leggi i giornali non sei informato, se li leggi sei informato male". La narrazione propugnata era, ed è tuttora, sempre la stessa: bene contro male, luce contro ombra. Ma la realtà non è mai così banale e semplicistica, e Di Battista è stato davvero capace di mettere in luce — senza schierarsi come se fosse una partita di calcio, una caratteristica tipica dell’italiano medio, spesso vittima della solita tifoseria che caratterizza il nostro paese — aspetti e lati della medaglia su cui l'"informazione" non vuole davvero informarci. Consiglio vivamente questo libro a chi vuole allenare il proprio senso critico e spingersi oltre, superando le dicotomie che i media tendono a creare.
Come il tempo avanza implacabilmente, come uno schiacciasassi, col potere di cancellare o di ridimensionare i personaggi politici ,delineandone la reale statura. Basta avere pazienza, viene in mente a questo proposito la cinica battuta di Mao, quando diceva di aspettare tranquillo di vedere passare sul fiume i cadaveri dei suoi nemici. La strabiliante parabola del Movimento 5 stelle aveva portato alla ribalta i suoi fondatori : Beppe Grillo e i due Casaleggio e poi, una affollato drappello di neo- parlamentari, assolutamente sconosciuti. Poi il tempo ha fatto il suo corso e oggi dei fondatori non si ha pressoché più notizia. Dei due “enfant prodige” Luigi Di Maio e Alessandro Di Battista, nessuno è diventato leader massimo. Anzi Di Maio pare essersi perso nei deserti arabi e Di Battista ha volutamente rinunciato alla carriera politica, anche se, data l’età, ha tutto il tempo di ripensarci. Non ha però affatto rinunciato ad essere presente sui media e in libreria ,sfornando diversi piccoli saggi. Leggi di più : https://gmaldif-pantarei.blogspot.com...
Seguo il suo canale YouTube, quindi quasi niente che non sapessi già. Oh Dio, non proprio, qualcosa di nuovo c’è, ma il succo del discorso lo conoscevo bene, e devo dire “purtroppo”! Non ho letto altri suoi libri, ma in questo, come atteso, è davvero molto bravo a fare collegamenti, a unire puntini, a saltare apparentemente di pali in frasche e di ritornare ai pali con una dialettica da paura! Tanta stima per lui e per le persone come lui, che ci mettono la faccia.
an eye opener. tutto quello che i media 'mainstream' non possono/vogliono dire. le verita' descritte in questo libro sono davanti agli occhi di tutti, ma c'e' chi si ostina a non voler vedere... da leggere!
Un libro che tutti dovrebbero leggere, soprattutto chi prende per buone le notizie dei telegiornali. Ciò che sta accadendo a Gaza è raccapricciante, così come l’atteggiamento dell’Italia nel difendere uno stato che sta commettendo un genocidio sotto gli occhi di tutto il mondo.
Ho apprezzato molto il coraggio nel scrivere quello che molti pensano ma non hanno il coraggio di dire. Non amo Di Battista come politico ma condivido molti dei suoi pensieri relativi alla Palestina. Bel libro e aiuta a capire tante delle scelte del nostro governo riguardo il genocidio.