Di Hanna Bervoets avevo già letto "Questo post è stato rimosso".
Come nel precedente romanzo, anche in questo l'autrice prova a narrare una storia che potrebbe riguardare ciascuno di noi, quello cioè dell'essere affetti da una malattia cronica.
A traghettare Clay, il protagonista, nel Regno del Male invisibile è Susan Sontag: “Può darsi che la mia compassione fosse appassita, ma credo che la realtà fosse un’altra: era solo volgare gelosia. Ero tremendamente gelosa perché qualcun altro si era liberato dal male e dopo un paio di trattamenti aveva smesso di soffrire. E credo anche perché alla vicina del piano di sopra era stato concesso di sottolineare la fine della propria via crucis con un brindisi, con una festa. Capite cosa intendo? Un bicchiere di prosecco, un rituale... Non si potrebbe inventare qualcosa del genere anche per quelli come noi?”
E grazie a Susan Sontag, Clay sarà costretto a convivere con questo dolore
“Ad alcune cose dovrai continuare a rinunciare: ad alcune abilità, a determinate prospettive, a certi punti di vista, alle cose che riuscivi a fare e che possedevi e alle persone che amavi. Sono questioni su cui hai tutto il diritto di soffermarti, hai tutto il diritto di essere in lutto: hai perso qualcosa senza ottenere nulla in cambio e sono in pochi a sostenerti nella tua sofferenza.”
Fino a metà il libro non mi aveva presa molto... il finale è molto bello... anche perché nessuno di noi è immune dalla malattia
“Questo perché non sei l’unico. C’è poco spazio per il dolore altrui, perché c’è tanta gente che soffre, tanta gente che è sempre stanca, tanti malati, pazienti, clienti; siete milioni, miliardi, siete la maggioranza, una massa, e adesso sei uno di loro: invisibile agli altri perché ognuno guarda già se stesso. Quindi ora dovrai prima salvare te stesso, e non ti basterà continuare a sventolare la tua bandierina nella speranza che qualcosa, o qualcuno, o un elicottero dall’alto ti venga a recuperare. Nessuno verrà a prenderti, gli altri sono lì a sventolare anche loro oppure hanno la vista oscurata dallo sventolio altrui.”
Tra 3 e 4 stelle