Milano, fine Ottocento. Quando varca per la prima volta la soglia dell'orfanotrofio, Angelo Rizzoli ha otto anni, indossa un maglione più grande di un paio di misure e delle scarpe da adulto che lo fanno camminare come una papera. Il funzionario che lo registra all'ingresso scrive sulla scheda d'ammissione: ‘Una vita di stenti'. In quel piccolo mondo pieno di regole – e di punizioni – Angelo è felice: povero tra i poveri, impara che per fare strada bisogna compiere sacrifici, correre dei rischi e, soprattutto, credere in se stessi. Prende la licenza elementare e viene impiegato nella bottega di un orafo, ma quel lavoro non fa per lui, come non fa per lui stare sotto un padrone. Poi, quasi per caso, si propone a una tipografia. Inebriato dall'odore di inchiostro, stregato da tutti quei caratteri ordinati nei cassetti dei compositori, trova il suo mestiere. E diventa ogni giorno più bravo, ogni giorno più determinato. Qualche decennio dopo, Angelo è su un volo diretto a Los Angeles. Stringe tra le labbra una sigaretta finta. È il re delle riviste, dei libri, del cinema. Parla alla pari con il Presidente del Consiglio. È circondato da attrici e scrittori, da arrivisti e da nemici. Ha fatto di Ischia un piccolo paradiso. È il patriarca di una famiglia turbolenta, di cui tiene le fila grazie a sua moglie Anna. Il figlio Andrea è diventato il primo presidente di una squadra di calcio ad alzare la Coppa dei Campioni. I suoi nipoti sono gli eredi di un impero che sembra indistruttibile. Intrecciando la parabola dirompente dei Rizzoli con le loro passioni private, sullo sfondo di un'Italia che attraversa due guerre e profondi cambiamenti sociali, Chiara Bianchi ricostruisce il complesso mosaico di una dinastia che ha incarnato le laceranti contraddizioni di un secolo e tutto il suo fascino.
Ho letto questo libro per la parola del mese di settembre (CANTO) di Goodreads.
Sono appassionata di saghe familiari e anche questo libro non mi ha delusa. L’idea è originale: narrare la storia dell’editoria Italiana (e quindi anche la Storia d’Italia) attraverso le vicende di una delle storiche case editrici del nostro Paese.
Angelo Rizzoli, detto il Commenda, un uomo di altri tempi che nasce tipografo e si inventa imprenditore. Un uomo che ha determinato la storia dell’editoria, anche attraverso la sua rivalità con Arnoldo Mondadori. Angelo Rizzoli è stato anche determinante nel mondo del cinema italiano
“Pervaso da un senso di felicità, si prepara ai flash, ai brindisi, all’alba di un nuovo giorno. Il giorno in cui ha vinto tutto.”
Ambizioso, non si è risparmiato e negato niente
“Nel testamento, a mano, in inchiostro verde, ha scritto, rivolto ai figli:
Il vostro papà vi vuole tanto bene e vi augura una vita sana e felice e spera col cuore che vi vogliate sempre bene. E anche che vi ricordiate della vostra mamma, che merita da voi tanto affetto, rispetto e considerazione.
E infine: Sono stato un uomo fortunato. A. Rizzoli”
Se le saghe stanno prendendo un po’ la mano agli editori italiani, è anche vero che a me piacciono un sacco. E questa non delude.
Possiamo dirlo? Lo diciamo. Fa strano leggere un libro sulla famiglia Rizzoli, ma pubblicato da Salani. Fine parentesi.
Esattamente come suggerisce il titolo, questo libro parla dell'ascesa della famiglia Rizzoli come una delle più importanti case editrici italiane. Il fondatore, Angelo, nasce e cresce nella povertà, tanto che a un certo punto la madre decide di affidarlo all'orfanotrofio dei Martinitt a Milano (nel 2009 è anche stato inaugurato un museo dedicato). Il cibo scarseggia sempre, il lavoro è poco e non ci sono altre alternative. Quando è abbastanza grande per lavorare viene assunto come apprendista orefice, ma il lavoro non gli piace e presto viene licenziato. Per caso trova un posto in una tipografia e capisce che è questa la sua strada. Pian piano Angelo Rizzoli costruisce la sua fortuna finché non diventa milionario.
Chiara Bianchi ha fatto un ottimo lavoro nella ricostruzione dei fatti e trovo che l'impostazione richiami un po' "I Leoni di Sicilia" di Stefania Auci. Le saghe mi incuriosiscono molto e questa ci voleva proprio, qualcosa di diverso e incentrato su un aspetto sicuramente caro a molti lettori: che cosa c'è dietro il prodotto fatto e finito che troviamo in libreria.
Questa è stata una lettura particolare, interessante senza dubbio, ma che non posso dire mi abbia folgorata. Per essere il romanzo di esordio dell'autrice, non posso che fare i miei complimenti, perché è indubbio il suo talento e la sua grande capacità nel cimentarsi in un'impresa come il ripercorrere la vita di Angelo Rizzoli Senior e, in generale, dell'impero che ha creato. Questa è una storia che inizia a fine 1800 a Milano, con un Angelo Rizzoli bambino, che entra nell'orfanotrofio dei Martinitt e inizia la sua giovane vita tra stenti e povertà, per inseguire poi sogni e passioni, in nome dell'ambizione che lo porta a spingere, osare e desiderare sempre di più, contro tutto e tutti, attraversando momenti durissimi come 2 conflitti mondiali e la perdita di una figlia appena dodicenne. E' stata una lettura sicuramente ricca di informazioni, luoghi, nomi e personalità che conoscevo, ma non immaginavo avessero avuto un collegamento con Angelo Rizzoli stesso, e di cui è stato davvero piacevole documentarmi. L'unica pecca che posso aver riscontrato, che a tratti mi ha fatto tornare indietro nella lettura per meglio comprendere i vari passaggi, è stato il susseguirsi di paragrafi, incasellati l'uno dietro l'altro, che saltano però da situazioni, personaggi e tempi differenti, cosa che può far vacillare la scorrevolezza della lettura. Ho intuito fosse una scelta stilistica necessaria per l'autrice, o non sarebbero bastate mille pagine, temo, per raccontare tutte le vicissitudini di questa famiglia dagli albori, fino alla scomparsa del capostipite. Questo, però, personalmente, ha reso la lettura in certe parti un po' ostica, perché i cambiamenti erano davvero repentini tra i vari paragrafi e, per quanto suddivisi in capitoli, ho faticato a fare salti mentali da una situazione all'altra. Tutto, però, si svolge in ordine cronologico e tutti i (tantissimi) paragrafi in cui è strutturata la narrazione, sono tenuti legati tra loro da un filo sottile che si snoda nel tempo, fino al 1970, in cui assistiamo al funerale di Angelo Rizzoli e si conclude la nostra storia. E' stato un bel viaggio nel tempo e nella storia del nostro paese, passando attraverso la Prima Guerra Mondiale, l'arrivo di Mussolini e del fascismo, poi gli anni della ripresa, con l'avvento della televisione e di Mike Bongiorno nelle case dei primi italiani fortunati (famiglia Rizzoli in primis), gli anni del grande cinema e di nomi stellati come Federico Fellini e la sua "Dolce Vita", Sandra Milo, Virna Lisi, Myriam Bru, Vittorio De Sica e tanti, tantissimi altri, toccando alcuni eventi storici come il riferimento a Enrico Mattei e la sua tragica scomparsa, la tragedia della squadra del Torino schiantatasi in volo presso la Basilica di Superga, ed entrare così nell'era del calcio e della febbre che ha investito la seconda generazione dei Rizzoli, in primis il figlio Andrea, che arriverà alla presidenza del Milan e lo guiderà, dopo tantissimi anni difficili, a una serie di successi, con altrettanti nomi conosciuti come i giovani Giovanni Trapattoni e Cesare Maldini, fino alla conquista della prima Coppa dei Campioni nel 1963. Una lettura che consiglio, perché il lavoro di ricerca dell'autrice è stato importante e notevole, e ci accompagna attraverso tantissimi anni di vita dell'Italia, vista dagli occhi un uomo che ha saputo costruire letteralmente tutto dal niente, e che rimarrà per sempre tra i nomi più importanti e carismatici della nostra storia nazionale.
La storia di Angelo Rizzoli è un pezzo di storia Italiana, la rappresentazione tangibile e incredibile di tutte quelle persone che, partendo dalla miseria, hanno saputo creare grazie a dedizione, sacrificio e intuizione aziende di cui oggi conosciamo il nome ma forse non la storia.
Cresciuto in orfanotrofio, divenuto tipografo e poi editore, Angelo Rizzoli ha costruito un impero imprenditoriale capace di unire editoria, cinema e turismo. “Il canto della fortuna” è il racconto della sua vita, del suo sogno imprenditoriale, dell’incontro con la moglie Anna e della sua famiglia ma è anche il racconto di un’Italia in continuo sviluppo ed evoluzione, di personaggi oggi indimenticabili che hanno condiviso la strada proprio con Rizzoli. Questo romanzo è il primo di una dualogia sulla famiglia Rizzoli, la saga di una famiglia che ha attraversato il Novecento compiendo una vera e propria parabola.
Meraviglioso lo scorrere del tempo con le tappe che hanno segnato la vita di Angelo Rizzoli e la sua famiglia, il rapporto con i figli, le intuizioni avanguardistiche, il profondo rispetto per il denaro e la voglia di fare sempre meglio ma, oltre a questa, si sente la forte mancanza di tutto il lato emotivo ed emozionale della storia. “Il canto della fortuna” è scritto e narrato in modo discreto dando ampio spazio agli eventi e poco alle emozioni, forse troppo denso di accadimenti e quindi ristretto rispetto alla parte introspettiva di tutti i protagonisti che deve essere sacrificata in funzione del continuo susseguirsi delle tappe personali, familiari e imprenditoriali.
Ho apprezzato molto il racconto dei personaggi, della Storia Italiana, degli intrecci e della Milano che evolve assieme ai protagonisti e al tempo che passa, così come piacevole è l’inserimento del dialetto e delle vie che, volendo, possono essere ricostruite sulla mappa della città.
È un libro quello di Chiara Bianchi che paga la scelta narrativa ma che sento di dover premiare perché arricchente a livello culturale. “Il canto della fortuna” è infatti un libro che permette di inserire vari tasselli di conoscenza importanti: sul cinema, sull’editoria, sul giornalismo, su Milano e sull’intera storia italiana. Tantissimi tasselli che permettono di fare anche molteplici collegamenti con la storia attuale imprenditoriale, politica e sociale della nostra nazione.
Una scelta narrativa diversa forse avrebbe premiato di più ma, al contempo, “il canto della fortuna” mi ha permesso di conoscere l’incredibile figura di Angelo Rizzoli in ogni sua sfumatura, di ampliare la mia cultura personale rispetto all’editoria del Novecento, del cinema e della Storia d’Italia poiché tanti intrecci permettono di intersecare questa storia con altre figure di spicco di quegli anni dove, si scopre, la famiglia Rizzoli era sempre presente e cruciale e quindi non posso che essere contenta di aver affrontato questa lettura.
Strano leggere la storia della famiglia Rizzoli, pubblicato da Salani! Una famiglia che sono felice di aver conosciuto, Angelo Rizzoli cresce in orfanotrofio, e grazie alla sua ambizione riesce a costruire un vero impero. Da una piccola tipografia, fino ad arrivare alla casa editrice, al Milan, alla rivista Oggi, fino al premio oscar con Fellini. Una famiglia che è riuscita ad avere tutto, ma non senza avere qualche sofferenza. Se amate le saghe familiari o se solo siete curiosi di conoscere la loro storia, ve lo consiglio vivamente.
Angiulìn Rizzoli, classe 1889, ha otto anni, e tutto in lui parla di miseria, quando viene ammesso all’Istituto dei Martinitt di Milano dove riceverà sostentamento e un’istruzione, pur se tra regole ferree e privazioni. Angelo è, inoltre, molto legato alla madre e alle due sorelle Andreina, detta Rinella e Antonietta Eva, e fin dall’inizio dimostra uno spirito libero e focoso. Nel 1901conseguita la licenza elementare, Angelo inizia il periodo dell’apprendistato. Abbandona subito la bottega dell’orafo deve era stato avviato, perché l’oreficeria richiede troppa precisione e pazienza per il suo spirito inquieto e ardente. Affascinato dal rumore delle macchine provenienti dalla bottega di un tipografo, grazie anche all’appoggio della madre ottiene dal rettore dei Martinitt di poter iniziare questo nuovo apprendistato. Il giovane Rizzoli ha finalmente trovato la sua strada, diventa sempre più bravo e ha già un ambizioso obiettivo: non avere padroni e mettersi in proprio. Così, pur se con pochi soldi in tasca, acquista le sue prime due macchine e, finalmente, la targa TIPOGRAFIA A. RIZZOLI & C. in un bel verde pisello (perché questo colore gli porta fortuna) farà bella mostra di sé sulla saracinesca del garage che sarà la sua prima sede. L'autrice traccia la parabola ascendente di un uomo visionario e lungimirante, Angelo Rizzoli, che partendo dal nulla costruisce un impero editoriale vasto e prolifico. Intuizione, fortuna, fiuto per gli affari portano Angelo Rizzoli da tipografo ad editore, e poi a produttore cinematografico, e anche nel mondo del calcio tramite la presidenza del Milan ottenuta dal figlio Andrea. Il “commenda” fu anche un costruttore e un filantropo, poiché egli non dimenticò mai i meno fortunati. Angelo è il personaggio predominante, in ogni senso, ma non vengono trascurati gli altri membri della famiglia che sono tutti ben caratterizzati e presentati con i loro pregi e i loro difetti.
Molto interessante! La nascita di un colosso editoriale dal nulla o meglio dal geniale e caparbio imprenditore Angelo Rizzoli. Nato povero, cresciuto nell’orfanotrofio Martinit ha costruito un impero. Ho imparato tante cose: la casa cinematografica che ha vinto il terzo Oscar con Fellini, o che il figlio avesse comprato il Milan e costruito Milanello, sono degli esempi. Sarà perché sono amante dei libri, questa storia mi e’ piaciuta tanto. Mi sono chiesta tante volte se un successo e una crescita così vertiginosa sia possibile al giorno d’oggi o solo in un Italia da ricostruire come quella del Dopoguerra. Avrebbe dovuto vendere tutto prima della sua morte, Angelo, come suggerisce lui stesso nell’ultima parte, forse romanzata, del libro. E invece i figli e nipoti non hanno voluto. E per inseguire il sogno a cui il padre aveva rinunciato saggiamente, quello di avere un quotidiano, hanno rovinato l’azienda indebitandosi troppo. Infrangendo una regola del padre, le banche fuori dal gruppo Rizzoli, gli investimenti si fanno coi propri soldi.
edit: sono passati giorni, ma mi manca un sacco questo libro.
Questa è stata una strana lettura, nel suo essere in realtà molto ordinaria. La storia mi ha coinvolto e anche commosso in diversi tratti, è un ottimo romanzo di esordio e spero moltissimo che Bianchi scriva anche il seguito della saga Rizzoli, perché la fase successiva alla morte di Angelo è tra le più interessanti. Il mio problema principale con questo libro è la narrazione a scene che diventa quasi a spezzoni. C'è l'intenzione di sospendere situazioni, lasciano molti sottintesi, ma l'operazione è attuata con tale vaghezza che più che sospendere, appende: questo dispositivo narrativo migliora nella parte finale del romanzo. Lo stile c'è, è netto e deciso, adatto a narrare la parabola di un uomo duro e controverso come Angelo Rizzoli. Penso che ci sia un grande margine di miglioramento e spero di leggere preso un secondo capitolo di questa saga familiare.
IL CANTO DELLA FORTUNA Angelo Rizzoli, separato dalla madre, entra nell'orfanotrofio Martinit dove era solo un " numero " il 412. Sulle pagine iniziali sono impresse la miseria, la morte, lo squallore di una vita. Ma è l'intraprendenza di un ragazzo che vuole uscire da una situazione critica che non vuole padroni, che lo guida nel futuro. Riconosce il suo talento, vuole mettersi in proprio. È il rifiuto dell'obbedienza, il desiderio di non deludere. Un passo veloce e la vita cambia, un salto di immagine, un volo di audacia e tutto diventa magico, un improvviso tuffo nell'incredibile. Un pianto e la gioia di una nascita e un conflitto che spezza l'incantesimo, l'imperfetto sconvolge il perfetto, una nuova cornice contorna le vite. Lo stivale affonda nello spettro della guerra. È un inganno la storia dell'uomo. Quando tutto sembrava cambiato il caos scombina l'apparente ordine. La morte atterisce gli sguardi. Il terreno frana tanto quanto le speranze. La vita si fa dura, struggente, per l'assenza e la distanza, per non poter continuare ad amarsi. La terra diventa teatro di sconfitta, di sofferenza. La guerra separa le vite, le sconvolge, le disperde, le piega come ombre sull'asfalto, come terra umida di pioggia e sangue. E quando tutto sembra perduto torna l'intraprendenza a sollevare le sorti. L'ambizione vince sullo squallore del conflitto. Intanto la storia monta un palcoscenico che avrà la sua eco per tanti anni. Rischio e Ambizione mescolati alle capacità e anche a un po' d'invidia generano una ricetta di successo d'impatto che risalta agli occhi di chi assiste alla scalata di Rizzoli. L'amore non sostituisce, così come il rispetto e la fiducia, piuttosto conserva, protegge e definisce tempi e luoghi. Malgrado il soffrire tende a superare limiti e confini. C'è il rischio e l'incredulità che trasforma la durezza in commozione quando ci si rende conto di essere sfuggito al peggio e la sensazione che ogni cosa ha una fine, dà sollievo. Ogni cosa riporta agli affetti più cari, è quello che conta. Chi c'è stato sempre, chi attende senza condizioni e riserve. Lacrime vere, quelle che rigano sui solchi leggeri del viso il dolore, il dispiacere per chi non c'è più: lacrime vere. E un amore segreto, mai rivelato, un desiderio e una rinuncia per il bene degli altri, che lascia un posto importante per una cosa incompiuta mai dimenticata. Una porta a vetri inghiotte la via del ritorno al desiderio incompiuto, come fa una bocca con un boccone, manda giù ogni pensiero. Il silenzio si insinua in un'apparente comunicazione di chi si conosce e sa che nasconde pensieri.. consigliato!
"Il canto della fortuna" è un romanzo di Chiara Bianchi, edito dalla casa editrice Salani nel 2024, che narra le vicende familiari e professionali dell'editore Angelo Rizzoli.
Rimasto orfano di padre in giovane età, Angelo viene affidato dalla madre, che non è in grado di mantenerlo, all'orfanotrofio dei Martinitt. Dopo aver conseguito la licenza elementare, viene avviato alla professione di tipografo, nella quale si distingue. Ragazzo dal carattere vivace e determinato, Angelo vuol riscattarsi dalla povertà che ha contraddistinto la sua infanzia e decide che non vuole più lavorare alle dipendenze di nessuno. Acquista, quindi, le macchine che gli servono e di va personalmente in giro per Milano alla ricerca di commesse. L'incontro con Anna cambierà anche il corso della sua vita privata.
Angelo non è uno che si accontenta e, pian pianino, riesce a fondare un impero economico, diversificando i propri investimenti, dall'editoria alla produzione cinematografica. Legato alla tradizione in campo lavorativo, l'unico credo di Rizzoli era quello di crescere senza far debiti con le banche, mentre l'unico vero avversario, con cui competere e da anticipare, era Arnoldo Mondadori.
E mentre tra le pagine ritroviamo nomi famosi dell'editoria e del cinema, leggiamo anche di momenti privati con i familiari, di prove da affrontare e di debolezze che fanno commettere errori. Ammetto, però, di aver percepito un certo squilibrio tra le parti dedicate al Rizzoli imprenditore, che predominano, e quelle dedicate al padre, marito e nonno. Dal racconto emerge senz'altro il carattere altero, spregiudicato e parecchio egocentrico dell'uomo, ma mi sarebbe piaciuto venissero approfonditi maggiormente il rapporto con la moglie, figura femminile forte che rimane in ombra, e i motivi che stanno alla base di tanto accanimento nei confronti del figlio maggiore. È stata comunque una lettura gradevole con pagine commoventi e altre molto interessanti, poiché danno al lettore molte informazioni sul mondo dell'editoria italiana dal secondo dopoguerra al 1970.
"Se vendo tutto…potrete godere dei soldi, iniziare nuove imprese, farne ciò che volete. I Rizzoli editori finiscono qui. È un regalo che voglio farvi: la libertà".
Chiara Bianchi ricostruisce la storia della casa editrice Rizzoli, attraverso la storia del suo fondatore Angelo, da quando era un bambino del Martinitt, all'esperienza delle due guerre mondiali, agli anni della Dolce Vita di Fellini. Questo romanzo è una finestra non solo su Angelo Rizzoli e famiglia, (che ha saputo creare un impero dal niente), ma anche su molti avvenimenti della storia italiana contemporanea. La prima parte mi ha entusiasmato tanto che arrivato a pagina 100 ho pensato sarebbe stato un 5 stelle. Poi però arrivati a circa metà romanzo, (dopo la seconda guerra mondiale) l'ho trovato un po' lento e poco interessante. Si riprende benissimo però nell'ultima parte (per intenderci, quella su Fellini, gli oscar e il Milan campione d'europa). Nel complesso mi è piaciuto, è una lettura che consiglio chiaramente agli appassionati dell'editoria e a chi ama le saghe familiari, (chi ha letto e amato I leoni di sicilia ad esempio), ma soprattutto a chi vuole una storia su un self-made man con la (riconosciuta da lui stesso) fortuna a suo favore.
Angelo Rizzoli, sostenuto da una grande forza di volontà e dal desiderio di rivalsa nei confronti di una vita iniziata nella povertà più assoluta, plasma il suo futuro giorno dopo giorno, senza arrendersi e senza perdere mai di vista la rotta intrapresa. I suoi fallimenti, uniti agli altrettanti successi, lo porteranno a contatto con le grandi personalità che hanno caratterizzato il XX secolo, alimentando la fortuna e il riconoscimento della casa editrice Rizzoli.
La lettura è scorrevole, soprattutto all'inizio, poi rallenta dando più attenzione ai fatti che si susseguono uno dietro l'altro lungo l'intera narrazione. Si torna alla scorrevolezza iniziale verso la fine, dove ricompare anche l'aspetto più intimo della figura di Angelo, lasciato un po' in secondo piano nella parte centrale del racconto.
Mi sarebbe piaciuto conoscere un po' di più i pensieri dei personaggi, magari dividendo la storia in più volumi per entrare maggiormente a contatto con le singole personalità che abitano la storia.
I can’t believe I didn’t know anything about the Rizzolis before reading this book! I loved how the book takes you through Italian history, from fascism to Federico Fellini.
I liked the writing style, but I’m perplexed about the methodology. For books like this, usually authors write a long methodological note on how they accessed the sources. Sometimes they add a disclaimer about the dividing line between facts and fiction. Endnotes may be also added. But in this case, nothing. Very puzzling.
Una bella storia italiana, una bella storia milanese. La storia di un self-made man, semplice, ruvido e caparbio. Vita incredibile, piena di vittorie nei campi più disparati e piena di aneddoti che chiunque di noi si potrebbe solo sognare. Lettura veloce ed avvincente. Complimenti all’autrice, che si è saputa inserire con questo bel libro, nel solco delle storie familiari, che va così forte in questo periodo.
Libro interessante dal punto di vista storico sulla famiglia Rizzoli, in particolare sulla figura di Angelo Rizzoli fondatore della omonima casa editrice. Peccato, però, che manchi la parte emozionale a questa storia: i fatti sono raccontati come un “elenco” di cose accadute negli anni senza dare spazio ai legami e alle emozioni provate dagli svariati personaggi che popolano questo libro.
Il Canto della Fortuna, di @unklar.de . La storia di Angelo Rizzoli e della sua famiglia mi ha fatto compagnia in una parte del viaggio asiatico. Che dire? Mi sono commossa, dopo tanto tempo mi sono stupita di potermi nuovamente commuovere per questa storia. Chiara è stata bravissima nel racconto, scorrevole e questo Angiulin ti sorprende sempre. Esempio di “padre di azienda” eccezionale!
Una narrazione che racconta la storia del "patriarca" Rizzoli nella sua determinazione a diventare un ricco "signore".Lui muove i fili di tutta la famiglia e si sente onnipotente in ogni sua avventura.Un uomo che ha fatto del suo denaro una scorciatoia nella vita ma che,come per ogni uomo non può sfuggire al suo destino.
Bello, bello, bello. Ho amato questo libro dalla prima pagina, scritto in un modo super scorrevole che ti fa fare un viaggio incredibile nella storia e nelle avventure della famiglia Rizzoli. Complimenti alla scrittrice, che è riuscita a racchiudere egregiamente in poco meno di 500 pagine la storia d’italia e di questa famiglia.
La Storia di un uomo che da piccolo stampatore é diventato grande ma é anche la storia di un amore per la propria famiglia (e non solo....) . Alla fine la libertà di scelta che solo la morte può lasciare.
Una saga familiare che vi porterà a conoscere Angelo Rizzoli Orfano de martinitt, stampato ora, tipografo e poi grande editore sceneggiatore. Conoscerete il grande talento , la lungimiranza e la caparbietà dì un uomo che ha segnato un'epoca.
Le saghe delle grandi famiglie italiane sono sempre interessanti. Ho scoperto con piacere alcuni aspetti della famiglia Rizzoli che ignoravo completamente. Lettura scorrevole e piacevole.