Fin dall’antichità il famoso motto “Conosci te stesso” corrispondeva alla ricerca del proprio daimon, ovvero di quella forza (o serie di forze) che agita la nostra esistenza, impossessandosene. Secondo Eraclito, questi “demoni” sono nostri alleati; Cartesio, invece, li considera temibili avversari. La storia della filosofia e della letteratura è costellata di filosofi “indemoniati”. Socrate è posseduto dal demone della maieutica e della curiosità; il demone di Spinoza è la libertà d’espressione; Kafka è ossessionato dal demone del dubbio e dell’incapacità. Poi ci siamo noi, ormai non più felici né infelici, ma disfelici: da quali demoni siamo stati invasi? Come possiamo riconoscerli e, mettendoli a nudo, sconfiggerli? Oggi i demoni formano una moltitudine: quello dell’attenzione, per esempio, cerca di catturare la nostra vita in un gorgo di contenuti che ammutolisce la nostra vera essenza; o il demone della dopamina da popolarità ci spinge alla soddisfazione di bisogni sempre più effimeri; moderni odradek infestano i social network, spingendoci verso una condizione anestetizzante di illusoria amortalità. Ma se è vero che ogni demone porta con sé caratteristiche e punti di forza peculiari, è altrettanto vero che tutti hanno in comune un tallone d’Achille e questo ci permette di riconoscerli per evitare di caderne vittima. Con il tono diretto e il gusto per la provocazione che lo contraddistinguono, Rick DuFer cerca di scandagliare le molte entità che oggi prendono possesso della nostra vita, e segnala anche precise vie di fuga dalle nevrosi cui non siamo affatto condannati.
Riccardo Dal Ferro è filosofo, scrittore ed esperto di comunicazione e divulgazione. Direttore della rivista di filosofia contemporanea ENDOXA, porta avanti il suo progetto di divulgazione culturale attraverso il suo canale Youtube “Rick DuFer” e lo show podcast “Daily Cogito”. Performer ed autore teatrale, ha girato l’Italia con i monologhi “Seneca nel Traffico” e “Quanti GIGA pesa Dio?”. Nel 2014 esce il suo romanzo d’esordio “I Pianeti Impossibili”; nel 2018 esce “Elogio dell’idiozia” (che vedrà una seconda edizione ampliata e rivista nel 2021); nel 2019 per edizioni De Agostini esce “Spinoza & Popcorn”, un saggio sulla filosofia pop; nel 2020 esce “I racconti della vera nuova carne” per Poliniani, raccolta di storie gotiche illustrate da Ary De Rizzo.
Do 5 stelle MA é perché conto anche l'esperienza attorno alla lettura del libro, sennò avrei dato 4 e mezzo.
Il libro va ad analizzare tutta una serie di demoni che ci fanno allontanare dal nostro io interiore/animo, visto però con una connotazione più moderna, e quindi prendendo in considerazione aspetti come la tecnologia, internet, i social, i videogame, i podcast, le serie TV ecc. Non dice nulla di nuovo e può essere anche considerato come un libro sempliciotto (come ho visto da altre recensioni), e per quanto io sia d'accordo e riconosco che non parliamo magari di Nietzsche, é un ottimo libro per una serie di cose: molti non apprezzano la "semplicità" (per modo di dire) della scrittura, però il rendere dei concetti filosofici o comunque dei pensieri più comprensibili, che possono raggiungere e catturare persone che hanno un livello di comprensione più basso (come me) ci sta. É un ottimo trampolino di lancio per tante altre riflessioni e discorsi, perché non va sempre a fondo di certi pensieri, mi immagino alcuni rimangano a galla come dei palloni galleggianti sul mare che tu puoi decidere di prendere per giocarci a beach volley o quello che ti pare.
Ci sono tantissime cose sottintese, lasciate sicuramente all'interpretazione dei propri lettori, come il preponderante ma super sottinteso pensiero anti-capitalista dell'autore: quello che dice che essere comandati da questi demoni ci rende più sottomettibili e governabili, come degli zombie (c'é anche un passaggio che cita proprio le illusioni dei politici); se osserviamo la società di oggi i social ci hanno reso dei veri vasi vuoti e raggrinziti; per carità, ci aiuta in tutta una serie di cose, siamo più efficienti, ci permette di comunicare con gente più lontana, ecc. fatto sta che questo è vero e si ricollega poi al fatto che non riusciamo più a socializzare, tenere strette amicizie e tante altre cose che implicano una situazione di "disagio" o "fuori dal comfort", perché non siamo più abituati (é veramente troppo semplice prendere il telefono e stare le ore su tiktok). Come dice lautore, ci siamo abituati ad una vita easy dove cerchiamo cose facili da fare, che non ci facciano sudare, e soprattutto siamo sempre alla ricerca una vita semplice, senza momenti brutti; il volere questo tipo di vita ci rende deboli e ci fa stare troppo sulle nuvole, così che quando accade qualcosa di nefasto (a cui non siamo preparati, proprio perché pensiamo la vita sia tutto rosa e fiori), caschiamo e ci facciamo molto male; tutto ciò non puó altro che portare alla frantumazione di noi stessi.
Ci sono stati dei passaggi che o non mi sono piaciuti o semplicemente non mi hanno entusiasmato (sono 2 in croce): il primo, quello del perdono del partner che ha tradito (ma anche no, però sono scorpione quindi ognuno pensa come vuole); il secondo riguarda tutto il capitolo dell'amore (sì bello ma diventa super iper mega ripetitivo, anche se sono d'accordo con tutto quello che dice).
Tutto sommato ottimo libro che consiglierei di leggere se si vuole un libro con concetti filosofici ma molto leggero e scorrevole
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Libretto agile che dispensa qualche concetto anche davvero interessante. Sembra più una mini-dispensa per un pubblico che non mastica abitualmente filosofia, tuttavia alcune intuizioni meriterebbero di essere approfondite. Lo stile è moderno e colloquiale e Dufer scolpisce i suoi concetti facendo ricorso a una variegata produzione filosofico-letteraria, molto esetea nel tempo e che spazia da Seneca a Tolkien. Dufer affronta tematiche molto attuali e molto di moda, e quindi molto interessanti per chi osserva e conosce le opportunità e i pericoli degli strumenti social, che possono facilmente fagocitare il nostro tempo, la nostra vita. Giunti alla fine del libro, rimane tuttavia la sensazione di non aver concluso approfonditamente le tematiche espresse, pertanto in molti casi il libro rimane in superficie, senza inoltrarsi efficacemente sui concetti esposti. Forse il problema è il medium: efficace e brillante nei podcast, nella produzione scritta (parlo di questo libro, naturalmente) Dufer non è particolarmente a suo agio. Si ha l'impressione che questo lavoro nasca proprio da diversi podcast in cui l'autore ha eviscerato con ritmo incalzante la sua critica alla società attuale, per poi decidere di mettere per iscritto le conclusioni cui è approdato in video. Un'ultima nota: le tante citazioni non rendono sempre autorevole uno scritto. Si rischia di dare l'impressione di un lavoro scolastico che mira a dimostrare l'ampio bagaglio di conoscenze del suo autore. Però se leggo un libro di un filosofo, mi aspetto di leggere quello che l'autore pensa su un determinato tema, non certo quello che lo scrittore ha imparato da qualche altro autore. Qui sta la differenza tra un lavoro autorevole e un lavoro da studente.
Se c'è una cosa che sto imparando, proprio dall'autore stesso di questo libro, è che la lettura è un atto intimo e personale, e ci sono diversi livelli a cui può tornare utile.
Cercare di interpretare ciò che voleva dire l'autore è tra questi, ma secondo me, ancora piú prezioso è cercare di capire invece cose su di me, che sono emerse durante il rapporto con la creazione dell'autore.
Perciò, voglio cambiare il modo che ho di interfacciarmi con le opere d'arte:
In questo spazio digitale, scriverò le mie impressioni sul libro, se è scritto bene, male, se ha dei difetti, e se questi hanno inciso sull'efficacia del modo in cui il messaggio mi è arrivato. Insomma, parlare dell'opera in sè.
Parallelamente, affiancherò un quaderno, in cui scriverò analogicamente tutto ciò che riguarda me. Cosa ho provato, in cosa mi sono rispecchiato, cosa ho imparato, etc.
Fatta questa premessa, in seguito riporto il mio pensiero sul libro.
La scrittura di Rick è veramente accessibile, e siccome devo allenare il mio cervello ad iniziare a leggere, l'ho trovato perfetto per iniziare.
In piú, è imbottito di citazioni, e di pensieri e spiegazioni delle opere di altri autori, così che mi aiuti a farmi un'idea di dove andare a dirigermi dopo aver finito il suo libro, se volessi continuare ad approfondire un determinato concetto.
Il primo libro di filosofia che leggo dell’autore Riccardo Del Ferro. Un’ottima trasposizione di molti suoi pensieri raccontanti nei vari “Daily Cogito” di YouTube, sotto forma di libro. Un’idea chiara e precisa dell’uso benefico e salvifico della filosofia come strumento da utilizzare giornalmente per riflettere sul nostro presente caratterizzato da quel “rumore” che i social ed Internet creano. La “Critica della ragione demoniaca” ci aiuta a riflettere su come salvarci e curarci dalle moltitudini di attacchi che imperversano esternamente sulla nostra coscienza e sul nostro significato di esistere, un “daily reminder” da leggere più di una volta nella vita. Ottima scrittura, le citazioni e la bibliografia sui pensieri di filosofi contemporanei e passati hanno arricchito i discorsi e i vari passaggi del libro.
Viviamo una vita anestetizzata, nella distrazione, nel divertissement. il piacere non è il risultato di una decisione, ma è dato dal consumo compulsivo. Non possiamo dire di essere infelici, ma disfelici. Una cosa vale qualsiasi altra, purchè possa gratificarmi. A rendermi dipendente non è più la sostanza, ma va bene qualsiasi oggetto. Siamo iperdipendenti tutto è insignificante e sostituibile. Il vuoto di senso non sarà mai colmabile, non ne abbiamo mai abbastanza. Pars destruens in parte condivisibile, pars costruens che vale per chi ci riesce o ci prova a uscire dall' iperdipendenza. E' il solito problema della virtù socratica. non è vero come sosteneva Socrate che facciamo, e ci facciamo, male per ignoranza. L' ubriaco è spesso consapevole che bere fa male, ciononostante continua a bere
Libro che ho trovato meno ispirato dei precedenti, porta comunque alcune riflessioni interessanti. Se si seguono i Daily Cogito si può facilmente capire come questo libro sia una raccolta in forma scritta delle argomentazioni che porta nei suoi video. L'effetto è stato per me un lungo "già sentito", un'aggiunta non essenziale a ciò che avevo già fruito e su cui avevo già riflettuto. A livello stilistico non apprezzo particolarmente la scrittura di Dufer che reputo ridondante ed eccessivamente diluita, ma sicuramente dal punto di editing è stato fatto un grande passo avanti rispetto alla pubblicazione precedente che presentava grossolane sviste.
Chi ascolta Rick in Daily Cogito conosce in gran parte gli argomenti trattati, anche se in questi capitoli li troviamo più approfonditi ed elaborati, specie gli ultimi tre paragrafi. Sono stati come un pugno allo stomaco che il giorno dopo, invece di farti male, ti rimette a posto gli organi vitali. La conclusione la trovo un atto di ribellione a questo mondo attuale fatto di persuasione, oblio e inganni. Se potessi dare al libro una forma visiva direi il video "Carmen" di Stromae. Questo libro ci permette di effettuare un viaggio di introspezione dove impariamo ad amare il nostro vero essere e la vita, in modo da poter amare gli altri e tutto ciò che ci sta intorno, nel bene e nel male.
Un libro verammate interessante. L'analisi sulla nostra società è accurata e lucida. Inoltre i capitoli sui demoni del nostro tempo e sui custodi della nostra cittadella interiore è avvincente e pratica. Non è un libro che promette la risoluzione di oggi nostro problema ma è un libro che vi fornisce degli strumenti critici, pratici e utili per agire su noi stessi.
Carino, alcuni argomenti interessanti, altri li ho trovati un po’ troppo forzati. In generale un po’ ripetitivo se si conoscono i suoi podcast, praticamente ha messo per iscritto ciò di cui ha parlato più volte in video/audi, ma senza poi entrare troppo nel merito. Rimane una scrittura superficiale degli argomenti che tratta.
L'uso frequente di citazioni e rimandi all'attualità contribuiscono a dare un volto, una concretezza ai nostri vizi e virtù, riuscendo ad ottenere una maggiore profondità. Tuttavia l'opera è solo uno spunto da cui partire per cominciare un'analisi di sè che sfidi i limiti della coscienza. Una lettura piacevole, mi ci sono rispecchiato.
Non ritengo si tratti di un libro facile da recensire: in alcuni punti mi è sembrato un po’ paternalistico e un po’ ridondante, nel complesso, però, ritengo sia stata una piacevole lettura che mi ha portata comunque a riflettere. Sono certa che qualcuno possa trovarlo estremamente utile.
Una lettura scorrevole che ci mette in guardia riguardo a un richio dei nostri tempi: quello di non vivere la vita, trascorrendo il tempo fra le infinite distrazione che la modernità di mette a disposizione. Il lettore viene esortato a tornare a vivere intenzionalmente la vita, accentandone anche gli aspetti dolorosi, e a continuare la ricerca del senso, senza che l'angoscia diventi paralizzante. Contiene numerose citazioni che fungono da spunti per letture successive.
Dufer analizza il male del nostro tempo, la paura di restare con noi stessi, e il bisogno di riempire la nostra noia con intrattenimento fine a se stesso.
A mio avviso, il miglior libro scritto da Rick Dufer. Una piccola gemma che offre un ottimo punto di partenza per avvicinarsi alla filosofia dello scrittore. Aiuta a comprendere i problemi della nostra epoca e fornisce spunti su come affrontarli con un linguaggio pop. Consigliatissimo.