2072. Il campanile di San Marco, una volta simbolo di Venezia, ora si erge come un faro sul Mare Nuovo, che si estende da Bologna ad Alessandria, da Vicenza a Milano. Ma questo paesaggio, ridisegnato dall'innalzamento dei mari, è solo l'inizio di un mondo nuovo.Una civiltà aliena incombe sulla terra, invitando la popolazione terrestre a far parte della KOINONIA, la comunità universale. Come reagiranno gli umani, di fronte all'insolita proposta? Questo romanzo, distopico e riflessivo, non lascia spazio all'indifferenza costringendo il lettore a interrogarsi sulla natura e sul destino dell'umanità, sul proprio ruolo nell'universo.
Arrivano gli alieni sulla Terra: come risponde il genere umano?
Siamo nel 2072, la Terra è devastata dall'attività umana, l'innalzamento dei mari ha stravolto la geografia globale ed il clima è impazzito. Quando sembra che non potrebbe andare peggio di così, arrivano gli alieni con una proposta: un Governo Globale per entrare nella Koinonìa, la comunità universale degli esseri senzienti. Come risponde il genere umano di fronte a questa soluzione? Ovviamente con la inutile, tragica, inconcludente guerra
Nel frattempo Matteo si ritira nel vecchio campanile di Venezia - ormai sommersa e abbandonata - diventato un faro. Non gli interessano gli alieni né il conflitto: vuole vivere in pace mentre il mondo si autodistrugge.
Koinonìa - di cieli, di terre e di mari è un romanzo che mescola il distopico al fantascientifico, con capitoli brevissimi, un ritmo serrato che mi hanno tenuta incollata alle pagine e tre punti di vista che si alternano: Terra, alieni, Matteo. Ma la vera protagonista è una profonda riflessione filosofica: il destino dell'umanità, l'inutilità della guerra, i cambiamenti climatici.
La cosa che ho amato di più, però, è stato lo sguardo degli alieni: osservatori freddi, quasi burattinai quando provano a guidarci verso una scelta, che ci studiano e scoprono quanto siamo fragili e ripetitivi.