Echo - per RFS
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Cobalto è stata una di quelle letture che non riuscivo a mettere in pausa e che mi ritornava prepotentemente in testa anche mentre facevo altro; mi ha intrigato fin da subito per la sua copertina, una macchia di Rorschach e nient’altro.
Non avevo mai letto nulla di quest’autrice e mi sono mangiata le mani perché mi ha stregata con il suo stile crudo e poetico, che ti avvolge e ti trascina dentro la storia.
Non è un romanzo semplice, viene filtrato e narrato da Julie, che si ritrova con una famiglia dall’equilibrio precario, a cui basta un niente per distruggersi. Tutto parte da sua sorella Alice e dai suoi comportamenti anomali: la madre afferma che è solo una bambina fantasiosa, il padre trascina la famiglia da un consulto medico all’altro e Julie è solo una voce narrante e impotente di tutto questo.
Lei sente che qualcosa non va nella sorella: ha un amico immaginario che le ordina di farsi male, disegna cose inquietanti e, alle volte, sembra che ci sia qualcun altro dentro di lei.
Il saltare fra paranormale e psicologico è un qualcosa che accompagna la lettura fino alle sue battute finali: a volte viene da pensare che ci sia qualcosa di più sotto, qualcosa di oscuro che mina questa famiglia; altre volte, forse spinti anche dal pensiero di Julie, si adduce tutto al disturbo schizofrenico che è stato diagnosticato ad Alice.
Una tragedia dopo l’altra, la ragazza scopre che la sorellina pare essere legata anche alla storia di un altro bambino, avvenuta però dieci anni prima.
Leggere questo romanzo e immergersi nelle sue atmosfere cupe, con questo continuo saltare fra il “c’è qualcosa di strano” e “ok, forse è solo il disturbo”, è stato sfibrante. Molto spesso avrei voluto abbracciare tutti i personaggi, così immersi nella loro disperazione e nei loro problemi.
Sono umani, tanto umani.
Sono persone comuni che cercano di far fronte a qualcosa di più grande di loro: negandolo, trattenendo le urla che hanno dentro, puntando il dito verso qualcuno, sperando così di trovare l’origine di tutto.
Un romanzo veramente incredibile che ha, però, un unica pecca nel finale: troppo sbrigativo, se messo in rapporto alla costruzione che c’è stata prima. Un finale che mi ha lasciato a bocca aperta dalla sorpresa perché non ci sarei mai arrivata da sola. L’ho semplicemente intuito proprio mentre l’autrice lo svelava.
Una lettura incredibile e sono davvero felice di aver scoperto Rosa Ventrella di cui, sicuramente, recupererò qualcos’altro.