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Spezzare l'Italia. Le regioni come minaccia all'unità del Paese

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Spinto al limite del secessionismo, il regionalismo ha peggiorato lo Stato senza migliorare le regioni. E, attraverso la confusione delle competenze, ha indebolito oltremodo il sistema costituzionale. È ora di dire basta. Le regioni devono tornare a essere strumenti al servizio della Repubblica e del suo disegno di emancipazione di tutti i cittadini. Uno scenario a breve Veneto, Lombardia ed Emilia- Romagna - le regioni piú ricche del Paese - mettono fine all'unità d'Italia. Con l'autonomia differenziata, sanità, istruzione, musei, lavoro, sostegno alle imprese, trasporti, strade e autostrade, ferrovie, porti e aeroporti, paesaggio, ambiente, laghi e fiumi, rifiuti, edilizia, energia, enti locali passano integralmente alla competenza delle tre regioni. Lo Stato si ritrova privo delle leve essenziali per realizzare politiche sociali, culturali, ambientali, economiche di respiro nazionale. L'amministrazione pubblica è disarticolata a causa della variabilità delle competenze, che in alcuni territori diventano regionali, in altri rimangono statali. Le imprese sono chiamate a fare i conti con una frammentazione normativa e amministrativa che complica le loro attività. La solidarietà nazionale va in assieme alle nuove competenze, le tre regioni ottengono le risorse necessarie a esercitarle, calcolate a partire dal gettito fiscale generato sul loro territorio, senza compensazioni perequative. Com'è successo che una rivendicazione di parte, vocata al culto delle piccole patrie, venata da pulsioni razziste, segnata da egoismi territoriali, alimentata da avidità economica, sia divenuta una questione nazionale capace di mettere in scacco la tenuta dell'unità del Paese?

131 pages, Kindle Edition

Published April 2, 2024

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About the author

Francesco Pallante (Torino, 1972) è professore associato di Diritto costituzionale nell’Università di Torino.
Oltre ad articoli scientifici su questi temi, ha pubblicato: Francesco Pallante, Il neoistituzionalismo nel pensiero giuridico contemporaneo (Jovene 2008); Gustavo Zagrebelsky, Valeria Marcenò, Francesco Pallante, Lineamenti di Diritto costituzionale (Le Monnier 2014); Gustavo Zagrebelsky e Francesco Pallante, Loro diranno, noi diciamo. Vademecum sulle riforme istituzionali (Laterza 2016).
Scrive per il Manifesto ed è membro del Consiglio di Direzione di Libertà e Giustizia.

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Displaying 1 - 5 of 5 reviews
Profile Image for Giu.
3 reviews
September 16, 2024
È chiaro come questa riforma non sia altro che un espediente per rafforzare ulteriormente i privilegi delle regioni più ricche, sacrificando il principio di solidarietà nazionale sancito dalla Costituzione. La volontà di frammentare il Paese, favorendo poche aree a discapito di altre, è la più palese violazione del dovere collettivo di coesione sociale.
La spinta verso l’autonomia differenziata non è altro che l’ultimo stadio di un’ideologia individualista e opportunista. La pretesa di abbandonare chi è in difficoltà e la riluttanza a condividere risorse in nome della solidarietà nazionale sono ormai presentati come scelte morali. Siamo di fronte a un ribaltamento dei valori: ciò che dovrebbe essere naturale – la cooperazione per il bene comune – viene visto come un peso. In questo scenario, non sorprende che la retorica dell’“avvicinare le istituzioni ai cittadini” sia semplicemente una maschera per giustificare la concentrazione del potere nelle mani di pochi, a discapito del principio democratico.
L’autonomia differenziata non è una soluzione, è un attacco frontale all’unità del Paese. Non si tratta solo di un rischio di diseguaglianze economiche, ma di una vera e propria disintegrazione del tessuto sociale nazionale. Se si persegue questa strada, l’Italia non sarà più una Repubblica fondata sulla solidarietà, ma un territorio frammentato, dove chi ha di più si prende tutto e chi è indietro viene lasciato al proprio destino.
Profile Image for Massimo Monteverdi.
705 reviews19 followers
July 9, 2024
Quasi sotto traccia, le peggiori menti della nostra generazione stanno ribaltando il concetto di unità d'Italia come lo abbiamo imparato a scuola. Purtroppo, le conseguenze di questa secessione mascherata, sempre che l'elettorato non rinsavisca e bocci senza dubbio il referendum che ne dovrebbe certificare la legittimità, saranno una pesante eredità per tutti, non solo per le regioni penalizzate. E sì che questa deriva giunge da lontano, dai primi vagiti del leghismo autonomista, quello di Miglio e del mito padano. Accantonato temporaneamente il progetto ultimo, in realtà le regioni si sono costruite, anche per merito di una riforma costituzionale affrettata e mal scritta, un ambito di autonomia non tanto dentro i confini fissati dallo Stato ma addirittura con sacche di discrezionalità legislativa in pieno contrasto con il principio di sussidiarietà. Ora abbiamo di nuovo l'impresentabile Calderoli a guidare la battaglia per il separatismo finto aggregatore. Pensate forse che finirà bene? Solo se un mare di no soffocasse in extremis il ferale progetto.
Profile Image for Valeriano Ciciriello.
3 reviews
January 3, 2025
Analisi molto lucida, approfondita e rigorosa del costante declino del processo legislativo e del rispetto dell’ordinamento da parte del legislatore della seconda repubblica. La prospettiva di uno studioso della Carta Fondamentale, l’unica che poi conta visto l’oggetto della discussione.
Profile Image for Sofia.
67 reviews
July 4, 2024
Testo molto interessante che permette di comprendere in cosa consiste l’autonomia differenziata (sempre con un contenuto polemico), come è riuscita a imporsi e le sue conseguenze.
Profile Image for vittoria.
37 reviews
September 27, 2024
3.5 ⭐️

un po’ difficile da seguire per chi non ha familiarità con i tecnicismi, ma interessante e rilevante.
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