Rimasta orfana, Daniela arriva in Egitto e viene affidata alla nonna Francesca, ex ballerina, donna passionale e controversa che, come tanti italiani ed europei, a fine Ottocento si era stabilita in Medio Oriente per cercare una vita migliore. Con la morte della nonna la ragazza è costretta a trasferirsi presso Livia e Matteo, una coppia anticonformista che la introduce a una nuova dimensione politica. Intanto la situazione internazionale comincia a precipitare, e le vicende di Daniela si intrecciano con quelle della Storia.
Ballata levantina rappresenta una delle vette più alte nella produzione narrativa di Fausta Cialente. Pubblicato per la prima volta nel 1961, è un romanzo storico che rende magistralmente la complessa ricchezza del mondo levantino: dalle contraddizioni borghesi del colonialismo in dissoluzione fino alla tragedia della Seconda Guerra Mondiale, raccontata attraverso le lotte degli antifascisti in Medio Oriente – che l’autrice, all’epoca speaker radiofonica al Cairo, visse in prima persona. Ma la storia di Daniela, tratteggiata con l’empatia profonda e riservata di Cialente, fa di questo libro anche un grande racconto di formazione sul difficile e incerto percorso di una ragazza che diventa donna. Daniela deve fare i conti con il bisogno di radici e riscatto, con la scoperta delle mille sfaccettature dell’amore e, più di ogni altra cosa, con l’indomito impulso di trovare la propria strada verso la libertà.
Fausta Terni Cialente was an Italian novelist, journalist and political activist. She is a recipient of the Strega Prize.
Cialente's first novel Natalia, completed in 1927, treated the lesbian relationship of an unhappily married woman. It was published in Rome in 1930 and won the Dieci Savi Prize. When the initial print run of 3000 copies had been sold, her publisher wanted to print more copies but the censors in the Fascist regime asked for two sections of the book to be revised. Cialente refused and the book was not reprinted but in 1932 a French translation was published in France. In 1930 her short story "Marianna" was published in the literary magazine L'Italia Letteraria which was edited by Giambattista Angioletti. From 1940 she wrote antifascist pamphlets and made daily broadcasts from Radio Cairo against the Fascist regime in Italy. In 1947 she returned to Italy, living there until moving to England in 1984.
Dalla primissima pagina, sapevo sarebbe stato un gran libro – si capisce nell'andare del ritmo e nella parola non tanto pensata, quanto inserita sul pentagramma; in quel procedere come a parlar con un'amica, tenendo fede a una lingua che va creandosi meravigliosa.
E questo seguire la vita di Daniela, dagli albori (e dagli avi, la madre morta e la nonna, antica ballerina di teatro) alle piene giornate di guerra mondiale, non può che stupire se còlto quale parabola d'amore di una fanciulla nuova, nonché quasi maledetta dal suo primo bacio annegato, ma redivivo nelle impronte di un secondo Gilbert; di un Enzo perduto nel fragore immane dell'apocalisse nazifascista.
Si comprende tardi la motivazione dietro il cambio di narrazione, da una prima persona, che ho amato, – e che credo renda la prima parte del romanzo uno splendido cimelio, che nulla ha da invidiare alla carica sensitiva di un'Elsa Morante –, a una terza persona un poco più zoppa, e forse in comune accordo con un percorso che pare farsi faticato, in un'opera che tutto vuole accogliere dell'indicibile.
Ammetto che leggere Fausta Cialente non sia del tutto facile, per via dei periodi lunghi e i molti pensieri astratti che contraddistinguono le sue storie. Ma la sua scrittura è meravigliosa: calda, avvolgente, passionale. Non può lasciarvi indifferenti.
Fausta Cialente, a mio avviso, è una delle voci letterarie femminili più importanti del ‘900 e ringrazio ancora chi mi ha permesso di conoscerla perché, temo come per molti altri, il suo nome mi era del tutto sconosciuto. Autrice dimenticata, come purtroppo per molte altre. Anche questo libro “Ballata levantina” si è rivelato un’ottima narrazione del periodo levantino, della società dell’epoca, degli italiani finiti a vivere in Egitto. Uno sguardo lucido. Di chi, per vissuto personale, quel mondo l’ha conosciuto, ma spesso non condiviso.
Ich habe dieses Buch in deutscher Sprache gelesen. Es hat eine poetische Melancholie in sich, die ich noch niemals zuvor in einem Buch erlebt habe. Das Buch ist voller Emotionen, voller Menschen, die Fehler machen. Ich kann dieses Buch sehr empfehlen.
Autrice che non conoscevo, ma di cui ho apprezzato la scrittura ricca, poetica e vivamente evocativa di un periodo passato. Originali i personaggi e interessante l'ambientazione nelle comunità di europei (levantini) che lavoravano e vivevano in Egitto a inizio '900.
Con gli occhi della protagonista, si dipana la storia di emigrati italiani in Egitto all'inizio del secolo scorso, fino allo scoppio della seconda guerra mondiale. Una prosa estremamente ricca coinvolge il lettore, con punte alte e raffinate.
Ho fatto proprio fatica a finirlo.. lo stile non mi piace per niente. La storia invece è abbastanza interessante, più che altro per lo sfondo storico. Il resto meno
Romanzo di formazione della bambina/ragazza/donna Daniela che, rimasta orfana, cresce ad Alessandria d'Egitto sotto la tutela della nonna negli anni '20 fino ad arrivare alla guerra, Il libro è diviso in cinque parti e le prime due mi sono piaciute molto. Dopo una poco interessante terza parte, il libro si riprende nelle ultime due. Il titolo dice molto, si descrive la vita della cosmopolita comunità europea di Alessandria dove si aggirano persone poliglotte ma senza patria o dalla patria incerta, appartate dalla vita degli arabi. Il romanzo non manca di temi politici e femministi, alcuni molto attuali. Grande piacere si ricava leggendo la lingua della Cialente, altro mondo se confrontata alla sciatta e piatta lingua che si legge nei libri contemporanei, premi Strega compresi (cito questo premio perché Cialente arrivò seconda nell'edizione del '61). Molto interessanti e utili sono la prefazione e la postfazione.
Lo scenario è quello di Alessandria d’Egitto e del Cairo. La vicenda ci fa immergere nella comunità dei levantini e dei coloni dell’Egitto nella prima metà del ‘900. Fausta Cialente tratteggia il percorso di Daniela, la protagonista, dall’infanzia, mentre cresce con la nonna Francesca, suo specchio e motivazione, coordinando una narrazione memoriale in prima persona che poi si espande nella cronaca in terza persona, con la vicenda personale e individuale dei personaggi che confluisce nella Storia della seconda guerra mondiale, l’antifascismo levantino; gli intrighi di salotto che diventano spionaggi. Una prosa sopraffina, elegante e carezzevole, propria di chi sa usare la lingua italiana e ne conosce le evocazioni, la forza, il ritmo.