L'amore è sempre diverso, a seconda di chi lo prova, di come lo si vive, della passione che racchiude, di quanto peso gli si dia. Eppure lo scrittore in questo libro ha cercato di rappresentarci un amore davvero sui generis.
Infatti, è un amore stano, ai limiti dell'ossessione quello rappresentato da Marco Lodoli. Un amore mai ricambiato eppure struggente, eterno e totalizzante, vissuto fino all'ultima goccia.
Questo libricino, uscito da poco, si legge in poche ore e racchiude la storia di un amore che a molti potrebbe sembrare folle, ma la cui esistenza è in grado di ridare senso alla vita della protagonista.
Questa bidella, il cui nome non viene mai pronunciato è una persona molto sola, senza hobbies, senza cultura e senza alcuno scopo che si innamora di Matteo, un giovane professore che insegna nella sua stessa scuola.
È interessante notare che tutti i nomi dei personaggi comincino con la lettera M: Matteo, Massimo, Mirella, Maddalena (come l'autore che si chiama Marco). Tuttavia lei rimane anonima, la sua identità è confusa, è invisibile agli occhi di tutti e la sua vita rimane scialba e non vissuta, in attesa di qualcosa di impossibile.
Matteo, l'uomo che ama più della sua stessa vita e di cui conosce ogni spostamento, anche i segreti più reconditi grazie alle sue investigazioni, non sa neanche come si chiama e continua a chiamarla Caterina. Sono pochi e fugaci le battute che loro si scambiano, ma, come per Dante con Beatrice, sono portatrici di salute e felicità per la donna il cui scopo per quarant'anni sarà solo quello di amarlo. Fino alla morte.
L'amore appare come un sentimento puro che si spoglia anche della gelosia, seppure difficile da contenere in un primo momento, quando Matteo incontra la sua futura moglie, Maddalena, anche lei un'insegnante.
In questo racconto breve ho letto inquietudine e struggimento, anche un po' di follia che contraddistingue sicuramente la protagonista. La scrittura è fluida ed essenziale tanto da riuscire a raccontare 40 anni di vita in poche pagine.
Ci sono parti quasi poetiche che fanno riflettere molto sulla necessità di agire e di non far prevalere la paura sulla felicità.