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Non farti fottere

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Per generazioni di ragazzi, il porno è ormai la principale forma di educazione sessuale. Fin da bambini può capitare inatteso sui loro device con un pop-up e ben presto comincia-no a cercarlo e a nutrirsene, scambiando per realtà quella che è solo fiction, a volte estrema. Per gli adulti è una forma di intrattenimento come un'altra, magari usata per dare un po' di pepe alla vita di coppia. la macchina del porno macina miliardi, grazie a siti che sono tra i più visitati al mondo. Ma si tratta davvero di un mercato qualunque? Questo libro ricco di dati, notizie e interviste ai protagonisti spiega perché no, non lo è. Racconta chi sono davvero i discreti padroni degli aggregatori pornografici. Indaga i percorsi professionali, i meccanismi economici, le implicazioni sociali di un fenomeno cresciuto fino a raggiungere dimensioni colossali. Denuncia le storie di sfruttamento e violenza. Fa chiarezza sui temi più problematici, come l'uso e l'abuso dell'intelligenza artificiale e la compravendita dei nostri dati personali. Senza falsi pudori né pregiudizi, Lilli Gruber mostra in queste pagine come sia il porno a usare noi, e non viceversa. Per invertire la rotta occorre aprire un dibattito, spezzare il silenzio delle istituzioni e chiedere innanzitutto un'educazione sentimentale e sessuale per i nostri figli e misure per la trasparenza delle pratiche economiche del settore. E impegnarci per recuperare i beni preziosi che la peggiore pornografia online ci ha l'erotismo, il desiderio e la creatività.

171 pages, Kindle Edition

Published April 16, 2024

13 people are currently reading
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About the author

Lilli Gruber

22 books77 followers
Dietlinde Gruber nasce a Bolzano il 19 aprile del 1957 da una famiglia di imprenditori. Durante il fascismo la sorella della nonna materna era inviata al confino e il padre, Alfred, lavorava come insegnante clandestino nelle cosiddette "Katakomben - Schulen". Il percorso di studi di Lilli passa da Verona presso le Piccole Figlie di San Giuseppe, e presso il liceo linguistico Marcelline di Bolzano, proseguendo alla facoltà di Lingue e Letterature straniere dell'Università di Venezia. Conseguita la laurea torna in Alto Adige-Sudtirolo: sono questi gli anni di Alexander Langer e dell'impegno, che Lilli Gruber fa suo, per la nascita di una cultura del dialogo tra i diversi gruppi linguistici.

Parla italiano, tedesco, inglese e francese: svolge il praticantato giornalistico presso l'emittente tv Telebolzano, allora unica televisione privata dell'Alto Adige. Scrive per i quotidiani "L'Adige" e "Alto Adige". Diventa giornalista professionista nel 1982. Dopo due anni di collaborazione con la Rai in lingua tedesca, nel 1984 viene assunta al Tg3 Regionale del Trentino-Alto Adige; in seguito viene chiamata dal direttore del Tg2 Antonio Ghirelli a condurre il telegiornale della mezzasera e della Notte, nonchè inserita nella redazione di politica estera.

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Displaying 1 - 23 of 23 reviews
Profile Image for Betty.
106 reviews5 followers
September 30, 2024
A.A.A. CERCASI EDUCAZIONE SESSUALE E AFFETTIVA

L'età media di "accesso alla pornografia" è 12 anni. Io a dodici anni giocavo con i Lego, oggi guardano i porno sul telefono. Perché? Perché i tempi sono cambiati (accettiamolo!) e la curiosità nei confronti della sfera sessuale viene soddisfatta con quello che si ha a disposizione: il telefono.
Perché fare della sana ed esplicita educazione alla sessualità e all'affettività nelle scuole quando puoi lasciare che le nuove generazioni si informino autonomamente sui siti porno gratuiti a suon di gang bang e triple penetrazioni anali? Non stupiamoci poi di leggere sui giornali di gruppi di ragazzini che stuprano tutti assieme appassionatamente la loro compagna di classe. Per loro è normale, l'hanno visto online.

Il saggio di Lilli Gruber è un libro da leggere tutto d'un fiato per una panoramica introduttiva su un problema pressante della nostra società che - ahimè - preferiamo (non) affrontare mettendoci le fette di cetriolo sugli occhi.
Profile Image for Giorgio Gabrieli.
145 reviews
December 3, 2024
In una classe liceale di sedici ragazze la professoressa di Scienze aveva affidato a me, uno dei quattro maschietti, l'esposizione in classe sul capitolo di anatomia dedicato agli organi e al ciclo riproduttivo femminile. Coloro che ritengono questa possa sembrare una imposizione tirannica o derisoria, fa ridere e sembra assurdo che sia il 14enne introverso e nerd a dover "spiegare" alle proprie coetanee come funziona il loro corpo, si troverebbero a torto. È stata forse una delle scelte didattiche più lucide e utili che mi sia mai stata imposta. (terapia d'urto o semplice educazione?) Qualche anno dopo la nostra classe ha ricevuto una educazione sessuale fatta da psicologhe che si sono prodigate a spiegarci i chi, i cosa ed i perché del "meraviglioso mondo della vagina" (cit.), cosa aspettarci da un partner e le precauzioni del caso (online ed offline).
Ho avuto la fortuna di conoscere infermieri, educatori di ogni ambiente e psicologi che lavorano in consultori che non si sono mai fatti problemi a parlare, discutere e divulgare informazioni precise ed utili senza alcun imbarazzo e giudizio per quanto concerne il sesso.

Mi ritengo incredibilmente fortunato ad aver ricevuto una educazione sentimentale e sessuale ad ampio respiro.

Dico fortunato perché mi rendo sempre più conto di essere l'eccezione.

Miei fatti personali a parte

Serve parlare di questi argomenti nelle scuole.

Ma in un mondo in cui la scuola e gli insegnanti vengono sempre più osteggiati e denigrati, dai genitori quasi più dei figli, le possibilità di aprire questi dibattiti si annichiliscono. E giovani sempre più curiosi dove volete che cerchino le informazioni? In internet. E cosa volete che trovino a scrivere sesso in un motore di ricerca?


"Macché: il porno ha salvato la salute mentale dell'essere umano - protesta Roberto [D'Agostino]. Sia la cultura orientale che quella occidentale hanno come fondamentali due libri di racconti licenziosi: Le mille e una notte e il Decamerone "

"Ai nostri tempi si diceva che la rivoluzione non è un pranzo di gala. Oggi, forse, è una notte di buon sesso".

Breve raccolta di dibattiti ed analisi, con statistiche, fatti di cronaca, interviste e riflessioni su di un tema tanto tabù.

La Gruber spiega come funziona il mercato del porno (produzione e distribuzione sfruttamento, fatturati, le grandi piattaforme) e i rischi che esso comporta verso i minori e l'educazione, la salute mentale e anche l'emancipazione femminile.

Una buona raccolta per informare verso un argomento controverso e di difficile dibattito.
Profile Image for Vanessa.
42 reviews
July 26, 2024
Godibile e, come disse un utente qui su Goodreads a proposito di "J'Accuse" di Francesca Albanese, didattico nella migliore accezione possibile del termine. 

Il problema per me enorme - essendo un saggio piuttosto denso - della mancanza di una bibliografia potrebbe essere spiegato dal fatto che si dà per scontato che il lettore si faccia bastare quanto Gruber gli riporta, e amen. È un testo di primo approccio al tema, quindi pensato per una grande distribuzione, per un pubblico non interessato veramente, ma solo curioso. 

Comunque da apprezzare lo sforzo compilatorio e la vastità degli spunti, quasi tutti molto recenti. È la prima volta che vedo citati nero su bianco un documentario fondamentale come "Hot girls wanted" e l'organizzazione Exodus cry.

Mi aspettavo una più decisa presa di posizione da parte dell'autrice, che mi è parso abbia messo in guardia piuttosto blandamente i lettori o i genitori dei giovani a cui il titolo si rivolge. D'altronde, però, come già scritto da Gruber nel saggio, non spetta né ai soli genitori né alla sola scuola o ad altri agenti educativi proteggere le vittime dell'industria pornografica. Il porno è un problema economico e sociale, non morale, quindi è accettabile che il testo non sia un "J'Accuse" (giusto per citarlo di nuovo), perché a doversi esporre e a prendere provvedimenti è la classe politica (bonanotte).
38 reviews2 followers
May 5, 2024
5/5/24. Libro introduttivo al tema e generico, ben scritto, breve e scorrevole (letto in un paio di giorni). Ho apprezzato l'intento ma purtroppo non mi ha insegnato niente che una persona che usa i social quotidianamente e si tiene informata non sapesse già. Avrei preferito che il libro si concentrasse di più (o esclusivamente) su Rosi Braidotti, che è stata intervistata dall'autrice: le sue parole sono le parti più interessanti del libro
Profile Image for Salvo Cristaldi.
75 reviews3 followers
June 1, 2024
Un testo che rapporta indagini e statistiche del mondo pornografico che negli ultimi periodi, soprattutto con l'avvento del web e dei social, è in costante crescita causando così insoddisfazioni sociali e sentimentali.
Nel testo vengono citati, descritti e analizzati anche i fenomeni causati dal problema principale(porno), quali: aumento degli stupri, perdita dell' eros e mercificazione dei corpi, sfruttamento economico portando quindi un sistema capitalista, perchè ricordiamoci che il porno è un'industria che ha come scopo il profitto e non l'educazione sessuale e come questa industria è localizzata in specifiche regioni per avere leggi più permissive e per avere disponibilità di corpi femminili che rispondono ai canoni estetici più ricercati ecc..
Un' eventuale soluzione per la scrittrice e credo per tutta la collettività in generale è quello di trasmettere ,soprattutto ai più giovani, un'educazione sessuale evitando di rincorrere il metodo pornografico che può causare danni psicologici e dipendenza.
Profile Image for Teresa.
22 reviews
November 13, 2024
un saggio molto interessante, stile chiaro, scorrevole e pulito. Ho apprezzato molto l’abbondanza di dati: ogni singola tesi è argomentata in maniera omogenea e coesa, con approfondimenti, interviste e testimonianze valide e verificabili.
Per quanto riguarda l’originalità del tema, purtroppo mi trovo in accorto con altri utenti che hanno letto e commentato il libro: nulla di nuovo che un navigatore in rete razionale e consapevole non sappia già. Sicuramente l’educazione sessuale è - insieme a molti altri elementi - poverissima nelle scuole, per non dire inesistente e ancora sono presenti numerosi tabù e divieti sul tema che devono essere certamente sdoganati per contribuire a una crescita e a una consapevolezza maggiore della società ma soprattutto dei bambini e dei ragazzi che si approcciano alla sfera del sesso.
Senza dubbio è un saggio ricco di spunti di riflessione ma mi sarei concentrata di più su quello che la gente non conosce e non sa ancora.
Profile Image for Duccio.
253 reviews15 followers
May 10, 2024
3.5/5 ⭐️

Di livello introduttivo ma ben scritto e altrettanto ben ricercato.
Gli spunti di riflessione più interessanti vengono dall’intervista con la professoressa Braidotti, alla quale magari avrei dato più spazio
Profile Image for Antonio Gallo.
Author 6 books57 followers
June 25, 2025
"Un diffuso apprezzamento per la pornografia è il modo che la natura usa per avvertirci che siamo a rischio di estinzione".
Con questa citazione la più famosa intellettuale sexy della realtà culturale, sociale e politica italiana contemporanea ha scritto questo libro molto interessante. Non mi poteva sfuggire, anche se sono, ormai, un dinosauro dichiarato.
Il sesso "tira" sempre. Il sesso, lo sappiamo tutti, gioca un ruolo centrale nella vita degli esseri umani. In nome del sesso ogni civiltà realizza i suoi riti, costruisce le sue difese, imbastisce i suoi rituali.
Così accade dalla notte dei tempi, a partire dalla foglia di fico che Adamo usò per coprire ciò che non sapeva, prima di "conoscere" Eva. Così accade oggi, di notte e di giorno, al nord come al sud, ad est come ovest.
"Muscoli" che nascondono il mistero della vita, una vita fatta di amore e di piacere, di dolcezze e di trasgressioni, di tradizione e di novità, in ogni forma d'arte umana. Inclusa la scrittura.
Dopo l'avvento dell'immagine in Rete, la parola "sesso" si colloca al primo posto nel mondo della comunicazione contemporanea. Lilli Gruber ha inserito la frase per avvertirci che siamo a rischio di estinzione. Si fa sesso si', ma lo si "strafa", senza alcuna moderazione.
Il suo libro intende sottolineare il grave impatto che il consumo eccessivo di pornografia può avere sulla società e sull'individuo. Questa citazione suggerisce che il crescente interesse diventato pornografia potrebbe essere un segnale di allarme riguardo a problemi più profondi che minacciano la stabilità e la continuità della società stessa.
Ad esempio, il rischio di estinzione. Attraverso questa frase, sembra voler evidenziare che il consumo smodato di pornografia non solo può influenzare negativamente la sfera sessuale e relazionale delle persone, ma potrebbe anche riflettere disfunzioni sociali più ampie che richiedono attenzione e riflessione.
Un invito a considerare il fenomeno della pornografia online in modo critico, mettendo in luce le implicazioni negative che può avere sulla società e sulla percezione dell'erotismo, del desiderio e della creatività. Pensieri legittimi, opinioni condivisibili.
In gioventù ebbi modo di conoscere un vecchio gentiluomo della borghesia meridionale di origini svizzere, trapiantato dalle nostre parti e diventato poi noto imprenditore tessile. Con lui ero solito intrattenermi a ragionare e discutere di fatti della cronaca quotidiana e degli episodi della sua lunga esperienza di vita.
Era quasi centenario e di cose da raccontare ne aveva e come! I suoi ricordi si allungavano fin dentro quella grande realtà che furono il settecento e l'ottocento. Non mancavano i riferimenti letterari alla letteratura sia francese che inglese. Nella storia letteraria hanno fatto spesso anche scandalo.
Lui conosceva le storie di "Molly Flanders" e il sesso descritto da John Sexton, fino alla moderna "Lady Chatterly". Un mondo ancora sconosciuto a me giovane sbarbatello ignorante.
Era un piacere sentirlo raccontare mentre fumava dei pestilenziali sigari che si faceva comprare a Napoli al Rettifilo, in una antica tabaccheria nei pressi della piazza così detta dei "quattro palazzi", all'incrocio con via Duomo.
Tra un tiro ed una sbuffata di sigaro, ogni tanto i suoi ricordi cadevano anche sulle donne e su quello che con esse si poteva fare, o che lui aveva fatto, ma non me lo diceva.
Non c'era nulla di osceno o di pruriginoso in ciò che raccontava. Anzi, aveva tutta l'intenzione di smitizzare il tutto, a me che mi apprestavo a fare le prime esperienze ed affrontare i primi incontri.
Mi metteva sull'avviso, il vecchio gentiluomo, dicendomi di stare attento. Perché, in fondo, il sesso non era altro che "lo sfregamento di due muscoli". Quanto meno, egli sosteneva, di due distinte e particolari zone muscolari erogene riferita alle parti sessuali sia dell'uomo che della donna.
Sfregando, sfregando, potevi rimanere … "fregato". Questo era il suo avviso, col relativo invito a considerare l'atto sessuale non altro che una cosa del genere. Se, poi soggiungeva, c'era anche qualcosa d'altro che supportava lo "sfregamento", tanto meglio.
Capisco, oggi, che si riferiva a parole come amore, passione, successione e conoscenza. Ma non ne faceva parola. Lui insisteva sulla concretezza della realtà. Ti lasciava libero di scegliere nell'atto biblico della "conoscenza".
Potevi stare al sicuro. Ma sempre relativamente e con grande cautela. Non c'erano cinismi religiosi o sociali in quelle sue parole. Per lui era la realtà. Era un "gioco" che, come tale, poteva essere sia "mortale" che "vitale". Si "giocava" con la vita.
Ecco, questo mi è venuto in mente quando mi è capitato tra le mani questo libro della seducente Gruber. L'ho letto in versione Kindle e confesso che mi sono lasciato "fottere".
Non è che quello che scrive la Lilli mi abbia deluso. Mi ha deluso quello che avrebbe potuto dire e non ha scritto. Nel suo appello conclusivo manca l'essenziale. Manca l'aspetto "vitale" e "mortale" allo stesso tempo. Quello di cui parlava il mio vecchio amico.
È vero, non si tratta di "rivoluzione", lei lo chiama "buon sesso ", il mio amico l'avrebbe chiamato "buon senso" e forse, anglofono com'era, avrebbe detto "common sense".
Quando Adamo "conobbe" Eva, dopo la disubbidienza, si assicurò almeno la discendenza, la continuità del suo essere umano, unica strada che conduce alla "virtute e canoscenza " distinguendoci dai "bruti".
Posso tirare le somme di quanto ho letto e scritto? Il sesso "tira" e tirerà sempre. Tirerà anche la vendita di questo libro. Per tutti: scrittori, lettori, editori e recensori. Anche per Lilli.
Buono o cattivo, proprio o improprio, naturale o innaturale, nessuno può farne a meno, almeno fino a quando la "cosa" può "tirare". Checchè ne dicano i censori e i moralisti. In quei "luoghi", meglio forse chiamarle "zone erogene" dove i "muscoli" si incontrano e si sfregano, c'è l'origine del mondo.
In quel famoso quadro della "cosa" di Courbet c'è la perfetta descrizione anatomica dell'organo genitale femminile, senza artifizi o inganni. Sfido chiunque a pensare che questa sia una gratuita immagine pornografica.
Realismo ed audacia caratterizzano il quadro. Niente di osceno o di perverso. Tutto dipende da come si guardano le cose. Anzi la "cosa". Se proprio ci tenete andate al link e godetevi il quadro di Courbet. E non fatevi "fottere" dal porno …
Profile Image for Ioana Avram.
3 reviews
May 14, 2024
Lilli Gruber trova il coraggio di parlare di una realtà sempre più presente e invasiva nella quotidianità civile, senza pregiudizi di morale o pensiero.
Questo saggio analizza la realtà della pornografia nella sua interezza: partendo dalle origini e navigando attraverso tutti i cambiamenti tecnologici che lo hanno attraversato, arriva al porno odierno.
Il libro è ricco di studi, approfondimenti, spunti di riflessione, interviste con personaggi del settore e non.
Il saggio di Lilli Gruber è un elogio alla lentezza dell’apprendimento della sessualità in una società frenetica in cui la velocità è predominante. L’istruzione e l’educazione si ripropongono con urgenza come paradigmi di una società critica.
6 reviews
June 10, 2024
Era necessaria una giornalista con la G maiuscola per poter affrontare un argomento simile. Un problema pressante, presente ma al contempo il più ignorato, anche a causa degli strascichi religiosi che permeano la società odierna. L’obiettivo del saggio è offrire una digressione sociale e culturale del porno non per demonizzarlo, ma per comprenderne al meglio le dinamiche e per arrivare ad avere una generazione che sappia fruirne in maniera più consapevole: perché chiudere gli occhi e girare la testa dall’altra parte non porta a nulla. Prendere coscienza del problema e cercare di comprenderlo per arginarne le eventuali derive preoccupanti, invece sì.
Profile Image for Yupa.
782 reviews128 followers
October 25, 2025
Pornofobia

Si sforza, si impegna, fa di tutto, sembra quasi sudare persino, pur di mostrarsi di mentalità aperta, per non condannare in toto il porno, perché si capisca bene che lei, l'autrice, è emancipata, al passo coi tempi, aperta al futuro, non certo una bacchettone qualunque dei tempi andati, quelle con la camicetta inamidata e il rosario in mano, e magari pure il cilicio.
Ed è così quindi che riporta le voci di chi la pensa diversamente, di chi è dentro il settore del porno, di chi ci ha lavorato o ci lavora, di chi lo produce. Ma poi ecco che a ogni frase di queste testimonianze non può fare a meno di appiccicarsi una sua chiosa, un suo commento correttivo, un controcanto per ricordarci che tutte quelle voci, tutte quelle testimonianze non sono certo credibili, per ricordarci che il porno resta una cosa brutta e cattiva, magari pure puzzolente, che macina tutti e tutte, in ispecie le donne, i poi i bambini, ma infine persino i masculi, dai, anche loro, così facciamo vedere di essere per la parità anche negli allarmismi. E questo controcanto, che è più che altro un ostinato, è ribadito in tutto il resto del libro, che pesta continuamente su storiacce sensazionalistiche, aneddoti da pelle d'oca ma con un concorso di dati concreti, che non siano casi singoli, scarso in maniera desolante.
D'altra parte bastano le prime pagine a impostare tutto il discorso, in cui si passa rapidamente dai porno ai femminicidi. Insomma, chi si tocca davanti allo schermo è complice in concorso di colpa di chi ammazza l'ex, o forse è già pronto egli stesso a impugnare il coltello.
Poco importa poi se in tutto il libro non c'è un solo numero che ci dica se, da quando il porno si è cominciato a sdoganarlo, un cinquantennio fa, effettivamente questa violenza contro le donne è aumentata oppure no. L'autrice lo dà per scontato in base ai casi giornalistici, perché tanto basta, gli stessi giornali montano e dimenticano le emergenze andando a mode, dagli ubriachi al volanti ai pitbull assassini. Del resto l'autrice stessa è giornalista, e quindi forse non c'è da pretendere troppo, lo si riconosce dallo stile, fatto di raffiche di frasi brevi e a colpo sicuro, condite dall'aggettivo sintomatico ma immancabile: "dilagante". E poi se la prende pure con stereotipie e con un'epoca in cui tutto è superficiale. Forse lo è anche certa informazione, che campa su paura e disgusto, e libri derivati.
Ovviamente tra i principali imputati è proprio la nostra epoca, quella in cui tutto sarebbe mercificato, superficiale, violento eccetera, perché l'autrice assolutamente non bacchettona ci tiene a informarci che il problema è il porno d'oggi, è questo quello brutto e cattivo, mentre il porno di una volta, ah, quello dei cinema a luci rosse, aveva una sua dignità quasi romantica e sapeva cos'era il rispetto, mica come i giovani d'oggi, signora mia. E allora io aspetto tra cinquant'anni un libro che faccia l'elogio di PornHub e il porno sbrigliato di internet e ci ricordi la sua valenza educativa a fronte di chissà quali orrori faranno rizzare i capelli in testa alle bravi madri di famiglia del 2075.
Risibile la soluzione proposta verso la fine per il problema del porno in rete (sempre che sia un problema), cioè renderlo legale solo a pagamento, per tagliar fuori i minori. A parte che l'autrice sembra non aver ben chiaro il significato e soprattutto il funzionamento di quella cosa chiamata pirateria informatica, che esiste già adesso anche e soprattutto per il porno, figuriamoci se diventasse tutto a pagamento; a parte questo, dicevo, mi chiedo come possa andar d'accordo la cosa col suo incessante martellare, pagina dopo pagina, contro la "mercificazione" del sesso, prima causa di ogni male.
Si può apprezzare, nelle ultime pagine, una sorta di peana all'educazione sessuale nelle scuole. Ma al di là del problema su come debba essere fatta questa benedetta educazione sessuale di cui tutti parlando, al di là delle domande sulla sua efficacia effettiva (se sarà efficace come lo era quella che si faceva ai miei tempi a scuola "contro la droga", stiamo freschi…), in tutta questa coda del libro ancora si distingue tra porno "buono", quello etico, rispettoso, magari persino artistico tanto da strappaci una lacrima di commozione, e quello "cattivo", sporco, brutto, quello della massa stolida e ignorante a cui bastano dieci minuti di video per sollazzarsi. È qui traspira un'aria di snobismo elitistico e classista, quello degli illuminati che spregiano dall'alto della loro istruzione superiore e probabilmente dei loro conti in banca, il volgo ignorante e le sue abominevoli abitudini.
Ma, così com'è in tutti gli àmbiti dell'espressività umana, i prodotti puliti e a norma di moralità, e di solito mortalmente noiosi e opachi, rimarranno sempre sepolti da quelli disordinati, eccessivi, pure un po' disgustosi che il popolo brama e divora, popolo che magari, a dispetto dal paternalismo di tanti maestrini e maestrine vogliosi di rieducarlo, insieme ai suoi figli sarà comunque capace, a conti fatti, di vederlo per quello che è, un modo come un altro, con tutti i suoi pregi e difetti, per scacciare il tedio di una vita che ci trascina inesorabile verso la morte. Lasciateci almeno questo.
2 reviews
May 12, 2024
Buoni spunti su com'è costruita l'industria pornografica, la sua mancanza trasparzarenza e forza politico-economica. Spesso sembra un raccoglietore di pareri personali e biografie, ma ad ogni modo cerca di portare alla ribalta l'attuale problema della percezione sessuale adolescenziale ed etica (spesso femminista) rivolta ai lavoratori del settore.
Profile Image for Luce.
50 reviews1 follower
May 12, 2024
Ho comprato questo libro perché sono molto interessata ad un argomento di cui si parla poco, e le mie aspettative sono state soddisfatte offrendo spunti di riflessione interessanti. Un libro che dovrebbe essere letto da genitori e formatori di adolescenti.
Profile Image for Claudia Grassi.
39 reviews2 followers
June 5, 2024
Sarà che non sono del settore (mai visto un porno in vita mia: ci credi?), ma il libro di Gruber mi è parso illuminante, intelligente, propositivo, preciso, non banale. Consigliato a chi ha a cuore la società in cui viviamo.
Profile Image for ilario 00.
43 reviews1 follower
August 11, 2024
SLAYYYYYY stra fatto bene una panoramica digeribile a tutti sul perché il porno fa schifo
also Rosi Braidotti <33 shes so mother
se lo avete prestatelo a tutti, soprattutto ai maschietti nella vostra vita
la responsabilizzazione del consumo pornografico cambierebbe così tanto le cose

edit: se siete sul radfem tiktok o se navigate molto internet sapete già molte di queste cose. ma arricchire i concetti di dati e statistiche è sempre molto utile
103 reviews
November 4, 2024
Messa in luce di un fenomeno poco discusso in Italia in proporzione alle sue dimensioni e al suo impatto nella società.

A mio gusto personale, libro ricco in argomenti ma povero a livello stilistico.
Profile Image for Francesco Gironi.
55 reviews
May 22, 2024
Miglior libro suo che abbia letto. Zero moralismi, chiaro, urgente, necessario: dovremmo leggerlo tuttɜ.
Profile Image for Stefano Amadei.
Author 14 books14 followers
May 29, 2024
Dice cosa risaputo e pochi spunti di riflessione.
Era stato presentato come un libro di riflessione e aiuto per genitori invece è solo un report sul porno e niente più. Peccato.
1 review
August 20, 2024
Libro molto interessante che offre ottimi spunti di riflessione su un argomento tabù. A tratti un pò troppo sbrigativo nelle argomentazioni.
Profile Image for Daniele  Lini .
11 reviews2 followers
January 5, 2025
3½⭐️⭐️⭐️

Tra la fine del 2023 e l'inizio del 2024, alcuni fatti di cronaca hanno richiamato l'attenzione dell'opinione pubblica su temi particolari. Da qui è emerso il bisogno di un testo che facesse un po' di ordine su queste questioni.

"Non Farti Fottere" di Lilli Gruber risponde a questa esigenza, inserendosi nel panorama della divulgazione e del reportage. L'autrice tocca una vasta gamma di argomenti, tra cui machismo, maschilismo, stupri e femminicidi, la diffusione della pornografia e i nuovi canali di distribuzione attraverso grandi piattaforme video e social network. Esplora anche il delicato rapporto dei minori con la pornografia e il sesso in generale, soffermandosi sul fenomeno di OnlyFans e sulle nuove forme di prostituzione.

Nonostante la vastità degli argomenti trattati, Gruber riesce a fornire una panoramica informativa e accessibile, offrendo un punto della situazione rivolto a un pubblico il più ampio possibile. Collocabile tra saggio sociologico, inchiesta e intrattenimento, "Non Farti Fottere" mantiene un tono generalmente neutro, sebbene a più riprese emergano, discretamente, alcune posizioni ideologiche dell'autrice. Tuttavia, molte delle informazioni presentate risultano essere già note, facendo sì che il libro si configuri più come un riassunto delle questioni attuali piuttosto che una fonte di nuove scoperte.

Un punto debole del libro è l'assenza di una sezione di bibliografia e note, che avrebbe potuto arricchire ulteriormente il testo con riferimenti più dettagliati.

Il lavoro della Gruber è una lettura stimolante e provocatoria, che solleva importanti questioni sulla sessualità e le dinamiche di potere nella società contemporanea, pur con i suoi limiti in termini di approfondimento e rigore accademico.
Displaying 1 - 23 of 23 reviews

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