La verità ha tante facce, ma a volte ne mostra a malapena una. E quell’unica faccia non interesserebbe comunque a Sebastiano, che alla fisiognomica preferisce un campionario di maschere. Ha allestito il suo palco di bugie a Milano, in un appartamento pieno di soprammobili kitsch e sex toys della sua coinquilina Clara, un’eccentrica camgirl. Dietro ogni finzione si nasconde una spinta autodistruttiva, un’urgenza nevrotica radicata nell'ossessione per la violenza che lo ha segnato fin dall'infanzia e che ha raggiunto l'apice durante la tormentata relazione con Manfredi all'università. Dopo l’ennesimo tentativo di suicidio fallito, Sebastiano fa ritorno a Catania per rincorrere i fantasmi di un passato distorto che si mescola al presente, rivelando contraddizioni e antitesi che lo trascinano sempre più a fondo nel baratro allucinato della sua esistenza.
Classe '93, cresciuta a Catania tra riff distorti e sinestesie. Da adolescente impara il francese per capire Rimbaud, oggi non è sicura che volesse essere capito. Scrive e legge storie strane fatte di carne, abissi e altre paranoie.
Con uno stile feroce, eccessivo e brutale che sembra una scazzottata tra Irvine Welsh e Chuck Palahniuk, Valeria ci porta nel terribile mondo di Sebastiano dove l’autodistruzione totale è la regola e l’annullamento la sua eccezione.
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Oggi vi parlo del romanzo di Valeria Biuso, “Cadaveri squisiti”.
“Cadaveri squisiti” è un romanzo disturbante, dove l’orrore non si nasconde dietro al soprannaturale, ma lo ritroviamo nelle persone comuni, nel quotidiano e nella vita di tutti i giorni. La storia di Sebastiano ti annienta nel profondo, ti stritola, ti smembra. Girata l’ultima pagina puoi solo raccogliere i cocci, sapendo che nulla tornerà come prima, nulla può essere salvato.
Uno stile di scrittura eccentrico, onirico e asfissiante. Un narratore inaffidabile e contraddittorio che racconta la sua vita e i suoi ricordi, mischiando realtà, sogno e incubo. Sebastiano è un ragazzo anticonformista, fragile e insicuro, la cui personalità affoga nell’indifferenza di una famiglia assente. La cruda e bollente Catania è apatica nel rispondere alle sue richieste d’aiuto. Sebastiano si ritrova ad affrontare i propri demoni interiori in solitudine, precipitando in un baratro oscuro e senza fondo.
“Cadaveri squisiti” ripercorre l’orrore che ha caratterizzato la vita del protagonista, un orrore segnato da traumi, relazioni tossiche, genitori disfunzionali, droghe e violenza. Un vortice autodistruttivo, nevrotico, ossessivo, una spirale dove sofferenza e disperazione si fanno carne e sangue. Illusori castelli di sabbia, innalzati per autodifesa, cadono a pezzi, maschere sorridenti vengono scarnificate. La felicità è solo apparente, dietro si cela un cuore perverso, aggressivo e tormentato.
Quanti Sebastiano esistono? Quanti ne abbiamo ignorati? “Cadaveri squisiti” fa male, fa malissimo.
Ammetto di essere una profana di questo genere, ma di amare profondamente le narrazioni dove l'orrore, il mostro, si nasconde nel quotidiano, nella apparente ordinarietà delle nostre esistenze. Ho trovato in questo libro un piccolo gioiello, scritto con una padronanza stilistica invidiabile. L'autrice riesce a restituire grazie ad una prosa onirica, claustrofobica, soffocante, la discesa di Sebastiano nel suo orrore personale, ripercorrendo i paesaggi della Sicilia. Cruda e coinvolgente, la vicenda è narrata in un crescendo che termina in un climax dissonante e doloroso. Degna di nota la capacità dell'autrice di saper tratteggiare in pochissime parole ogni personaggio che viene presentato all'interno della storia. Un esordio travolgente, consigliatissimo.
Questa è la storia di Sebastiano e di tutto ciò che ha sconvolto la sua vita, raccontata da Sebastiano stesso. Abita a Milano ma è catanese di origine, ha vissuto anche a Parigi e in ogni luogo le ossessioni, le dipendenze, il dolore, l'hanno seguito come dei segugi sulle tracce del cinghiale. E se è vero che "chi va con lo zoppo, impara a zoppicare", anche le persone che orbitano attorno a lui saranno quantomeno singolari.
È difficile esporre la trama di un romanzo così, poiché il narratore Sebastiano è palesemente inaffidabile e non pare seguire un filo logico/temporale che dia un senso generale a ciò che racconta. Tutto pare una semplice esposizione di fatti, mischiati a pensieri e sogni, vissuti da una persona con una mente disturbata a causa dei traumi subiti. Lo stile utilizzato da Valeria è perfetto sotto questo aspetto, riuscendo splendidamente a farci percepire il disturbo di Sebastiano, empatizzando quanto basta.
Un romanzo che genera orrore con il quotidiano, senza ricorrere al mistico o al sovrannaturale, facendoci ricordare quanto siamo fortunati ad avere (per chi ha questo privilegio come me, ve lo auguro) una vita tutto sommato serena, lontani da ciò che potrebbe portarci alla perdizione.
Una lettura che consiglio agli amanti del genere e anche a chi volesse sperimentare uno stile di scrittura decisamente particolare.
#RECENSIONE 🪴 📖 prima di cominciare, volevo ringraziare valeria e la casa editrice 're artù edizioni' per avermi omaggiato della copia digitale del romanzo! 📖 che cosa accadrebbe se il narratore che ci troviamo davanti non è nient'altro che il personaggio più negativo che possa esserci all'interno della storia? è proprio questo che succede con 'cadaveri squisiti' di valeria biuso. con una forte componente disturbante, infatti, ci viene presentata la storia di sebastiano e cosa abbia significato per lui vivere in una famiglia ricca e allo stesso tempo assente. 📖 passando da una milano in cui la sua compagna camgirl l'attende alla catania che lo ha formato come persona, vediamo la vita del protagonista per come è stata creata. tutto ciò che lo ha reso tale, ovvero un drogato disturbato e che avrebbe bisogno di aiuto, si riversa sul viaggio di ritorno nella sua città natale dove i ricordi di una vita ormai passata riemergono a galla tanto da divorarlo. 📖 la storia di un personaggio torturato psicologicamente dai traumi passati, che vengono ripercorsi al ritorno in catania, dove man mano le storie d'amore passate e gli eventi vengono ricamati in questa lunga tela di ragno che porta il nome di sebastiano tra le sue fila e quanto possa essere tossico e amaro vivere una vita che non è stata voluta in alcun modo; il tutto delineato da una scrittura cruda e scorrevole degna di tal nome! una lettura molto apprezzata, se il tema è nelle vostre corde vi consiglio assolutamente di non perdervelo!
Se la violenza e una rielaborazione particolare di traumi infantili sono temi delicati per voi, andate piano con questa lettura, che ha tanto da dire e tanta roba da far girare la testa 😵💫
Il protagonista è Sebastiano, un ragazzo che indossa mille maschere o è lui stesso a non sapere chi è?
Partendo da questa domanda e dal concetto che "la verità può assumere diverse forme", questa lettura propone al lettore un viaggio vorticoso in compagnia di questo protagonista perso e alla ricerca sfrenata di attenzione.
Attenzione che può richiedere con violenza o con una voce così sottile da non sentirla.
È figlio di una famiglia disastrata, disattenta, violenta, non c'è amore in quel nucleo, ed è forse questo "non conoscere l'amore" che ha portato il protagonista a crescere rielaborandolo in maniera tutta sua, e lo si vede bene nelle relazioni che intraprende.
La voce reale di questo libro è quella di Sebastiano, tuttavia la narrazione fa balzi continui tra passato e presente, tra reale e irreale, tanto da non sapere più se ciò che si sta leggendo è frutto di una mente che ha bisogno di rasserenarsi raccontandosi stralci di realtà mai esistita o se è davvero ciò che accade.
Una lettura che definisco "labirinto di vite" in cui vari aspetti della vita sono affrontati in maniera cruda, con linguaggio cupo, schietto e "orrendo"
Non c'è risparmio per scenari violenti e disturbanti, che lasciano impressa la loro ombra nella mente del lettore come veri e propri incubi al risveglio la mattina..
Se siete dei temerari e volete conoscere la vita di un personaggio (sì personaggio, perché credo che il suo cammino come persona concreta sia iniziato lentamente e verso la fine di questo libro) fuori dagli schemi, schietto e senza filtri allora questa lettura può fare al caso vostro
Che fantastico esordio di Valeria Biuso, questo Cadaveri Squisiti (edito da Re Artù edizioni).
Questa è la storia di Sebastiano, un giovane dalle mille maschere o, come preferisco pensare, un ragazzo frammentato, un po' perso tra i ricordi di un'infanzia violenta, un'importante relazione turbolenta e un presente fatto di bugie, fantasie e sostanze. Dopo l'ennesimo tentativo fallito di suicidio, ritorna a Catania per (forse) affrontare i fantasmi del suo passato da cui cosi' a lungo ha cercato di fuggire e capire cosa fare della sua vita.
Di certo non una storia semplice né leggera, ma che mi ha catturato completamente sin dalla prima pagina. Ma è soprattuto lo stile di scrittura ad avermi convinto: soffocante, ricco di dettagli ed evocazioni, provocante, eccentrico. A volte un po' "pastoso" (a parer mio) in momenti in cui la storia necessitava azione e velocità, ma a parte questo assolutamente affascinante (mi ha ricordato un po' la penna di Viola Di Grado, Federico Dragogna, Eric LaRocca, Chuck Palahniuk per citarne alcuni).
Ringrazio l'autrice Valeria Biuso per avermi inviato una copia del suo libro in cambio di un'onesta recensione. Cadaveri Squisiti mi è piaciuto molto e non vedo l'ora di leggere il prossimo lavoro di questa talentuosa scrittrice.
D’amore non si muore, recita la celebre frase di una melodia un po’ vintage della quale abbiamo perso il nome e che oggi, alla nostra società, appare un po’ sgualcita, stonata, irreale. Il sentimento più vivifico mai conosciuto dall’uomo può infatti indurre alla cessazione della vita interiore, del palpitare dell’anima che conduce, inevitabilmente, al desiderio di interrompere ogni afflato del quotidiano per rifugiarci, finalmente in pace e privi di sofferenze, nel tacito confort di un loculo. È questo ciò che accade a Sebastiano, protagonista di Cadaveri Squisiti, l’ultima fatica letteraria della scrittrice Valeria Biuso da poco pubblicata da Re Artù Edizioni. Un romanzo particolare, caleidoscopico, disturbante, circonfuso da un’aura di elegante eccentricità surrealista, a partire dal titolo che si ispira al gioco di gruppo ideato in Francia nel periodo della Belle Époque che consiste nel comporre una poesia o un racconto alternandosi alla scrittura, con il vincolo che ogni partecipante può vedere solo la parola finale del contributo precedente, promuovendo così la casualità e l'incongruenza, massime espressioni della creatività. A comporre il mosaico dell’esistenza di Sebastiano, però, non sono scalcinati e istrionici scrittori votati al lieto fine o ispirati sceneggiatori dediti a tratteggiare eroiche epopee: a passarsi il testimone sono la vita e il destino che artano, tra Catania e Milano, il loro funambolico disegno, restituendo al lettore i contorni patologici di un’identità guasta fagocitata da una quotidianità di assenza e stordimento celata da menzogne che restituiscono un’illusione ben rodata di felicità mite e sgargiante . L’essenza dei giorni di Sebastiano è fatta di autodistruzione, di un’urgenza nevrotica radicata nell'ossessione per la violenza in cui è vittima e carnefice di sé stesso, una dicotomia pericolosa tradotta in un irriducibile dualismo il cui archè dimora nel punto più profondo della voragine scavata dalla mancanza d’amore. Nella vita di Sebastiano gli affetti sono sensazioni, frequenze scariche mescolate in un calderone di abitudini rarefatte di cui è difficile tracciare i contorni. Sebastiano vaga tra l’illusorio affetto dei suoi genitori, la passione ingenua e brutale per Penelope e l’ossessione per Manfredi e, anziché affrontare il fato e rimettere insieme i cocci del suo incostante e incongruente errare tra i giorni, preferisce occultare il suo essere in una melmosa masnada allucinogena di pasticche raccattate ai margini delle sue imperiture delusioni, nascondendosi nel maldestro tentativo di suicidarsi pur di non affrontare i fantasmi di un passato distorto che si mescola a un presente fatto di tossiche contraddizioni. Cadaveri Squisiti è un romanzo che esplora le profondità oscure dell'animo umano, conducendo il lettore attraverso un labirinto di emozioni complesse e tormentate pennellate dalla raffinata e inclemente prosa di Valeria Biuso: la penna dell’autrice è ricercata, capace di creare atmosfere di straniamento che rispecchiano la dissonanza interiore del protagonista. Cadaveri Squisiti invita coloro che si avventurano tra le sue pagine a riflettere sul potere distruttivo dell'amore mancante e sulla ricerca disperata di significato della vita in un mondo caotico. Un romanzo che affronta temi complessi con coraggio e profondità, lasciando un'impronta indelebile nella mente del lettore.
Questo libro è dolore! Disturbante, ipnotico e diverso! Mi è piaciuto molto! Mi piacerebbe molto leggere altro di questa autrice, perché ha una penna molto particolare.
Sebastiano è un ragazzo tormentato da un presente difficile, fatto di droghe, bugie e dolore
Traumi vecchi e nuovi sono sempre in agguato, il tormento è viscerale e fisico, si appiccica alla pelle come una colla difficile da rimuovere
La mente di Sebastiano è in bilico fra i propri desideri e la convinzione di non meritarli, rigetta la felicità seppellendosi sotto strati di sofferenza e autolesionismo
Un viaggio dentro una mente instabile, che ripercorre diversi momenti di una vita che rende opprimente ogni giorno, fino alla sua conclusione, quella più cruda e sconvolgente
Questa lettura è stata un vero e proprio pugno allo stomaco
Cruda, sofferente, e narrata con uno stile di scrittura così affilato da tagliare a fette anche l’animo più resistente
Più volte mi sono ritrovata a bocca aperta fra i capitoli, e ancora di più a trattenere il respiro
Stare dentro la psiche di Sebastiano è doloroso, è estenuante soffocare nella sua ansia e nella sua rabbia, ed è pericoloso scendere nei meandri della sua mente
Una lettura d’impatto, sconvolgente, che consiglio vivamente, ma solo ai meno impressionabili
Per tutti gli altri, benvenuti nell’inferno della mente
Quando ho iniziato questo romanzo ho subito pensato “Ecco, questo è proprio il mio genere!” E non sbagliavo. Se vi piacciono i romanzi di formazione, i viaggi introspettivi, e le atmosfere talmente cariche di disagio quotidiano da divenire disturbanti, questo libro, come per me, farà anche per voi. “Cadaveri squisiti” è un romanzo piuttosto breve, che malgrado questo segna e turba profondamente. Il protagonista, Sebastiano, è una persona turbata e disturbata, che si porta appresso traumi familiari che influiscono fortemente sul suo presente. È ossessionato dal dolore e dall’autodistruzione alla quale punta in ogni maniera possibile. Nonostante sia Sebastiano ad accompagnare il lettore attraverso la sua storia, ho avuto la netta sensazione di non arrivare mai a conoscerlo. Sebastiano è un narratore inaffidabile per eccellenza, e così la narrazione, ripartita tra presente e flashback sul passato, sembra un’intricata e confusa rete di sentieri oscuri. Lui ci mostra le persone che fanno parte della sua vita ma anch’essi sono dipinti a suo piacimento, arrivando quasi a modellare la realtà che lo circonda per come gli è più utile. La prosa è complessa e articolata, sostenuta da un lessico ricercato, e questo, unito alla voce narrante appena descritta, crea uno stile di narrazione che ho trovato particolarissimo: estremamente influenzato dall’umore di Sebastiano, ha un ritmo imprevedibile che passa dalla calma all’essere implacabile in un nulla, che trascina in vortici di frasi, eventi e pensieri a tratti difficili da districare. Sebastiano oscilla costantemente tra la brutalità che caratterizza ogni suo rapporto umano, e l’alienazione che cerca nell’abuso di sostanze. Non punta mai a migliorarsi, ma continua invece a raccontarci la sua vita nascosto dietro una patina di giustificazioni e autocommiserazione; questo, unito indubbiamente al suo essere del tutto spietato anche con le persone a cui tiene di più, lo spinge sempre più dentro un baratro da cui in ogni caso Sebastiano non sembra voler uscire. “Cadaveri squisiti” è stata una lettura [...] che ho apprezzata moltissimo, le storie di quotidiana inquietudine, capaci di scuotermi e perturbarmi, sono quelle che mi restano più dentro, e così sarà con questa, lo so già. Certamente come trigger warning vi dico che dovete essere pronti, perché sofferenza e violenza non vengono indorate né filtrate. È ai lettori non facilmente impressionabili che consiglio vivamente questo romanzo, un libro che colpisce duro, e lascia il segno.
Ringrazio moltissimo Valeria e la casa editrice Re Artù per la collaborazione. Mi fa sempre piacere leggere autori emergenti e dargli una mano a far conoscere i loro libri. Spero di fare un lavoro accettabile 🙃.
Ora torniamo a parlare di questo piccolo libro ma molto intenso. Quando ho iniziato a leggerlo sono rimasta un attimo spiazzata, perché non mi aspettavo quello stile di scrittura, né tanto meno questa struttura narrativa. Ci troviamo infatti immersi sin da subito in un flusso di coscienza che sgorga dalla mente del protagonista, ed è chiaro sin da subito che questo ragazzo non abbia tutte le rotelle al posto giusto. Infatti è un personaggio molto complesso, per cui non è facile provare empatia, che si crea la sua verità a prescindere da quale sia la "vera" verità. Distorge tutto a suo favore, la vittima è sempre e solo lui e gli altri dovrebbero capirlo no?! La scrittura è complessa ed estremamente semplice allo stesso tempo, è cruda, secca e anche la composizione delle frasi rispecchia l'abisso sempre più scuro in cui sprofonda Sebastiano, diventando sempre più articolate e quasi senza senso, man mano che il protagonista affronta situazioni difficili. L'autrice in questo romanzo affronta tanti temi, dai problemi mentali alle relazioni tossiche, la violenza, le dipendenze e quello che fanno alle persone care, famiglie disfunzionali e amore puro e malato allo stesso tempo.
Sarò sincera lì per lì non mi aveva convinto del tutto, ma leggendolo e riflettendoci mi ha lasciato qualcosa. Non è un libro semplice, perché lo si deve leggere mettendoci anche qualcosa di nostro, riflettendoci sopra, non è qualcosa che leggi così tanto per fare qualcosa e poi lasci lì, perché in quel caso a voi non piacerà e lui non riuscirà a darvi quello di cui, magari, avete bisogno. Questo è tutto quello che io percepito leggendo questo romanzo, spero di averlo "interpretato" in modo giusto, comunque ogni libro ha un significato diverso per chi lo legge, quindi in caso contrario mi scuso con Valeria, ma non troppo 🫢 Ora anche questo piccolo, ma magnetico libro fa un pò parte di me.
"Cadaveri squisiti" di Valeria Biuso è un romanzo che oscilla tra verità e finzione facendoci entrare all'interno del mondo contorto e contraddittorio di Sebastiano il quale è un protagonista segnato da traumi nevrosi. La storia è inserita all'interno di un'atmosfera opprimente e surreale dove ogni dettaglio è un tassello di un puzzle che il lettore prova a decifrare, ma che non riesce mai a comprendere totalmente. Il romanzo si svolge tra Milano e Catania, luoghi che rappresentano e vanno ad amplificare il disagio interiore del protagonista in quanto la prima diventa uno spazio di anonimato per il protagonista, mentre la Sicilia rappresenta il teatro dei ricordi e delle ferite mai rimarginate. Sebastiano si nasconde in una vita caratterizzata da molteplici maschere e bugie come a voler seppellire la sua vera identità dietro un mondo fatto soltanto di finzione. Ma nonostante ciò la sua spinta autodistruttiva lo porta a scavare all'interno di quello che è il suo passato. L'autrice riesce creare con abilità un protagonista estremamente complesso che si allontana totalmente da quello che è lo stereotipo di eroe. Quest'ultimo va a rappresentare le fragilità di chi cerca disperatamente una via d'uscita dall'alienazione dal dolore. Inoltre Valeria Biuso costruisce un'atmosfera che porta il lettore a riflettere su temi come, ad esempio l'autoinganno e la mancanza d'amore. "Cadaveri squisiti" è un viaggio attraverso i lati più scuri dell'animo umano; un romanzo che riesce a farsi leggere non soltanto per la storia in sé ma anche per i molteplici temi che va ad affrontare e va a nascondere tra le righe. Proprio per questo non è una lettura facile da intraprendere ma che consiglio vivamente a tutti coloro che amano quelle storie in cui bisogna scavare in profondità per scoprire quelle cicatrici difficili da dimenticare che caratterizzano le persone che ci circondano.
"Cadaveri Squisiti" è un viaggio intenso e disturbante nell'oscurità dell'animo umano.
Ogni pagina è un tuffo nei meandri della mente frammentata di Sebastiano, un protagonista complesso e tormentato, il cui percorso autodistruttivo è narrato con uno stile crudo, raffinato e irresistibilmente coinvolgente. Biuso utilizza una prosa onirica, claustrofobica e a tratti asfissiante che cattura l'essenza delle sue battaglie interiori, trasportando il lettore in un mondo dove il confine tra realtà e incubo è sottilissimo.
Progressivamente e attraverso l'uso dei flashback, il passato doloroso di Sebastiano viene alla luce, rivelando le radici della sua alienazione e della sua violenza interiore. La Sicilia, con i suoi paesaggi contrastanti e la sua calda apatia, diventa un personaggio essa stessa, specchiando la condizione psicologica del protagonista e amplificandone la discesa nel baratro.
La caratterizzazione dei personaggi è uno degli aspetti più notevoli del romanzo. Ogni figura, anche quelle secondarie, è tratteggiata con precisione chirurgica, con poche parole che bastano a imprimere un'immagine indelebile nella mente del lettore. La narrazione è tagliente, vivida, non lascia spazio all'immaginazione: tutto è presentato con brutale onestà, senza filtri, rendendo la lettura tanto affascinante quanto inquietante.
"Cadaveri Squisiti" di Valeria Biuso non è un romanzo per tutti: è una sfida, un invito a confrontarsi con l'oscurità che si nasconde dietro l'apparente normalità della vita quotidiana. È un romanzo che si vive intensamente, spingendo il lettore a riflettere sulla fragilità dell'animo umano e sul sottile filo che separa la sanità dalla follia.
Transgressive fiction? A voi! (Se non sapete: questo genere si concentra su personaggi che si sentono confinati dalle norme e dalle aspettative della società e che si liberano in modi insoliti o illeciti)
Un romanzo che si muove tra il reale e il surreale, raccontando una storia di memoria, identità e relazioni familiari attraverso una narrazione frammentaria e introspettiva.
Il protagonista, Sebastiano, la cui identità è costruita attraverso ricordi frammentati, è un individuo tormentato da esperienze passate e difficili dinamiche familiari. La narrazione si snoda attraverso flashback e riflessioni personali, che rivelano pezzi della sua vita e delle sue relazioni. Il padre appare come un uomo violento, i cui atti estremi sono vissuti con terrore dal figlio.
Ogni personaggio sembra incarnare aspetti di sofferenza e ambiguità, accentuati dai flashback che rendono la narrazione piena di tensioni psicologiche e emotive. La caratterizzazione dei personaggi punta a offrire un’immersione nelle loro profondità.
Lo stile di scrittura è evocativo, con descrizioni vivide che portano il lettore direttamente nella mente del protagonista. La struttura frammentata della narrazione rispecchia la natura spezzata dei ricordi del protagonista; ogni capitolo che aggiunge un nuovo pezzo al “puzzle” della sua vita.
Nel complesso l’ho trovata una lettura ricca di potenzialità, avrei voluto un maggior numero di pagine (sono 120 in totale) e l’ingrandimento della storia; chissà se questo piccolo grande successo dell’autrice si possa trasformare in un grande e forte romanzo? Grazie @valeria.biuso per averlo scritto e fatto leggere!
Un romanzo che pulsa con la disarmante bellezza della decomposizione, un cuore in lenta dissoluzione, in cui il veleno scorre nelle vene e consuma l'anima dall'interno. Qui, vita e morte si intrecciano in un ballo stridente, in un dualismo dove la narrazione sfida e scuote, strappando con violenza il velo dell'ipocrisia che nasconde il dolore di chi vive nell’inganno. In un’atmosfera di brutalità e insolenza, la storia diventa un dipinto di solitudine e rabbia repressa, un quadro in cui la felicità si rivela solo attraverso percorsi contorti e sofferti, e dove l'autocompassione è un'illusione distante. Questa odissea di tormento e autodistruzione è un'eterna malattia che consuma lentamente ogni cosa, un trattato sull'annientamento del sé, dove il rispetto per la vita si dissolve in un ricordo sbiadito. Il romanzo fonde una morbosa immaginazione e una realtà inquietante, esplorando relazioni disfunzionali e un senso di colpa spasmodico, in una ricerca spasmodica di tormento e un disperato bisogno di amore. Ambientato tra il grigiore asettico di Milano e il caos opprimente di Catania, rivelando una critica implacabile verso entrambe. Milano, con la sua ostentata modernità, appare fredda e alienante, mentre Catania, con i suoi odori intensi e le tradizioni opprimenti, sembra soffocare in un abbraccio soffocante. Questi contrasti evidenziano un panorama urbano che, anziché offrire rifugio, diventa un terreno di scontro e disillusione. Lo stile riflette una fascinazione profonda per la manipolazione linguistica e la sperimentazione narrativa. Ogni frase è una tela su cui si gioca con le sfumature della lingua, modellando e stravolgendo le parole per esprimere una realtà complessa e contraddittoria. L'autore si diverte a intrecciare parallelismi e ossimori, creando un tessuto narrativo ricco di tensioni e contrastanti armonie. In questo gioco linguistico, il romanzo si trasforma in un laboratorio di forme e significati, dove le convenzioni sono costantemente sovvertite per rispecchiare la brutalità e la complessità della sua trama. Le parole si intrecciano in una danza imprevedibile, riflettendo la disarmante realtà di un mondo in cui la vita e la morte si mescolano, e il dolore si manifesta attraverso una prosa ricca di contrasti e risonanze. Questo stile non solo arricchisce il testo, ma rende anche il tormento e la bellezza delle sue pagine profondamente palpabili e affascinanti.
“Cadaveri Squisiti” di Valeria Biuso è un testo davvero particolare che trascina il lettore in un luogo brutale facendolo perdere nelle pieghe più infime dell’animo umano.
Viviamo la vita di Sebastiano, un protagonista “spaccato” dal suo passato traumatico, che scopriamo tramite l’uso di flashback adoperati chirurgicamente all’interno della narrazione, sia per un presente pieno di sotterfugi, violenza e completa alienazione. In tale prospettiva scorre tutto il romanzo che vede come luogo principale Catania, una città descritta in diverse tonalità, tutte a richiamare i vari periodi di vita di Sebastiano.
L’uso di droghe da parte del protagonista ci porta in una narrazione che sembra non seguire un vero filo logico, ma tramite l’ottima scrittura di Valeria Biuso riusciamo a tenere il passo nei ragionamenti apparentemente sconclusionati del protagonista.
Sebastiano difficilmente potrà risultare un classico protagonista positivo con cui empatizzare, anche nelle circostanze più complesse sarà difficile accettarne l’autodistruttismo; ma allo stesso tempo si comprendono i motivi che lo hanno portato in un baratro continuo. A tal proposito trovo la scelta di uno stile weird particolarmente azzeccato: se tale genere indicava, in maniera approssimativa, una narrativa fantasy, horror o sovrannaturale incentrata su elementi trasgressivi o poco comuni, ora quest’ultimi elementi vengono presi dall’autrice e permettono di descrivere benissimo lo stato di alienazione quasi costante del protagonista.
Infatti, nel parlarmi del suo lavoro, l’autrice da appassionata del genere voleva “fondere i suoi codici, paradigmi e dinamiche con l’ambiente non soltanto italiano, ma catanese”, obiettivo centrato appieno.
Chiudo queste mie considerazioni consigliandovi assolutamente “Cadaveri Squisiti” di Valeria Biuso, sia che amiate le atmosfere claustrofobiche e weird sia per conoscere attraverso un romanzo non l’orrore paranormale ma dinamiche di vita in cui tutti possiamo riconoscerci.
Cadaveri squisiti è un romanzo disturbante dalla scrittura sapiente, sboccata e spietata. È diretto: senza sconti e senza “airbag”, non vi è nulla di ovattato tutto viene descritto schiettamente e attraverso metafore che non lasciano spazio all’immaginazione. Il quotidiano può essere una voragine di marciume e decadenza; la realtà non è sempre palpabile, il confine non è netto ma sfumato, sottilissimo e tendente al negativo, il più nero possibile. Non c’è vita tra queste pagine c’è sopravvivenza in una condizione personale e familiare che non lascia spazio al bello, alla speranza. È difficile inquadrare la verità e barcamenarsi tra dipendenze (da farmaci o, ancor peggio, da persone) e violenza senza sentirsi disgustati ma anche preoccupati e, in un qualche modo, empatici verso Sebastiano e ció che l’ha reso la persona descritta tra queste pagine, l’involucro di un vortice di malessere e passività. Spesso si confonde con mancanza di carattere ma questo altalenarsi tra presente e passato non ti fa cadere nell’ovvio ma ti riporta a situazioni di difficile gestione, di impossibile giudizio e difficile comprensione. È una lettura che consiglio perché dimostra quanto il distopico possa realmente celarsi dietro l’angolo e non solo in scenari post-apocalittici.
Tutti ci portiamo dietro alcuni spettri dal nostro passato. Quelli di Sebastiano, il protagonista di questo romanzo, sono pesanti come catene e per tutto il corso della narrazione ci rendiamo conto di quanto siano ancora in grado di scavare solchi profondi nella sua anima.
Questo romanzo è una discesa nell’abisso, abbraccia le parti più nascoste della mente delle persone che popolano le sue pagine.
Ogni personaggio è vivo, con difetti ben caratterizzati e pregi impalpabili come la nebbia.
Lo stile di Valeria ci accompagna senza nasconderci nulla, ogni sentimento, ogni tragedia è a portata di mano.
Ho apprezzato molto questa storia, sono riuscita ad entrare in sintonia col protagonista nonostante la sua vita così complicata.
Mi sento di consigliare la lettura a chi ha uno stomaco forte ed ha già familiarità con qualcosa di simile.
Trigger warning per self harm, uso di droghe e suicidio.
Oggi mi sono svegliata e ho deciso che dovevo finire questo piccolo capolavoro qui. E adesso che l'ho finito, ne voglio di più.
Mi sento come Sebastiano, anestetizzato dalla vita, incapace di sfuggire alla spinta autodistruttiva che lo accompagna da sempre. Sebastiano inscena una vita diversa, ogni volta che sente la necessità di far finire la sua e forse, è proprio questa necessità a costringerlo a tirare avanti, tra droghe, relazioni violente e i fantasmi di un passato che si aggrappano alle sue spalle martoriate e continuano a scavare, indifferenti.
Questo racconto è un viaggio nella psiche malandata di Sebastiano, un confondersi tra passato e presente, tra realtà e allucinazione, tra amore e dolore. Valeria Biuso è riuscita a trasmettermi tutta l'angoscia e lo svuotamento interiore del suo protagonista, con una prosa divinamente moderna. È come se Trainspotting fosse stato riscritto da Isabella Santacroce e voi, dovete necessariamente conoscere questa storia.
Crudo, violento, brutale e a suo modo doloroso, questo romanzo scardina tutte le nostre certezze... Con una tagliente scrittura, l' autrice ci presenta un protagonista frammentato psicologicamente, tragico, rabbioso e preda di ansie profonde... Un' ambientazione claustrofobica perfetta per fare perdere il senso del tempo e dello spazio ... Una Sicilia arida, ostile che fa da sfondo perfetto agli stati d' animo di Sebastiano, il protagonista... Un uomo che scende nel proprio abisso personale toccando il fondo della sua anima, strappando e dilaniando la sua mente... Un romanzo che difficilmente si abbandona durante la lettura... Vi cattura e ci centrifuga in una spirale di ansia e dolore che sembra non avere fine... Sconvolgente e devastante... Fra sogno e realtà... Anche noi arriviamo al climax in modo doloroso e spiazzati... Una lettura immersiva e indimenticabile...
Cadaveri squisiti è un romanzo disarmante e autodistruttivo, un cuore palpitante in corso di decomposizione, un veleno iniettato in vena che lentamente dall’interno distrugge e brucia, un dualismo in cui vita e morte convivono malamente. È una storia dissacrante e anticonformista che toglie con violenza e aggressività quel velo dagli occhi che impedisce di vedere la sofferenza nello sguardo di chi finge, una storia che vuole mostrare la realtà di chi una sorta di felicità la conosce solo per vie perverse e sofferte, la storia di uno che è la storia di tanti, di troppi. La storia di chi convive quotidianamente con un male interiore così forte che se avesse il coraggio cesserebbe di vivere. La storia di chi si fa forza per vivere il presente in memoria di un passato fatto di immagini distorte e falsamente gioiose. Una storia di solitudine e rabbia repressa. Questo è un quadro brutale e insolente, una malattia che molto lentamente si porta via ogni cosa, un manuale sull’autodistruzione e l’annullamento di sé, dove l’amor proprio non esiste e il rispetto per la vita è un qualcosa di obsoleto. Cadaveri squisiti è un insieme di morbosa finzione e malsana realtà, rapporti disfunzionali e spasmodica colpevolezza, ricerca di supplizio e bisogno di amore. È un tormento, in tutto e per tutto. Ed è così schietto e rude, così verosimilmente tumultuoso da diventare in qualche modo, paradossalmente, affascinante e trascinante.
Valeria oltre ad aver scritto un bel libro e a essersi distinta per lo stile così diretto e senza fronzoli, è stata spettacolare nel dare vita alla città di Catania, richiamando sapori e odori tipici, usando espressioni dialettali che, per chi è del posto o comunque conosce la città, sanno trasmettere un pizzico di gioia e ilarità alla cupezza della storia raccontata.
Cadaveri Squisiti è un libro che non mi aspettavo, degno esordio weird che mi ha dato molte vibes anche di Lovecraft e voi sapete quanto io ami questo genere. Tramite sbalzi temporali di passato e presente veniamo a conoscenza del perché e per come della vita inquietante del nostro protagonista, Sebastiano, che credetemi se vi dico che nella sua vita non si è fatto mancare niente di negativo. La sua vita che ci si presenta come un enigma, arriva alla fine a farti chiudere il libro con sensazioni del tutto contrastanti e sorprendenti, con quelle vibes che solo ottimi romanzi del genere sanno donarti. Unica pecca? Troppo breve. Sono davvero curiosa di leggere presto altro di questa nuova penna. Davvero super consigliato.
Uno dei titoli che ho letto recentemente, intriso di atmosfere weird e disturbanti. Cadaveri squisiti è il romanzo di Valeria Biuso uscito a fine marzo per Re Artù edizioni.
Il titolo del libro suggerisce un'opera che gioca con il macabro e il surreale, ispirandosi al gioco del "cadavere squisito" o "cadaveri eccellenti".
La verità ha tante facce, ma a volte ne mostra a malapena una. E quell’unica faccia non interesserebbe comunque a Sebastiano, che alla fisiognomica preferisce un campionario di maschere. Ha allestito il suo palco di bugie a Milano, in un appartamento pieno di soprammobili kitsch e s3x toys della sua coinquilina Clara, un’eccentrica camgirl. Dietro ogni finzione si nasconde una spinta autodistruttiva, un’urgenza nevrotica radicata nell'ossessione per la violenza che lo ha segnato fin dall'infanzia e che ha raggiunto l'apice durante la tormentata relazione con Manfredi all'università.
L'autrice delinea l'orrore che si nasconde nella quotidianità, creando un vortice in cui i lettori vengono trascinati insieme al protagonista. L'autrice opta per un approccio narrativo che permette di esplorare diverse sfaccettature di questi episodi disturbanti e segnati da una voglia e una ricerca continua di trasgressione, nascosti nell'apparente normalità della quotidianità.
Dopo l’ennesimo tentativo di suicidi0 fallito, Sebastiano fa ritorno a Catania, sua città natale, per rincorrere i fantasmi di un passato distorto che si mescola al presente, rivelando contraddizioni e antitesi che lo trascinano sempre più a fondo nel baratro allucinato della sua esistenza.
I pensieri mostruosi e la realtà sempre più alienante del protagonista rendono il racconto capace di creare ansia e suspence poiché queste sensazioni si insinuano nelle vite dei personaggi. In qualsiasi momento tutto potrebbe crollare, e non rimanere più nulla di sano.
La storia di Valeria attinge da tradizioni letterarie che vanno dal weird al surrealismo, creando un mix che rende Cadav3ri Squisiti un libro che sfida le categorizzazioni tradizionali.
Questo libro è stato il mio primo approccio alla transgressive fiction. genere che presenta personaggi che si sentono confinati dalle norme della società e che tentano di scappare dalle limitazioni in modi non convenzionali. Direi che ‘Cadaveri squisiti’ è stato un ottimo modo per conoscere questo genere perché mi sono ritrovata una narrazione ben strutturata con momenti che mi hanno distrutta, quindi nel complesso definirei questo libro molto equilibrato.
È vero, Sebastiano è un personaggio che si sente limitato, schiacciato dalle norme della società e vive tessendo la sua rete di bugie per costruirsi una vita che possa celare le sue esperienze e il suo passato. Sebastiano è una persona che si lascia definire dalla visione che gli altri hanno di lui e si rifugia nella costruzione di maschere che possano sostenere per lui la farsa che mette in scena. Ovviamente ci sono maschere diverse in base alle persone che si trova davanti: ad esempio, Clara, la sua coinquilina, ha una gravità diversa dal momento che lei stessa vive la vita con leggerezza e non si sofferma in una pianificazione dettagliata della vita. Vivendo con leggerezza riesce a compensare la gravità dell’esistenza di Sebastiano.
Alternando passato e presente, riusciamo a sbirciare nell’infanzia del protagonista, che però è un narratore inaffidabile e che quindi non sempre offre uno sguardo veritiero verso le proprie azioni e che spesso sono sospese tra vero e falso. E’ quindi il lettore a dover scegliere a cosa credere, tenendo presente che non si capirà quasi mai la verità degli eventi.
È proprio il narratore inaffidabile uno dei punti che danno un’enorme forza al libro, perché la narrazione riesce a rendere la lettura un qualcosa di molto difficile da cui staccarsi.
Ci sono temi molto forti, per cui vi consiglio di consultare i trigger warning: si parla di vi0lenza, di su!cid!0, di abus0 di sostanze e molto altro, ma ci tengo a specificare che tutte queste tematiche non sono mai esagerate o portate allo stremo, riuscendo comunque a creare un racconto bilanciato che riesce a essere comunque di impatto nell’affrontare queste tematiche.
Un libro disturbante che ti tiene incollato alle pagine, grazie allo stile impeccabile e alla maestria linguistica dell'autrice. Un mix tra Palahniuk, Ellis e Welsh, con il vantaggio di essere 100% nostrano. Consiglio questo libro a chi non si fa spaventare da libri che ti prendono allo stomaco, approvato!
Cadaveri Squisiti non è per chi cerca la redenzione. Cadaveri Squisiti fa per te se sei in grado di limitarti a guardare mentre l’uomo crolla senza far niente, senza voler aiutare o sperare nella bontà di chicchessia. Questo è un romanzo forte e senza filtri, che non ha paura di sputar fuori tutto il peggio.
Interessante viaggio nelle polarità umane, che sono la crisi, il desiderio ossessivo e destabilizzante, che significa il presente nella sua complessità. Un fattore che ci rende complessi, disperati e affamati, che spesso è ingiusto e ci vincola ai ricordi. Una prova di scrittura e stile notevoli, che guida il lettore nella nevrosi moderna del protagonista, e ci fa riflettere e ci dice anche qualcosa di noi stessi.
Intenso, brutale e crudo. Metto le mani avanti dicendo che questo genere di libri non fa troppo per me, ma per una volta ho voluto spingermi un po' al di fuori della mia "comfort zone" e non ne sono rimasta delusa. L'autrice riesce a raccontarci la storia struggente del protagonista in modo da immaginare perfettamente qualsiasi scena e ogni personaggio è complesso e ben caratterizzato, rendendo la lettura piacevole nonostante i temi trattati all'interno del romanzo.
Un grazie speciale a Valeria per avermi dato l'opportunità di leggere il suo libro.