À l’instant où Ettore Maggio voit le jour en 1977 dans une petite ville des Pouilles, son père se volatilise. Il grandit entouré de sa mère et de ses tantes, ainsi que de son grand-père, un pâtissier rêveur qui lui apprend tout ce qu’il sait. Le drame qui va bouleverser son enfance fait naître une amitié indéfectible entre Ettore et Bruno. Les deux garçons ne se quittent plus. Ils se retrouvent sur les bancs de l’école et rencontrent la belle Irene, dont ils tombent tous les deux amoureux. Les années passent et les ambitions se dessinent. Un jour, ils demandent à Irene de choisir. Un tourbillon de vie et d’émotions, dans la moiteur et la rudesse de l’Italie du Sud.
Un libro bellissimo, che racconta la storia di un uomo dalla sua nascita alla sua morte, dei suoi affetti, dei suoi spostamenti, delle coincidenze (o, meglio, le “armonie”) che governano la sua vita e ne muovono i fili, spesso “inclinando i rettilinei paralleli” e facendoli convergere l’uno nell’altro. Una storia fondamentalmente drammatica, scritta con una prosa dolce, sì lirica ma non distaccata. Il ritmo è incalzante, i personaggi prendono vita e hanno caratterizzazioni nette, che spesso li ergono ad archetipi delle più svariate categorie sociali tipiche italiane. È un romanzo sul tempo e sulla vita perché, infondo, “ogni vita, se guardata dalla sua coda, sembra un’opera di fantasia”. Il messaggio che arriva è che nessuna vita su questa Terra è normale, predefinita. Il solo fatto di venire al mondo è qualcosa di spettacolare e straordinario. Ogni avvenimento che segna le tappe dell’esistenza ha qualcosa di fuori dal comune, ma spesso - come evidenzia l’autore - ci si rende conto della spettacolarità della vita solo quando la si guarda a ritroso. Nota di merito per l’epilogo, che distingue questo romanzo dai tanti ai quali potrebbe somigliare: un espediente letterario davvero interessante a conclusione della storia. Al contrario, l’unico appunto che si può fare è legato alla frequenza con cui le coincidenze si manifestano nella vita del protagonista, soprattutto nella seconda metà del racconto: come in altre opere (una su tutte: “Una vita come tante” della Yanagihara) si ha la sensazione che ci sia “un po’ troppo” per una vita sola; tuttavia, anche in questo caso non credo ci si possa troppo soffermare su questo aspetto. Vite del genere esistono, purtroppo o per fortuna, e a maggior ragione esistono dentro i libri di narrativa.
Un romanzo familiare che profuma di pulito, di pranzo domenicale, di gioia, di amore e amicizia, di speranza. Tuttavia, è anche immerso nella profonda tragicità della perdita e del lutto. È un romanzo che si legge bene e che con semplici parole ci racconta della famiglia Maggio e soprattutto di Ettore, che incontra la morte per la prima volta a soli 8 anni, in un incidente fatale. Quell'incidente segna la fine di qualcosa, la morte del nonno, e l'inizio di un'altra, l'amicizia con Bruno. È sicuramente un bel racconto ma l'ho trovato forzato per alcune cose, tra cui le innumerevoli morti che si susseguono nel giro di pochi anni e l'incontro tra Ettore e suo padre, in cerca del quale era andato per tutta la vita e che poi ritrova in una campagna sperduta del Salento. Inoltre, lo stesso padre racconta ad Ettore di aver operato un ragazzo in America che gli è morto davanti agli occhi: guarda caso si trattava di Bruno. Troppe coincidenze unicamente strumentali alla narrazione della storia. Infine, mi è dispiaciuto molto per la storia d'amore mai decollata tra Ettore e Irene ma forse è così che doveva andare. Ho trovato piacevole e particolare che la storia sia raccontata da Ettore stesso anziano, ormai prossimo alla morte, all'Ettore nascituro, un'ombra avvolta dall'oscurità: una storia che prende le sembianze di un sogno.
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Cosa deve contenere un romanzo per essere un buon romanzo? Di sicuro una trama ben congeniata. E qui c'è. La vita anteriore è la storia di Ettore Maggio che nasce nell'aprile del 1977 in Puglia e ha la fortuna di arrivare a superare le cento candeline. Il racconto di una storia personale che sembra un'opera di fantasia, ma dopotutto "quando guardi la vita dalla sua coda, ogni vita ti sembrerà un'opera di fantasia". Un racconto dove una coppola, uno spartito musicale, una cravatta blu a pois Bianchi, una fascia per capelli bianca e nera, una collana e una fototessera diventano ognuno l'elemento rappresentativo di un personaggio della storia perché, se ci pensiamo, gli oggetti che ci accompagnano nel corso della vita ci definiscono molto più di tante parole e lasciano traccia di noi quando ce ne andiamo. Ma le nostre storie personali si intrecciano volenti o nolenti con la Storia e in questo romanzo succede sempre attraverso gli oggetti e i luoghi: la Fiat 131 del nonno di Ettore, un grammofono su cui gira il 78 giri di Mille lire al mese, il Bar pasticceria di famiglia inaugurato nell'anno in cui l'Italia vinse i Mondiali, la Standa in cui la madre di Ettore lavora e la sua successiva chiusura, e tanti altri indizi che disseminati nella trama segnano le diverse fasi della vita dei protagonisti. Una trama dove, capitolo dopo capitolo tutto torna, si incastra e si chiude a cerchio. Poi, cosa chiediamo ancora ad un romanzo, perché sia un buon romanzo? Che sia ben scritto. E La vita anteriore è scritto con una bella prosa, misurata. Descrittivo quando lo deve essere, dialogico quando la trama lo richiede, commovente quando parla di separazione, malattia e conflittualità dell'anima. Se poi vogliamo aggiungere altre doti che questo ha in comune con un buon romanzo possiamo metterci i personaggi ben delineati, possiamo dire che parla di valori umani universali - Amore, Amicizia, Vita, Morte, Ricerca di un'identità - e soprattutto, altra dote indispensabile secondo me per un buon romanzo, un finale a sorpresa che stimola la riflessione. Conclusione: La vita anteriore di Mirko Sabatino è un buon romanzo.
Libro scritto bene, con uno stile non banale anche se convenzionale. È la storia di un'amicizia, nata sui banchi delle elementari, tra tre ragazzi, profondamente diversi tra loro, che da bimbi diventano adulti. Sono tre bambini che hanno una cosa in comune: tutti e tre hanno perso il padre fin da piccoli. Chi per l'abbandono al momento della nascita, chi per un incidente e chi per malattia. Per i due maschietti però, nonostante l'amore delle famiglie che li circondano, l'assenza del padre per uno e per il secondo anche della madre, diventerà un grosso problema, psicologico e esistenziale. La vita dei ragazzi sarà funestata da lutti, da incidenti, da crisi vitali da cui si ripiglieranno grazie all'amicizia e al forte sentimento di amore che li lega uno agli altri. Secondo me una pecca è data nel disegno della trama: a volte scontata e quasi da romanzo d'appendice che lo fa scivolare nella qualità.
Un roman qui se lit facilement mais avec une belle écriture. On traverse la vie d’Ettore dans sa ville natale des Pouilles, marquée par un événement brutal, l’accident de la route qui verra périr son grand-père adoré qui l’élève avec sa mère et ses tantes. Ce jour tragique marquera aussi sa rencontre avec celui qui deviendra son meilleur ami, Bruno qui perd ses parents dans le même accident. Leur amour commun pour Irène les liera et malgré cette concurrence, leur amitié perdurera. La vie d’Ettore sera aussi marquée par la recherche de son père, disparu au moment de sa naissance. On parcourt ces années avec émotion, ce n’est pas un livre extraordinaire, c’est sans prétention, mais un joli moment de lecture cadeau.
Bellissimo libro, gli ho dato 4 stelle su 5 perché c'è qualcosa che non mi convince fino in fondo, forse i cerchi che si chiudono troppo perfettamente ma nel complesso è stata una bella lettura, un viaggio attraverso la vita, la sincronicità, lo spazio, il tempo, l'amicizia, le relazioni... Un tuffo nella vita
J'ai été déçue par cette lecture. C'était prometteur et je partais sur des intentions de lecture positives. L'écriture était lente, longue, presque ennuyante et l'histoire avançait avec un pas lourd et prévisible. C'est dommage, j'ai vraiment cru que j'allais aimer ce roman.
Le récit de La vie antérieure s’ouvre mystérieusement, à pas de velours. A la lueur d’une bougie à la flamme vacillante, dans un lieu incertain et isolé, un vieil homme se souvient. Souvenirs heureux, douloureux, inexplicables ou évidents : la vie d’Ettore Maggio, originaire d’une petite ville des Pouilles, est narrée depuis sa « vie antérieure » jusqu’au jour de sa mort. Pourtant, l’ensemble du récit se déploie à travers la voix d’un narrateur omniscient, laissant de l’espace à Ettore mais aussi aux personnages qui façonnent sa vie. Ettore naît « trop tôt » - sa mère a 23 ans - dans une famille élargie des années 1970 : grands-parents et tantes cohabitent et le choient. Sa naissance est aussi, paradoxalement, marquée par l’absence, son père ayant pris la fuite dès le début. Tous les éléments étaient là pour nous faire croire à une fresque sociale italienne, mais il n’en est rien. La vie antérieure est un récit métaphysique. Bien équilibré, divisé en quatre parties - Ottavio Maggio, Bruno et Irene, Ettore Maggio, La villa des oliviers -, ce texte est souvent d’une douceur lancinante. Pâtissier têtu, Ottavio, - le grand-père d’Ettore -, se prendra d’une affection sans faille pour son petit-fils. La mort prématurée d’Ottavio Maggio met Ettore face à l’absence une deuxième fois au cours de son enfance. Ce drame, survenu par un tragique concours de circonstances, conduit toutefois Ettore à rencontrer Bruno, un enfant de son âge. Plus tard, ils se lient d’amitié avec une autre enfant, Irene, déjà présente furtivement dans le début du récit. L’amitié indéfectible et l’amour liera ce trio toute la vie durant, au gré des joies et des deuils de l’existence. Dans La vie antérieure, tous les événements s’enchaînent et semblent liés par d’étonnantes coïncidences - nommées « harmonies » dans le récit - parfois touchantes, parfois un peu trop improbables. La trame suit des trajectoires de vie dans l’ordre chronologique, mais le récit n’est volontairement pas totalement linéaire. Des pans de vies quotidiennes « ordinaires » très fouillés alternent avec des scènes laissées en suspens et des ellipses qui n’altèrent pas la fluidité du récit, comme un parfum qui laisse son sillage. Souvent au seuil de l’onirisme, et pourtant profondément ancré dans le réel, La vie antérieure est un texte qui vibre, malgré une perception parfois stéréotypée de l’environnement social et des relations humaines.