“La società è malata. Serviva solo qualcuno che lo raccontasse.” Il mondo, sia quello magico sia quello ormai in declino della razza umana, deve il proprio Equilibrio a un patto stretto secoli orsono dai quattro Clan fondatori: il Clan dell’Ordine, assetato di conoscenza; il Clan della Stella Rossa, che più di tutti brama la libertà; il Clan del Khaos, maestro delle Arti Oscure; il Clan della Mano della Luna, fedele solo al Dio Beelus. L’Equilibrio però è fragile, troppo fragile, e l’arrivo non previsto di un nuovo Immortale lo spezzerà definitivamente. Il dado è tratto, la valanga ha cominciato la propria inesorabile discesa. La parola “morale” diviene presto per tutti i Clan nient’altro che un pretesto per compiere atti aberranti, primo tra tutti la conquista della Lancia di Longino, unico artefatto in grado di uccidere un Immortale. Tra tradimenti, alleanze inaspettate e piani temporali differenti, sei pronto a scoprire questo dark fantasy che ti mostrerà la nostra storia come non la avevi mai concepita prima? Sei pronto a mettere in gioco tutto quello in cui credi? «Scegli.»
Questo libro è sicuramente destabilizzante e non adatto a tutti. L'autore ci descrive personaggi immortali di cui si apprende fin da subito l'insoddisfazione psicologica dovuta appunto al perdurare della vita in eterno. Si parte inizialmente con il punto di vista di Garik, un immortale veterano che lotta all'interno del Clan dell'Ordine, per poi passare in un secondo momento a quello di Alex, un novellino che afferisce al gruppo solo recentemente. La protagonista indiscussa del libro è però Angelika, il personaggio più complesso ma allo stesso tempo più stabile della storia. Essa infatti, facendo parte del Clan della Stella Rossa, ha come motto e come obiettivo di vita la "libertà" ed è l'unica in realtà che lo raggiunge. Il problema che sorge a questo punto però (che è poi l'emblema del titolo) è con che modi e a che prezzo lo conquista?! La vera domanda che l'autore ci pone durante tutta la narrazione è quindi quanto siamo veramente disposti a sacrificarci e a cambiare per raggiungere lo scopo che ci siamo prefissati? Inizialmente può sembrare un testo di facile interpretazione ma personalmente credo che ci vogliano giorni per carpire tutti i significati nascosti dietro a questo o all'altro comportamento. In definitiva, se cercate un libro particolare che vi stimoli anche il pensiero post - lettura, non posso che consigliarvi questo testo!
Romanzo dark urban fantasy che riesce a destabilizzare. Affiliati a uno dei quattro clan (Ordine, Stella Rossa, Mano della Luna e Caos), oppure mercenari, i non umani si fronteggiano (o semplicemente si fanno i cavoli loro) muovendosi tra luoghi e tempi distanti (per gli smemorini come me ci viene in aiuto un esaustivo indice dei nomi alla fine) ▪️Contiene un calibrato mix di creature del folklore, luoghi ed eventi storici (dalle Termopili fino al prossimo futuro) ma anche un discreta dose di perversi0ne ▪️Qualunque sia il contesto una cosa rimane invariata: gli esseri di sess0 maschile fanno sempre una clamorosa figura da cascamorti. Che il vero potere sia nei vestiti succinti? Meno male che è un fantasy perché se le cose stessero davvero così ci sarebbe da preoccuparsi *coff coff*
Bello, crudo e stilisticamente "pane per i miei denti". Personaggi interessanti, con dialoghi per niente forzati, che li rendono vivi. Anche i secondari riescono ad avere il loro spessore. Tuttavia i frequenti sbalzi temporali e cambi di POV (e salti dalla prima alla terza persona) li ho trovati molto dispersivi. Bella l'idea, come nella Benandante, di sfruttare la musica.
Ho letto le ultime righe di “Immor(t)al”, di Francesco Codenotti, con un sorriso stampato sul volto, perché mi ha lasciato una tale euforia da convincermi a tornare quanto prima al mio primo grande amore: la narrativa urban fantasy sulle figure più celebri del folklore mondiale. Perché sì, questi libro è una grande avventura vissuta tra immortali, vampiri, streghe e creature di ogni tipo. La magia è sia invisibile che onnipresente, costituisce un ambiente in cui tutto è possibile, dove lo spazio e il tempo non hanno confini e una guerra per il potere e la libertà si consuma con grandiosi colpi di scena. “Immor(t)al” sembra proprio un grande film d’azione, con il suo dinamismo, con personaggə sempre in corsa, catastrofi dietro l’angolo e una buona dose di pathos che non fa mai male in un contesto narrativo di questo tipo. Ho particolarmente apprezzato la caratterizzazione delle protagoniste di questa storia, tutte donne che hanno tantissimo da raccontare, con un passato ricco di eventi e un presente e un futuro tanto incerti quanto ricchi di possibilità. Tra tutte spicca la malvagia Angelika, che mi ha dato grandi gioie con il suo carisma, la sua scaltrezza e la sua sete di potere, caratteristiche che farebbero impallidire qualsiasi uomo. Perché sì, gli uomini di questo libro non mi hanno proprio colpito. Alcuni mi hanno ricordato un prototipo dell’eroe abbastanza superato, altri mi hanno fatto arrabbiare per la loro misoginia (voluta, a parer mio, dall’autore per evidenziare l’importanza della lotta delle numerose protagoniste) e per il loro atteggiamento passivo-aggressivo. Lo stile di Francesco Codenotti, tanto evocativo quanto pulito e senza fronzoli, è stata la grande gioia di questa esperienza di lettura. Codenotti è nato per raccontare storie, riesce a farlo con naturalezza, anche in poche pagine. Ecco, ammetto che avrei preferito che “Immor(t)al” avesse qualche capitolo in più, perché alcune parti sono risultate troppo veloci, facendomi perdere l’attenzione sui dettagli più importanti delle vicende narrate. Altra cosa che mi ha fatto sentire leggermente spaesato è la mancanza di qualche informazione in più su razze magiche e affiliazioni all’interno della narrazione. L’appendice corre in aiuto dellə lettorə ma, secondo il mio modesto parere, non aiuta nella totale comprensione delle dinamiche dietro la storia. “Immor(t)al” è una bellissima esperienza di lettura, squisitamente cinematografica (mi ha ricordato Underworld, un franchise che ho adorato con tutto me stesso) e ricca di un’umanità che affascina profondamente lə lettorə. Se avete bisogno di un urban fantasy adrenalinico, questo fa al caso vostro!
Questo libro l'ho scelto al Salone del Libro ed era l'ultima copia rimasta, un segno del destino direi! Difatti è sicuramente un libro diverso dal solito che parla di storia, ma più che altro direi del lato oscuro della storia, facendoci capire in modo neanche troppo sottile che forse i potenti non hanno fatto che quel hanno fatto da soli... Immortal analizza la storia, la società, le persone e il modo di pensare dei potenti, in modo crudo e diretto. Questo libro mi ha colpito per la sua originalità nell'unire la storia al fantasy, ipotizzando questi clan con a capo degli immortali. Si vede che c'è molto studio e molta cura nei dettagli, per citare tutti questi fatti storici. La narrazione è molto scorrevole e incontra molto personaggi storici. Invece per quanto riguarda i personaggi "normali" mi ha molto colpito Alex, mi ha fatto davvero tenerezza. Anche il finale mi ha colpito, perché ad un certo punto c'è un intervento dall'esterno, quindi possiamo dire è interattivo, perché è il lettore a decidere come continua la storia, perché qualcuno ha un po' esagerato.
Quattro clan, quattro visoni del mondo, quattro punti di vista differenti che si scontrano, modificando l'equilibrio della terra. L'immortale deve scegliere da che parte schierarsi, e questa sua scelta cambierà le sorti della storia. Un fantasy che rivisita in chiave magica le dinamiche del nostro mondo, mettendo in luce quanto anche una penna "fantastica" possa parlare di realtà. La scrittura di Francesco è matura, cruda, a tratti persino cattiva, e non si ferma nel dipingere il mondo per ciò che è: interconnessione tra luci e ombre. Super consigliato ❤️
⭐ Ho letto questo libro con il #GDLfantapavico, lo volevo leggere da un bel po' di tempo e quindi ne ho approfittato: non potevo fare scelta migliore. ⭐ Conosco la scrittura dell'autore, avendo letto la dilogia de Le Sette Vie del Drago ma devo dire che la lettura di questo libro - dark fantasy autoconclusivo - mi ha piacevolmente sorpresa, per la tipologia di narrazione insolita. ⭐ Il lettore viene subito inserito all'interno della storia per, pagina dopo pagina, riuscire a ricostruire il puzzle che è l'universo di questo racconto che, ammetto, in alcuni passaggi mi ha molto ricordato le vicende de l'Umbrella Academy, anche grazie alla pungente ironia di taluni protagonisti. ⭐ L'equilibrio del mondo è instabile e persone speciali, persone con poteri, sono invitate a scegliere da quale parte stare: bene o male? Difficile a dirsi. Quattro sono i Clan che detengono il potere, con quattro motti e intenti diversi. Devo dire che ho trovato estremamente affascinante il Clan della Stella Rossa, probabilmente grazie anche ad Angelika, un componente importante di esso nonché protagonista della copertina. ⭐ Immortali, vampiri, licantropi, streghe; viaggi nel tempo, scontri, passioni, colpi di scena: un'avventura fantasy che più di una volta mi ha strappato una risata, ma che mi ha fatto anche molto riflettere. È facile entrare in sintonia con i personaggi, non perché siano eroi dalla moralità incorruttibile (tutt'altro) ma perché nonostante i loro poteri, rimangono umani con tutti i loro difetti e pregi. ⭐ E come è già accaduto, consiglio ai lettori di non affezionarsi troppo ai personaggi dei racconti di Francesco: ne finirete con il cuore spezzato, credetemi, ci sono cascata più di una volta. ⭐ Consiglio questo libro a chi è alla ricerca di un fantasy dalle tinte Dark, di un'avventura che intrattiene al punto di far perdere la cognizione del tempo ed a chi è alla ricerca di personaggi completi, cupi... Immortali, almeno nella mente e nel cuore del lettore.
il Clan dell'Ordine, il Clan della Stella Rossa, il Clan del Khaos e il Clan della Mano della Luna. Nei secoli orsono questi 4 clan fecero un patto stabilendo un Equilibrio per il mondo sia magico sia quello umano ormai quasi in declino; un Equilibrio che però si vede fragile all'arrivo di un nuovo ed inaspettato Immortale.
Quattro clan, con quattro visioni del mondo e punti di vista diversi che si scontrano. Un dark fantasy molto originale e scritto magnificamente! Questo dark fantasy di Francesco è un libro che parla di scelte perchè sì, è una battaglia continua di schierarsi con un clan o con un altro e quindi di prendere una decisione a quale clan appartenere e quindi stabilire che visione avere; molto bello e geniale il fatto di strutturare il libro in quattro parti ognuno riservato ad ogni clan, con i loro membri e i loro ideali!
Rispetto agli altri suoi due libri, c'è una scrittura decisamente più matura e più cruda e soprattutto ci mostra come il mondo per ciò che è: né nero né bianco, ma grigio ovvero un interconnessione tra Bene e Male, luci e ombre.
Una copertina pazzesca, che fa comprendere benissimo il mood.
Questo non è un libro da leggere alla leggera, cercando qualcosa di ordinario, lineare o semplice. È un libro complicato, particolare, per certi sensi vago e con molti sottintesi soggetti ad interpretazione personale ma senza una spiegazione esplicita. Una storia con finale aperto e temi su cui riflettere e ragionare. 💭
Non ci sono perbenismi, giri di parole... Tutto è crudo e diretto. Non si indora mai la pillola e anzi, si tende sempre a svelare la polvere sotto al tappeto. ⚠️
Mi è piaciuto molto lo stile di scrittura dell'autore (anche se i passaggi da prima a terza persona e viceversa portano a confondersi un po'); il fatto di aver inserito la musica nel testo (le parole si adattano perfettamente alle scene e creano atmosfera); i personaggi interessanti e ben strutturati (sia quelli che si sono visti più spesso, sia quelli che hanno avuto poco screentime - voglio fare una menzione d'onore a Garik); la divisione del libro in parti dedicate ognuna ad un clan magico (con tanto di motto); alcune scene descrittive (specie quella della biblioteca di Alessandria e la grotta in Scozia); la scelta di miscelare al fantasy anche fatti storici reali (a mio avviso molto arguta e d'intrattenimento). 🧛🏻♀️
Come dicevo all'inizio, ci sono molti cambi di persona narrativa che mettono un po' in difficoltà il lettore, specie perché si accompagnano a repentini sbalzi temporali in avanti e indietro. Il libro richiede perciò molta attenzione, bisogna leggere focalizzandosi e concentrandosi. ✍🏻
La storia è molto filosofica e riflessiva e si concentra su come una scelta o l'altra possano cambiare la sorte di una persona o anche proprio la struttura della Storia. Inoltre, come suggerisce il gioco di parole del titolo, si parla molto di immortalità e immoralità. Il plot twist finale è destabilizzante, e si chiude il libro con addosso un senso di smarrimento e mancanza di completezza. Si tenga in conto però che questo è un effetto voluto dall'autore, quindi non lo considero un punto del tutto a sfavore. 🤔
"A volte l'unico modo per sopravvivere è sognare di essere qualcun altro. E anche se non cambierà ciò che sei, ti permetterà di ingoiare l'odio e trasformarlo in forza." 🪔
Leggere Immor(t)al è impegnativo. Leggere Immor(t)al è, certe volte, tosto, ma non in senso negativo, assolutamente. È una storia bella, ben scritta e a tratti dura. Momenti in cui ti senti annaspare insieme ai personaggi chiedendoti se ne usciranno fuori e in che modo, questo perché si viene totalmente coinvolti dalla storia che ti porta a viaggiare in un mondo devastato, corrotto. Si provano così tante emozioni che è difficile sceglierne una soltanto per definire questo libro. Vi ritroverete a od1ar3, sperare, soffrire e in certi momenti a gioire, perché sì, ogni tanto capita. Per questo vi dicevo che leggere Immor(t)al è impegnativo. Richiederà una buona dose di coraggio. I personaggi sono così ben strutturato che non vi sarà difficile simpatizzare o meno per loro, perché vi sembreranno reali. Garik è certamente il mio personaggio preferito. Lui è uno tosto e mi ha colpito subito dalle prime pagine, poi c'è Angelica, di lei vi posso solo dire che non provavo così tanto 0d1o per un personaggio dai tempi di Azog il profanatore. Uno di quelli in cui alla fine speri in una lenta e agoniata m0rt3. Tutto questo per dirvi che se leggerete la storia di Francesco beh aspettatevi di farvi travolgere da emozioni forti. Non ci sarà tempo per coccole, smancerie e romanticismo, no, qui c'è roba tosta!!! Ho adorato i viaggi nel tempo, sono una cosa che amo!!! Complimenti Francesco!!!
Lo so che non si dovrebbe iniziare parlando di copertine...ma questa è strepitosa e merita di essere ammirata, per non parlare delle illustrazioni all'interno 😍
Ormai ho capito che i libri di Francesco vanno letti sempre attentamente e bisogna tenere a mente due cose:
1) Non affezionarsi a nessuno
2) Non dare mai per certo nulla (il tradimento è sempre dietro l'angolo!)
È un libro che ti coinvolge perché si susseguono vari punti di vista, linee temporali e forti emozioni. Per lo stesso motivo può però risultare un po' dispersivo.
Il tema principale è la scelta, ma la cosa che ho apprezzato è che non c'è niente di bianco e nero perché il mondo non è così.
Per quanto riguarda i personaggi vorrei fare una speciale menzione al villan, la super figa in copertina, che una di quei "cattivi proprio cattivi".
Molto bello l'uso della musica elemento importante per entrare a pieno nelle atmosfere e nel Mood del momento.
Un'altro avvertimento che mi sento di fare è che si tratta di un libro molto crudo sia nelle scene che nel linguaggio.
Scattante, criptico, profondo, con diversi punti di vista e nessun momento per rifiatare. Immor(t)al è un romanzo dark fantasy dal ritmo serrato e incalzante. È un romanzo d’azione, a tratti pure divertente, un’incessante corsa capace di far riflettere sul nostro mondo, sulla nostra storia, sulla nostra esistenza. Non è una favola in cui il bene trionfa e non è neanche un incubo infernale. È un avvincente mondo da scoprire, un puzzle che pezzo dopo pezzo rivela inaspettate risposte. È il conflitto tra i clan che muovono i fili del mondo: creature soprannaturali moralmente grigie, a volte immor(t)ali, sempre credibili, mai banali. È un fantasy. Ed è il nostro mondo, la nostra storia. È crudo. È reale.
Caratteristiche:
Fatti storici realmente accaduti Elementi fantastici credibili Azione
Multipov Morally Grey Characters Enemies to Lovers
Rispetto alla dilogia “Le sette vie del drago”, “Immor(t)al” di Francesco Codenotti si presenta fin da subito come una lettura più cupa e cinica, per nulla timorosa di mettere nero su bianco alcuni degli aspetti più deviati dell’umanità. Di personaggi positivi al 100% non ce ne sono proprio e la magia è usata perlopiù per scopi poco nobili, quindi pure la speranza di rifugiarsi nel sense of wonder per allontanarsi dalle brutture della quotidianità svanisce molto in fretta. Ci sono sì dei momenti in cui la bellezza dei luoghi in cui si svolge parte della trama è evidente (vale per tutte le scene che hanno come sfondo la biblioteca di Alessandria, per esempio), ma l’idillio non dura mai abbastanza a lungo da permettere al lettore di scordarsi che il mondo è pieno di egoisti pronti a tutto pur di raggiungere i propri obiettivi. Non si toccano i livelli di nichilismo tipici del grimdark, ma ci si arriva abbastanza vicini.
Se ho apprezzato la spietatezza di alcuni plot twist, devo ammettere di aver trovato un po’ pesanti i continui riferimenti alla sfera sessuale, presenti anche in alcune sequenze nelle quali non mi sono sembrati così necessari. Aiutano senz’altro a portare avanti l’atmosfera e le tematiche del libro, ma a mio gusto personale ne avrei preferito qualcuno in meno, anche per rendere più significative un paio di scene erotiche davvero ben scritte.
Dal punto di vista stilistico non ho grosse critiche da muovere: la scrittura è fluida, coinvolgente e capace di creare delle scene ben precise nella mente del lettore. Interessante la scelta di usare dei brani musicali per enfatizzare le sensazioni provate dai personaggi nei momenti chiave della storia: è un espediente che in alcune scene ho trovato davvero efficace.
La gestione della trama non mi ha convinto del tutto, perché a tratti l’ho trovata abbastanza confusa e difficile da seguire, anche a causa di un paio di salti temporali repentini. In alcuni momenti mi è capitato di non avere una visione chiara degli obiettivi dei protagonisti, anche se ho il sospetto che in parte l’autore volesse ottenere proprio questo risultato. Purtroppo pure nella sequenza finale alcuni aspetti della narrazione hanno continuato a restare abbastanza criptici e mi sono ritrovato al termine della lettura con qualche perplessità di troppo sullo svolgimento degli eventi. In tal senso, pure la scelta di passare di tanto in tanto dalla terza persona alla prima ha contribuito ad accrescere il senso di smarrimento che ho provato nel corso di certi capitoli.
Interessante la commistione tra gli eventi della trama e i fatti storici realmente accaduti (elemento che avevo già avuto modo di apprezzare in “Le sette vie del drago”), soprattutto perché è ben giustificata dal sistema magico e talvolta offre delle spiegazioni alternative alla domanda “come si arrivò a un risultato simile?”.
Restando un attimo sugli elementi sovrannaturali presenti nella storia, ho apprezzato la gestione dei personaggi dotati di poteri magici o di abilità fuori dal comune, soprattutto per via degli specifici talenti di ognuno di essi, capaci di renderli più o meno adatti a determinati compiti. Pure la costruzione dell’identità dei clan presenti ha saputo regalarmi parecchie soddisfazioni: tra slogan calzanti, approcci diversi alla magia e visioni diverse della società, ciascun gruppo appare credibile e sfaccettato.
Per quanto riguarda il ritmo, ho la sensazione che in alcuni punti la storia sia andata avanti troppo in fretta, il che mi ha reso difficile affezionarmi ad alcuni personaggi o a trovare credibile la nascita di determinati legami. Questo ritmo sostenuto ha in parte danneggiato alcune delle scene drammatiche presenti, che con una costruzione solida alle spalle avrebbero potuto avere un impatto ancora più forte sul lettore. Credo che questo sia uno di quei rari casi in cui il romanzo avrebbe beneficiato di un maggior numero di pagine (di solito è vero il contrario), soprattutto perché l’autore ha messo tantissima carne al fuoco e nessuno si sarebbe lamentato di un piatto leggermente più abbondante!
"Immortal" di Francesco Codenotti ti porta in un viaggio unico e pieno di scelte.
"Immortal" ti risucchia, impedendoti di separarti dalle pagine fino alla fine, e solo allora ti lascia riprendere fiato. È come una giostra che gira in continuazione, alternando momenti di un semplice ondeggio a momenti di massima velocità.
Francesco è un maestro nel mantenere alta la tensione, nel creare una trama appassionante e piena di mistero, per poi rilasciare lentamente ogni risposta.
“Immortal” rappresenta un confine labile e sfumato tra il bene e il male, dove ogni scelta è carica di conseguenze imprevedibili.
L'autore ti porta a creare un legame profondo con i vari personaggi, così umani e reali. La bravura di Codenotti sta nella sua capacità di immergerti completamente nel mondo oscuro e affascinante che ha creato, facendoti vivere ogni emozione e colpo di scena.
Consiglio di affrontare questa lettura dai toni dark con un bel Cosmopolitan, o dei Mon Chéri che possono deliziare i tuoi sensi nei momenti più intensi del romanzo. Preparati a essere trascinato in un vortice di emozioni e a decidere da che parte stare.
Un libro particolare che simboleggia la società moderna in chiave fantasy e dark. Quando l'Equilibrio viene spezzato dall'arrivo di un temibile Immortale tutto muta... La crudeltà con cui accadono determinati avvenimenti, le morali racchiuse e la caratterizzazione dei personaggi (a tal volta atipici ma reali per le loro debolezze e malvagità) rendono il libro d'impatto e originale. La struttura è accattivante per i vari filoni narrativi, oltre che temporali. Nell'arco della storia è stato davvero semplice empatizzare con i vari personaggi; soffrire con loro e domandarmi i medesimi quesiti sulla lotta e sugli ideali da seguire o meno... Un romanzo talvolta riflessivo, che sfugge alle regole per donare qualcosa di unico. Consigliatissimo!