«Chi scrive rischia fino a 15 anni di carcere per sequestro di persona plurimo e rifiuto di atti d'ufficio, ma soprattutto guida un partito − la Lega − che da anni è sottoposto a un linciaggio mediatico-giudiziario che ha pochi precedenti in Italia e in Occidente. Se avessi voluto una vita comoda, mi sarei iscritto al Pd. Ho scelto diversamente, senza rimpianti. E per questo voglio raccontarmi in questo libro». Con un approccio concreto, aderente alle cose, sempre appassionato, Controvento ripercorre il passato, traccia il presente e delinea il futuro di un protagonista di un partito cruciale per il paese e l'Europa. Esprime la visione del mondo e le sfide dei prossimi mesi che attendono Matteo Salvini. Il carnet è ricco e non ammette l'autonomia, storico cavallo di battaglia della Lega. Il Ponte sullo Stretto, come vessillo di un attivismo programmatico. La difesa dei confini. Una diversa idea di Europa. E infine sale da queste pagine l'urgenza di illuminare di una luce nuova e alternativa quei temi e valori di cui la sinistra si ritiene unica depositaria. Su questo e molto altro l'autore si misura in una confessione a cuore aperto e senza censure, che alterna riflessioni, ricordi e schegge di memoria. Un autoritratto se vogliamo e, insieme, un manifesto; ma, soprattutto, un inno alla libertà e alla felicità in politica.
Sono un po' triste perché con questo libro ho finito la trilogia letteraria fondamentale della stagione 2023/24 (Vannacci-Meloni-Salvini, bonus Ilary Blasi) e ora mi tocca tornare a leggere libri normali e per nulla divertenti. Per fortuna si è chiusa in bellezza: contro ogni pronostico e con la massima onestà intellettuale (Matteo apprezzerà), Controvento è stato il libro meno irritante dei tre e quindi si becca una stella in più d'incoraggiamento 😍
Basterebbe commentare così: non credete a quello che dicono e che citano (De Andrè, Gaber, Proust, Schopenhauer, Kafka....). Però anche su quello che dice c'è da rimanere perplessi. Al di là della visione politica è la logica che scricchiola. Es sulla scuola. "ll nostro Paese merita una scuola più moderna, capace di diventare un’avanguardia per l’accessibilità di informazioni e servizi. Penso al Piano triennale di semplificazione, un progetto volto a snellire la burocrazia, semplificare le procedure e, con l’ausilio dell’intelligenza artificiale, erogare livelli di servizi all’avanguardia per studenti, docenti, personale e famiglie." e poche righe dopo "Sono stato di recente in alcune classi delle scuole superiori. Sui banchi avevano tutti lo smartphone. Quando ho chiesto loro come mai, mi hanno risposto: è un’abitudine ormai. Una pessima abitudine, aggiungerei. Stop, dunque, almeno come suggerimento, all’utilizzo dei cellulari." E dove sta secondo Salvini l' intelligenza artificiale? E come dovremmo giudicare allora un senatore che rivendica come parte importante del suo lavoro i video su tik-tok, le dirette social e l' abuso dei selfies?