Babylonia ha tutto, Zyon non ha niente. O è il contrario? Difficile dirlo, è il 2045 e la tecnologia trionfante ha reso le vite più facili ma anche inesorabilmente digitali, e l’apparenza è diventata più che mai sostanza. Entrambi i ragazzi conoscono bene l’AltroVerso, la realtà virtuale ormai più affollata di quella reale. Zyon, in quel mondo, ha perso una parte di sé e lo frequenta poco, anche perché gli ambienti migliori non sono accessibili a tutti. Babylonia ci passa gran parte del tempo cercando rifugio dalla sua quotidianità di ragazzo ricco e annoiato, e dalla relazione difficile con il padre imprenditore. Impossibile per lui sentirsi all’altezza di Elia Luce, il suo ricchissimo genitore, che si trova alla vigilia di un’altra svolta il MindScanner, destinato a regalare agli uomini l’immortalità. È in questo frangente che le vite di Zyon e Babylonia si incontrano e si intrecciano, assieme a quella dell’Amazzone, la sorella di Zyon. Al fianco dei suoi amici Ribelli, la ragazza si oppone con ogni sua forza all’idea di progresso di Mr Luce ed è determinata a far naufragare la sua ultima e aberrante impresa. Così, tre ragazzi si giocano il futuro, il loro e quello dell’umanità, in una corsa contro il tempo per fermare il MindScanner, tra rifugi segreti e assalti all’arma bianca. Ma forse il viaggio più importante non è quello che li porterà allo scontro finale, è quello che saranno costretti a fare dentro se stessi. Per capire cos’è la bellezza, accettare la verità dei propri sentimenti e delle proprie ambizioni, e alla fine decidere, anche se fa male, che cosa conta davvero.
Chi l'avrebbe mai detto.che dietro questo titolo un poi banale si nascondesse un gradevolissimo romanzo di fantascienza? Semplice, linguaggio moderno e trama intrigante. Limato nei punti giusti e curato nelle descrizioni tecniche. Un romanzo che coglie l'occasione per criticare le derive moderne legate alla tecnologia eccessiva e addirittura riscopre il valore anche di credere in Dio. Mi ha stupito! Davvero ben scritto!
Una distopia non così lontana da quello che ci aspetta e che innesca una bella riflessione sul conflitto tra i vantaggi che l'evoluzione tecnologica apporta alla vita quotidiana e la profonda solitudine e povertà di relazioni e il vuoto che crea. Un bel esordio per Matteo Paolillo.
"L'essere umano è definito dai suoi limiti. Il peso che diamo a ciò che abbiamo, la preziosità delle esperienze che viviamo, è determinato dalla nostra stessa finitezza. Se niente ha un limite, che cosa importa davvero? Se non c'è più la morte, quanto può contare la vita?"
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