Pytha è una ragazzina che vive di stenti mendicando tra le strade di Marsiglia. Un giorno, incontra un’anziana signora che, in punto di morte, le dona una mazzo di carte chiedendole di prendersene curo e di custodirlo a ogni costo. In primo luogo, Pytha non capisce quel gesto così bizzarro, ma quando inizia a mescolare le carte, sente che sono pervase da una forza mistica che presto la condurranno a scoprire di possedere il dono della preveggenza.
Con la sua nuova consapevolezza, la ragazza inizia a leggere le carte ai passanti in cambio di qualche spicciolo, ma il mazzo è l’oggetto del desiderio di persone avide e senza scrupoli che faranno di tutto pur di ottenerlo, anche a costo di mettere in pericolo la vita dell’ignara proprietaria.
Per chi, come me, conosce la nobile arte della lettura dei Tarocchi e degli Oracoli, è molto chiaro che l’autrice è davvero preparata sull’argomento. Purtroppo, non è raro trovare autori che trattano di argomenti senza un minimo di documentazione, compiendo degli strafalcioni epocali che li rendono davvero ridicoli. Tuttavia, in questo romanzo è davvero piacevole leggere nozioni di cartomanzia e astrologia, come se l’autrice avesse voluto preparare il lettore a quello che la giovane Pytha andrà ad affrontare, accompagnandolo in quello che è un vero e proprio viaggio formativo. Se in primo luogo la protagonista si affida al suo istinto, in seguito le verrà insegnato ad analizzare le carte che ha davanti, dando un significato più profondo alle figure e le scritte dipinte su di esse. Certo, la componente intuitiva nelle letture di Pytha è sempre quella predominante, ma l’istruzione le rendono di certo più profonde.
Un azzardo ben riuscito è stata la scelta di introdurre personaggi storici realmente esistiti all’interno trama, riuscendo a non cadere nel banale errore di renderli una grottesca imitazione delle loro controparti storiche.
L’accuratezza storica nei luoghi e nei personaggi aggiungono quel realismo che aiutano il lettore a seguire con maggior interesse la vicenda, dando la piacevole illusione che quanto viene raccontato sia una storia realmente accaduta e non una storia di fantasia. Davvero un’ottima scelta che ho davvero apprezzato.
Una nota di merito va assegnata al monsignor Guibert, uno dei personaggi principali del romanzo. La sua evoluzione durante la storia gli conferiscono un notevole spessore psicologico, passando da un integerrimo uomo di chiesa a una persona saggia e compassionevole, soprattutto nei confronti di Pytha che la prenderà sotto la sua ala protettiva.
La protagonista Pytha è la classica eroina che compie il “viaggio dell’eroe”, o meglio, il “viaggio del Matto” per essere coerenti con il romanzo. Ha un carattere ribelle, intraprendente, talvolta rozza sia nel linguaggio che nei modi di fare, ma sa farsi apprezzare dal lettore proprio per questa sua irriverenza. La sua crescita è lineare nel corso della storia e mostra l’ingenuità e la curiosità tipiche di una ragazzina, rendendola un personaggio autentico senza mai cadere nel banale. Molto interessanti i suoi viaggi onirici nel momento in cui legge gli Oracoli e le predizioni simili a quelli della Sibilla dell’Antica Grecia, anche se spesso un po’ troppo criptici per chi non è abituato a risolvere enigmi e indovinelli.
Il maggior punto debole di questo romanzo è la lentezza di certe sue parti che appesantiscono troppo la lettura. L’accuratezza nei dettagli è sempre ben apprezzata, ma quando è eccessiva, la voglia di abbandonare la lettura bussa pericolosamente nella mente del lettore. Lo stesso vale per alcune parti che potevano essere descritte nella metà delle pagine, come la vicenda che riguarda il Principe di Savoia e l’esorcismo. Privando il romanzo di tutte quelle parti di inutili dettagli che non arricchiscono la trama, la lettura sarebbe stata molto più fluida e, di certo, il lettore l’avrebbe gradito. Un vero peccato.
Un romanzo innovativo, coinvolgente, ben documentato e con un finale aperto dove il viaggio di Pytha e dei suoi Oracoli potrà proseguire nel secondo volume di questa annunciata trilogia. Spero che in futuro l’autrice decida di far realizzare nel concreto il mazzo di Oracoli di Pytha, magari con un manuale dedicato. Sarebbe davvero un privilegio poterli leggere.