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An einem Morgen im Frühling des Jahres 1972 wird unter einem Strommast in der Nähe von Mailand die Leiche eines Mannes gefunden, der bei einer fehlgeschlagenen Sabotageaktion ums Leben kam. Schnell stellt sich Bei dem Toten handelt es sich um Giangiacomo Feltrinelli, die berühmteste und schillerndste Verlegerpersönlichkeit Europas, Spross einer reichen Familie und militanter Linker. Der Roman montiert in virtuoser Weise zeitgenössische Presseberichte, polizeiliche Ermittlungen, Erklärungen der Politiker und verknüpft sie mit den heftigen Diskussionen, die der Tod Feltrinellis in der italienischen Linken auslöste. So gelingt es, die dramatischen 1970er-Jahre in emblematischer Weise zum Ausdruck zu bringen und der verfemten und verzerrten Figur des Verlegers ihre Würde zurückzugeben.

164 pages, Kindle Edition

First published January 1, 1989

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About the author

Nanni Balestrini

66 books81 followers
Nanni Balestrini was an Italian experimental poet, author and visual artist of the Neoavanguardia movement.
Nanni Balestrini is associated with the Italian writers movement Neoavanguardia. He wrote for the magazine Il Verri, co-directed Alfabeta and was one of the Italian writers publishing 1961 in the anthology I Novissimi. During the 1960s, the group was growing and becoming the Gruppo 63, Balestrini was the editor of their publications. From 1962 to 1972, he was working for Feltrinelli, cooperating with the Marsilio publishers and editing some issues of the Cooperativa Scrittori.
Balestrini's political activities are also noteworthy: in 1968, he was co-founder of the group Potere operaio, in 1976 an important supporter of the Autonomia. In 1979, he was accused of membership in the guerilla and fled to Paris and later Germany.
Balestrini got known by a larger public thanks to his first novel in the beginning of the 1970s We Want Everything. It describes the struggles and conflicts in the car factory of FIAT. In the following years, the social movements of his time continued to be his subject. With the book The Unseen, he created a literary monument for the "Generation of 1977". It shows the atmosphere of rapid social change during this years, concretising in house occupations, the creation of free radios and more, and also shows the considerable repression by the state of these movements. Other important works are I Furiosi, dedicated to the football supporters culture of the AC Milan, and The Editor, dealing with Giangiacomo Feltrinelli. His non-fiction book The Golden Horde, co-written with Primo Moroni, deals with the complex nature of the Italian communist movements of the 1960s and 1970s.

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Displaying 1 - 12 of 12 reviews
Profile Image for Lorenzo.
96 reviews7 followers
July 17, 2024
NOI GLI FREGHIAMO TUTTI I LIBRI PERCHÉ INSOMMA QUESTO QUI È DI SINISTRA STAMPA LIBRI CHE CI INTERESSANO NOI NON ABBIAMO SOLDI E ALLORA I LIBRI CE LI PRENDIAMO.

Stavo leggendo con atroce difficoltà L’editore quando ho sentito il bisogno di riprendere in mano il mio primo Balestrini. E l’ho ripreso.
Già in Vogliamo tutto si capiva poco, per non dire un cazzo. Non lo dico in tono caustico, é così.
Ma quanta emozionante e disperata bellezza in quell’operaio analfabeta, Animal Laborans che pur di non lavorare piuttosto s’ammazzava.
“Vivere é servire, se manca la libertà di morire” scriveva - troppo tragicamente, direi - Montaigne.
Ieri, come oggi, “vivere é servire” e stop. Per un operaio e non. A tanti (deficienti) parlare del Congo é come parlare della provincia di Varese a un abitante di Plutone, sicché lasciamo perdere i minatori di Coltan, per dire. Ma sia chiaro che lo sfruttamento non è lontano, non è un complotto, non è un esercizio retorico: il vostro stipendio - 1500€ dopo una laurea e un dottorato di ricerca - é giusto? La vostra precarietà? E il rider nigeriano che vi porta gli sfizi alle 2 di notte mentre (faccio un po’ il Savonarola) guardate “Lavorare con lentezza” in streaming?

L’ho risfogliato al volo, quindi, e fra le frasi sottolineate broooom:
Io la superiorità la misuravo in base alle cose. In base al bluejeans in base alla maglietta in base al giradischi e basta. Non la misuravo in base a quelle cazzate che m'insegnavano a scuola. Perché guarda caso quelle cazzate non mi servivano mai per ballare mai per uscire mai per mangiare la pizza. Perciò questa cosa che mi diceva mia madre che ero superiore non la capivo. Sentivo che non era vera per niente.

Bomba d’urto: Balestrini ci sapeva fare! Indomito, felice, continuo la lettura. Ma anche qui manca la punteggiatura. Le scene sono intrecci frenetici, flussi senza controllo; a volte sembra scritto dalla famosa scimmia che, instancabile, preme a caso i tasti di una tastiera.
E se in Vogliamo tutto era una scelta coerente, saggia, pratica, necessaria, legata alla trama, alla funzione, all’essenza del testo - il raccolto era un raccolto di strada e raccolto per strada - stavolta, invece, perché? Tratto stilistico che lo rende davvero impegnativo, rigettabile, finché non riesci (se ci riesci) a smarrirti, serenamente, al suo interno.
Dentro al tenebroso tumulto del turning point di un tempo inquieto e confuso: gli anni Sessanta e Settanta. Dentro alla storia che racconta così tante storie (questa storia è la storia di una storia che racconta un'altra storia o meglio altre storie o che piuttosto crede di raccontarle). Totemica é quella sulla morte dell’antifascista editore militante Giangiacomo Feltrinelli, dei suoi meriti, ma anche dei suoi errori. Poi una coppia di giovani “intellettuali” con un rapporto andato in crisi e problemi di irredentismo femminile. Poi, ancora o soprattutto, un gruppo di persone su un film che non si farà mai.

Di Nanni ne conosco due - entrambi parte di me, uno coi film e uno coi libri. Sarà il nome…

L’editore é una “bella” crisi ideologica, fisiologica, collettiva.
Ma VOGLIAMO TUTTO! rimane IL grido. Io me lo tatuo perché me lo VOGLIO tatuare, in primis.
Profile Image for Camilla.
41 reviews7 followers
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March 22, 2021
I need altro Nanni Balestrini per capire Nanni Balestrini
Profile Image for Marta Chia.
12 reviews49 followers
November 14, 2024
Quiero conocer al corrector y decirle un par de cosas..........
Profile Image for Orsodimondo.
2,497 reviews2,479 followers
May 2, 2026
IL RE È NUDO


Giangiacomo Feltrinelli: Milano, 19 giugno 1926 – Segrate 14 marzo 1972

Il corpo fu ritrovato con torace e stomaco sventrati, una gamba, strappata dal ginocchio in giù, a vari metri dal corpo, sangue e frammenti d’osso sparsi per terra sull’erba e anche sulla struttura del traliccio fino a un’altezza di quattro metri: però, lasciandone integro il volto per il sicuro riconoscimento, pronto per la foto che avrebbe riempito le prime pagine dei giornali.
In tasca aveva documenti falsi contraffatti senza particolare abilità. Ma poi si portava dietro anche delle foto familiari, della sua vera famiglia. Che senso ha?
Voleva far saltare in aria un traliccio dell’alta tensione per creare un blackout a Milano: ma sarebbe durato poco perché sarebbe entrata in funzione automaticamente un’altra linea elettrica a sostituire quella danneggiata.
Era miliardario (di lire): ma andava in giro da solo, su un furgone VW, a piazzare candelotti e innescare detonatori: e quelli del suo gruppo (GAP) dov’erano?
Aveva scelto il nome di battaglia di Osvaldo, secondo la tradizione partigiana (GAP = Gruppi d’Azione Partigiana), ma tutti quanti lo conoscevamo col suo vero nome, Giangiacomo. L’amico di Fidel.


Feltrinelli con Fidel Castro: l’editore italiano superava i 180 cm, il “lider maximo” i 190.

Senza punti e senza virgole, senza alcun segno di punteggiatura, né due punti, né punto e virgola, neppure punti esclamativi o interrogativi, nessuna sospensione su puntini, Nanni Balestrini racconta la morte dell’editore Giangiacomo Feltrinelli, che in effetti colpì tanti, me per primo.
Non gioca solo con la punteggiatura, il Balestrini Nanni, annullandola del tutto, gioca anche con gli incastri, i piani temporali, le voci che s’intrecciano, con il commissario che diventa Calabrese chissà se per un refuso o proprio per scelta.
Gioca con i personaggi, che sembrano essere quattro: e sembrano essere tre uomini e una donna radunati da qualche parte per scrivere una sceneggiatura sulla morte dell’editore rivoluzionario. E siccome tutti e quattro hanno conosciuto Feltrinelli personalmente, sono quattro voci che raccontano l’editore rivoluzionario, cercando di rimettere le cose a posto dopo che la stampa dell’epoca lo sminuì e sbeffeggiò e derise: sarcasmo volgare, incontenibile livore, disprezzo e, a tratti, vero e proprio odio nei confronti della figura di Feltrinelli.


Sotto il traliccio dell’alta tensione a Segrate.

Ma poi l’impressione è che i quattro, i tre uomini e la donna, diventeranno anche personaggi nel futuro film, da narratori diventano narrati.

E Balestrini gioca con quello che oggi si definirebbe remix: ogni tanto si ha la sensazione di un collage di frasi prese altrove. Non solo da “Sotto il vulcano” di Lowry, più volte menzionato e citato, le fonti sono anche altre, e mai dichiarate.

quello che è rimasto nella memoria di quasi tutta la gente di quel periodo degli anni 70 è che è stato un periodo cupo e sanguinoso mentre come tutti ci ricordiamo è stato un periodo sì duro e teso ma soprattutto di vitalità e di gioia e di intelligenza e di passione


Villa La Cacciarella, detta Villa Feltrinelli a Monte Argentario.


Palazzo Feltrinelli sul lago di Garda. Dal 27 ottobre 1943 al 18 aprile 1945 fu sede del governo della RSI presieduto da Mussolini.

Riporto uno stralcio di una bella intervista che Antonio Gnoli fece a Balestrini anni fa per La Repubblica (Balestrini è morto nel 2019 a 83 anni).
“D” sta per domanda e “R” per risposta.

D: La repressione, che culminò con il 7 aprile 1979, fu la risposta alla lotta armata, al ribellismo, ai morti che cominciarono a insanguinare le strade.
R: C'era un disegno repressivo più ampio, cominciato con la strage di piazza Fontana a Milano nel 1969. Ma lo spartiacque vero avvenne nel 1972 con la morte di Giangiacomo Feltrinelli. Ho cercato di raccontare tutto questo nel libro L'editore.
D: Quando dice "spartiacque" che cosa intende?
R: Che dal Sessantotto fino alla morte di Feltrinelli ci fu una grande partecipazione positiva del movimento. Poi arrivarono le degenerazioni e con esse l'arretramento del movimento, il terrorismo e la repressione che coinvolse tutto e tutti, anche i luoghi di cultura.
D: Anche lei non ne uscì indenne.
R: Evitai l'arresto rifugiandomi in Francia, dove rimasi per cinque anni. E poi venni completamente assolto da quelle accuse.
D: Di cosa l'accusavano?
R: A me, come per altri intellettuali, l'accusa fu di essere responsabile diretto di tutto quello che di violento si era scatenato fino a quel momento e comprendeva anche l'assassinio di Aldo Moro. La verità è che la sola cosa che trovarono era il mio nome nell'agenda telefonica di Toni Negri, di cui ero amico.
D: Lei ha militato in Potere Operaio.
R: Sì e poi per un po'nell'Autonomia. Ma v Ma vedevo come un progetto fallimentare la contrapposizione allo Stato attraverso la lotta armata.
D: Capisco. Ma non le sembra che tutto l'arcipelago della sinistra extraparlamentare abbia brillato per miopia e velleità, favorendo una deriva autoritaria?
R: Ufficialmente gli anni Settanta sono stati gli anni di piombo. Ma credo che non si possa ridurre quella stagione soltanto a questo aspetto.
D: Lei, come ha ricordato, pubblica nel 1972 il libro su Feltrinelli, di cui ricorre il quarantennale della morte. Perché sentì il bisogno di parlarne in modo così diffuso?
R: Ero stato amico di Giangiacomo, oltre che dipendente. Entrai a lavorare in casa editrice all'inizio degli anni Sessanta e Feltrinelli mi apparve fin dall'inizio una persona dotata di un'immensa energia. In fondo la storia della casa editrice, fino a che rimase in vita, si è identificata con la sua vicenda personale. Sapeva infondere alle persone che lo circondavano una determinazione e un entusiasmo rari. Era un uomo culturalmente aperto. Ricordo che a un certo punto gli parlai del Gruppo 63, chiedendogli di appoggiarci e lui lo fece ben sapendo che da quell'avventura non sarebbe venuto fuori nessun successo editoriale. Gli piaceva che le cose e le situazioni si muovessero.
D: Non ha l'impressione che a un certo punto, per le sue posizioni politiche, perse il contatto con la realtà?
R: Visto adesso può sembrare. Ma lui entrò nella clandestinità perché temeva che il colpo di stato in Italia fosse imminente. E prese una strada senza ritorno".
D: Cosa pensa della sua morte? Ancora oggi non tutti i dubbi sono stati dissipati.
R: Personalmente non vedo nessun mistero. Fu il frutto della sua imperizia. Feltrinelli era molto miope e sospetto che, sbagliando a posizionare il timer della bomba che avrebbe dovuto far saltare il traliccio, anticipò l'esplosione.

la scena finale che è quella del funerale dove si ritroveranno tutti insieme con tantissimi altri perché lì questa storia finisce e lì comincia un’altra storia che non sarà più quella di prima e i funerali saranno per tutti in modo diverso ma per tutti saranno la fine di una storia e l’inizio di un’altra storia che sarà per tutti da lì in poi una storia diversa

18 reviews
November 28, 2010
La mia lettura: http://letturalenta.net/2006/03/leditore

«Vogliamo tutto» era un libro scritto in presa diretta, semplicemente aprendo il microfono del registratore durante le riunioni, le assemblee, le manifestazioni del movimento operaio. «L’editore», uscito diciassette anni dopo la morte di Giangiacomo Feltrinelli, è un libro della memoria, scritto registrando i ricordi di alcuni personaggi che all’epoca dei fatti erano su posizioni politiche di estrema sinistra. Con piglio decisamente metaletterario, il libro, per dirla con le sue stesse parole, «è la storia di una storia che racconta un’altra storia o meglio altre storie o che piuttosto crede di raccontarle perché ciò che può essere mostrato non può essere detto».

Profile Image for La Central .
609 reviews2,821 followers
February 15, 2020
"Un joven director, un profesor universitario, un librero y una periodista se reúnen un fin de semana en una localidad de montaña para discutir la posibilidad de realizar un proyecto cinematográfico sobre la vida y, especialmente, la muerte del revolucionario Giangiacomo Feltrinelli, editor del homónimo sello editorial, muerto mientras instalaba unas cargas explosivas en una torre de alta tensión cerca de Milán. Como si se tratara de un registro de memorias, sentimientos y desilusiones compartidas, que caracterizaron los movimientos revolucionarios durante las postrimerías de los años ochenta, el recuerdo de la muerte del editor guerrillero se mezcla con los recuerdos personales de los personajes, de la Historia con sus historias. Sumando una dimensión sentimental a la puramente historiográfica, los personajes se dan cuenta de que la muerte del editor no solo ha cambiado la fisonomía del movimiento obrero, también ha transformado de un modo irreversible sus vidas: aquellos que lo querían todo, que querían cambiar el mundo, que querían hacer la revolución, ya no están, ya no existen, ya son parte del pasado. Y es que Feltrinelli fue hijo de su tiempo: recuerden la estupenda biografía Senior Service, publicada hace ya algunos años (ahora reeditada), escrita por Carlo Feltrinelli, hijo del héroe del affaire Pasternak. Heredero de una fortuna enorme, Giangiacomo decide hacer frente a las presiones reaccionarias desde el punto de vista cultural, sin dejar la militancia política. De militante antifascista, pasando por el PCI y el túrmix del 68, su vida ilustra la historia social europea de la segunda mitad del siglo XX: una constante búsqueda del individuo, de su identidad y su sitio en el mundo después del trauma social del fascismo y la guerra. Su muerte acabó con algo más que con un genio de la edición. Y quizá por este motivo, Balestrini usa un tono casi elegíaco, no sin algún momento de claro sentimentalismo: puede que sea el único lenguaje posible cuando se narra el fin de una época y de un modo de ser". Oriol Pastor
Profile Image for Il Pech.
380 reviews27 followers
March 7, 2023
• Il primo pensiero è che questo libro non ha segni di interpunzione.

× Il secondo è che non capisco, visti tipo di narrazione e struttura del libro, la scelta di non utilizzare mai nessun segno di interpunzione.

~ Il terzo è che ci sono diverse scene con diversi punti di vista di diverse persone ma una sola soluzione narrativa.

- Il quarto è che trovo divertente che a 8 pagine dalla fine Balestrini scriva "a tutti questi personaggi bisogna dargli un po' di spessore [...] qui tutti i personaggi sono appena accennati"

÷ Il quinto è che capisco la sua scelta di incentrare tutto sulla figura dell'Editore mentre gli altri tizi sono solo delle voci che servono a dare equivocità al protagonista che viene definito di volta in volta combattente e fantoccio, eroico e viziato, e persino la sua morte passa continuamente da incidente a omicidio della borghesia destrorsa.
Insomma, tante spiegazioni, nessuna verità.

= Il sesto pensiero è che nonostante capisca le scelte di avere un solo registro narrativo senza punteggiatura e personaggi piatti come l'elettrocardiogramma di Maurizio Costanzo, non le ho apprezzate per niente.
701 reviews80 followers
July 21, 2024
Un martes de marzo de 1972 aparece muerto en las afueras de Milán Giangiacomo Feltrinelli, rico empresario, fundador de una editorial y una cadena de librerías que sigue existiendo en Italia. El cuerpo ha sido amputado por una explosión, al pie de una torre eléctrica. Aunque se especula con un asesinato político de la extrema izquierda, en realidad muchos saben que fue él mismo el que falleció al intentar atentar contra el tendido eléctrico de la ciudad.

¿Qué lleva a un miembro de la alta burguesía a luchar violentamente contra el orden de su propia clase social hasta llegar a darse muerte él mismo?

Sobre esto y muchos más misterios de los “años del plomo” en Italia indaga Ballestrini, que merecería más ediciones y lectores en España. Quizás su gusto por el experimento formal no sea de entrada fácil, pero todavía por ahí se encuentran ediciones de segunda mano de novelas suyas en Anagrama.

Hubo un tiempo en el que Anagrama traduciría a Balestrini, como lo hubo en el que Feltrinelli publicaba escritos del Ché, los lectores de izquierda “le mangábamos todos los libros” y ponía bombas.

Profile Image for Pepe Del Amo.
155 reviews59 followers
October 28, 2022
El último volumen de La Grande Rivolta de Balestrini. Es, sin duda, el más complejo y menos agitado de los tres. La reconstrucción de la muerte Giangiacomo Feltrinelli, editor de Potere Operaio, como reconstrucción de la Italia del terrorismo de Estado y las Brigadas Rojas. Un recomendadísimo para lxs frikis del largo otoño caliente.
Profile Image for Leonidas Vergos.
60 reviews5 followers
August 24, 2024
"Η πρόζα μου ασχολείται με το κίνημα, γιατί είναι κάτι που γνώρισα καλά κι ήθελα να το αφηγηθώ. Στην πραγματικότητα όμως εκείνο που με ενδιαφέρει είναι η σχέση ανάμεσα στην ποίηση και την πεζογραφία."
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