Mi chiamo Ludovica e, come tante ragazze ventenni, mi divido tra università, amici e un lavoro part-time. Ho una grande la poesia, anche se non faccio leggere a nessuno ciò che scrivo.Mio fratello Francesco confessa di avermi iscritta a un concorso e resto sorpresa quando mi dice che ho vinto. E non è un concorso qualsiasi… Oltre a un premio in denaro, il vincitore firmerà un contratto come autore del testo di una canzone dei Sonder, la band più famosa e discussa degli ultimi anni e che al momento si trova in un periodo di crisi creativa.È così che, con una punta di imbarazzo e timore, sto raggiungendo il gruppo in una località segreta per aiutarli come paroliere per il nuovo album.Il mio nome è Nico, ma sono conosciuto più come il frontman dei Sonder. La mia band. La mia famiglia. Purtroppo abbiamo perso una parte importante del nostro gruppo e sto cercando in tutti i modi di salvare ciò che rimane di noi. La musica è sempre stata il mio rifugio, ma adesso niente sembra darmi sollievo. La nostra manager ci ha dato un o accettiamo di collaborare con il vincitore del concorso radiofonico, oppure la casa discografica ci lascerà indietro.Con un certo stupore scopro che si tratta di una principessina viziata e che non sa nulla di musica. Il nostro primo incontro è a dir poco burrascoso, per non parlare del fatto che non abbiamo nulla in comune. Siamo due opposti, eppure…Quando l'amore arriverà a bussare alla loro porta, riusciranno a mettere da parte le differenze?ROMANZO AUTOCONCLUSIVOAVVERTENZAQuesta è una seconda edizione.Il libro è stato pubblicato nel 2020 con il titolo “Ti scrivo una canzone”.music romance, enemies to lovers, forced proximity, rock star.Daniela VolontéÈ nata a Varese e vive in provincia di Como con il marito e due figli. Ha una laurea in Economia e Commercio e una in Scienze della Comunicazione. Scrive per passione e vi dedica ogni minuto libero della giornata.Altre opere della stessa Con Newton Compton Editori: Buonanotte amore mio; L’amore è uno sbaglio straordinario; Non chiamarmi di lunedì; Sei l’aria che respiro; La meraviglia di essere simili; La dolcezza può far male; Non basta dirmi ti amo; Imperfetti sconosciuti.Con Sperling & Kupfer: Io e te, all’infinito; Ti scrivo una canzone.Con Ode Edizioni: Il nostro sempre.Con Amazon KDP: The contractor; Una scelta inaspettata; Ricordami che sono felice; Siamo un istante perfetto; Una storia solo nostra; Polvere di fata, Un meraviglioso errore, Emma’s theory (romanzo vincitore del concorso Amazon Storyteller 2023), Il lieto fine non esiste.
Ho mollato intorno alla metà. Non ce la facevo più a sopportare la misoginia verso Sole e il trattamento assolutamente ingiusto e ipocrita riservato al suo personaggio. Non so se mi sarebbe piaciuto nemmeno a quattordici anni (quando lo ammetto ero un po’ una "pick me girl" pure io) ma alla mia veneranda età mi fa veramente schifo e non ho pazienza per libri così ottusi. Quindi: 1 stella perché Ludovica mi ha fatto proprio incazzare
Sole a me piaceva come personaggio (amo e supporto i malesseri di ogni gender, io!) e mi ci gioco il coglione sinistro che se fosse stata un ragazzo non solo tutti i suoi comportamenti sarebbero stati giustificati e perdonati ma tutti avrebbero trovato il bad boy sexy da morire. Ma è chiaro da subito che quando c’è di mezzo Sole vengono usati due pesi e due misure, forse tre. Visto che pure la nostra protagonista ha gli STESSI difetti de “la stronza di turno” e non si comporta certo meglio, anzi, peggio: finge pure di essere una santarellina, si comporta da schifo e poi fa la vittima dei cattivi rockettari. IMO, qua l’unica rompicoglioni viziata, infantile e supponente -quella che dovrebbe imparare a controllarsi e chiudere la sua stupidissima bocca, invece di sbraitare opinioni offensive e non richieste sentendosi 'sto cazzo durante scenate da adolescente egocentrica (che finiscono con lei che scappa in cameretta)- è proprio quella pick-me di Ludovica
Ludovica si permette di insultare i suoi datori di lavoro e sparare giudizi su questioni personali e dolorose, andandosene pure sbattendo la porta per avere l’ultima parola. (Onesta, io l’avrei rincorsa e messo le mani addosso. Sarei finita in galera a far compagnia a Erik con i denti di ludo ancora incastonati nelle nocche.) Però nonostante questo comportamento assolutamente agghiacciante la colpa se la prendono TUTTA gli altri, ovvio, lei è la protagonista Buona e quindi è sempre giustificata (dalla narrazione stessa) e tutti i personaggi secondari devono piegarsi al suo volere, quando in realtà si meritava tanto un pacatissimo “Ludovica fatti i cazzi tuoi e non ti permettere di parlare così di cose che non conosci e che non ti riguardano. Adesso, o ti metti a fare il lavoro per cui vieni pagata, e lo fai senza fare la saputella di ‘sta ceppa, o te ne vai”
Poco importa se Sole ha tutte le ragioni per essere di cattivo umore dopo aver perso una persona a lei molto cara, se è un suo diritto non andare d’accordo con una persona estranea che si è presentata praticamente insultandoli, con cui è costretta a lavorare o rischia la carriera. Insomma, Sole ha giustamente il cazzo girato e, ok, sbaglia a trattare con astio Ludovica, ma questa fa veramente del suo meglio per farsi odiare. Andando a toccare argomenti delicati, che chiaramente non sono fatti suoi e che fanno stare male Sole, di proposito solo per stuzzicarla e ferirla. E non dimentichiamoci che quel senza palle del frontman, che fa tanto il carino in privato, in pubblico sembra stare dalla parte di Sole. Quindi posso fargliene una colpa se si sente autorizzata a parlare così alla main girl? Onestamente no (e non perché my gay ass si farebbe calpestare da Sole *AHEM*) e non mi sembra assolutamente giusto come a narrazione (quindi l’autrice!) faccia sembrare “una ragazza tosta” Ludovica quando sbotta e reagisce male, mentre Sole è una stronza senza attenuanti, irrazionale e capricciosa, un’isterica (bellissima parola che da sola dovrebbe far capire la misoginia con cui viene trattata la ragazza "scomoda").
Sole che reagisce violentemente ad una chiara provocazione di una giornalista in malafede su un argomento che è una ferita aperta? è un'isterica immatura impulsiva e violenta! Ma Ludovica che schiaffeggia Sole perché la rimprovera in un brutto momento? AH nOH! In prigione senza passare dal via! Ha ragione Santa Ludo Immacolata, anzi, brava che si è fatta sentire! Come si permette questa musicista professionista di dirLe di spegnere il cellulare in sala prove quando Sua Signora Beata Fra Le Pick-Me-Girl sta male. Aggiungiamolo subito al codice penale, è imperdonabile che qualcuno tratti Ludovica Santa&Martire con la stessa faccia di merda con cui lei tratta gli altri quando ha la luna storta. Una scena assolutamente disgustosa, non ho mai odiato tanto un personaggio come Ludovica in quel momento. Che schifo.
È stato questo che mi ha fatto mollare il libro, la scrittura basic e i fastidiosissimi “commentò, disse, rispose, argomentò, ridacchiò” una riga sì e una no (messi boh, per non far perdere il filo ai cretini, cosa ne so) posso sopportarli. In più la main couple era abbastanza carina e non mi dispiaceva leggere del loro rapporto… peccato.
Solo un'ultima cosa: perché cazzo fai il love interest cantante rock trasgressivo vestito alternativo se poi a pagina trenta si scopre che è tutta scena? E lo smalto non lo vuole, e i costumi se li mette perché è costretto, e i capelli li vuole tagliati corti modello ragioniere brianzolo fatti in casa dalla moglie con il rasoio con cui si fa la barba… Ma se vuoi il ragazzo basic fallo basic! Che senso ha farmi credere che è un figo per poi scoprire che il suo sogno è sembrare uno de Il Volo? Eddai!
Questo è un romanzo che riesce a catturare fin da subito, tanto che l’ho “divorato” in tre giorni grazie all’audiolibro, reso ancora più coinvolgente dalla lettura a due voci. La prima parte mi ha conquistata: scorrevole e capace di incuriosire, con personaggi delineati in modo efficace.
Non conoscevo l’autrice né il libro, ma fin dalle prime pagine ho avuto la sensazione di trovarmi davanti a una fan fiction ispirata ai Måneskin. Impressione poi confermata nei ringraziamenti finali, dove l’autrice cita la band come fonte d’ispirazione.
Purtroppo, la seconda metà del romanzo perde di mordente. La trama si appesantisce con dinamiche discutibili, quasi al limite della credibilità emotiva e relazionale. Alcune scene “spicy” della seconda parte le ho saltate, anche perché ormai l’interesse per la storia era scemato e non vedevo l’ora di terminare la lettura.
Ci sono dettagli che stonano, come l’esame universitario di Ludovica ad agosto – poco realistico nel contesto accademico italiano – e alcuni comportamenti dei personaggi che risultano incoerenti. Il protagonista maschile, ad esempio, da ragazzo apparentemente pacato si trasforma improvvisamente in una figura aggressiva, prendendo a pugni chiunque in modo eccessivo.
Nonostante questi aspetti, i personaggi sono nel complesso ben caratterizzati, anche se alcuni risultano ripetitivi e altri subiscono cambiamenti troppo repentini per essere credibili.
In definitiva, consiglio questo libro a chi cerca una lettura leggera, magari da portare sotto l’ombrellone, ma non mi sento di dare più di tre stelle. La prima parte intrattiene, ma la seconda lascia un retrogusto amaro, tra imbarazzo e incredulità.
Un altro bel libro della Volontè che ancora una volta riesce a creare una storia avvincente ed emozionante senza dover ricorrere a situazioni estreme e pressoché inverosimili. La sua capacità di scrivere vicende “normali” dove i sentimenti sono i protagonisti e le situazioni quelle che potremmo incontrare nella quotidianità è, per me, quello che rende speciali i suoi libri. Iscritta di nascosto dal fratello a un concorso, Ludovica si trova ad esserne la vincitrice e a dover così scrivere i testi delle canzoni di una famosa band, i Sonder. Dovrà, quindi, trasferirsi insieme a loro per due mesi in una località segreta per aiutarli come paroliere delle loro canzoni. I rapporti con i componenti del complesso non partono di certo nel migliore dei modi, soprattutto con Nico, il frontman del gruppo, ma Ludovica è brava e scrive testi che piacciono molto e del tutto compatibili con il loro stile. Molto ben caratterizzati i personaggi principali, coerenti nel loro ruolo, una storia scorrevole, ben scritta e che coinvolge nelle vicende narrate.
Un libro molto carino e soprattutto scorrevole. I personaggi sono bene caratterizzati e la storia, nonostante qualche cliché, ha il suo perché.
"«E che cosa stai cercando?» «Non lo so, magari ho bisogno di avere attorno una persona come te. Del tuo modo di difendermi, ma soprattutto della semplicità con cui riesci a farmi sorridere… perché ultimamente sono pochi i motivi che ho per farlo»."🫠
"«Tu sei tutto. Tutto ciò che cercavo. Tutto ciò che voglio. L’unica persona che mi serve per essere veramente felice»."🫀
"«Ho bisogno di te per illuminare le mie debolezze e perdonare tutte le mie colpe. Ho bisogno di te per sentirmi vivo»."❤️🩹
E' il secondo libro che leggo della stessa autrice, si lascia leggere con facilità, scorre bene come tipologia di scrittura. Per quanto riguarda la storia, i riferimenti sono chiari anche se ovviamente romanzati, la trama si evolve bene, l'ho terminato volentieri.
Non mi ha fatto schifo ma non mi è nemmeno piaciuto perché alcune cose non mi hanno convinta del tutto. 2 stelle sono poche 3 sono troppe quindi non darò nessuna votazione.
riporto i vari commenti di lettura già fatti per Ti scrivo una canzone, di cui il presente romanzo è la versione self postuma dell'autrice:
Mi dispiace per Daniela Volonté e per i suoi dubbi sul suo percorso di autrice. Mi dispiace perché – se non ho frainteso – spesso avverto una sorta di dispiacere e di sconforto per ciò che le accade. Per quello che posso percepire attraverso le parole dei suoi romanzi, Daniela ha un forte senso della famiglia, è sensibile e fragile, ma quando è ora di mostrare la grinta non si tira indietro. E di grinta nel mondo dell’editoria ce ne vuole. Dico questo perché una delle cose che mi ha colpita profondamente è scritta nei ringraziamenti: “Non credevo più nella magia della scrittura”. Il cambio di casa editrice, la pubblicazione autonoma di qualche romanzo, i momenti bui in cui vuole staccare da tutto e da tutti fanno pensare a una irrequietezza di fondo che non dovrebbe avere, perché ha un gran seguito e se lo merita tutto. E' anche vero che se non avesse un animo fragile e profondo non saprebbe comunicare con altrettanta profondità le emozioni che ogni scrittore dovrebbe essere in grado di trasmettere. In passato ha dichiarato di aver avuto la tentazione di non terminare una sua storia (per fortuna poi si è ricreduta, perché è diventato uno tra i più bei romanzi che io abbia mai letto). Altre volte accenna alle sue fobie (la paura di viaggiare, per esempio). Descrive spesso le sue protagoniste come ragazze comuni, anche un po’ complessate, capaci però di un’empatia tale da spiazzare chiunque si trovi nel loro raggio d’azione. Cita problemi di salute, con malattie pesanti, con allergie e intolleranze, che fanno precipitare ogni lettore in un mondo reale e ordinario, ma mai banale. La premessa sull’autrice ha per me un senso al di là dell’apprezzamento di questa storia. Qualche suo libro mi è piaciuto meno, ma ascoltarla non è mai tempo perso. Spesso non riesco a descrivere quali sono i punti forti dei suoi romanzi, perché non è tanto la trama in sé ad essere speciale, quanto il modo di raccontare. Quando voglio sentirmi bene, la leggo. E ritrovo di volta in volta tutte le emozioni che ci sa regalare. Quindi non posso fare altro che sperare che la sua avventura letteraria prosegua per molto, moltissimo tempo e che si renda conto che è nel cuore di tantissime lettrici affezionate e felici di avere un pezzettino di Daniela sempre con sé. Un’altra storia magica (la magia esiste, Daniela, basta crederci!) da leggere e rileggere e rileggere.
rilettura (confermo 5 stelle). alla luce del riconoscimento mondiale dei Maneskin, rileggere questo romanzo è un'esperienza completamente diversa. resta una bella storia, che emoziona come solo Daniela sa fare. una delle più belle nella mia libreria.
rilettura (5 stelle sempre): è un bellissimo romanzo, l'ha scritto Daniela e in più parla dei Maneskin, che altro c'è da dire?
rilettura, da 5 a 4 stelle. solo perchè ormai lo so a memoria. ma è una bellissima storia.
rilettura. a questo giro gli assegno il massimo. mi è piaciuto tantissimo.
rilettura (confermo 5 stelle): splendido, una vera chicca.