Sono in corso diverse battaglie per il controllo dell'italiano. Da sempre, chi riesce a controllare la lingua decide ciò che penserà la gente. Ma per decidere chi ha ragione su questioni di lingua non basta avere forti preferenze occorre essere davvero competenti su come essa funziona, e sui veri modi in cui influenza il nostro modo di pensare.
Sono in corso diverse guerre per il controllo dell'italiano. Da sempre, chi riesce a controllare la lingua decide in buona parte ciò che penserà la gente. Oggi, nell'epoca dei social network, intervenire non è piú il privilegio di pochi opinion leader, ma chiunque, anche da incompetente, può partecipare e vincere delle battaglie. Questo libro affronta il modo in cui gli italiani si pongono rispetto alla «difesa dell'italiano dall'inglese», e riguardo alle battaglie sul presunto sessismo del lessico e della grammatica. La sua tesi centrale è che per decidere su tali questioni non basti avere delle forti preferenze ideologiche, ma occorra una competenza non superficiale sul funzionamento della lingua, e perciò sui veri modi in cui essa influenza il nostro modo di pensare.
Edoardo Lombardi Vallauri è ordinario di Linguistica Generale a Roma Tre. Fra i suoi interessi scientifici, la struttura informativa dell’enunciato, la linguistica italiana e quella giapponese, la linguistica della persuasione, il rapporto fra linguaggio e cervello.
Lettura interessante, meno il capitolo "Battaglie contro il sessismo". L'autore pur spiegando in maniera molto chiara come non sia la lingua a essere sessista, ma chi usa quella lingua, mi è sembrato talvolta mosso da ideologia tanto quanto le persone che ha contestato (sull'introduzione dello schwa per esempio). A pag. 115 scrive "...Lo squilibrio di forza fisica innesca e consente la violenza sulle donne da parte degli uomini. Ma che cosa penseremmo di chi per pareggiare questa disparità volesse correggere lo sviluppo muscolare delle persone , ad esempio dando anabolizzanti alle bambine e tossine ai bambini?" Mi sembra che sia un paragone un po' folle se lo si vuole usare per contestare chi vorrebbe che si usasse il simbolo dello schwa per non escludere nessuno dai propri discorsi e trattare alla pari uomini, donne e chi non si riconosce in nessuno dei due generi. Avrei preferito da un esperto quale è Lombardi Vallauri che opponesse ragionamento linguistico a ragionamento linguistico, non ideologia a ideologia perché da lettrice non apprezzo lo schwa, ma da donna e cittadina credo che il rispetto dei diritti passi anche dalla lingua che si usa per riferirsi alle persone, non alle cose.
Il primo capitolo era abbastanza ragionevole ma sul secondo non ero per niente d’accordo. Anche se gli ho dato solo due stelle secondo me chi è interessato a questi argomenti dovrebbe comunque leggerlo, per capire meglio il suo punto di vista.
Intorno alla lingua si stanno combattendo diverse battaglie, perché in fondo è una questione di potere e di dare il nome e il significato alle cose, quindi non da poco. Lombardi Vallauri passa in rassegna alcune delle principali discussioni che agitano il dibattito sulla lingua: ad esempio, gli anglicismi sono eccessivi e stanno facendo perdere la nostra identità? Il sessismo della lingua è così pervasivo e pericoloso per le categorie discriminate? Il linguista si schiera e lo fa anche in modo abbastanza convincente. Può servire qualche nozione di linguistica, ma è un libro abbastanza accessibile ed agile, e soprattutto significativo per i temi attuali che affronta.
Argomento interessante, ma ho un pò pesante. Forse la linguistica non è nel campo dei miei interessi. Diciamo che ho "corso parecchio nel leggerlo", per finirlo il prima possibile.
Ottimo compendio chiaro e autorevole sulle due maggiori "guerre" dell'italiano di oggi: l'invasione dell'inglese e il sessismo. Per chi voglia saperne di più da un linguista che sa di cosa parla!