Des empreintes de mains sur les parois de Pech Merle à celles de Yenikapi en Turquie, des girafes gravées dans le désert du Sahara aux pétroglyphes géants d’Hawaï, des temples de Göbekli Tepe aux signes énigmatiques dans les grottes marines du Salento, Silvia Ferrara nous entraîne dans un extraordinaire voyage sur les traces graphiques de l’humanité. Nous voici soudain face à des dessins d’hommes et de femmes, d’animaux disparus, mais aussi face à des figures géométriques et sans légendes. Comment naissent des symboles, des icônes, des signes, des mots ? Qui les crée, et pourquoi ? Et qui les comprend ? Dans ce « saut » vers l’abstraction s’exprime la capacité humaine à façonner le réel et à lui donner vie. En déchiffrant ces écrits d’avant l’écriture qui nous parviennent depuis le fond des millénaires, les questions restent parfois en suspens. Mais la puissance de l’imagination continue de nous émerveiller et de nous parler. Silvia Ferrara est professeure de philologie mycénienne à l'Université de Bologne. Elle est responsable du programme de recherches européen INSCRIBE (Invention of Scripts and their Beginnings) consacré aux inventions de l'écriture.
Mi fa così incavolare quando un libro affronta un tema che mi sta a cuore, e già mi pregusto chi sa quali genialità, ma poi mi delude per superficialità e per la vanagloria dell'autore. in questo caso per l'appunto invece di fare le frasine curate e di distribuire con grandiosità understatement da studioso-che-parla-come-l'uomo-della-strada, l'autrice avrebbe fatto meglio a mettere insieme un po' di sostanza e magari qualche teoria, oppure affrontare la cosa dal punto di vista completamente poetico, come ha fatto Clayton Eshleman nel suo per ora inarrivabile - dal mio punto di vista - Juniper Fuse: Upper Paleolithic Imagination & the Construction of the Underworld. non che l'argomento sia di quelli banali, persino il divino Bataille fece tutto sommato cilecca con il suo Lascaux. La nascita dell'arte però questo pecca davvero di pigrizia intellettuale e arroganza sciocchina. nel complesso libro inutile e leccatino, a partire dal gran cartonato della copertina. inutile per l'esperto e inutile per il neofita, mette d'accordo tutti.
In questo saggio l'autrice fa una panoramica mondiale dei siti preistorici dove sono stati rinvenuti disegni e incisioni, spesso accompagnati da "segni" indecifrabili, forse prodromi di una proto scrittura. Alcuni di essi sono talmente diffusi, come gli stensil delle mani o segni geometrici, da chiedersi se siano stati il prodotto espressivo universale, sorta di archetipi e, soprattuto, del perché i nostri antichi progenitori avessero questa necessità. Si fanno molte supposizioni che potrebbero avere una logica nella maturazione intellettiva: semplice espressione, comunicazione, ritualità, altro... Probabilmente non lo sapremo mai data la difficoltà di reperire prove a conferma di ciascuna teoria.
L'autrice non ritiene di definire questa preistoria, in quanto i documenti lasciati ci parlano di loro anche se non ancora in forma registrata con la scrittura. Certo è che i tempi sono estremamente lunghi rispetto al periodo storico, i reperti rimangono misteriosi e non sufficienti per avere un quadro complessivo, sia delle intenzioni, sia delle complessità sociali del tempo. Inoltre, le scoperte più recenti tendono a retrodatare la comparsa di qualche forma di struttura civile organizzata.
Un altro tassello di conoscenza per chi è appassionato di questi argomenti.
Me ha resultado muy interesante y he aprendido mucho, aunque no acaba de concerne la relación que la narradora o autora quiere establecer con el lector. Es sólo una cuestión de estilo, creo, para hacer más entusiasta y menos árida o más novelesca la materia de la que trata
La capacità della Professoressa Ferrara di discorrere e affabulare è indubbia. Un saggio pieno di fascino e avventura e mai noioso. Un salto alla scoperta di quanto l'essere umano fosse già così "umano" molto prima di quanto si sia soliti pensare.