Può esistere una destra di sistema che non recida le proprie radici né corra il rischio d'inseguire la sinistra in ritardo? In questo pamphlet Alessandro Giuli affronta la contesa delle idee per costruire un progetto in rendere possibile dichiararsi «i più progressisti fra i conservatori». Affinché la nuova destra possa transitare dall'epica trasfigurata del Signore degli anelliper entrare nella realtà, come diceva Carlo «nell'era del ferro e del fuoco». Dalla celebrazione della Costituzione italiana alla vocazione sociale delle arti, dalla polemica contro la cultura woke al superamento del sovranismo; dal ritorno alla politica come fatica dello spirito alla ricerca di un nuovo umanesimo digitale e comunitario; dalla missione euro-mediterranea dell'Italia alla costruzione d'un racconto dinamico dell'identità nazionale. Questo sillabario rappresenta un diario di viaggio alla guida del MAXXI, un itinerario culturale senza reticenze né complessi di inferiorità o sindromi di grandezza, ma, scrive Alessandro Giuli, «libertario e liberatorio al contempo. Come la destra che vorrei».
Si dovrebbe dire che è andato fuori tema. Perchè di Gramsci c'è proprio poco. Se non una critica della attualizzazione del concetto gramsciano di egemonia culturale. Non c'è più, grazie alla diffusione delle tecnologie, una classe capace di formare una ideologia, ma il clima culturale della nostra epoca si genera, per così dire, dal basso. Il resto è spazzatura mascherata con un po' di erudizione. Molto pesante e stucchevole la parte introduttiva. Si salva qualche bella citazione, però decontestualizzata. ad es. «Prendi senza illusioni, lascia senza difficoltà». (Marco Aurelio) «L’uomo non è, diviene». (Nietzsche).