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Da che parte state. Narrazioni, conflitti sociali e «sogno americano»

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Tra la fine della guerra civile (1865) e la fine della Prima guerra mondiale, di pari passo a un processo rapidissimo di trasformazioni economiche e sociali, gli Stati Uniti conobbero una fase ininterrotta di grandi lotte dalle fabbriche dell’Est ai campi minerari dell’Ovest, da Chicago e New York a St. Louis e altre città grandi e piccole, una classe operaia composita (immigrati storici e recenti, ex schiavi neri, uomini e donne, bambini e disoccupati in cerca di lavoro) scese vigorosamente in lotta, scontrandosi a più riprese con la repressione padronale e statale.

Come si posero la cultura e le latteratura, esse stesse riplasmate da queste poderose trasformazioni, di fronte a un’esplicita smentita del «sogno americano»?

Attraverso una rilettura di un ampio ma spesso trascurato corpus di opere di autori come Upton Sinclair, Jack London, Rebecca Harding Davis, Margaret E. Wilkins Freeman, Sherwood Anderson, Theodore Dreiser, e molti altri, questo libro ripercorre una vicenda poco nota, ma che anticipa e in qualche modo indirizza la più celebre «letteratura di protesta» della Grande Depressione degli anni trenta del Novecento. E, nel farlo, ci parla molto dell’oggi.

Presto di mattina, risuona la sirena della fabbrica.
Lui si leva dal letto, indossa i vestiti.
Prende il suo pranzo, esce nella luce del mattino.
È la vita di lavoro, di lavoro, di lavoro.
(da Bruce Springsteen, Factory, 1978)

“Non siamo più schiavi!”, continuò Mary. “Siamo esseri umani, e vivremo come esseri umani! E lavoreremo come esseri umani, oppure non lavoreremo del tutto!
Non saremo più come bestie che loro possono sbattere qua e là come vogliono!
Ci organizzeremo e staremo uniti – spalla a spalla!
Vinceremo insieme, oppure insieme moriremo di fame!
E nessuno si tirerà indietro, nessuno tradirà!
C’è qui qualcuno disposto a fare il crumiro?”.
(da Upton Sinclair, King Coal, 1917)

Presto di mattina, risuona la sirena della fabbrica.
Lui si leva dal letto, indossa i vestiti.
Prende il suo pranzo, esce nella luce del mattino.
È la vita di lavoro, di lavoro, di lavoro.
(da Bruce Springsteen, Factory, 1978)

Il dime novel: dai sentieri dell’Ovest ai marciapiedi; Romanzo e “classi pericolose”: la “Gilded Age”; La nascita del giornalismo d' la letteratura del “Letame e rastrello”, per un’America più pulita; Upton Sinclair, le macchine, la storia; Jack London e il “sogno americano”; Ernest Poole, un “liberal” sul fronte del porto; “Una sigla minacciosa”: due romanzi sui wobbly; Sherwood gli Uomini in Marcia e l’ordine nel caos; Voci dai margini; Donne al lavoro e in lotta; La città di Theodore Dreiser; L’apprendistato di John Reed.

381 pages, Kindle Edition

Published April 12, 2024

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Mario Maffi

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