La comprensione dei racconti
- Adesso tu mi racconterai una storia d'amore. - disse il ragazzo alla ragazza. - Voglio ascoltare una storia d'amore in cui entrino caravelle, pietre preziose e satelliti artificiali.
- Certo. - rispose la ragazza che aveva appena concluso il suo corso di laurea in "Raccontatore di storie" e aveva l'immaginazione sulla punta della lingua. - C'era una volta un paese dove c'era soltanto acqua, c'era acqua e ancora acqua, e ormai tutto vi si faceva sulle imbarcazioni, attraccate o in movimento, secondo il tempo, anche governare. Osmundo dirigeva una grande industria di barche, ma non era felice, perché Sertória, oggetto dei suoi sogni, si rifiutava di sposarlo. Osmundo le offerse una bella nave imbandierata, che lei rifiutò. Avrebbe accettato solo una flotta, per sé e i suoi familiari.
Ora, nessuno più sapeva fare caravelle, era un tipo di imbarcazione da molto tempo fuori uso. Osmundo presentò un cattivo prodotto, che Sertória non accettò, enumerando i difetti, a cominciare dalle vele latine, che di latino non avevano un centimetro. Osmundo, disperato, pensò di affogarsi, cosa che fece senza successo, poiché scese in fondo alle acque e là trovò un cofano pieno di smeraldi, topazi, rubini, diamanti e più di quanto puoi immaginare. Tornò a galla per offrirlo alla rigida Sertória, che voltò il viso dall'altra parte. Niente da fare, pensò Osmundo; mi trasformerò in satellite artificiale. Ma i satelliti artificiali non erano stati ancora inventati. Continuò come umile satellite di Sertória, che ultimamente passeggiava da una lancia all'altra, portandolo legato a un cordone di seta, con l'iscrizione "Amore immortale". Finito.
- Ma cosa significa? - chiese il ragazzo, insoddisfatto. - Non ho capito niente.
- Nemmeno io, - rispose la ragazza - ma i racconti devono essere raccontati, e non capiti; esattamente come la vita.