In una Milano torrida e semideserta di metà agosto, una donna viene trovata annegata nel Lambro. Non è il primo caso, nelle ultime settimane altre tre donne sono morte in circostanze misteriose. Tutte sono rimaste senza identità. Due giovani poliziotte della UACV, l’Unità di Analisi del Crimine Violento, non sono convinte che si tratti di suicidi e approfittano delle vacanze del resto della squadra per mettere in piedi un’indagine in proprio. La loro solitudine dura poco, perché il commissario Mandelli, che si sta godendo gli ultimi giorni di mare in Liguria con la moglie Isa, viene richiamato in città per seguire la pista di un rapimento che lo tocca da è scomparsa quella Clara per cui tanti anni prima il suo cuore di marito fedele aveva (quasi) vacillato. l’ispettore Casalegno, in pieno idillio amoroso in montagna, non potrà sottrarsi all’obbligo morale di dare man forte al suo capo e mentore. Mentre l’inchiesta sui presunti suicidi scoperchia un baratro di orrore e prigionia, la caccia di Mandelli e Casalegno si addentra nei meandri della vecchia e nuova criminalità impegnate in una feroce lotta per il potere. Tra colpi di scena, sparatorie e piani di vendetta, le indagini si intrecciano, trascinando la squadra di Mandelli e il lettore fin nel cuore della Brianza, dove una cascina maledetta è lo scenario di vecchi fantasmi e crimini indicibili. Nella vertiginosa ricerca di verità, nessuno potrà sottrarsi alle conseguenze del Male.
“Come tornare a casa”: è questo che io e Matteo ci siamo detti quando abbiamo avuto tra le mani il nuovo capitolo della serie creata da Gian Andrea Cerone con protagonista il Commissario Mario Mandelli.
Non solo i luoghi in cui le indagini si dipanano sono a noi molto vicini e decisamente conosciuti ma anche i protagonisti appaiono ormai come una squadra a cui noi, come lettori, possiamo unirci per seguire le nuove e intricate vicende.
Non uno, né due ma ben tre casi separati sono al centro di “Le conseguenze del male”, titolo significativo che si arricchisce di sfumature quando, lentamente, ogni indagine giunge al suo epilogo.
In una Milano di fine agosto, silenziosa e svuotata, dove il caldo cocente arroventa l’asfalto, il rapimento della nipote di un uomo legato al malaffare a cui il commissario è vicino, costringe Mandelli al rientro anticipato dalle ferie. Nelle stesse ore due poliziotte dell’Unita di Analisi del Crimine Violento sospettano che dietro ai misteriosi suicidi di alcune donne ci siano motivi che vanno al di là del gesto volontario e nascondano qualcosa di ben più ombroso ed efferato. In questo contesto già complesso e intricato, un vecchio caso ormai chiuso sembra voler emergere con conseguenze inaspettate e pericolose.
Il terzo capitolo della serie con protagonista il commissario Mandelli e la sua squadra è un intricato labirinto dal quale è impossibile emergere fino all’epilogo. Le tre indagini appaiono da subito delicate e complesse e solo la determinazione dei protagonisti, unita a una bella dose di coraggio, porteranno la squadra verso un finale dove tutto sarà irrimediabilmente cambiato. La narrazione è magnetica e ogni pagina racchiude dettagli e colpi di scena che tengono costantemente alto il coinvolgimento, così come l’azione alza notevolmente la tensione nell’ultima parte della storia. Un romanzo che ha il grande pregio di unire tre storie differenti unite dal significato di ciò che il male rappresenta e che porta con sé nella tempo, emergendo dalle braci di fuochi mai totalmente sopiti. Apprezzo sempre molto la minuzia dei dettagli che portano il lettore ad assistere in modo lucido alle indagini sia come spettatore che come parte integrante di una squadra in cui i sentimenti e le emozioni diventano parte integrante dell’esperienza di lettura. Milano è il contesto perfetto e la diversità dei suoi spazi e di ogni contesto, per chi la conosce bene, riescono a rendere ancora più intensi gli avvenimenti che si susseguono incessantemente.
Una serie meravigliosa in cui Gian Andrea Cerone riesce ad alzare, in ogni nuova vicenda, il livello delle sue storie, pur mantenendo inalterate le caratteristiche che già dal primo volume hanno fatto apprezzare Mandelli e la sua squadra.
Ecco il terso libro di Gian Andrea Cerone, come sempre i suoi testi sono ben scritti e ti tengono col fiato sul collo fino all’ultima pagina. Complimenti ancora e aspetto il prossimo…
Terzo libro con protagonista il club investigativo Mandelli e Casalegno. Tre storie da dipanare, tre casi da risolvere che tengono il lettore con il fiato sospeso fino alla fine. Come dice il titolo le conseguenze del male prima o poi si pagano e i personaggi coinvolti lo sanno bene. Scrittura fluida anche se in alcuni punti seguire il tutto riesce un pochino difficile. Impressioni comunque molto positive su questo autore italiano che consiglio.
Nella recensione del libro precedente di Gian Cerone dicevo che, ormai, sono veramente pochi gli autori che mi fanno mollare tutto quello che sto facendo quando esce un loro nuovo libro. Uno di quelli citati è Marco Vichi con il suo commissario Bordelli. Quindi non sono riuscito a non sorridere quando la Isa, colonna portante della vita di Mandelli, aveva tra le mani l'ultimo romanzo di un ispettore toscano da poco in pensione alle prese con alcune questioni lasciate in sospeso. A volte è proprio il destino che ti cerca e quasi sempre ti trova, mettendo in fila tutti i pezzi in modo così sinistramente naturale. Cinque stelle quindi, perché ormai i personaggi di Cerone sono diventate persone, che si potrebbero incrociare tra le vie di Milano, perfettamente descritta nel mese più tremendo e allo stesso tempo affascinante dell'anno: Agosto. L'incrocio dei casi a questo giro è ancora più riuscito dei precedenti capitoli, non c'è infatti bisogno di introdurre nessuno, si va dritto per dritto, non si guarda in faccia nessuno. Dall'inizio alla fine il ritmo è quello giusto, ci si ferma solo per piangere chi viene lasciato per strada, che sia vittima, carnefice, amico o parente. Per il resto le giornate trascorrono a un ritmo forsennato, senza respiro, per fermare il Male con la M maiuscola che ha mille modi di manifestarsi, spesso mostrando più facce nello stesso momento. E come sempre nelle storie di Cerone la cruda realtà la fa da padrona. Non sono supereroi senza macchia e senza paura i membri della questura, soprattutto non sono immortali. Ma sono indimenticabili, quello sì.
Senza ombra di dubbio il migliore dei tre. Una scrittura perfetta, drammatica e con il giusto intercalare di ironia spiccia; un commissario Mandelli al meglio delle sue potenzialità e una squadra unita più che mai. Tre casi, di cui un cold case e due attuali, fanno sì che il lettore non si stacchi mai dalle pagine che narrano i fatti con un ritmo incessante e coinvolgente. A tratti commuovente. Una Milano stretta nella morsa del caldo agostano che complica ricerche e depistaggi mostrando comunque la sua aura affascinante e tenebrosa a fondo degli eventi.
Tre casi che corrono in parallelo per dipanarsi e risolversi alla fine. Tre storie differenti che raccontano il male, ambientate in una afosa Milano d'agosto. I personaggi già li conoscevo per aver letto i primi due libri precedenti, e continuano a piacermi. Umani, coraggiosi, accendono sentimenti ed emozioni. I colpi di scena non mancano, nel complesso un buon libro che tiene alta la tensione
Cerone è diventato una sicurezza, ormai è nell'Olimpo dei miei scrittori preferiti. Come per il primo libro della saga, la prima parte ho fatto fatica a seguirla a causa dell'intrico di casi (ben tre) che la squadra di Mandelli deve seguire. Quando la matassa piano piano si sbroglia non si riesce più a staccare gli occhi dal libro.
I romanzi con protagonista il commissario Mandelli (e la sua squadra) per me sono sempre un gran pugno nello stomaco per quanto riguarda i casi (e i morti e feriti...) ma mi piacciono comunque moltissimo. Adoro i personaggi, gli intrecci e soprattutto l'ambientazione nella mia Milano; non vedo l'ora di leggere il prossimo!
Ero altalenante tra le 3,5 e le 4 stelle ma alla fine la storia c’è…però si fa un po’ fatica a seguire soprattutto all’inizio per il gran numero di personaggi (e soprannomi). Probabilmente poi tra il secondo romanzo e questo ho fatto passare un centinaio di altre trame, cosa che mi ha fatto perdere totalmente il filo delle vicende della squadra.
Un giallo con colpi di scena fino all'ultima pagina. Letteralmente. Ora tocca aspettare il quarto libro: sono curioso di come sarà la squadra con al comando Santini.
Tre diversi casi coinvolgono il commissario Mandelli e la sua squadra in una Milano desolata di fine agosto. Un susseguirsi di colpi di scena inattesi, un epilogo amaro ma al contempo la consapevolezza che, seppur a prezzo di gravi perdite, la Giustizia riesce sempre, grazie ai nostri, ad avere la meglio.
Una nuova prova di grande abilità letteraria di Cerone, fino all'ultima pagina si scoprono retroscena inaspettati!! La squadra di Mandelli non delude mai!
E finalmente! L'esercizio e la pratica aiutano davvero: srittura naturale e fluida, senza troppi artifici né acrobazie linguistiche. Ancora qualche problema con i sostantivi declinati al femminile ma, tutto sommato, un giallo divertente. Lo stile di Cerone è ormai consolidato e sempre più personale. I personaggi - ai quali mi sono affezionata, lo ammetto - rimangono però il sul pezzo forte.
Iniziato in un momento di blocco del lettore perché conoscendo i libri precedenti sapevo sarebbe stato l’unico modo per ritrovare interesse nella lettura. Ha un unico grande difetto come tutti i precedenti libri della saga: una volta cominciati devi mandare all’aria ogni piano o impegno perché è impossibile scollarsi!
Il miglior noir che abbia mai letto. Storia bellissima ma soprattutto il Commissario Mario Mandelli è un personaggio straordinariamente normale ma eccezionale.
In numerose parti il pathos si sente molto. Adesso leggerò il quarto della serie sperando che Cerone ne scriva ancora.
Terzo appuntamento con le indagini del commissario Mandelli. Questa volta Mandelli e la sua squadra si devono occupare di ben tre indagini diverse, attraverso una trama densa ma davvero ben costruita il lettore viene rapito dalle peripezie del commissario milanese. Ho divorato il libro in pochi giorni e sono ansiosa di leggere il prossimo.
Per me un viaggio perfetto. Una ragnatela accurata di eventi e indizi e situazioni. Gian Andrea Cerone si riconferma, insieme agli altri due libri, un regista su carta. Attendo con ansia la prossima uscita a giugno.