«Non smetterà mai di piovere. Continuerà per sempre. Non sarà più possibile uscire all’aperto, l’acqua salirà, raggiungerà i piani alti dei palazzi, tutti moriranno e l’umanità si estinguerà insieme agli animali in terra. Sopravvivranno solo i pesci. Non smetterà mai di piovere, e non importa. Sarà meglio, anzi, così questa maledetta città si laverà, alla fine». Leonida Brancato era stato un penalista imbattibile. Il re del cavillo, lo chiamavano. Quando era andato in pensione, in procura avevano fatto festa. Da anni non si sapeva più nulla di lui, ma ora qualcuno lo ha ucciso e ha infierito sul suo cadavere. Un omicidio che appare privo di movente e che mette di nuovo alla prova i Bastardi. Sotto un diluvio che non concede tregua, circondati da nemici e nonostante dolorosi problemi personali, i formidabili poliziotti del commissariato di Pizzofalcone si districheranno fra segreti, ipocrisie, rancori. Arrivando a scoprire una verità quanto mai inaspettata.
Maurizio de Giovanni è uno scrittore, sceneggiatore e drammaturgo italiano, autore perlopiù di romanzi gialli.
Maurizio de Giovanni is best known for his prize-winning series set in 1930s Naples featuring Commissario Ricciardi, a loner with the paranormal ability to see and hear the murdered dead. A banker by profession, de Giovanni also writes short stories and books about historic matches of the Neapolitan soccer team.
Dodicesimo appuntamento con i Bastardi di Pizzofalcone, i quali dovrebbero già da un pezzo essersi tolti questo appellativo, eppure c’è chi non vede l’ora di togliere loro il caso che non riescono a risolvere in un baleno…Insomma, nonostante l’impegno, non paiono ancora del tutto riabilitati agli occhi pregiudiziosi dell’opinione pubblica. E il caso con cui hanno a che fare in questa avventura è tosto: la morte di un vecchio penalista ormai in pensione, molto bravo nel suo ambiente ma poco amato da tutti e sul cui corpo l’assassino ha infierito in particolar modo, nonostante fosse ormai anziano e molto malato. Mentre tutti cercano indizi e moventi tramite interrogatori e riflessioni, la pioggia, battente, continua a infierire sulla città di Napoli, accompagnando i loro stati d’animo e i loro pensieri. Maurizio de Giovanni ci regala per l’ennesima volta un romanzo meraviglioso e poetico, nel quale viviamo insieme ai personaggi le loro stesse emozioni, qui accompagnate da questa pioggia fredda, incessante e frenetica: dal tremore alla gioia, dal sollievo alla paura, dal rimorso alla premura, in un carosello di vite complesse e aggrovigliate. E’ questo che conta, non il giallo in sé, qui così lontano dalle logiche stereotipate che muovono il genere contemporaneo. Cosa mi è mancato, tuttavia, di queste pulsioni? Forse quella in cui la penna di Maurizio eccelle, ovvero la passione, in particolare nel protagonista, il nostro Lajacono, sul quale sembra caduta l’ombra della solitudine...nello specifico, che fine ha fatto Letizia, personaggio da me molto amato? Cinque stelle comunque, perchè è sempre tutto troppo bello!
Gialletto un po' fiacco, che si legge perché ormai mi sono affezionata alla serie. Forse dovrei sforzarmi di vederla in tv, ma con questo numero di pagine, ci metterei lo stesso tempo. Comunque credo che il numero di tragedie che affligge i "bastardi" di Pizzofalcone, si stia lentamente esaurendo, quindi non so bene come potrebbe proseguire la serie e inoltre, Vicky é insopportabile.
Dodicesimo episodio della saga de I bastardi di Pizzofalcone.
Questo episodio cade a pennello con la giornata odierna (9 maggio 2024), con un cielo plumbeo e una pioggia battente.
“Avete presente la pioggia? Certo che sí, risponderete. Acqua che cade dal cielo, dalle nuvole che corrono nell’azzurro, si fermano, si addensano, diventano nere. Acqua che bagna l’asfalto e lo rende lucido, gocce sulle lamiere delle automobili in coda, tergicristalli che vanno avanti e indietro. Acqua che picchia sulle superfici, che schizza dovunque. Acqua, alla fin fine.”
Per Maurizio de Giovanni non è importante il giallo in sé, ma ciò che conta sono i personaggi, i sentimenti che li muovono e li smuovono e la poesia che scaturisce tra le righe, come il cielo sereno all’improvviso
“La pioggia non sarà ancora un sentimento, ma soltanto un sottofondo. Una vaga, oscura consapevolezza che lavorerà ai fianchi il subconscio, spiegandogli – nell’istante in cui troverete il coraggio di spingere i piedi nel gelo – che non sarà la giornata del sole e della luce, dell’ottimismo e dei programmi, bensí della tristezza e della malinconia, della disperazione e dell’assenza di futuro. ”
La soluzione del caso che i bastardi sono chiamati a risolvere questa volta non è immediata. Perché tu puoi essere pure un famoso penalista, ma se non ti sei fatto scrupoli nel difendere chi doveva essere condannato, prima o poi o conti dovrai farli con chi si è legata a quell’assenza di futuro che subentra e una grave perdita. E allora si diventa come la pioggia insistente, persistente, senza tregua che non dà tregua, una pioggia “perpetua” che non riesce a smettere finché non chiude i conti con il passato. E come la pioggia, prima o poi smette e tutto torna al suo posto.
“Lasciate fare alla pioggia, fidatevi. Perché ha una caratteristica formidabile. Prima o poi, smette.”
" - I pregiudizi non muoiono, Alex. Si nascondono, ma non scompaiono. Se ne stanno lì, sotto il tappeto come la polvere, pronti a saltare fuori alla prima occasione. La maggior parte delle persone odia avere torto, specie se ha sostenuto le proprie tesi ad alta voce, e non aspetta che di poter dire: ecco, avete visto? Avevo ragione. E quello che è successo finora è solo fortuna."
generalmente De Giovanni per me è una garanzia ma in questo caso ho avuto l'impressione di leggere un libro che per il 90% del suo contenuto ripete solo per la millesima volta le problematiche personali del gruppo di Pizzofalcone, direi oltretutto senza che evolvano di una virgola, mentre la vicenda del caso investigativo prende forse 20 pagine in tutto, breve overview sui personaggi coinvolti all'inizio, due interrogatori stringati a metà romanzo e improvvisamente una soluzione uscita dal cilindro alle ultime pagine... il resto è nulla...
I dilemmi delle vite private di alcuni dei personaggi sono esattamente gli stessi da non so più quanti libri della saga. E non evolvono. Persino le scene che a questo proposito li riguardano e le espressioni usate per descrivere le cose sono molto simili, sempre la stessa sostanza. Stiamo girando in tondo da non so più quanto ormai. Così come mi sembra stia facendo l’autore. Possiamo per favore far progredire le cose, almeno un pochino?
Mi mancavano talmente tanto (loro e la voce narrante di Servillo) che me lo sono gustato a prescindere, solo come un ritorno in un posto di villeggiatura a cui siamo affezionati. La parte gialla non particolarmente avvincente, ma nemmeno totalmente scadente...e sì, tutto abbastanza statico, ma con qualche apertura per il futuro (vedi Palma/Calabrese, Lo Iacono con la prof, Romano che a quanto pare ha preso la sua decisione...). Devo dire che mi ha fregato, come ne Le lacrime del coccodrillo, perché alcuni interludi apparentemente slegati alla storia o che pensavo fossero riferiti ad altri personaggi, poi si sono rivelati altro, e questo mi è piaciuto. Insomma, io non lo boccio.
Avevo un po' di nostalgia di questa serie in cui il caso giallo è in realtà abbastanza semplice, perché è solo un pretesto per farci vedere le vite dei Bastardi e degli altri protagonisti della serie che procedono come in un'infinita serie TV (che chissà se continuerà a esserci; noi ci speriamo). Questa volta l'indagine sulla morte di un anziano avvocato penalista, famosissimo in tutti i tribunali per la sua arguzia nel trovare cavilli che la fanno passare liscia ai malviventi, viene svolta sotto una pioggia battente che sembra non voler finire mai, cosa davvero strana nel Paes' d'o sol', ma tant'è.
Sarebbe stato bello leggere di Perna: mi sarebbe piaciuto vederla rimanere impunita. La questione degli avvocati, dei buoni e dei cattivi, è molto interessante. Ho preferito questo libro per lo stile, ma non necessariamente per la trama.
This entire review has been hidden because of spoilers.
Se amate la serie dei Bastardi allora non potrete che apprezzare quest’ultimo libro. Maurizio De Giovanni è come sempre poetico e la pioggia forse è davvero la protagonista di questo libro. Ci sarà anche un uomo assassinato ma sarà solo il motivo per innescare le indagini dei protagonisti. Scrittura fluida, si legge tutto d’un fiato.
Inizia così il nuovo libro di Maurizio de Giovanni, Pioggia per i Bastardi di Pizzofalcone, ed è subito incanto.
Diretto, come sempre ci ha abituati, e pronto a trascinarci nel suo mondo narrativo; quello della squadra dei Bastardi, dei reietti, che tutti vorrebbero solo dimenticare, ma che contro ogni previsione, hanno unito le loro disperazioni e ne hanno tratto una forza imbattibile, creando un pool investigativo unico.
L’impatto è sensoriale: la pioggia bagna la pelle, i pensieri, scorre sui brividi e sui tormenti, insinua il dubbio e sfuma i contorni.
Pioggia ci presenta un’indagine che è un rompicapo, una scommessa da vincere, perché i Bastardi non riescono a lavar via facilmente lo sporco delle malelingue e si trovano ancora una volta sotto quel processo morale che sembra non vinceranno mai.
In un carosello di vite tormentate, l’omicidio di Leonida Brancato, penalista di successo ormai in pensione, rinsalda il team del commissariato di Pizzofalcone, che dovrà capire come possa un uomo tanto anziano, malato e rispettato, subire un’aggressione mortale e brutale.
Rabbia, vendetta, dolore… nulla può la pioggia, se non amplificare i sensi, il silenzio e quel gelido disagio che sale inarrestabile quando si scorge l’ombra dei rimorsi.
La pioggia infuria tutto il tempo, non dà tregua, non prova pietà, ognuno procede nei propri panni fradici, ognuno immerso nel proprio dramma.
In un periodo di pioggia persistente e di costante cupezza, l'avvocato Leonida Brancato, celebre penalista capace di tirare fuori dai guai i più pericolosi criminali inventandosi sorprendenti "magie legali", viene trovato morto e violentemente brutalizzato. Già anziano e uscito di scena da parecchio tempo, sembrava non avere particolari nemici. Il suo studio da dieci anni era passato alla nipote Brigida Alfano, che ne aveva ereditato anche i metodi e la disinvolta filosofia:
"– Ma che siano colpevoli non conta proprio niente, avvoca’? – Ma la prego, da un uomo con la sua esperienza non mi aspetto una domanda cosí banale. Ognuno ha diritto a una difesa, e noi facciamo il nostro lavoro. Per quanto mi riguarda, non chiedo mai a un cliente se è colpevole o no. Non mi interessa, anzi, mi distrae."
Anche il figlio di Brancato, Giancarlo, è avvocato ma già da tempo non esercita e ha interrotto i rapporti con il padre, che odia. Altre possibili sospettate dell'omicidio, in possesso delle chiavi di casa dell'anziano avvocato, sono la portinaia Perna Costanza e la badante rumena Aida. Il caso è affidato al Commissariato di Pizzofalcone e i celebri "bastardi", pur circondati da oppositori e carichi di problemi personali, si danno da fare per sbrogliare la matassa e smascherare i colpevoli. E la pioggia fastidiosa, insistente, incessante, persistente, battente...la pioggia "ha una caratteristica formidabile: prima o poi, smette".
L'ultimo libro di de Giovanni, è stato il suo primo per me. Non avevo mai letto nulla di questo autore, e la mia conoscenza della serie televisiva non va oltre il "Cinese", l'ispettore Lojacono che pure io so sovrapporre alla faccia di Alessandro Gassman. Ero vissuta finora nella convinzione aprioristica e presuntuosa che si trattasse di "robetta", invece mi è piaciuto: è un libro intelligente, scritto bene, e con più di una traccia di umanità.
Coprotagonista di questo romanzo è la pioggia, un vero diluvio che sembra voler lavare la città, una cascata d’acqua ininterrotta che come un essere proteiforme finisce per plasmarsi e rispecchiarsi nei sentimenti di tutti i protagonisti del commissariato di Pizzofalcone, quasi a diventare sentimento essa stessa. Un famoso avvocato penalista, la professione abbandonata da un bel po’, una vita ormai ridotta al lumicino anche e soprattutto per le relazioni interpersonali, viene ucciso, in casa propria, per strangolamento, in un condominio esclusivo del quartiere: ma l’assassino si è accanito sul cadavere e non si spiega, perché l’uomo era malato gravemente, con pochi mesi di vita. La casa piena di oggetti preziosi e di lusso, ma la causa non sembra essere il furto. I Bastardi si trovano in un momento difficile anche sul lavoro. Laura Piras se n’è andata e il nuovo procuratore Sommella mette loro i bastoni tra le ruote: il pregiudizio su di loro continua a essere pesante, insopportabile e mette ancora in discussione, nonostante i brillanti successi ottenuti in passato, la loro stessa sopravvivenza. Questo caso deve essere risolto, o sarà la fine. Il contributo di tutti permetterà di arrivare alla soluzione brillantemente e velocemente. Anche se tutti i bastardi sono impelagati in complicate vicende personali.
Ultimo libro dei Bastardi di pizzofalcone. Per chi non li conosce, sono una squadra di polizia dove sono stati inseriti " tutti i reietti" per così direi della forza dell'ordine, dopo un cado brutto di corruzione. Guidati dal commissario Giuseppe lojacono e dal vice questore Luigi Palma che in qualche modo in questa squadra ci credono, risolvono casi di omicidio. Storie impermeate anche dalla vita privata e problemi personali di ognuno di loro. Ognuno ci mette il proprio per fare funzionare la squadra e per redimersi da quello che hanno fatto altri, come Pisanelli, in pensione ma che dietro le quinte è sempre operativo. Difficile fare il confronto con il mio amato Ricciardi, ma forse è meglio non farlo. È una squadra che regge e le storie sono sempre permeate da dolore e dissapore. Come tutte le storie di De Giovanni, anche qui alla base dell omicidio del penalista Brancato, c'è amore, dolore e vendetta. L avvocato viene trovato morto, ma non solo, sembra che qualcuno si sia anche accanito sul cadavere, chi può avere fatto una cosa simile? La squadra indaga per arrivare poi all intuizione finale. Il titolo la Pioggia da la parvenza dell aria che si respira, piove, piove su ogni cosa e ogni giorno, su ogni situazione. Questa serie non è male, e il filone mi piace...ma quanto mi manca Ricciardi, Maione e Bambinella.
Anche questa volta, Maurizio de Giovanni ha fatto centro, con i 'Bastardi'. L'ho letteralmente divorato, come ho fatto per tutti quelli di Maurizio. Non puoi non amarli, è pura poesia. La storia mi è piaciuta molto. Questo caso è stato tosto e la squadra di Pizzofalcone non mi hanno delusa. In questo libro, c'é tanta pioggia, che la senti davvero, venire giù, mentre stai leggendo. Questa pioggia è malinconica,triste, ma è proprio questo che mi piace, fa diventare tutto cupo. Proprio sotto questa pioggia torrenziale, viene trovato ammazzato, un noto penalista, Leonida Brancano. Chi lo avrà ucciso?, chissà cosa sarà successo, per far scatenare, questo delitto?. Per saperlo, lo dovrete solo leggere.
Vi svelo una cosa, il 20 giugno Maurizio sarà a Pisa, per presentare questo meraviglioso libro, alle 18, presso la camera di commercio, nella sala Ricci. Io ci farei un pensierino.
Voi l'avete già letto??? Lo leggerete??? Come sempre aspetto di leggere i vostri commenti. 😍 ❤ . . . Titolo: Pioggia Autore: Maurizio De Giovanni Editore: Einaudi editore Collana: Einaudi stile libero big Pubblicato: Il 7 maggio 2024 Pagine: 240
Leggere pioggia durante una delle prime giornate di caldo dell'anno non ha prezzo. Come sempre la scena si svolge in pochi giorni, giorni di pioggia continua che in base al luogo comune su Napoli sembrano essere rari. Ma la scienza dice che a Napoli cade più pioggia che a Londra, solo che si distribuisce in modo diverso...e allora godiamoci questi giorni di pioggia e tutto quello che portano. La storia su cui indagare è apparentemente semplice ma prende molto e merita di essere raccontata, la contrapposizione tra giustizia e procedura. Il cavillo legale che riesce a far dormire solo gli avvocati più paludati. E poi ci sono le storie dei nostri Bastardi. Il problema a questo punto è la sovrapposizione con la serie televisiva che a me sembra abbia preso una piega leggermente diversa rispetto ai romanzi. Comunque appena ci si immerge nella lettura poi si ritorna al filone del libro e tutte le storie sono interessanti. Non riesco a sceglierne solo una che mi incuriosisce e vorrei sapere subito come va avanti...per tutte! E dico veramente tutte, anche Aragona. Attendiamo il prossimo capitolo...
A volte De Giovanni è pretenzioso. In una storia, abbastanza ben costruita (e questa volta anche un pò banale e stucchevole nel movente), in cui si incontrano ogni tanto anche introspezioni dei protagonisti più profonde ed interessanti, sono purtroppo frequenti frasi contorte ed incomprensibili che, dopo 2 o 3 volte che le rileggi, capisci semplicemente che sono state scritte male e non si sa cosa vogliano dire. A volte De Giovanni è pretenzioso. Anche lo humor dei protagonisti secondo me non va molto bene: il sarcasmo di uno sembra spesso la copia del sarcasmo dell’altro. Auspicherei una loro maggior caratterizzazione che li differenzi. A volte De Giovanni è pretenzioso. E poi cò ste strofe ripetute sulla pioggia, cosa ci vorrebbe dire? Secondo me - e questo anche in altre occasioni lungo la narrazione- non lo sa bene nemmeno lui. Ma si piace. Bah!
Devo dire che i due anni e mezzo che dividono Angeli da questo Pioggia hanno fatto bene ai Bastardi e al loro autore. Sicuramente questo volume - pur estremamente esile, neppure 250 pagine - ci fa tornare a respirare un po’. De Giovanni mette su un omicidio che questa volta non è di facile lettura e alla fine sono rimasta spiazzata nello scoprire il come e il chi. E se le vite e le vicende dei Bastardi si prendono uno spazio ampio, lo fanno dando l’impressione che vi saranno alcune svolte: nella vita di Romano (forse), in quella di Alex, certamente in quella di Elsa. Che dire. De Giovanni, aspetta almeno tre anni a proporci un altro volume…magari riesci a scrivere pure qualche pagina in più…
Finalmente un nuovo episodio del gruppo dei Bastardi di Pizzofalcone. Ritornare sulla serie dopo tanti mesi ha avuto i suoi lati positivi ed i suoi aspetti negativi. Da un lato la il ritrovare i personaggi noti, con le loro caratteristiche e le loro storie, dall'altro riprendere i fili di narrazioni ormai abbandonate da tempo, in questo caso per tanti personaggi. In realtà questo episodio aggiunge molto poco alle storie di vita dei diversi protagonisti, si limita a qualche piccolo passo avanti di qualcuna, ma nulla di più. La pioggia che dà il titolo al libro accompagna tutta la narrazione ed ha accompagnato anche me durante i giorni di lettura, il che mi ha dato una marcia in più. I poliziotti sono alle prese con l'omicidio di un anziano notaio, sorpreso in casa e strangolato con una banale corda. Un omicidio che sa subito di strano, presenta molti punti che non combaciano e alla fine è necessario il pezzettino messo sul tavolo da ciascun membro della quadra per completare il puzzle. Ammetto che la serie ha perso smalto rispetto all'inizio ed anche in questo caso alcuni passaggi mi sono apparsi falsati, ma nonostante questo alla fine si legge volentieri, soprattutto dopo una pausa così lunga. Il fatto di avere una squadra così numerosa fa in modo che la lettura risulti comunque interessante nel passaggio da un protagonista all'altro e questo permette di non accusare quel senso di noia che a volte si avverte in serie lunghe con un solo protagonista principale.
Sono giorni di pioggia incessante, di pioggia che entra in ogni anfratto, di pioggia che non concede tregua, di pioggia che tutto lava e tutto lucida all'apparenza. I Bastardi sono ancora nel mirino della Procura, ancora non si sono scrollati di dosso la nomea che li ha riuniti in questa squadra così fuori dall'ordinario, nonostante i numerosi successi. E ancora una volta, uniti nelle loro diversità caratteriali, risolveranno un delitto che sembra senza indizi ai quali potersi appigliare. Ancora una volta Maurizio De Giovanni riesce ad insinuarsi nell'anima dei suoi lettori, attraverso le parole dei suoi personaggi così dannatamente reali e a renderli umani.
This entire review has been hidden because of spoilers.
Letto come al solito con l'attenzione soprattutto alle storie collaterali e alle pagine in corsivo di riflessioni sempre intensamente poetiche. Questa volta, più che in altre occasioni secondo me, è difficile trovare il lato "giusto" delle questioni che si intersecano nella trama. Un po' come accade nella realtà quando ci si schiera da una parte o dall'altra con sicurezza solo quando si è distanti dai vissuti. E la pioggia è pioggia per tutti, che dilava, che erode, che disturba e che sposta costringendo a punti di vista inaspettati.
Devo dire che questo romanzo mi ha convinto più dei precedenti. Certo, Di Giovanni persevera con l’eccesso di sentimenti e di metafore simil poetiche, ma questa volta la trama gialla per quanto improbabile é meno scontata del solito se non nell’ideazione generale - al movente ci si arriva assai presto - quanto nei dettagli relativi all’esecuzione del delitto. E poi sarà che ho un senso dell’umorismo piuttosto infantile ma non posso fare a meno dì sorridere durante gli incontri clandestini dì Vittoria, forse Di Giovanni dovrebbe dedicarsi di meno al dramma e di più alla commedia…
Maurizio De Giovanni ha davvero un modo unico di farti entrare nell’atmosfera di un romanzo, tu sei lì a vivere ogni momento insieme ai personaggi, sentendo i loro pensieri e le loro sensazioni. La risoluzione del caso fa solo da sfondo, così come la pioggia che diventa anch’essa un modo per esprimere e sottolineare le emozioni. Ogni personaggio ha una storia nella storia che ti entra nel cuore. Bellissimo.
La pioggia incessante e violenta sta martoriando la città di Napoli quando viene rinvenuto il cadavere del noto avvocato Leonida Brancato. I Bastardi di Pizzofalcone si trovano ad investigare su questo omicidio parallelamente ai loro problemi personali che assillano ogni componente della squadra. La scrittura di Maurizio de Giovanni si rivela piacevole come in ogni suo libro
Che bella la scrittura di De Giovanni soprattutto nella parte descrittiva di luoghi e cose. In questo caso l'elemento pioggia fa da sfondo a tutto il racconto e diventa metafora per descrivere stati d'animo e modi di vivere. È il 12°episodio di questa saga che trovo sempre piacevole e profonda. Consigliata.
Capisco che in una serie bisogna sempre e brevemente reintrodurre i caratteri principali per non lasciare indietro i nuovi lettori; tuttavia qui l’Autore o esagera un po’ oppure la trama è davvero così inconsistente da far risultare i riassunti pesanti. Si legge, per carità, ma De Giovanni ha fatto di meglio
Noioso, prolisso, ripetere nel 12* libro la storia di ogni personaggio lo rende lento. La strada è banale, infarcita di luoghi comuni. Persino Lojacono ed il magistrato padre di Vicky sono resi come due deficienti terrorizzati dal parlare con le rispettive figlie. Veramente uno dei libri più noiosi che abbia letto, nonostante legga De Giovanni da tantissimi anni. Una vera delusione. 😔
This entire review has been hidden because of spoilers.