Dopo aver spiegato in Le signore non parlano di soldi come anche in ambito economico le discriminazioni di genere non convengano a nessuno, Azzurra Rinaldi affronta un altro tema negoziare il proprio compenso. Cercando di smontare i pregiudizi alla base delle disparità occupazionali e di salario tra maschi e femmine, tratteggia una situazione economica squilibrata, mai a favore delle lavoratrici. Per non parlare di lavoratrici con uno o più figli. Se, infatti, quando il maschio diventa padre, il mercato del lavoro sembra premiarlo (straordinari, bonus, promozioni), la situazione per chi è donna al contrario non migliora, anzi. Come possono, allora, le donne avviare una conversazione sui soldi e chiedere il giusto compenso, quando il loro potere contrattuale è così ridotto? Attraverso dati, esempi, tecniche e strategie, Rinaldi offre strumenti concreti per «mettere a tacere la vocina che ci fa sempre sentire inadeguate» e scardinare lo schema che relega le donne alla passività. Ma questo libro è anche per gli uomini, perché per ribaltare la narrazione condivisa sul denaro, per fare cultura davvero, è necessario agire insieme.
Proprio come lo definisce la stessa autrice Rinaldi questo libro è veramente come la borsa di Mary Poppins. Possiamo sempre tirare fuori qualcosina per ognuna di noi al momento del bisogno con un pizzico di magia, ma soprattutto grazie al potere dei dati. Quando magari la vocina dell’impostora che è in noi si fa sempre più insistente, quando non sappiamo più da che parte ripartire con la nostra carriera, oppure quando siamo noi le leader e ci rendiamo conto di aver necessità di qualche strumento in più per proseguire il nostro percorso.
Raramente dò cinque stelle ma questo libro le merita! L'ho trovato di semplice lettura e consigli utili e pratici. A volte si tratta solo di prendere consapevolezza di cose che già si sanno, altre di apprendere nuovi strumenti o metodi di negoziazione, in ogni caso: meno male che questo libro sia arrivato!