Primavera: la stagione degli amori che preludono alla nascita della coppia… La primavera di Ikuo e Momoko, però, durerà più del previsto e più di quanto avrebbero desiderato. Il loro rapporto sarà messo alla prova da contrattempi e incidenti di ogni genere. Quasi sconosciuto all’estero, in Giappone "Una primavera troppo lunga" divenne subito un bestseller trasposto in un film di successo l’anno seguente, e l’espressione “una primavera troppo lunga” per un periodo indicò comunemente un fidanzamento troppo lungo. Mishima aveva cominciato a pubblicarlo a puntate su una rivista popolare a gennaio del 1956, proprio mentre su una rivista letteraria iniziava la serializzazione de "Il padiglione d’oro", uno dei suoi lavori più rappresentativi. Serio e impegnato il secondo, è invece lieve e ironico il primo, che appartiene a un filone di opere in cui, secondo il noto critico e amico di Mishima Donald Keene, il grande scrittore riversò aspetti del suo carattere che trovavano poco spazio nella sua produzione seria, come l’umorismo e il gusto per la caricatura. Anche in quest’opera più leggera, l’arte del grande scrittore è riconoscibile nella splendida costruzione dell’intreccio, nella profondità dei personaggi resa con pochi tocchi sapienti, nei temi a lui cari che non rinuncia a trattare, nella sua visione dell’uomo e del mondo raccontata, in questo caso, con spirito e disincanto.
Yukio Mishima (三島 由紀夫) was born in Tokyo in 1925. He graduated from Tokyo Imperial University’s School of Jurisprudence in 1947. His first published book, The Forest in Full Bloom, appeared in 1944 and he established himself as a major author with Confessions of a Mask (1949). From then until his death he continued to publish novels, short stories, and plays each year. His crowning achievement, the Sea of Fertility tetralogy—which contains the novels Spring Snow (1969), Runaway Horses (1969), The Temple of Dawn (1970), and The Decay of the Angel (1971)—is considered one of the definitive works of twentieth-century Japanese fiction. In 1970, at the age of forty-five and the day after completing the last novel in the Fertility series, Mishima committed seppuku (ritual suicide)—a spectacular death that attracted worldwide attention.
Due giovani nel Giappone degli anni ‘70, in attesa di coronare il loro sogno d’amore. Tra alti e bassi, tentazioni e tradimenti, persone su cui contare e da temere, e pregiudizi di classe. Leggere, oggi, di queste vicende fa quasi tenerezza, e fa rimpiangere un mondo in cui anche le cose che sembravano più difficili e complesse erano -se comparate alla contemporaneità- di fatto molto più semplici e raggiungibili. 3,5 alla storia, con uno 0,5 in più per la scrittura, sempre bellissima, di Mishima.
Il libro “una primavera troppo lunga” parla della storia d’amore tra due giovani, ikuo e momoko, e delle diverse problematiche che sono susseguite nel loro rapporto. Il racconto non è stato per nulla di mio gradimento. Gli eventi raccontati nel libro non sono affatto rilevanti o perlomeno interessanti in alcun modo. I personaggi sono strettamente blandi e noiosi; la scrittura è semplice e coincisa, ed è il motivo principale per il quale ho dato due stelle invece di una.
Una primavera, e un libro, troppo lunghi. Non mi hanno per nulla preso la trama, i personaggi e la scrittura... Mi sa che devo darci un taglio con i giapponesi
"Il vostro è un amore di serra: liberatevene stasera." (Cit. pag. 98)
Per una volta sono "à la page", giusto perché si tratta di uno dei miei scrittori preferiti... Novità della biblioteca e opera uscita da qualche mese in libreria. Cercavo una lettura leggera, veloce, qualcosa di simile ad "Abito da sera" dello stesso autore e le aspettative sono state pienamente soddisfatte! Il titolo si riferisce al lungo periodo di fidanzamento dei protagonisti. Il romanzo fa parte della produzione "non impegnata" di Mishima. Scritto nel dopoguerra e pubblicato a puntate su un giornale, è stato subito apprezzato in Giappone e ne è stato ricavato anche un film. "Brillante romanzo d'amore giovanile" si legge in copertina. Riferito ad altri autori avrei contratto la faccia in un'espressione schifata, ma sapevo che per Mishima l'aggettivo non poteva essere uno spreco: mi sono gettata sul libro come una signora al mercato con l'ultimo paio di sandali in saldo! 😁 Uno shōjo manga in parole; divertente, ironico e soprattutto ben scritto al punto che, pur nella leggerezza del contenuto, nella verosimiglianza degli eventi "da manga", si ha ben chiaro che il libro è scritto da un "vero scrittore" e non da uno scribacchino o da uno che è "la perfetta rappresentazione del detto 'né brucia incenso né scorreggia'" (cit. pag. 103). Questo grazie alla capacità di dare quell'impronta stilistica caratteristica, la capacità di far parlare i personaggi anche con i gesti, alla struttura dell'opera, al controllo che dimostra l'autore nel portare avanti la trama in modo da tenere sulle spine il lettore (un inaspettato binge reading: 200 pagine, iniziato e terminato in un giorno e mezzo! 😅) e soprattutto la capacità di chiudere tutti i fili e di inserire solo elementi utili alla trama, tratto - ahimè - ormai sconosciuto tra i contemporanei. Consigliato sia agli amanti del genere, della letteratura giapponese, ma anche a chi vorrebbe imparare a scrivere!
“Una primavera troppo lunga” è un romanzo d’amore giovanile scritto da Yukio Mishima nel 1956, ambientato nel Giappone degli anni ‘50. Il titolo richiama il periodo di attesa che precede il matrimonio di una coppia, Momoko e Ikuo. È un periodo tortuoso per i due innamorati, che verranno messi alla prova in ogni modo. Mishima tiene il lettore sulle spine per tutta la durata del romanzo facendo attraversare alla coppia vicende di ogni tipo: possibili tradimenti, dubbi, indecisione, liti familiari… Diventò subito un bestseller in Giappone, tant’è che l’espressione “una primavera troppo lunga” per un periodo indicò comunemente un fidanzamento troppo lungo. L’ho letto con piacere, l’autore accompagna bene il lettore nella mente dei ragazzi per far capire i loro dubbi e pensieri. Posto recensioni anche su IG ☺️ se ti va di seguirmi mi chiamo @albatralerighe
Perfetto racconto con tutti gli elementi della trama, dell'incrocio, dei personaggi e del tempo che scorre sino alla conclusione. Un meccanismo preciso e poetico in cui si esprime tutto il pensiero orientale che ha la piena consapevolezza di stare davanti ad un occidente che preme alle porte e le ha anche divelte forzosamente. C'è un Giappone autentico e quotidiano in questo racconto e traspare qua là la visione orientale di un occidente poco comprensibile e forse ancora meno ragionevole. Un libro che rimane un racconto leggero ma estremamente profondo. Semplice e sofisticato a seconda di ciò che si desidera guardare nel testo. Una conferma di Mishima se fosse necessario.