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Mitzvà

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“La sera di Yom Kippur i morti si levano dalle loro tombe e vengono a pregare con i vivi.” È in questo giorno, il più solenne di tutti per un ebreo, che fin da piccolo Alain Elkann si raccoglie nel tempio di Rue de la Victoire a Parigi in compagnia di suo padre e digiuna per una intera giornata. Ed è a Parigi che ancora oggi ritorna quando vuole sentirsi a casa, quando sente il bisogno di “essere soltanto il figlio di suo padre e di sua madre”. Ma che cosa vuol dire per lui essere ebreo, oggi? È possibile la convivenza e un dialogo sincero con le altre religioni? Qual è il futuro di Israele? Attraverso Mitzvà Elkann medita sul suo rapporto con l’ebraismo e su come sia fondamentale mantenere unita la famiglia grazie al filo rosso della memoria e alla celebrazione delle feste. E ricorda come sia importante per lui la profonda comunione di idee con il cardinale Martini e con il principe Hassan bin Talal di Giordania consegnando ai suoi figli e ai suoi nipoti l’insegnamento datogli dal primo ministro israeliano Manachem Begin quando era un “Ragazzo, non piegare mai le ginocchia.”

96 pages, Kindle Edition

First published August 1, 2004

8 people want to read

About the author

Alain Elkann

53 books4 followers
Alain Elkann è nato a New York nel 1950. Nei Tascabili Bompiani sono disponibili Montagne russe, Il tuffo, Piazza Carignano, Stella Oceanis, Boulevard de Sébastopol e altri racconti, Il padre francese, Rotocalco, John Star (Premio Cesare Pavese 2002), Delitto a Capri, Una lunga estate (Premio Internazionale Tarquinia - Cardarelli 2003), MoMo, Mitzvà, Vita di Moravia, Emma, intervista a una bambina di undici anni, L’invidia (Premio Letterario Mondello - Città di Palermo 2006), L’intervista 1989 - 2009, L’equivoco (Premio Acqui Terme 2009), Diario verosimile, Nonna Carla e Hotel Locarno. Nel 2014 è uscito, sempre presso Bompiani, il volume Racconti. Per la trilogia Essere ebreo, Cambiare il cuore, Essere Musulmano ha vinto il Premio Capalbio 2005.

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Profile Image for Simone Del Mondo.
112 reviews6 followers
January 23, 2015
Vi sono degli spunti interessanti in questo libricino di Elkann (“Meglio non capire la preghiera e dirla come atto di fede verso Dio”) ma anche alcune considerazioni eccessivamente generali e superficiali sulla pace nel mondo e sul dialogo interreligioso. Numerosi sono i riferimenti autobiografici sulle radici ebraiche dell'autore e sul suo passato. Certo, sono pagine utili per capire un certo modo di vivere e sentire la fede: “Ecco, vorrei, un giorno, andare con Rosi nel deserto e il giorno di Kippur abbandonarmi completamente a Dio, cercando di ascoltarlo, di amarlo, ma mai di capirlo. E' quando non si capisce che nasce un'idea, un'opera d'arte, una sinfonia, che si fa una scoperta”. Penso che questo libro possa essere utile se si hanno la pazienza, la voglia, il desiderio di soffermarsi su questi passi e riflettere: “Non so come ci guardi Dio, non lo saprò mai, ma nessuno può impedirmi di vivere in compagnia di un'astrazione straordinaria e irraggiungibile come Lui, che sta sempre con me, in ogni momento della mia vita”. Altrimenti si può tranquillamente trascurare.
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