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Vita avventurosa di un'acciuga cantabrica

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Sul ponte della Capitan Cerano, il picaresco marinaio Giovanni racconta a quel disgraziato del proprio boia come è arrivato davanti al cappio che tra poche ore farà di lui cibo per gli squali. L’avventura era cominciata quando da bambino, già con i carabinieri alle calcagna, aveva trovato rifugio sotto il sartiame di una paranza che pareva abbandonata. La nave era salpata, e il nascondiglio si era trasformato nel viaggio di una vita… Sotto gli occhi curiosi e storditi del boia, e del lettore, si dispiega la storia di un’esistenza passata tra furti, raggiri, zuffe e sposalizi più o meno burrascosi. Prima a bordo di una vecchia goletta, poi su una corazzata tedesca o un mercantile turco, Giovanni solca rotte sempre più remote, alla volta del Bosforo, del Mozambico o della Malesia, fedele solo al proprio spirito ribaldo, appena ammansito dalla profezia di un prete spretato che si ostina a vedere in lui un nuovo Battista. L’ora dell’esecuzione è ormai prossima quando il racconto approda in Patagonia, dominio dello spietato don Ferdinand, e l’avventura marinara sfuma con sorprendente grazia narrativa in un apologo da è il momento di trovare le ultime parole della storia, capaci di trasformare il caso in destino, e la morte in rivoluzione. Con questo tardivo esordio, sospeso tra il realismo magico dei grandi narratori sudamericani e un Corto Maltese straccione e affettuoso, Lucio Di Cicco ha scritto un romanzo di vele e riscatto, umanissimo e appassionato.

133 pages, Kindle Edition

Published April 19, 2024

63 people want to read

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Displaying 1 - 7 of 7 reviews
Profile Image for Malacorda.
603 reviews289 followers
May 13, 2024
Anzitutto, per la interessante scoperta debbo ringraziare pubblicamente la Premiata Ditta Spaccio Segnalazioni Libri Nobilissimo Cavaliere Savasandir (così la Digos verrà a fare un salto anche da quelle parti e non più solo da me). Per istinto tenderei a rifuggire un romanzo il cui titolo iniziasse con "vita avventurosa di..." ma la copertina, per l'ennesima volta, ha avuto la meglio su di me. E poi, come resistere ad una collana che si chiama "I Trabucchi", insomma ancora una volta le sirene erano troppe e troppo forti per tapparsi le orecchie.

In secondo luogo, vorrei porre l'attenzione sulla casualità che ci porta sempre più spesso a leggere di malandrini, bugiardi, bucanieri, bombaroli, passatori e mascalzoni vari: da ciò si deduce chiaramente di qual fatta saranno i protagonisti del funambolico romanzo di esordio del meraviglioso premio Nobel kazako. Anzi, ho già deciso che si intitolerà "Passatori": il fatto che Passatori sia anche un bell'album di Richard Galliano non costituisce ostacolo.

Last but not least, il romanzo di Di Cicco: un lavoretto ben fatto. Non una perfezione assoluta, ma ce ne fosse di più, in giro, di leggerezza e ironia in semplicità come se ne trova in questo racconto. È uno straordinario esempio di "eruzione" di creatività: a sapergli dare un po' più di struttura, un po' più di densità, ne poteva venire fuori un lavoro quasi quasi da 5 stelle: ma a ben vedere lui le cinque stelle non le vuole, vuole tenersi la sua leggerezza, la disinvoltura con cui salta da una donna all'altra e da un'imbarcazione all'altra senza essersi nemmeno ancora dato la briga di inventare un nome per la barca precedente o per il suo comandante. Va bene così: adattarsi allo spirito della lettura e calarcisi dentro, è questo che bisogna fare e che io non ho ancora imparato proprio bene, e dunque ecco un altro motivo per dare valore a questa lettura.
A tratti mi ha fatto pensare che se le città visitate dal protagonista son tutte descritte come "dolci" e le donne tutte "leggiadre", finiscono inevitabilmente per assomigliarsi tra loro. Eppure, pur mancando di approfondimenti e caratterizzazioni, le locations esotiche appena sfiorate dal nostro sanno comunque affascinare.
Certe imperfezioni nella costruzione della frase e del periodo, mi hanno lasciata più perplessa: fino alla fine non si riesce a capire se quelle frasi sono sgangherate perché fanno parte del personaggio sgangherato (ma allora di questo genere di frasi dovrebbero essercene di più) o se sgangherata è stata la cura riposta nell'editing di tutto il lavoro (ma sarebbe un errore così pacchiano).
Il personaggio è il perfetto prototipo di marinaio nonché perfetto prototipo di str**** di cui tutte le donne finiscono per innamorarsi e da cui vengono regolarmente piantate come ben dimostra la trama di questa storia, a partire dall'idolatria per la mamma e per finire con le lacrime di coccodrillo al termine di ogni episodio e la "canonizzazione" del finale. E così: donne! Donne di tutto il mondo che almeno una volta siete state piantate da un qualche str**** (che al danno vi aggiunge anche la beffa di sentirvi dire "ma tanto tu sei forte" e "ma tanto tu meriti di meglio")!!! È arrivato l'arrotino! Anzi no, è arrivato il momento della soddisfazione di vedere il vostro stronzetto finire sul patibolo.

Riassumendo: qualche dubbio sulla forma ma contenuto assolutamente valido.
La regola d'oro prevede che il realismo magico sia un materiale da lasciar maneggiare ai sudamericani, onde evitare gravi danni - un po' come la nitroglicerina bisogna lasciarla maneggiare dall'artificiere esperto - però in questo caso si applica un'eccezione alla regola perché Di Cicco, il materiale fiabesco e magico e non proprio religioso ma un po' trascendente, lo sa innestare alla perfezione nel discorso, e lo fa in maniera... discorsiva, per l'appunto.

Epilogo dell'epilogo
Il finale, con il perfido Dom Ferdinand, è forse la parte che ho amato di meno, perde un po' di mordente rispetto tutto il resto; ma la vera sorpresa - epilogo dell'epilogo - assolutamente prosaica eppur degna, la ho avuta allorquando, terminata la lettura del libro, essendo giunta l'ora di andare a preparare la cena e aprendo la dispensa onde scovare un barattolino di fagioli, apro lo sportello e mi ritrovo ad ammirare il seguente paesaggio:

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Voto finale: tre e mezza che per l'affetto e la simpatia si arrotondano a quattro.
Profile Image for LaCitty.
1,048 reviews186 followers
August 23, 2024
La gioventù è stupida ma innocente, mentre la vecchiaia è stupida ma colpevole

Immaginate una Sherazade al maschile, più rozza e con un passato da marinaio, pescatore, contrabbandiere, sciupafemmine. Immaginate che sia ad un passo dalla condanna a morte e per passare il tempo racconti la sua vicenda al suo carceriere/boia.
Ecco, questa in sintesi è la storia raccontata in questo romanzo pieno di avventure assurde e di altrettanto rocambolesche fughe. Tutto per scoprire che, forse, il nostro mascalzone non lo è poi così tanto, che anche lui ha a suo modo una morale e soprattutto ha davvero amato un'acciuga di nome Alice
Profile Image for Michelangelo Carrieri.
106 reviews2 followers
June 1, 2024
Comprato al Salone del Libro 2024, mi aveva incuriosito già da un po'.

È stato un libro divertente, scritto bene, che mi ha agganciato sin da subito, curioso di scoprire tutte le peripezie del protagonista, Giovanni, tra viaggi, imbrogli e tanti amori cercati e rifuggiti.

Un romanzo in corsa, ma senza mai esagerare, che all'inizio ha un po' di sapore d'avventura, di scoperte, quasi alla Salgari ma che ben presto ha mostrato il suo carattere e stile picaresco, divertente e, nonostante l'utilizzo di un lessico marittimo, cosa che da un corpo reale e credibile alla storia, anche con alcuni tratti di fiaba. Per qualche strano arcano, il protagonista, che si comporta sempre nel peggior modo possibile, ben presto entrerà nelle nostre grazie e simpatie, forse perché sebbene pensi solamente a se stesso, non riesce a non mettersi nei guai, anche pesantemente, per aiutare il prossimo.

Avrei forse voluto sapere di più su di un punto specifico, ma in fin dei conti Giovanni è uno abituato alla menzogna e mentire, quindi chissà se ci avrebbe detto la verità. Una lettura piacevole che in un certo qual senso ci allegerisce il cuore e che sarebbe un'ottima compagnia estiva dato che, giugno è alle porte.
Profile Image for Scassandra.
420 reviews14 followers
December 24, 2024
(…) m’erano rimasti da vivere dieci, al massimo quindici minuti. O anche molto meno, se non fossi stato abbastanza forte da attaccarmi a ognuno di quei minuti e farmeli durare giorni. Voi direte: ma com’è possibile? Un minuto dura un minuto, né un secondo di più né un secondo di meno. Già, questa è una di quelle osservazioni che sembrano totalmente ovvie, e invece sono totalmente sbagliate, sbagliate da cima a fondo.
Profile Image for tilly.
32 reviews2 followers
July 5, 2025
finale mezzo aspettato mezzo no ciò non toglie che I LOVED THIS
Profile Image for Sara.
89 reviews
August 20, 2025
Mi ha presa sul finale con un bel cerchio che si chiude. Un libro leggero e scorrevole
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