Jump to ratings and reviews
Rate this book

L'isola delle pescatrici

Rate this book
Nel luglio del 1954, Fosco Maraini, scrittore, orientalista, fotografo, viaggia assieme a una piccola troupe cinematografica fino a una minuscola terra nel nord del Giappone: l’isola di Hèkura. Qui incontra gli Ama, i figli delle onde, una comunità isolata e indipendente che vive in simbiosi col mare. Nella loro rigida organizzazione sociale, alle donne è riservato un compito decisivo: immergersi in apnea lungo i fondali davanti all’isola per la pesca subacquea degli awabi, un mollusco particolarmente prelibato. Oggi, quella tradizione unica è ormai scomparsa, sostituita da tecniche moderne. Questo libro racconta l’incontro con queste amazzoni dell’oceano, donne coraggiose e volitive che hanno con il mare un legame antichissimo. Una comunità inesplorata che Maraini ritrae con la precisione del documentarista e l’estro letterario del narratore. Un viaggio dentro e fuori dal tempo, un’avventura degna della fantasia di Jules Verne che nasce da un’esperienza reale, irripetibile, e dal desiderio appassionato di Maraini di conoscere e tramandare l’umanità dei suoi incontri.

160 pages, Paperback

First published January 1, 1960

Loading...
Loading...

About the author

Fosco Maraini

63 books35 followers
(Source: wikipedia)
Nacque il 15 novembre 1912 dallo scultore Antonio Maraini (1886-1963), di antica famiglia ticinese, e dalla scrittrice Yoï Crosse (1877-1944), di padre inglese e madre ungherese di origine polacca.

Bilingue italo-inglese fin dalla nascita, crebbe e si formò nell'ambiente intellettualmente vivace proprio del suo nucleo familiare e della Firenze degli anni 1920 - 1930. Nel 1934, spinto dalla sua immensa curiosità nei confronti dell'Oriente, si imbarcò sulla nave Amerigo Vespucci come insegnante di inglese, visitando l'Africa del Nord e l'Anatolia. Nel 1935 sposò la pittrice siciliana Topazia (n. 1913), dell'antica famiglia Alliata di Salaparuta, principi di Villafranca, da cui ebbe le tre figlie Dacia (Fiesole, 1936), Yuki (Sapporo, 1939 - Rieti, 1995) e Toni (Tokyo, 1941).

Maraini si laureò in Scienze Naturali e Antropologiche all'Università degli Studi di Firenze. Nel 1937 raggiunse l'orientalista maceratese Giuseppe Tucci, che conosceva assai bene sanscrito, tibetano, hindi, nepali, bengali e altre lingue asiatiche, in una spedizione in Tibet, alla quale ne sarebbe seguita un'altra undici anni più tardi, nel 1948. Da tale esperienza scaturì la grande passione che lo portò a dedicarsi allo studio delle culture e dell'etnologia orientale e a scrivere Segreto Tibet.

Prima della seconda guerra mondiale, Maraini si trasferì in Giappone, dapprima nel Hokkaidō, a Sapporo, e poi nel Kansai e a Kyōto, come lettore di lingua italiana per la celebre università locale. L' 8 settembre 1943 si trovava a Tokyo e rifiutò, assieme alla moglie, di aderire alla Repubblica di Salò. Venne quindi internato in un campo di concentramento a Nagoya con tutta la sua famiglia. Durante la prigionia compì un gesto d'alto significato simbolico per la cultura giapponese: alla presenza dei comandanti del campo di concentramento si tagliò il mignolo della mano sinistra con una scure. Non ottenne la libertà, ma una capretta ed un orticello permisero alla famiglia Maraini di sopravvivere. Finita la guerra tornò in Italia, per poi ripartire verso nuove mete quali il Tibet, Gerusalemme, il Giappone e la Corea.

Conosciuto per i suoi numerosi lavori fotografici in Tibet e in Giappone, Maraini fotografò le catene del Karakorum e dell'Hindu Kush, l'Asia centrale e l'Italia in generale; fu insegnante di lingua e letteratura giapponese all'Università di Firenze e uno dei massimi esperti di cultura delle popolazioni Ainu del Nord del Giappone.

Maraini si cimentò anche nella composizione poetica, utilizzando la tecnica da lui definita metasemantica, di cui è un esempio l'opera Gnosi delle fànfole.

Noto anche come alpinista, svolse la sua attività principalmente nelle Dolomiti, dove compì le sue prime ascensioni con Emilio Comici, Tita Piaz e Sandro del Torso. Partecipò inoltre ad alcune importanti spedizioni del Club Alpino Italiano: quella del 1958 al Gasherbrum IV (7980 m, nel Karakorum, Pakistan), guidata da Riccardo Cassin, e quella del 1959 organizzata dalla sezione di Roma del CAI al Saraghrar Peak (7350 m, nell'Hindu Kush, Pakistan), guidata da Franco Alletto e Paolo Consiglio. Su entrambe le spedizioni scrisse un libro: Gasherbrum 4, Baltoro, Karakorum e Paropamiso (vedi la sezione dedicata alle opere).

Dopo aver divorziato da Topazia Alliata, nel 1970 sposò in seconde nozze la giapponese Mieko Namiki con la quale visse a Firenze, nella villa paterna di Torre di Sopra, presso il Poggio Imperiale, lavorando alla sistemazione del suo archivio fotografico e dei suoi moltissimi libri rari.

È morto nel giugno del 2004, con la volontà di essere seppellito in un piccolo cimitero della Garfagnana.

Descrisse la prima parte della propria vita nell'autobiografia romanzata Case, amori, universi, pubblicata presso Mondadori nel 1999. I suoi libri più rari sono disponibili nella biblioteca del Gabinetto G.P. Vieusseux di Firenze.

Ratings & Reviews

What do you think?
Rate this book

Friends & Following

Create a free account to discover what your friends think of this book!

Community Reviews

5 stars
3 (9%)
4 stars
14 (42%)
3 stars
15 (45%)
2 stars
1 (3%)
1 star
0 (0%)
Displaying 1 - 7 of 7 reviews
1,248 reviews176 followers
October 30, 2017
!! Dive Nude Girls !!

Well, Fosco Maraini wrote a fairly decent book called "Meeting with Japan" way back in 1959. Though he might have been an academic, his main line was adventure. He liked photography too, and his style was definitely "romantic". So, though he may or may not have been an anthropologist by training, his essays into other cultures are over-infused with his personal tastes. The reason I am saying this is that the present book has two aims. The overt aim is to tell about a disappearing culture on remote islands off Japan where women dove for abalone and seaweed, These women, called ama, wore only a small belt as they plunged into the depths in search of their harvest. The ethnological description is light, but interesting and well-written. The second aim was to get as many photographs as possible of the naked women as they went about their work. For anyone not particularly curious about Japanese village life (in sketchy form), the only point of interest in this book is prurient. The author shot a number of movies of the nude diving women which are still found on Youtube. The captions on photographs of naked women can provide a few laughs....."These goggles are worn underwater." "The bucket of fresh water." Etc. While he found a number of villages on various islands where women engaged in diving work, they all wore clothing. He kept looking until he found the "right" one. OK, there is nothing intrinsically wrong with this, but I felt that he tried to pretend one interest was another, or if you will, tried to pass off interest in nudity as anthropology. In any case, if you are looking for some attractive photos (not only of women) then you might like this book, but as Japanese anthropology it leaves a lot to be desired.
Profile Image for Diego Varani.
37 reviews
February 18, 2025
Lettura molto carina, leggera e scorrevole. Ne avevo sentito parlare in un podcast e sono stato contento di aver letto questa storia. Non conoscevo altre opere di Maraini e mi è piaciuto molto come ha riportato questa sua avventura alla ricerca delle “Ama”, per poterle conoscere e farle conoscere al mondo.
Lettura delicata, secondo me perfetta come intermezzo tra due letture più toste, ad esempio.
Invito tutti a dargli una possibilità. Non aspettatevi un capolavoro indimenticabile, anche per questo ho dato solo tre stelle, ma lasciatevi cullare dalle onde fra le pagine.
Buona Lettura!
Profile Image for Chiara Tassi.
34 reviews
September 21, 2024
Una manciata di pagine che raccontano queste favolose pescatrici giapponesi… posso immaginare che oggi non esistano più. Comunque molto affascinante la loro relazione naturale e vitale col mare. Sane, vive.
L’osservatore risulta sempre un intruso, ma per poter raccontare bisogna vedere…
Profile Image for Paola Porta.
7 reviews1 follower
August 25, 2025
Deliziosa cronaca del soggiorno del grande Maraini presso le isole a nord della penisola di Noto.Maraini alla ricerca delle ultime pescatrici di abaloni le Ama.
Profile Image for Alessandra.
33 reviews
March 24, 2026
“Il mare è la più grande patria degli Ama, la prateria di onde che li genera, la voragine d’azzurro che li riceve”
Profile Image for Alessia.
349 reviews9 followers
August 31, 2025
𝖫’𝖺𝗏𝗏𝖾𝗇𝗍𝗎𝗋𝖺 𝖽𝗂 𝖼𝗂𝗋𝖼𝖺 𝖽𝗎𝖾 𝗆𝖾𝗌𝗂 𝖽𝗂 𝖥𝗈𝗌𝖼𝗈 𝖾 𝖽𝖾𝗅𝗅𝖺 𝗌𝗎𝖺 𝗍𝗋𝗈𝗎𝗉𝖾 𝖽𝗂 𝗌𝗎𝗉𝗉𝗈𝗋𝗍𝗈 𝖼𝗈𝗆𝗉𝗈𝗌𝗍𝖺 𝖽𝖺𝗂 𝗀𝗂𝖺𝗉𝗉𝗈𝗇𝖾𝗌𝗂 𝖬𝗎𝗋𝖺𝗍𝖺 𝖾 𝖳𝖺𝗄𝖺𝗁𝖺𝗌𝗁𝗂 𝖾 𝖽𝖺𝗅𝗅𝖺 𝖾𝗌𝗎𝖻𝖾𝗋𝖺𝗇𝗍𝖾 𝖯𝖾𝗇𝗇𝗒 𝗁𝖺 𝗂𝗇𝗂𝗓𝗂𝗈 𝖺 𝖳𝗈𝗄𝗒𝗈, 𝗂𝗅 𝟤𝟦 𝗅𝗎𝗀𝗅𝗂𝗈 𝖽𝖾𝗅 𝟣𝟫𝟧𝟦.
𝖴𝗇𝖺 𝖼𝗈𝗋𝗌𝖺 𝗂𝗇 𝗆𝖾𝗓𝗓𝗈 𝖺𝗅𝗅𝖺 𝖿𝗈𝗅𝗅𝖺 𝖽𝖾𝗅𝗅𝖺 𝗌𝗍𝖺𝗓𝗂𝗈𝗇𝖾 𝖽𝗂 𝖴𝖾𝗇𝗈, 𝖽𝖺 𝖽𝗈𝗏𝖾 𝗉𝖺𝗋𝗍𝗈𝗇𝗈 𝗍𝗎𝗍𝗍𝗂 𝗂 𝗍𝗋𝖾𝗇𝗂 𝖽𝗂𝗋𝖾𝗍𝗍𝗂 𝗏𝖾𝗋𝗌𝗈 𝗂𝗅 𝖭𝗈𝗋𝖽 𝖽𝖾𝗅 𝖦𝗂𝖺𝗉𝗉𝗈𝗇𝖾, 𝖺𝗅𝗅𝖺 𝗏𝗈𝗅𝗍𝖺 𝖽𝗂 𝗍𝖾𝗋𝗋𝖾 𝖽𝖾𝗌𝗈𝗅𝖺𝗍𝖾 𝖾 𝗌𝖼𝖺𝗋𝗌𝖺𝗆𝖾𝗇𝗍𝖾 𝗉𝗈𝗉𝗈𝗅𝖺𝗍𝖾, 𝖺𝖻𝗂𝗍𝖺𝗍𝖾 𝖽𝖺 𝗉𝖾𝗌𝖼𝖺𝗍𝗈𝗋𝗂 𝖾 𝖼𝗈𝗇𝗍𝖺𝖽𝗂𝗇𝗂. 𝖨𝗅 𝗏𝗂𝖺𝗀𝗀𝗂𝗈 𝗉𝖾𝗋 𝗋𝖺𝗀𝗀𝗂𝗎𝗇𝗀𝖾𝗋𝖾 𝖶𝖺𝗃𝗂𝗆𝖺 𝗅𝗎𝗇𝗀𝗈 𝗅𝖾 𝖼𝗈𝗌𝗍𝖾 𝖽𝖾𝗅 𝖬𝖺𝗋𝖾 𝖽𝖾𝗅 𝖦𝗂𝖺𝗉𝗉𝗈𝗇𝖾 è 𝖽𝗂 𝗈𝗅𝗍𝗋𝖾 𝗌𝖾𝗍𝗍𝖾𝖼𝖾𝗇𝗍𝗈 𝖼𝗁𝗂𝗅𝗈𝗆𝖾𝗍𝗋𝗂, 𝗉𝖾𝗋 𝗎𝗇 𝗍𝗈𝗍𝖺𝗅𝖾 𝖽𝗂 𝖼𝗂𝗋𝖼𝖺 𝗊𝗎𝖺𝗍𝗍𝗈𝗋𝖽𝗂𝖼𝗂 𝗈𝗋𝖾.
𝖯𝖾𝗋𝖼𝗁é 𝗌𝗉𝗂𝗇𝗀𝖾𝗋𝗌𝗂 𝖿𝗂𝗇𝗈 𝖺𝗅𝗅𝖺 𝖼𝗈𝗌𝗍𝖺 𝗌𝖾𝗍𝗍𝖾𝗇𝗍𝗋𝗂𝗈𝗇𝖺𝗅𝖾 𝖽𝖾𝗅𝗅𝖺 𝗉𝖾𝗇𝗂𝗌𝗈𝗅𝖺 𝖽𝗂 𝖭𝗈𝗍𝗈? 𝖦𝗋𝖺𝗇 𝗉𝖺𝗋𝗍𝖾 𝖽𝖾𝗅𝗅𝖺 𝗊𝗎𝗈𝗍𝗂𝖽𝗂𝖺𝗇𝗂𝗍à 𝖽𝖾𝗅 𝗉𝗈𝗉𝗈𝗅𝗈 𝗀𝗂𝖺𝗉𝗉𝗈𝗇𝖾𝗌𝖾 𝗋𝗎𝗈𝗍𝖺 𝗂𝗇𝗍𝗈𝗋𝗇𝗈 𝖺𝗅 𝗆𝖺𝗋𝖾, 𝖺 𝗉𝖺𝗋𝗍𝗂𝗋𝖾 𝖽𝖺𝗅 𝖼𝗂𝖻𝗈. 𝖫𝖺 𝖿𝖺𝗆𝗂𝗅𝗂𝖺𝗋𝗂𝗍à 𝖼𝗈𝗇 𝗅’𝖺𝖼𝗊𝗎𝖺 è 𝖼𝗈𝗆𝗎𝗇𝖾 𝖺 𝗍𝗎𝗍𝗍𝖺 𝗅𝖺 𝗉𝗈𝗉𝗈𝗅𝖺𝗓𝗂𝗈𝗇𝖾 𝖾𝖽 è 𝗊𝗎𝖺𝗌𝗂 𝗂𝗆𝗆𝖾𝖽𝗂𝖺𝗍𝗈 𝗇𝗈𝗍𝖺𝗋𝖾 𝗅𝖺 𝖽𝗂𝖿𝖿𝖾𝗋𝖾𝗇𝗓𝖺 𝖼𝗈𝗇 𝗂𝗅 𝖼𝖺𝗌𝗈 𝗂𝗍𝖺𝗅𝗂𝖺𝗇𝗈, 𝗉𝖺𝖾𝗌𝖾 𝖺𝗇𝖼𝗁’𝖾𝗌𝗌𝗈 𝖼𝗂𝗋𝖼𝗈𝗇𝖽𝖺𝗍𝗈 𝖽𝖺𝗅 𝗆𝖺𝗋𝖾. 𝖢𝗎𝗋𝗂𝗈𝗌𝖺𝗆𝖾𝗇𝗍𝖾 𝗊𝗎𝖾𝗌𝗍𝗈 𝖽𝗂𝗏𝖾𝗋𝗌𝗈 𝖺𝗉𝗉𝗋𝗈𝖼𝖼𝗂𝗈 è 𝗋𝗂𝗏𝖾𝗅𝖺𝗍𝗈 𝖺𝗇𝖼𝗁𝖾 𝖽𝖺 𝖾𝗌𝗉𝗋𝖾𝗌𝗌𝗂𝗈𝗇𝗂 𝖼𝗈𝗅𝗅𝗈𝗊𝗎𝗂𝖺𝗅𝗂: 𝗎𝗇 𝖼𝗂𝖾𝗅𝗈 𝖺𝗉𝗉𝖺𝗋𝖾 “𝖺 𝗉𝖾𝖼𝗈𝗋𝖾𝗅𝗅𝖾” 𝖺 𝖼𝗁𝗂 𝗉𝖾𝗋 𝗍𝗋𝖺𝖽𝗂𝗓𝗂𝗈𝗇𝖾 𝗏𝗂𝗏𝖾 𝖽𝗂 𝗉𝖺𝗌𝗍𝗈𝗋𝗂𝗓𝗂𝖺, 𝖽𝗂𝗏𝗂𝖾𝗇𝖾 “𝖺 𝗌𝗊𝗎𝖺𝗆𝖾 𝖽𝗂 𝗉𝖾𝗌𝖼𝖾” 𝗉𝖾𝗋 𝗆𝖺𝗋𝗂𝗇𝖺𝗂 𝖾 𝗉𝖾𝗌𝖼𝖺𝗍𝗈𝗋𝗂.
𝖫𝖺 𝖼𝗈𝗆𝗎𝗇𝗂𝗍à 𝗀𝗂𝖺𝗉𝗉𝗈𝗇𝖾𝗌𝖾 𝖼𝗁𝖾 𝗉𝗂ù 𝖽𝗂 𝗍𝗎𝗍𝗍𝖾 𝗏𝗂𝗏𝖾 𝗂𝗇 𝗌𝗂𝗆𝖻𝗂𝗈𝗌𝗂 𝖼𝗈𝗇 𝗂𝗅 𝗆𝖺𝗋𝖾 è 𝗌𝗂𝖼𝗎𝗋𝖺𝗆𝖾𝗇𝗍𝖾 𝗊𝗎𝖾𝗅𝗅𝖺 𝖽𝖾𝗀𝗅𝗂 𝖠𝗆𝖺, 𝗉𝖾𝗌𝖼𝖺𝗍𝗈𝗋𝗂 𝗂𝗌𝗈𝗅𝖺𝗍𝗂 𝖽𝖺𝗅 𝗋𝖾𝗌𝗍𝗈 𝖽𝖾𝗅𝗅𝖺 𝗉𝗈𝗉𝗈𝗅𝖺𝗓𝗂𝗈𝗇𝖾 𝗂𝗇 𝗊𝗎𝖺𝗇𝗍𝗈 𝗋𝗂𝗍𝖾𝗇𝗎𝗍𝗂 𝗉𝗂ù 𝗉𝗋𝗂𝗆𝗂𝗍𝗂𝗏𝗂 𝖾 𝖺𝗇𝗂𝗆𝖺𝗅𝖾𝗌𝖼𝗁𝗂 𝗇𝖾𝗅𝗅𝖾 𝖺𝖻𝗂𝗍𝗎𝖽𝗂𝗇𝗂. 𝖴𝗇 𝗀𝗋𝗎𝗉𝗉𝗈 𝖼𝗁𝗂𝗎𝗌𝗈 𝖾 𝖽𝖺𝗅𝗅𝖺 𝖽𝗂𝗌𝗍𝗂𝗇𝗍𝖺 𝗂𝖽𝖾𝗇𝗍𝗂𝗍à 𝖺𝗇𝗍𝗋𝗈𝗉𝗈𝗅𝗈𝗀𝗂𝖼𝖺 𝖾 𝖼𝗎𝗅𝗍𝗎𝗋𝖺𝗅𝖾, 𝗉𝗋𝖾𝗌𝖾𝗋𝗏𝖺𝗍𝖺 𝖽𝖺𝗅𝗅’𝖾𝗇𝖽𝗈𝗀𝖺𝗆𝗂𝖺. 𝖤 𝗌𝗈𝗇𝗈 𝗀𝗅𝗂 𝖠𝗆𝖺 𝖺𝗎𝗍𝖾𝗇𝗍𝗂𝖼𝗂 𝖼𝗁𝖾 𝗅𝖺 𝗍𝗋𝗈𝗎𝗉𝖾 𝖽𝗂 𝖥𝗈𝗌𝖼𝗈 𝗌𝗍𝖺 𝖼𝖾𝗋𝖼𝖺𝗇𝖽𝗈, 𝗇𝗈𝗇 “𝗅𝖾 𝗈𝗉𝖾𝗋𝖺𝗂𝖾 𝗂𝗆𝗉𝗂𝖾𝗀𝖺𝗍𝖾 𝖺 𝗎𝗇 𝗍𝖺𝗇𝗍𝗈 𝖺𝗅𝗅’𝗈𝗋𝖺 𝗉𝖾𝗋 𝗍𝗎𝖿𝖿𝖺𝗋𝗌𝗂 𝗊𝗎𝖺𝗅𝖼𝗁𝖾 𝗆𝖾𝗍𝗋𝗈 𝗌𝗈𝗍𝗍’𝖺𝖼𝗊𝗎𝖺” 𝖼𝗁𝖾 𝗌𝗂 𝗂𝗇𝖼𝗈𝗇𝗍𝗋𝖺𝗇𝗈 𝗉𝖾𝗋 𝖾𝗌𝖾𝗆𝗉𝗂𝗈 𝖺 𝖳𝗈𝖻𝖺, 𝗈 𝗊𝗎𝖾𝗅𝗅𝖾 𝖺𝗌𝗌𝗈𝗅𝖽𝖺𝗍𝖾 𝖽𝖺𝗅𝗅𝖾 𝗀𝗎𝗂𝖽𝖾 𝗉𝖾𝗋 𝗂𝗇𝗍𝗋𝖺𝗍𝗍𝖾𝗇𝖾𝗋𝖾 𝗂 𝗍𝗎𝗋𝗂𝗌𝗍𝗂 𝖽𝗎𝗋𝖺𝗇𝗍𝖾 𝗅𝖾 𝗀𝗂𝗍𝖾 𝗂𝗇 𝖻𝖺𝗋𝖼𝖺.

La recensione completa su MANGIALIBRI
Displaying 1 - 7 of 7 reviews