Toscane, 1871, Giovannina, petite fille de 7 ans vit sur le magnifique domaine « Il Bel Riposo » propriété des Lorenzini, où son père est jardinier. Un jour, alors qu'elle se se cache après avoir commis une bêtise, elle est découverte par Carlo. Le fantasque frère du propriétaire est traumatisé par la mort de sa petite soeur, Marianna.
Carlo est aussi journaliste et écrivain, sous le pseudonyme de Collodi. Entre ces deux êtres que tout sépare (âge, sexe, statut social…) va naître une improbable amitié qui durera toute leur vie, et même au-delà de la mort, pour donner naissance à l’un des chefs-d’oeuvre de la littérature italienne et mondiale : Pinocchio.
Una storia commovente che meritava di essere raccontata (e conosciuta). Molto belle le tavole di Elena Triolo: per l’espressività dei personaggi, per la cura nell’ambiente come Sesto Fiorentino e Villa Il Bel Riposo, per la scelta dei colori. Bellissimo il rapporto di Giovanna, la nostra Fata Turchina, e Carlo. Me li immagino davvero insieme.
Che meraviglia ritrovare dopo tanti anni la Fata Turchina, Pinocchio e Carlo Collodi, ma soprattutto leggere la vera storia di Giovanna, la bimba che ispirò Carlo Lorenzini! La storia è dolcissima e commovente e ci sono continui rimandi alla storia di Pinocchio. Una graphic novel che tuttə dovremmo leggere per tramandare questa stupenda storia! I disegni sono semplici, ma efficaci nel loro intento. Gli occhioni blu di Giovanna e le immagini della Fata Turchina sono i miei preferiti! Inoltre, Elena Triolo si è documentata molto bene sulla storia e riprodotto con attenzione i luoghi. La cosa che ho apprezzato molto è stato l'uso del dialetto toscano per rendere la storia ancora più veritiera e in fondo al libro c'è pure un mini dizionario toscano-italiano 😅 Che altro vi devo dire?! Ah già.. NON FATE I GRULLI E ANDATE A LEGGERE QUESTO GIOIELLINO!💙🪄
Turchina non è solo la storia della bambina che ha ispirato Collodi per la figura della Fata. Turchina è l’esempio di come si tramandano le storie nel tempo dai nonni ai nipoti, e di come - come dicono i Bluvertigo “semplicemente, anche un fatto da niente, attraversato dalla corrente nello spazio e nel tempo nasce piccolo infinitamente, poi diventa troppo importante” -. Giovanna era un’umile cameriera, dice lei: com’è possibile che possa apparire in un libro? Giovanna diventa “famosa”, racconta la sua storia e quella della nascita di Pinocchio, racconta di questo scrittore borghese che se l’è presa sotto l’ala, del senso di famiglia e della costruzione debole delle classi sociali quando a farne parte sono persone con l’animo nobile. Alla fine tutto è storia, nella nostra vita quotidiana, anche quando il mondo vorrebbe che tu non la raccontassi. È il potere della libertà di raccontare e di tramandare che gli spaventati dittatori vogliono mutare e di fronte al quale niente possono fare se non impedire, minacciare, uccidere. Turchina è anche il racconto di un rapporto che va oltre la morte, che nelle strade di Sesto Fiorentino racchiude non solo i luoghi di Pinocchio, ma i cambiamenti più incisivi del secolo appena trascorso: Elena Triolo racconta la vita di Giovanna, e attraverso questa la nascita di Pinocchio, e attraverso questa la Storia. Ho pianto dall’inizio alla fine, ininterrottamente, una graphic novel che trabocca di sensibilità che non so come altro descrivere, perché a leggerla ci vuole un’oretta, a metabolizzarla ancora non lo so, soprattutto quando da sestese vedo in quei disegni e in quella Storia posti che tutt’oggi frequento quasi quotidianamente. Questo libro è un dono incredibile e io mi sento davvero fortunata ad esserci incappata.
Non conoscevo affatto la storia dietro il personaggio della fata Turchina di Pinocchio e grazie a questo fumetto ho potuto scoprirla in tutta la sua tenerezza. Devo dire che inizialmente il rapporto quasi morboso tra Carlo e Giovanna mi ha dato un po' fastidio (trattandosi di un uomo adulto e una bambina l'ho paragonato, erroneamente, al rapporto tra Carroll e la bambina che ha ispirato il personaggio di Alice) ma andando avanti nella lettura e conoscendo anche la motivazione dietro l'affetto che legava l'uomo alla piccola sono riuscita a staccarmi da quella brutta sensazione. Inaspettatamente negli ultimi capitoli mi sono quasi commossa per cui posso dire di aver apprezzato il fumetto pur non essendo tanto affezionata alla favola di Pinocchio né al personaggio della fata.
La storia di Pinocchio, il grande Carlo Collodi, i magnifici scenari di Sesto Fiorentino, una bambina che crede nella magia e nella speranza di realizzarsi. Emozioni su emozioni, tant’è che ho pianto.. Del resto, non servono spiegazioni: chi, come me, si è lasciato trasportare dalla favola di Pinocchio da bambino, non potrà non rivivere un pezzettino della propria infanzia grazie alla voce e alle azioni della Fata Turchina. Se poi vi scappa una delle poche lacrime trattenute e non versate durante la tenera età , io vi ho avvisati!
BaoPublishing X FumettoFemminileplurale Uscita speciale per il mese di Marzo, dedicato alla Donna.
Una storia dolcissima, carina, piena di tantissime verità e di speranza.
Sapevate che la fata turchina è esistita veramente?
Questa è la storia di Carlo Collodi e di come durante la stesura di pinocchio, abbia incontrato la figlia del giardiniere Giovanna e abbia ispirato la storia della fata turchina a lei.
Ho adorato ogni pagina, la verità dietro ogni situazione, le paure e i pregiudizi che tutti possono avere, il variare degli anni e la crescita di Giovanna che affronta la morte in modi diversi.
Altro libro che finisce in quelli che scaldano (e spezzano) il cuore.
Avevo scommesso praticamente subito che avrei pianto prima della metà e così è stato e poi non avrai più smesso. Non è un libro da pianto disperato (per fortuna) ma è uno di quelli che ogni tre per due ti fa venire il magone e la lacrima che sale.
Ho adorato Giovannina e ho amato Carlo, ho amato Carlo fino alla fine. Non posso dire molto perché non voglio fare spoiler ma dico solo che ho apprezzato moltissimo le vignette di conversazione tra loro. Rende perfettamente anche l'uso del toscano.
Sembrerebbe una storia leggera, in fondo parla della fata Turchina di Pinocchio no? No. Non è per niente una storia leggera, è molto profonda e per me va letta "da grande" perché si riesce a capire a pieno il significato che c'è sotto.
5⭐️ ma ne avrei date anche di più.
Ps. Ah si mi stavo quasi dimenticando di parlare dei disegni😅 a me sono piaciuti molto, nella loro semplicità riescono a trasportarti in quei luoghi e a quei tempi. Bravissima l'autrice in tutto
È un'opera d'arte. Leggetelo, fatevi questo regalo.
Mi sono ritrovata come una grulla a piangere, ridere, poi di nuovo piangere e pulirmi le lacrime per riuscire a continuare a leggere. È stata come una chiacchierata speciale, con una persona che non ti aspettavi di poter capire e conoscere. Quelle persone che lo vedi subito che son speciali, dagli occhi, dai riflessi azzurri dei capelli, dal modo di parlarti con sincerità. Complimenti all'autrice, penso che la fata turchina le abbia trasmesso un dono, quello di raccontare storie in modo originale e coinvolgente.
La storia è così dolce, ed è stato emozionante scoprire la bambina che ha ispirato la Fata Turchina. Una storia che merita di essere raccontata e conosciuta, accompagnata da tavole davvero belle.
Sto affrontando un periodo molto difficile e ho iniziato questa graphic novel confidando nella bellezza dei colori e delle immagini, che mi trasmettessero serenità e bellezza. Avevo evidentemente sottovalutato la portata emozionale di questo gioiello, che è molto di più di colori e bei disegni, ed è capitato al momento giusto, mi ha scaldato il cuore. È proprio di quei libri comfort, che sanno di casa e di coccola. È un racconto dalla tenerezza incredibile, fiabesco sì, ma non per questo irrealistico, ognuno di noi può rivedersi: si parla di lutto con grande delicatezza e c'è sempre - nel trattare l'argomento - quel velo di speranza, che ci fa un po' sognare, e un po' non ci fa sprofondare giù; ma si parla anche di legami, familiari, amorosi, ma soprattutto di quei legami "cercati", non di sangue, che nascono con naturalezza e con la stessa naturalezza vanno oltre i confini della vita; si parla della forza dell'immaginazione dei bambini e del potere che questa dà a loro (ma anche a noi adulti) come rifugio per nascondersi dalla realtà, che qui è anche una realtà di guerra, e il racconto non si risparmia neanche in questo. I disegni semplici e dai colori pastello sono già da soli indice del tipo di storia che è, coerenti con la trama e con ciò che si racconta, delicata e dolce, come appunto i tratti utilizzati. Un bellissimo e sentitissimo omaggio a Carlo Collodi e alla sua opera e una dolcissima e piacevolissima carezza per chiunque lo legga. E chissà se la Fata Turchina ha voluto che lo leggessi proprio adesso, dopo averne rimandato l'acquisto per tanto tempo.
Quando facevo l'animatruce nei centri estivi (bimbi tra i 3 e i 5 anni) ho sempre raccontato loro che ero la nipote della fata turchina e che i miei capelli azzurri fossero naturali. Non so come spiegarvi la reazione e lo stupore sul viso dei bambini quando glielo dicevo. Alcuni di quei bimbi si ricordano di me solo grazie a questa storia, facendomi sentire amata. Questa storia mi ha fatto rivivere esattamente quelle stesse emozioni. Grazie Elena.
La delicata storia vera della donna a cui Collodi si ispirò per la Fata Turchina di Pinocchio: un pezzo di storia della Toscana e dell'Italia, raccontata attraverso la preziosa ricostruzione dell'autrice (parente alla lontana di Giovanna Ragionieri).
Un mix di verità, ironia e magia dalle tinte pastello sullo sfondo dell'Italia dell'800-'900. Mi ha riscaldato il cuore.
Libro molto carino, anche se un po' triste, sulla storia della donna che ispirò il personaggio della fata Turchina di Pinocchio. 3 stelle e mezzo arrotondate a 4. Bellissimi bellissimi i disegni 😍
Non ho mai amato Pinocchio, però Elena Triolo me lo ha fatto rivalutare. Con tavole bellissime, tratteggia una storia di amicizia e di rispetto profondi. Poca retorica e molto altro.
Grafic novel di una dolcezza e delicatezza unica, veramente molto molto emozionante! Non conoscevo la vera storia della Fata Turchina, e dopo aver letto questa GN non vedrò più con gli stessi occhi Pinocchio 🥺 e poi non sapevo molte cose su Collodi, ad esempio tutto il collegamento con i Ginori. A proposito dei Ginori, tutto questo mi ha fatto ricordare che mio nonno lavorava per la Ginori 🥺🫶🏼 I disegni hanno aiutato molto a dare un senso di familiarità e ad entrare subito nella storia! Mi è piaciuto molto anche l'uso del toscano, e del dizionario in fondo che mi ha fatto sorridere 😂 Per me 5 ⭐️ super meritate, resterà con orgoglio in libreria 🤩
Stile adorabile. Una storia vera, dolcissima e commovente. Elena Triolo fa rivivere Collodi e la sua "Fata Turchina" Giovanna in una storia tanto reale quanto fantastica e in cui, proprio per questo, è facile rivedersi 💙
L'ho adorato! É carinissimo, i disegni sono bellissimi, la storia é accattivante e dolcissima e alla fine mi sono anche commossa! Meritatissime 5 stelle