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A Beautiful Nothing

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Questo primo, affascinante romanzo di Enrico Terrinoni, ricco di rimandi letterari e suggestioni arcane, vede le vicende incrociate di due studiosi, un vecchio maestro e un giovane allievo, alle prese con un enigma collegato ai pochi mesi trascorsi a Roma, all’inizio del ventesimo secolo, dal grande scrittore irlandese James Joyce e, ancora più indietro nel tempo, alle vicende del filosofo che questi considerava il suo ideale predecessore, Giordano Bruno, proprio a Roma bruciato vivo il 17 febbraio del 1600.

Ossessionato dalla dimensione occulta degli scritti di Joyce e di Bruno, il vecchio professore, un outsider dell’accademia, considera la letteratura uno spazio misterico, sapienziale, in grado di fornire rivelazioni assolute. E crede che le opere dell’autore irlandese contengano un segreto indicibile, che siano lo scrigno di verità nascoste. Sa anche, però, di non poter proseguire le sue ricerche da solo. Così durante il suo ultimo corso universitario tenta di coinvolgere tre studenti nelle sue teorie oracolari: un giovane schivo e serioso che dopo la morte del vecchio maestro ne prenderà il posto per proseguire gli studi incompiuti, una ragazza brillante e impulsiva e, infine, un loro coetaneo di origini magiare destinato a divenire un famoso scrittore di noir.

Misterioso, perturbante, coltissimo e allucinatorio, A Beautiful Nothing è un’opera unica che va oltre i generi e che segna la nascita di una nuova e straordinaria voce letteraria.

288 pages, Paperback

Published May 8, 2024

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About the author

Enrico Terrinoni

65 books9 followers

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Community Reviews

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Displaying 1 - 8 of 8 reviews
Profile Image for Enza Maria Galasso.
40 reviews2 followers
July 12, 2024
Avevo alte aspettative, ma l'ho trovato davvero poco convincente. Alla fine la trama è poco articolata per un libro di oltre 270 pagine. Sembra un esercizio di scrittura un po' sofistico, gioca tanto con le parole e non è neanche un male in sé, ma a questo deve corrispondere una certa sostanza a livello di trama. Mi è sembrato che il libro stesso fosse tutto sommato..."un bel nulla".
Profile Image for Nicoletta - Mrs Hats.
169 reviews15 followers
April 26, 2026
Proposto per la serata di aprile di volTOpagina, "brutto" non è la definizione esatta, in quanto, a parte l'irritazione, non è stato un sacrificio leggerlo... quanto piuttosto vacuo, letterariamente inutile, sostanzialmente fallito in ogni suo intento.

Una buona metà della narrazione si arrotola sul reiterato richiamo al lettore di un presunto mistero sulla permanenza di James Joyce a Roma a cui il protagonista con due compagni erano stati in qualche modo iniziati da un loro professore universitario a fine carriera senza mai sostanzialmente esserne messi a parte (e di conseguenza neppure noi lettori): la ripetizione martellante del senso di smarrimento derivato da quel mancato compimento che pervade il protagonista ancora anni dopo, quando lui stesso è diventato professore e che ne ha segnato il destino (depresso, solitario, alcolizzato, in crisi con la compagna che lo è diventata anche nella vita), dovrebbe generare un crescendo di suspense che invece irrita in quanto non rivela assolutamente nessun elemento a cui aggrapparsi e non giustifica il numero di pagine che vi dedica. Quando nella seconda metà sembra poter scattare un processo di disvelamento, lo smarrimento offusca le rivelazioni, si accenna molto confusamente a omicidi, morti misteriose, gruppi sovversivi, sette religiose che attraversano gli oceani del tempo, amanti, esoterismo e ricorrenze intrecciandosi anche alla vicenda di Giordano Bruno (che fa effettivamente riferimento al Finnegan's wake), ma se vi aspettate qualcosa di più esplicato di queste mie due righe difficilmente lo troverete.

Peccato, perché la vicenda di Joyce a Roma è molto interessante e siamo stati tutti concordi nel dire che avrebbe potuto trarne qualcosa di meglio. Non un saggio, perché abbiamo scoperto che in effetti l'ha scritto, oltre persino una sorta di graphic novel; infine ha scritto anche questo romanzo in cui sembra che abbia voluto rimanere nel più totale irrisolto, non si capisce se per ponderata scelta o per una sorta di timidissima deferenza che lo ha portato anche a non caratterizzare i suoi personaggi, ai quali non da neppure un nome, generando un personalissimo ed enorme fastidio (ma anche altri lo hanno provato) ogni qual volta leggevo "il suo uomo", "la sua donna", "il vecchio professore", il giovane professore", il magiaro". Comunque sia il risultato letterario ci è apparso unanimemente molto insoddisfacente.

Avrebbe forse potuto scrivere la storia con Joyce protagonista, o usando un narratore anche fittizio ma suo contemporaneo, integrando gli elementi storici con l'invenzione letteraria e descrivendo l'atmosfera socio-politica del tempo e la città di inizio secolo "meglio di un navigatore" - a detta molto divertente di Marco - quali sembrano le peregrinazioni alcoliche dei protagonisti per i vari bar del centro che oltretutto sono anche piuttosto squallide. Io penso che, essendo uno studioso ed esperto dell'argomento, avrebbe piuttosto potuto tentare una forma ibrida di saggio/memoir...

C'è da dire che almeno non toglie affatto l'interesse e la voglia di leggere Joyce: certamente non leggerò mai Finnegan, mentre mi piacerebbe prima o poi tentare Ulysses. Al momento mi sono accontentata per l'occasione di rileggere The Dead, l'unico racconto che mi fosse piaciuto veramente dei Dubliners - ma si sa, i racconti non mi prendono quasi mai - e così ho pensato che l'autore abbia realizzato la conclusione del suo libro quale una sorta di contrappasso del finale joyciano, per cui la coppia in crisi ritrova forse una nuova possibilità di riavvicinamento, là dove la coppia perfetta di Gabriel e Gretta rovina angosciosamente in un finale inaspettato e a precipizio. Questo sembrerebbe avallato da un vago riferimento al mondo dei "vivi e dei morti" (un'increspatura nello spazio e nel tempo?!), ma la storia sentimentale del "giovane prof" e della "sua donna" è talmente brutta e la loro evoluzione talmente inspiegabile narrativamente che questo pensiero non apporta nulla in più al giudizio complessivamente negativo. Peccato.
Profile Image for Amalia.
8 reviews
February 5, 2025
Bah. In teoria dovrebbe essere una cosa tipo Eco che mentre scrive il Pendolo, si confonde e finisce per scrivere Dio d'illusioni. In pratica è confuso e funziona poco. Quel che è più grave è che si vede proprio che l'ha scritto un uomo, il che non è mai un complimento. Lei, la nostra personaggia, è una sorta di fantasia maschilista, del tipo che si impegna, ma non ci riesce perché si sa, le donne hanno dei limiti. Lei ci prova a capire le raffinate filosofie delle fini menti maschili che la circondano, ma è di mente troppo semplice per capire cotali sofismi. Ad un certo punto però si stufa delle loro scemenze e molla Lui, un ubriacone dipendente da farmaci con cui, viene detto esplicitamente, non ha niente in comune, a parte l'essere la terza ruota di quello che chiaramente è un rapporto omofilico tra Lui, l'altro e l'altro ancora. Era anche ora, direste voi, e invece Lei prova del "senso di colpa" (cit.) per essere stata "l'origine della sua [i.e.di Lui] deriva" (cit.), per aver "ritirato la mano in grado di aiutarlo" (ancora cit.). Addirittura si arriva a leggere che Lei "comprese quanto [Lui] l'amava" quando Lui le regala per il compleanno la Recherche, nonostante "Proust non era tra i suoi scrittori preferiti" (cit.), come se regalare ciò che piace al destinatario non fosse il minimo sindacale. E sarebbe Lei la stronza!? BAH.
Non segnalo spoiler perché tanto in questo libro non succede effettivamente un bel niente.
Profile Image for Chiara F..
615 reviews50 followers
July 21, 2025
Tantissimo mistero per un beautiful nothing che non sembra mai arrivare al punto. Terrinoni vuole imitare Joyce nel suo essere scrittore maledetto e criptico, i suoi personaggi scimmiottano i Dubliners dell’Ulisse, continuando ad avvitarsi su se stessi in un gorgo di alcool e damnatio memoriae al contrario.

Considerato il massimo esperto italiano di Joyce, Terrinoni con questo romanzo ci mette un pulce nell’orecchio tremenda: con il suo dire e non dire, insinua sospetti pesanti, come chi lancia il sasso e poi nasconde la mano. Vorrei leggere i suoi saggi per capire se qui ha azzardato voli pindarici o ha volutamente cercato di corroborare le sue tesi con la fiction. Ad ogni modo inutilmente lungo e detestabile e sono appena 270 pagine!

Francamente patetica la scena dello studente e del professore che se ne escono dal pub come dei novelli Bloom - Dedalus…. Meglio evitare proprio che copiare male…
Profile Image for Laura Gotti.
636 reviews601 followers
September 17, 2024
Che peccato, che occasione mancata, che aspettative deluse, once again.

Sulla carta questo romanzo aveva tutte le caratteristiche per farmi innamorare: Terrinoni è il traduttore dell'Ulisse di Joyce e il Finnegans Wake, ha scritto un romanzo accademico, dove l'ossessione per Joyce doveva servire a creare una sorta di giallo, storia nera, un mistero. La scrittura è ottima, volutamente oscura, a tratti, ma di spessore. Peccato che 27o pagine di trama fittizia, di rimandi, di accenni, di sogni e di oscurità, siano troppe anche per una che non è per niente legata alla trama.

Già dopo 50 pagine il libro si sfilaccia, si fatica a proseguire, il mistero non sembra essere un mistero e diventa di una noia assoluta.

L'ho già scritto, lo ridico, per fortuna fa freddo e comincio ad aprire i rossi.
Profile Image for Hana.
816 reviews19 followers
July 24, 2024
Uno studioso e traduttore di Joyce che scrive un romanzo incentrato sui mesi trascorsi dallo scrittore a Roma, tra il 1906 e il 1907, a metà strada tra il dark academia e il noir, ma che è anche una storia d’amore. Tra i personaggi principali, un vecchio e un giovane professore (di cui non conosceremo mai il nome) a loro volta studiosi di Joyce, ossessionati dal presunto mistero che l’autore dell’Ulisse, ma anche del Finnegans Wake, avrebbe lasciato per i posteri.
A voi non sembra un po’ troppo autoreferenziale? A me sì, e devo dire che alla fine c’è ben poca sostanza; soltanto tante elucubrazioni (che potrebbero anche essere frutto dell’alcol).
Profile Image for Simona 🌊.
15 reviews
January 11, 2026
Bello solo l’ultimo 30% dove ci sono tutti giochi dj opposti e iniziali di nomi per il resto non credo di aver capito nulla.
Il messaggio che alla fine non c’è niente, un bellissimo niente, che è l’amore lascia l’amaro in bocca e allo stesso tempo un senso di leggerezza
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