Platone ci parla d’amore con due dialoghi che non smettono di Simposio e Fedro. Le domande sembrano che cos’è l’amore? Dove ci porta quando ci abbandoniamo alla sua forza travolgente? Dal V secolo a.C. arrivano parole che ci incantano. Il mito di Eros, che è mancanza e tensione continua verso l’assoluto. Amore come spinta verso ciò che non abbiamo, e che continua a mancarci anche quando siamo certi di tenerlo ben saldo. Amore come percorso di raccordo tra la nostra finitezza e il bisogno di una dimensione eterna che dia senso al nostro passaggio in questo mondo.
Bella edizione di due fra i più celebri dialoghi di Platone, nella traduzione di uno dei maggiori storici della filosofia antica. Il Simposio, tanto acclamato, mi ha abbastanza deluso, in particolare per l'inattualità e la radicale differenza di concezione dell'amore fra la Grecia classica e il mondo moderno. Il Fedro invece mi ha convinto di più, in particolare la palinodia, più poetica e che contiene diversi fra i più famosi miti platonici; abbastanza pesanti invece le ultime 40 pagine sulla dialettica.