In una Genova autunnale, l’attore protagonista di una serie tv scorge per caso, in una libreria del centro, Martina, con cui è stato fidanzato una decina di anni prima. Che il destino l’abbia rimessa sulla sua strada lo fa riflettere, tanto da spingerlo a una rocambolesca ricerca della ragazza, svanita poco dopo nel nulla. Unico indizio per la borsa di lei, abbandonata in un vicolo del centro storico. Con quel feticcio tra le mani, ritrovare Martina diventa per lui un’ossessione, ma anche un’opportunità per guardarsi finalmente dentro e mettere in dubbio molte delle sue certezze. Un romanzo che, con autoironia, riflette sulla superficialità con cui spesso si affronta la vita, che prima o poi, comunque, ti presenta il conto.
Pierpaolo Spollon, noto attore italiano, fa il suo debutto come scrittore con "Tutto Non Benissimo". Il titolo preannuncia un viaggio tra il tragico e il comico della vita quotidiana. Spollon racconta episodi di vita vissuta con uno stile brillante e coinvolgente, trasformando situazioni banali in storie avvincenti. La sua scrittura è fluida e piena di dettagli vividi, con dialoghi che catturano subito l'attenzione.
I personaggi sono descritti con grande cura e profondità, risultando autentici e riconoscibili. Sono persone comuni, con le loro stranezze e peculiarità, che Spollon trasforma in protagonisti indimenticabili. Le tematiche spaziano dalla famiglia agli amici, dal lavoro ai sogni infranti, trattate con una sensibilità che rende il libro accessibile a tutti.
Uno degli aspetti migliori di "Tutto Non Benissimo" è il perfetto equilibrio tra umorismo ed emozione. Spollon ha il raro dono di far ridere e riflettere allo stesso tempo, con battute intelligenti e mai banali. Al contempo, non mancano le pagine più profonde, che toccano corde emotive sincere senza mai cadere nel sentimentalismo.
"Tutto Non Benissimo" è un libro che lascia il segno. Pierpaolo Spollon dimostra di essere non solo un attore di talento, ma anche un abile scrittore capace di raccontare l'essenza della vita con grande maestria. È una lettura piacevole e significativa, perfetta per chiunque cerchi un libro che regali sorrisi e nuove prospettive sulla vita. Merita senza dubbio cinque stelle su cinque. Assolutamente consigliato!
«Se una volta volevi dichiarare quello che provavi alla persona che ti piaceva, le scrivevi una bella lettera, giusto? E questo cosa implicava? Che bisognava sedersi, riflettere sulla propria emozione, prendersi del tempo e trasformare ciò che si provava in frasi scritte. E bisognava fare attenzione a diverse cose: alla forma, all'ordine, alla grafia. Insomma, era una forma di rispetto verso il proprio sentimento, ma soprattutto una metabolizzazione vera e propria del sentimento in questione.»
Pensandoci… Riesci ad immaginare che sono i nostri genitori a riempire il cassetto vuoto delle emozioni che ci accompagneranno per il resto della vita? Si? Ora prova a farlo anche se tua madre lavora come civile nell’esercito e tuo padre è commissario di polizia? Riesci? 😅 Non ridere! 🙃
Ecco, a volte, è bello trasformare ciò che ti capita nella vita quotidiana in autoironia! Anche il senso di colpa! La superficialità con cui spesso si affronta! Magari si riuscisse a farlo con riflessioni leggere, non banali, pensanti! Magari, sederci a tavolino e cambiare punto di vista nel racconto, potrebbe aiutarci a metabolizzare anche le emozioni meno allegre. Magari prenderci cura di un sentimento potrebbe evitarci quella scena da “me ne scappo a gambe levate” che, per quanto più semplice, non aiuta a risolvere nulla… Perché prima o poi il nodo torna.. Tutto non benissimo, insomma… 😅
Questo libro è stato davvero una sorpresa! Mi è piaciuto moltissimo! Genova è descritta molto bene, e la storia è parallela a una sorta di viaggio introspettivo, sempre con la vena autoironia che contraddistingue Spollon, si sente la sua "penna", è come sentir parlare lui! Bello, consigliatissimo!