Sherlock Holmes – l’immortale personaggio creato da Arthur Conan Doyle che, di fronte a un enigma apparentemente inspiegabile, utilizza il ragionamento e la logica per cercare di venirne a capo – è per tutti l’emblema del pensiero razionale. A chi non piacerebbe intuire a colpo d’occhio come stanno veramente le cose, risolvere problemi complessi con una fumata di pipa o sconfessare al volo le bugie? Ma è davvero possibile? Il fatto è che noi, appartenenti alla specie Homo sapiens, non siamo e non possiamo essere solo logica e razionalità, perché la parte emotiva e impulsiva rappresenta una fetta importante di ciò che ci rende umani. Tuttavia, possiamo avvicinarci a molte delle capacità di Holmes, in particolare quelle che ci portano a pensare in maniera più concreta, per prendere decisioni più razionali ed efficaci sul lavoro e nella vita di tutti i giorni. Prendendo spunto dalle avventure letterarie di Sherlock Holmes, cercheremo di carpirne i segreti: toglieremo il velo alle trappole cognitive che spesso ci fanno credere a cose infondate, impareremo a osservare oltre le apparenze e costruiremo un bagaglio di conoscenze che ci permetterà di pensare meglio. Se è vero che Holmes è solo un personaggio della fantasia e che non esistono “metodi” per diventare come lui, seguirlo nelle sue indagini ci porterà a comprendere come funziona davvero la nostra mente e ci aiuterà a usarla bene. Proprio come farebbe Sherlock Holmes.
Scrittore, giornalista e Segretario nazionale del CICAP, è stato docente di Metodo scientifico e Psicologia dell’insolito all’Università di Milano-Bicocca. Allievo di James Randi, è Fellow del Center for Skeptical Inquiry (CSI) e autore di oltre 40 libri e centinaia di articoli pubblicati su "Focus" e numerose altre testate. È all'esordio con il suo primo thriller intitolato: "Il passato è una bestia feroce" (Piemme).
A differenza di altri titoli di Polidoro, questo libro è veramente un flop. Ripetitivo al massimo, tanto che una manciata di volte mi son chiesta se non fossi tornata indietro per sbaglio sul Kindle.
Il tono è anche vagamente paternalistico, o forse lo interpreto così a causa dell'iterazione di ovvietà trite e ritrite su pensiero laterale condite da qualche citazione del personaggio Holmes. "L'arte del ragionamento" è un titolo decisamente gonfiato questa volta.
Bello mi è piaciuto, Sherlock Holmes e le sue storie vengono raccontate in poche righe e commentati dall'autore per ragionare insieme su come il personaggio era in grado di risolvere i suoi casi facendoci render conto che alla fine quegli stessi ragionamenti e tattiche possono essere tranquillamente usati nella vita di tutti i giorni.
Tema affascinante ma, a dispetto di altri titoli dello stesso autore, ho avuto la sensazione di diversi punti "lasciati in sospeso" o trattati solo di passaggio. Peccato