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La lingua della neopolitica (Visioni)

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Nel 2013 la vita politica italiana ha vissuto una vera e propria nelle aule parlamentari è entrata una quota di eletti privi di esperienze politiche pregresse mai vista in passato. Le ripercussioni sul piano linguistico sono state se il tradizionale, astruso “politichese” della prima Repubblica era già stato soppiantato, a partire dal 1994, da un linguaggio più colloquiale e comprensibile, la xvii legislatura (2013-2018) ha visto l’affermazione di quello che si può definire “socialese”, cioè un lessico adatto alla diffusione attraverso i social network, che accarezza, e spesso fomenta, le consuetudini più deteriori della comunicazione. Dal 2018, sul sito Treccani viene analizzato ogni quindici giorni un termine emergente di questa neopolitica. Basandosi sui risultati di tale osservatorio, Michele Cortelazzo ha individuato le tendenze linguistiche degli attuali politici, a iniziare dai leader – veri protagonisti di questa fase politica incentrata sulla personalizzazione –, ricostruendo la storia di tecnicismi, di modi di dire (chi ci mette la faccia, chi non vuol mettere le mani nelle tasche dei contribuenti, chi ci ragiona sopra...), di nuove parole politiche – vaghe come cambiamento; tipiche di una parte (patriota) o dell’altra (campo largo); nate per mascherare le idee proprie o manipolare quelle altrui, per denigrare gli avversari, per mostrare competenza, per creare un consenso emotivo (quante ruspe e mangiatoie...) – e di non pochi anglicismi (come recovery o underdog).

269 pages, Kindle Edition

Published May 10, 2024

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Profile Image for Valeryaaap.
3 reviews1 follower
August 17, 2025
La rassegna è molto ricca e interessante, e si percepisce chiaramente che è il risultato di un lungo lavoro di analisi e monitoraggio. La lettura risulta scorrevole e allo stesso tempo densa di spunti utili, il che la rende davvero stimolante.

Forse per rendere il tutto ancora più immediato sarebbe stato piacevole trovare ogni tanto un grafico o uno screenshot a corredo del testo: piccoli elementi visivi che avrebbero potuto accompagnare i passaggi più significativi e rendere la fruizione più varia.
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