Dalla pandemia globale e dall’aggressione russa in Ucraina al genocidio di Hamas. Quali sono i conflitti che scuotono il mondo, da cosa sono determinati, quali le forze che ne sono il motore? Verso quali scenari drammatici stiamo andando? Che cosa ne sarà della vecchia Europa? È destinata a spegnersi in silenzio, soffocata dal fumo dei conflitti che stanno facendo tremare il mondo? Unica via di speranza un ritorno alla politica «buona», ma anche a una economia regolata e a una finanza che guardi alle comunità e non al profitto del singolo individuo. Perché ciò possa avvenire, i valori dell’Occidente come la democrazia, la libertà, i diritti della persona devono essere oggi ridiscussi, ripensati e non certo rinunciati o dimenticati. Giulio Sapelli ci guida in un viaggio infernale verso un mondo che si sta sgretolando.
Professore ordinario di Storia economica all’Università degli Studi di Milano ed editorialista del Corriere della Sera, è una delle voci più indipendenti, originali e fuori dal coro tra gli economisti italiani. Intellettuale poliedrico combina storia, filosofia, sociologia e cultura umanista in uno stile personalissimo e pregnante.
Se il prefatore annuncia pepite, sappi che dovrai scavare parecchio. Questo libro è pieno di suggestioni ma talmente intricato nel percorso logico e frattalizzato nella struttura sintattica che o arrivi pronto avendo letto in anticipo i testi citati oppure avrai davanti a te una distesa insormontabile di letture. Inoltre il tema è: burocrazie tecnocratiche stanno togliendo l'anima alle nazioni, insieme alla critica accesa contro la burocrazia celeste dell'UE. E le colpe degli anglosferici. E la Cina. Sempre se sono riuscito a capire quanto voleva dire l'autore (che di scienza politica ne sa di sicuro), estrapolandolo da frasi tipo: "Si tratta di immense coorti saprofitiche di governo" e compagnia cantante.