Vincenzina Montefiori ha ventitré anni, un padre malato di Alzheimer e si mantiene facendo ricerche genealogiche. Viene contattata da uno strano vicino di casa, Ruben, che le propone di rintracciare la famiglia di Mario, un clochard morto in solitudine nel 1997. Vincenzina non si fida di Ruben, il quale sostiene di essere un cacciatore di anime evase dall’aldilà. Tuttavia l’uomo dimostra di non aver mentito e lei, alla fine, decide di aiutarlo: ha così inizio un’indagine giocata sul filo della memoria, alla ricerca di un nesso che leghi una serie di morti misteriose. Una pista che sembra avere origine addirittura nel lontano Ottocento e che ruota attorno a un lanternista girovago parigino. La coda delle lucertole è una storia breve e intensa, una finestra tra il mondo reale e ciò che non possiamo immaginare. Una pura esperienza weird.
La scrittura diretta, chiara e secca di Cervia è in grado di narrare la storia presentata con estrema linearità. Uno stile asciutto che permette al lettore di soffermarsi sui dettagli del racconto. Infatti, il pubblico viene gettato immediatamente nello strano e paranormale mondo di Vincenzina.
La protagonista viene a conoscenza, quindi, di una realtà parallela a quella da lei vissuta nel quotidiano. Spiriti che divengono malvagi perché incapaci di andare oltre, fantasmi racchiusi nei barattoli, biblioteche universali nascoste sotto terra e bus notturni dall’ignota destinazione.
Tutto questo mentre tenta di acciuffare uno strano spettro proveniente dall’Ottocento che causa morte e distruzione intorno a sé. Poche pagine, ma ricche di colpi di scena che costringono chi legge a tenere gli occhi incollati sulle parole per scoprire la fine di una storia inusuale, ma audace.
SURREALE, MA BELLO La lettura è breve e piacevole. L'autrice, attraverso i personaggi, rende viva una storia fitta, bizzarra ed intrigante che incuriosisce il lettore fin dalle prime righe. Consigliatissimo anche a chi (come me) si è appena affacciato al genere "weird".
Novella weird, onirica e molto carina. Parte con la storia di una ragazza che fa ricerca genealogiche su commissione, passa a parlare di anime irrequiete che faticano a trovare la loro strada per l’aldilà, poi si sviluppa in un altro modo ancora
Un romanzo breve dai personaggi eccentrici eppure vividi. Una storia sul filo del reale che sorprende per colpi di scena e immagini oniriche. Consigliato.
Originale, sia per lo stile che per la trama. Peccato sia poco più di un racconto: avergli dato il respiro di un romanzo avrebbe permesso di apprezzare meglio entrambi
Nonostante la brevità di questo romanzo, l'intensità delle sue pagine lo trasforma in una borsa di Mary Poppins senza fondo. La trama stupisce a ogni svolta e mi ha tenuta in sospeso, sorprendendomi talvolta in un'apnea alimentata da curiosità e sorpresa. Ricco di colpi di scena, questo libro è un'esperienza mozzafiato, non adatta ai deboli di cuore.