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Generations of love N.E.
I romanzi di formazione non sono tutti uguali. Parlano di maturazione, del passaggio traumatico dall’adolescenza all’età adulta, della voglia di diventare grandi, della ricerca di sé e della paura di un mondo che va in pezzi con l’attesa incerta di quello nuovo che verrà. E in questo a volte si somigliano. Ma poi ci sono storie che hanno il sapore candido e comico di una sit-com, specie se il protagonista cresce in un paesino della provincia lombarda negli scintillanti anni Ottanta, pensa che Morrissey abbia scritto le canzoni degli Smiths soltanto per lui, e scopre di essere gay per l’amore intraducibile che prova per suo cugino. Allora no, le storie non sono tutte uguali. Perché la promessa, in questo caso, è di ritrovarsi felici a guardare i micro-drammi della quotidianità, chiedendosi con il sorriso se la vita di un omosessuale non sia una continua telenovela del dubbio, per rispondersi euforici che il momento di vivere come ciascuno vuole prima o poi arriverà. Libro cult della letteratura gay – pubblicato per la prima volta nel lontano 1999 e ripubblicato oggi da Fandango Libri nella sua edizione Extensions, arricchita e definitiva – Generations of love torna in libreria. Accanto al romanzo originale, l’autore ha aggiunto otto racconti fulminanti che ruotano attorno a quegli stessi personaggi, episodi satellitari che ci fanno sorridere e commuovere, oggi come allora.
290 pages, Kindle Edition
First published April 1, 1999
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Community Reviews
Displaying 1 - 30 of 30 reviews
March 16, 2009
I can't help but appreciate the literary and musical references...and yet, if I had read a random novel by Alex Sanchez the result would probably have been the same.
August 21, 2017
romanzo di formazione gay scritto come se fosse un tondelli venuto dieci anni dopo...o.k., forse il paragone con p.v.t. è eccessivo nonostante ne venga recuperato lo stile -molti gli echi del weekend postmoderno- visto che qui non si raggiungono le sue vette (ma aveva altri obbiettivi, molto più grandi: qui c'è solo una storia privata), ma matteo b. bianchi ci sa fare, la storia è divertente e leggera, si lascia leggere con piacere e in fretta e non si rimpiange di averlo letto.
un libro simpatico, come il suo protagonista.
un libro simpatico, come il suo protagonista.
July 19, 2020
Lettura piacevole, breve, scritta bene, ma probabilmente l'ho letta fuori tempo massimo. Comprata solo perchè seguo l'ottimo Matteo B. Bianchi nel suo podcast letterario "Copertina", questo librettino, datato fine anni '90, mostra tutti i suoi limiti nel voler trattare la personale storia della scoperta dell'omosessualità da parte del protagonista (l'autore stesso?). Temi abbastanza triti e ritriti, ad oggi. Non da nulla di nuovo sulla tematica ma è ok per passare un pomeriggio piacevole, si legge velocemente e offre spunti musicali molto interessanti.
January 23, 2026
Un libro che riesce ad affrontare un tema complesso come la crescita di un ragazzo omosessuale in maniera leggera ma facendo capire quanto sia complicato e quanti piccoli passi debbano essere fatti per capire davvero sé stessi.
Le frasi che mi hanno colpito maggiormente sono: "È come se il mondo mi avesse rubato qualcosa, fin dall'inizio, e io non riuscissi a smettere di cercare.
Ma forse è proprio questo a farmi sentire vivo, questa punta di inquietudine incuneata nella mia felicità quotidiana.
Io sono il tarlo che mi rode. "
Le frasi che mi hanno colpito maggiormente sono: "È come se il mondo mi avesse rubato qualcosa, fin dall'inizio, e io non riuscissi a smettere di cercare.
Ma forse è proprio questo a farmi sentire vivo, questa punta di inquietudine incuneata nella mia felicità quotidiana.
Io sono il tarlo che mi rode. "
This entire review has been hidden because of spoilers.
February 25, 2024
"lo che per anni ho pensato che una relazione si fondasse sugli interessi comuni, sui libri letti insieme, sui viaggi programmati a due, capisco solo ora che l'amore è un concetto concreto, è una persona che per due ore ti trasporta in un altro universo. Poco importa che sia un percorso in motocicletta, una spiaggia solitaria o le sue braccia.
Sono innamorato."
Sono innamorato."
February 27, 2018
Piccolo romanzo "di formazione", ambientato nella Lombardia degli anni ottanta e novanta. Oh toh.. i miei anni della giovinezza. Carino più perchè mi sono ritrovata in momenti e citazioni, che per la trama in sé.
October 6, 2023
Niente a che vedere con "La vita di chi resta", ultimo romanzo dell'autore. Questo volume rispetto all'altro è stato scritto molti anni prima. È un libro, autobiografico, espressione di un'epoca, ma nulla di più.
November 20, 2018
Entretenido, sin embargo, tenía potencial para ser una mejor historia.
January 8, 2020
Bellissimo libro, per chi ama gli anni '80! Un insight in quel periodo mentre si legge una piacevolissima storia di amicizie, amore e rivelazione.
Consigliatissimo.
Consigliatissimo.
July 27, 2020
tengo que admitir que no me animaba a leerla porque la portada se me hacia fea jaja.
Pero estuvo muuy divertida, se las recomiendo.
Pero estuvo muuy divertida, se las recomiendo.
March 28, 2023
Possibilmente il miglior libro letto quest'anno finora.
Incredibile, mi ha cambiato la vita.
Incredibile, mi ha cambiato la vita.
July 2, 2024
Fresca autobiografia adolescenziale on the road, pop, ben scritta. Il malinconico e frizzante viaggio di una bella gioventù. Un libro che è invecchiato proprio bene.
May 14, 2025
letto in un giorno. scorrevole. simpatico.
July 30, 2012
Ah, che nostaglia...
Credo che questo sia, se non il primo, il secondo libro LGBT mai letto in vita mia, scovandone il titolo chissà dove, non ricordo neanche se avessi libero accesso a internet allora, quando il Kindle non esisteva neanche per sbaglio e le letture queer erano rarissime e nessuno ne parlava.
Ricordo di averlo letto due o tre volte di seguito perché all'epoca, quando ero un'adolescente fujoshi (che non sapeva cosa fosse una fujoshi e infatti l'ho tipo scoperto solo qualche anno fa) con pochissimo materiale a disposizione, mi sembrava la storia più carina, romantica, meglio scritta del mondo.
Ho conservato il libro nella sezione dei preferiti ever guardandone di tanto in tanto la costa con tenerezza - malgrado io sia cresciuta, di materiale - thank goodness! - ne sia arrivato molto di più, e un incontro col vero Mattia B. Bianchi che non me l'ha reso simpatico per un cazzo - convinta che sarebbe rimasto nel mio Olimpo personale per sempre.
E invece.
E invece, mi è bastato ripensarci, per ripensarci sul serio.
Guarda caso, ho scoperto l'uscita di un'edizione ampliata e ho colto la palla al balzo: sarà un rinnovato amore o il biglietto assicurato per Vinted?
Ora che non sono più un'adolescente, ora che ho letto molto di più, ora che ho anche scritto molto di più, mi ritrovo a leggere queste pagine senza provare una vera emozione (tipo ciò che mi accade ogni volta che rileggo Oh, boy! di Marie-Aude Murail), più con la sufficienza di una lettrice che ha capito di avere tra le mani un raccontino passabile ma dimenticabilissimo.
Il che è ironico perché io, questo libro, me lo ricordavo ancora alla perfezione.
Un raccontino figlio dei suoi anni, infarcito di cultura pop nel senso Platinettante del termine, con citazioni alla televisione italiana, alle soubrette, alla musica, ai luoghi comuni che falciano come slavine piombate all'improvviso, che raccontano il periodo post boom economico dai soliti punti di vista visti e rivisti, da un punto di vista un po' gay ma neanche tanto. A una certa ho smesso di contare le scene alla Almodóvar tanto care agli amanti del melodramma - pur ringraziando che non siano altrettanto carnevalesche.
Le extension non hanno aggiunto un gran valore a una storia graziosa ma inesorabilmente piatta, come le puntate filler di One Piece che servono ormai ad allungare un brodo di cui si è perso il sapore già da un bel po'.
È stato bello finché è durato.
Credo che questo sia, se non il primo, il secondo libro LGBT mai letto in vita mia, scovandone il titolo chissà dove, non ricordo neanche se avessi libero accesso a internet allora, quando il Kindle non esisteva neanche per sbaglio e le letture queer erano rarissime e nessuno ne parlava.
Ricordo di averlo letto due o tre volte di seguito perché all'epoca, quando ero un'adolescente fujoshi (che non sapeva cosa fosse una fujoshi e infatti l'ho tipo scoperto solo qualche anno fa) con pochissimo materiale a disposizione, mi sembrava la storia più carina, romantica, meglio scritta del mondo.
Ho conservato il libro nella sezione dei preferiti ever guardandone di tanto in tanto la costa con tenerezza - malgrado io sia cresciuta, di materiale - thank goodness! - ne sia arrivato molto di più, e un incontro col vero Mattia B. Bianchi che non me l'ha reso simpatico per un cazzo - convinta che sarebbe rimasto nel mio Olimpo personale per sempre.
E invece.
E invece, mi è bastato ripensarci, per ripensarci sul serio.
Guarda caso, ho scoperto l'uscita di un'edizione ampliata e ho colto la palla al balzo: sarà un rinnovato amore o il biglietto assicurato per Vinted?
Ora che non sono più un'adolescente, ora che ho letto molto di più, ora che ho anche scritto molto di più, mi ritrovo a leggere queste pagine senza provare una vera emozione (tipo ciò che mi accade ogni volta che rileggo Oh, boy! di Marie-Aude Murail), più con la sufficienza di una lettrice che ha capito di avere tra le mani un raccontino passabile ma dimenticabilissimo.
Il che è ironico perché io, questo libro, me lo ricordavo ancora alla perfezione.
Un raccontino figlio dei suoi anni, infarcito di cultura pop nel senso Platinettante del termine, con citazioni alla televisione italiana, alle soubrette, alla musica, ai luoghi comuni che falciano come slavine piombate all'improvviso, che raccontano il periodo post boom economico dai soliti punti di vista visti e rivisti, da un punto di vista un po' gay ma neanche tanto. A una certa ho smesso di contare le scene alla Almodóvar tanto care agli amanti del melodramma - pur ringraziando che non siano altrettanto carnevalesche.
Le extension non hanno aggiunto un gran valore a una storia graziosa ma inesorabilmente piatta, come le puntate filler di One Piece che servono ormai ad allungare un brodo di cui si è perso il sapore già da un bel po'.
È stato bello finché è durato.
July 15, 2024
Mmmm...no.
Non so esattamente cosa mi aspettassi dalla nuova edizione di questo classico anni '90, ma di certo non un romanzo di formazione in cui lo scoprirsi "diverso" si traduce nei tre quarti dei casi, e dunque dei capitoli, nella sperimentazione di una sessualità che - ne convengo - all'epoca poteva destare molto più scalpore e stigma di oggi.
Siamo così certi che la scoperta e la realizzazione di sé di un adolescente gay si riduca, alla fin fine, alla somma aritmetica dei suoi innamoramenti ed avventure - talora dal vago sapore di B-movie in salsa lombarda? C'è molto altro, io credo, che definisce chi siamo al di là dell'orientamento sessuale - passioni, interessi, vissuto, incontri, relazioni nel senso più ampi del termine - mentre qui l'accento così marcato sul tema della sessualità mi sembra fogiciti un po' il resto. Che poi forse era esattamente l'intento dell'autore, eh, se ricollochiamo la storia nella sua epoca, quando un manifesto così deliberato/spregiudicato avrebbe senza dubbio conquistato l'attenzione e la ribalta...
Più avvicenti però per me le "extension", non una parte due della storia ma una sorta di lenti di ingrandimento a far luce su otto episodi, per fortuna non tutti amorosi o pseudo-amorosi, già trattati nell'edizione del 1999.
Giudizio tecnico finale: make love, not war
Non so esattamente cosa mi aspettassi dalla nuova edizione di questo classico anni '90, ma di certo non un romanzo di formazione in cui lo scoprirsi "diverso" si traduce nei tre quarti dei casi, e dunque dei capitoli, nella sperimentazione di una sessualità che - ne convengo - all'epoca poteva destare molto più scalpore e stigma di oggi.
Siamo così certi che la scoperta e la realizzazione di sé di un adolescente gay si riduca, alla fin fine, alla somma aritmetica dei suoi innamoramenti ed avventure - talora dal vago sapore di B-movie in salsa lombarda? C'è molto altro, io credo, che definisce chi siamo al di là dell'orientamento sessuale - passioni, interessi, vissuto, incontri, relazioni nel senso più ampi del termine - mentre qui l'accento così marcato sul tema della sessualità mi sembra fogiciti un po' il resto. Che poi forse era esattamente l'intento dell'autore, eh, se ricollochiamo la storia nella sua epoca, quando un manifesto così deliberato/spregiudicato avrebbe senza dubbio conquistato l'attenzione e la ribalta...
Più avvicenti però per me le "extension", non una parte due della storia ma una sorta di lenti di ingrandimento a far luce su otto episodi, per fortuna non tutti amorosi o pseudo-amorosi, già trattati nell'edizione del 1999.
Giudizio tecnico finale: make love, not war
August 29, 2008
Matteo B. Bianchi ha fatto parte, per tanti anni, della redazione di Dispenser, il programma radiofonico di RadioDue. E solitamente si occupava di scegliere e commentare libri. Pubblica su Internet una rivista letteraria, 'tina in cui sceglie, raccoglie e pubblica racconti di autori italiani emergenti. � co-autore del talk show "Very Victoria" su MTV. Ha un blog su internet a questo indirizzo: http://www.matteobblog.splinder.com/ L'ho seguito per tanti anni in Dispenser, diciamo che un po' l'ho conosciuto tramite i suoi consigli, che non mi hanno mai deluso. Avevo anche letto qualche piacevolissimo racconto breve, pubblicato in qualche rivista. Ma non mi ero mai confrontato, prima d'ora, con un suo romanzo. Generations of Love � per� qualcosa di pi� di un romanzo: � un pezzo della vita di Matteo, � una di quelle situazioni in cui chi scrive lo fa prima per se stesso e poi per gli altri, a maggior ragione se racconta i momenti pi� importanti della propria vita. [...] Il commento completo lo trovate a questo indirizzo: http://www.tfpforum.it/index.php?topi...
November 18, 2024
Un romanzo piacevole e scorrevole, dallo stile frizzante e divertente, in edizione estesa che contiene nuovi racconti rispetto alla prima edizione degli anni '90.
Si tratta di un’autobiografia ambientata negli anni '80 e '90 che racconta la vita di un giovane gay in Italia, mescolando ironia e profondità in modo molto efficace. Il libro è ricco di riferimenti alla cultura pop di quegli anni, soprattutto musicale (il titolo stesso è una dichiarazione d'intenti, omaggio a Boy George) e si può considerare un classico nel suo genere perché è riuscito a dare un fermo immagine di un'intera generazione senza calcare la mano sul dolore e sulle difficoltà affrontate, con uno sguardo innovativo.
Ho apprezzato molto il taglio allegro, come una fiaba a lieto fine, lascia spazio alla leggerezza escludendo il dramma ed è ciò che rende questo romanzo una piccola perla: la trama è di per sé banale, ma la capacità dell'autore di non prendersi sul serio, di sorridere, riesce a dare profondità all'insieme. Una bella lettura.
Si tratta di un’autobiografia ambientata negli anni '80 e '90 che racconta la vita di un giovane gay in Italia, mescolando ironia e profondità in modo molto efficace. Il libro è ricco di riferimenti alla cultura pop di quegli anni, soprattutto musicale (il titolo stesso è una dichiarazione d'intenti, omaggio a Boy George) e si può considerare un classico nel suo genere perché è riuscito a dare un fermo immagine di un'intera generazione senza calcare la mano sul dolore e sulle difficoltà affrontate, con uno sguardo innovativo.
Ho apprezzato molto il taglio allegro, come una fiaba a lieto fine, lascia spazio alla leggerezza escludendo il dramma ed è ciò che rende questo romanzo una piccola perla: la trama è di per sé banale, ma la capacità dell'autore di non prendersi sul serio, di sorridere, riesce a dare profondità all'insieme. Una bella lettura.
December 18, 2024
L’autore ha una scrittura bella, fluida, coinvolgente, che catturerebbe qualunque lettore ma che in questo libro aggancia senza via di scampo i giovani degli anni ‘80.
È un libro con una colonna sonora, il che lo rende decisamente speciale, ma è un libro anche con un’altra dimensione inusuale, perchè restituisce immagini vividissime attinte direttamente dagli archivi nostalgici della nostra memoria.
È poi anche e soprattutto una storia intensa, nella quale chiunque può riconoscere qualche pezzetto familiare, pur non avendo nulla in comune con l’autore.
La potenza di questa storia è che funziona ancora, come quando è stata scritta, perchè le storie sincere, che non vogliono piacere per forza, non passano di moda.
È un libro con una colonna sonora, il che lo rende decisamente speciale, ma è un libro anche con un’altra dimensione inusuale, perchè restituisce immagini vividissime attinte direttamente dagli archivi nostalgici della nostra memoria.
È poi anche e soprattutto una storia intensa, nella quale chiunque può riconoscere qualche pezzetto familiare, pur non avendo nulla in comune con l’autore.
La potenza di questa storia è che funziona ancora, come quando è stata scritta, perchè le storie sincere, che non vogliono piacere per forza, non passano di moda.
December 31, 2016
Generations of love est un roman qualifié de « best-seller gay en Italie » sur la couverture, lequel l'auteur Matteo B. Bianchi nous relate les aventures, que l'on devine autobiographiques, d'un jeune homosexuel italien. De l'enfance à l'âge adulte, de l'école à la vie active en passant par le lycée et l'université, nous suivons la vie du narrateur, ses rencontres, ses amitiés, et ses amours. C'est rempli de références aux années 70 et 80, même si certaines propres à l'Italie n'ont trouvé leur sens qu'en lisant les notes à la fin du livre. Ce n'est pas un chef d'oeuvre, mais c'est drôle, c'est frais, c'est divertissant. Sans grande prétention littéraire, c'est un roman sympathique.
May 12, 2011
Mi viene da definirlo un "romanzo" o "racconto lungo" di formazione, certo per alcuni versi letto dopo tempo massimo.
Mi ricorda in parte il primo Tondelli, per le atmosfere, per il modo di raccontarsi. Allo stesso tempo è un deja-vù di vita vissuta di sponda e testimoniata. I miti e le icone sono differenti ma lo schema e i meccanismi sono quelli. Si legge tutto di un fiato, un racconto semplice ed immediato. Non è "datato" o riservato a chi ha vissuto quella specifica esperienza come spesso accade con questo tipo di romanzi. Ora nasce la curiosità di vedere come si è evoluta la scrittura.
Mi ricorda in parte il primo Tondelli, per le atmosfere, per il modo di raccontarsi. Allo stesso tempo è un deja-vù di vita vissuta di sponda e testimoniata. I miti e le icone sono differenti ma lo schema e i meccanismi sono quelli. Si legge tutto di un fiato, un racconto semplice ed immediato. Non è "datato" o riservato a chi ha vissuto quella specifica esperienza come spesso accade con questo tipo di romanzi. Ora nasce la curiosità di vedere come si è evoluta la scrittura.
December 6, 2010
Lo scoppiettante debutto di Matteo B. Bianchi. Divertente e tenero, tocca argomenti e sensazioni che accomunano un'intera generazione. Attendo la traduzione per regalarlo ai miei amici inglesi, anche se mi chiedo quanto si perderà nel processo.
February 26, 2016
A nice coming of age book, funny and sometimes moving, very evocative of the '80s. I heard about it through a friend, and read it in a Spanish translation, not being able to read Italian and not finding any other translation.
Read
November 13, 2010@BC.com: http://auro.bookcrossing.com/journal/...
(rilasciato)
(rilasciato)
December 12, 2012
Fresquísima historia del descubrimiento de la homosexualidad a través de un italiano divertido.
November 21, 2013
Divertentissimo. B.Bianchi (la prima B nn vuol dire una sega) è un piccolo genio. I successivi libri nn hanno eguagliato questo d'esordio. Daaaacooooordooo??!?!?
p.s. la mia copia è autografata!
p.s. la mia copia è autografata!
April 10, 2015
piaciuto moltissimo forse perchè parla della mia generazione, divertente,amaro,veo
June 21, 2016
Bel libro ma nulla di eccezionale,speravo di meglio dalle recensioni lette
August 4, 2017
Cosa succede se la maggioranza vuole il vino rosso, e a te invece piace il bianco. Essere gay piuttosto che etero non dovrebbe comportare maggiori difficoltà, invece le cose (purtroppo) vanno un po' diversamente. Bello, e non me lo aspettavo. Leggero se ti va bene così, contemporaneamente intenso se invece vuoi lasciarti il tempo di immaginare le emozioni che ti suggerisce sotto la superficie, con molto tatto, dietro alle parole cariche di ironia e alle frasi folgoranti di umorismo gaio: Matteo Bianchi qui ci ha preso in pieno, raccontandosi e raccontandoci la sua maturazione sentimentale senza scadere nel sentimentalismo scontato, con tanti gustosi riferimenti musicali e trash-televisivi del periodo fine anni 80 - anni 90. I passi in cui descrive la vita scolastica-universitaria di Pavia in quei medesimi anni, poi, sono pura verità distillata, e lo conferma un pavese d.o.c. come me. Bravo. Bra-vò!
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