L’esistenza dell’avvocato Nicola Maschieri scorre placida in serena monotonia e profonda dedizione al lavoro, fino al giorno in cui il posto di Procuratore Reggente viene assegnato alla dottoressa Francesca D’Aragona.
Tra i due scatta da subito un’affinità che va oltre la rivalità professionale e che mette in discussione la vita di entrambi.
Il matrimonio in crisi di Francesca si scontra ben presto con la prepotenza di un sentimento che solo la forza di volontà può tenere a bada. Provare a negarlo, nascondendo la testa sotto la sabbia, si rivela impossibile.
Nicola si schiarì appena la voce, Francesca d’istinto si voltò dalla sua parte, lui le sorrise, lei attese una frazione di secondo e poi rispose mostrando la dentatura bianchissima.
Sì, era lei, quella introvabile.
In parte c’era già arrivato, ma in quel momento ne ebbe la conferma.
Saperlo gli mise l’animo in pace.
Ora poteva distruggerla in aula.
Questo romanzo autoconclusivo è lo spin off de’ “Il gigante con il violino” di cui si consiglia la lettura per avere un quadro più chiaro della storia.
Fin dalle elementari ci insegnano che due rette parallele non si incontrano mai. Ce lo ripetono alle medie e anche alle superiori e, sono strana lo so, ma questo enunciato matematico mi ha sempre messo tanta tristezza, più delle "allegre poesie di Foscolo! Equiparavo le due rette a due persone, due innamorati che per atteggiamenti, casi fortuiti, destino, non avrebbero mai incrociato il loro cammino. Il mio sogno? Far incrociare due rette parallele.
«È il tempismo, Francesca. Tempi sfasati. Dovevo trovarti io, anni fa, e non è successo.»
Il mio sogno lo ha esaudito la Quasi e per questo, la nostra amicizia durerà ancora parecchio. Se un'amica ti esaudisce un desiderio, quell'amica devi tenerla stretta stretta. Devo essere onesta, però. Alla prima lettura del romanzo non ero molto convinta della piega degli eventi. Nicola l'ho conosciuto anni fa, ai tempi de "Il gigante con il violino" e ho provato per lui una simpatia istantanea. Anche Francesca l'ho trovata nelle mie corde, tra l'altro è campana come me, quindi pensate che gioia, ma non riuscivo a vederli in un futuro insieme. Volevo che Nicola soffrisse poco, che fosse subito felice, quindi ero davvero titubante. Anche stavolta, però, mi sono dovuta ricredere. Rebecca ha fatto l'ennesima magia, con i dovuti tempi, ma l'ha fatta.
Ammetto che ero titubante quando ho iniziato questo romanzo. La premessa che avevo letto ne "Il Gigante con il violino", nella quale Zio Nicola rivelava a Elena che :" Mia moglie ha sposato un altro", era quantomeno preoccupante. Quello che non mi aspettavo era di leggere di un amore grande più del tempo e della distanza. L'amore tra Francesca e Nicola è qualcosa di speciale, che si incontra solo una volta nella vita, e dopo il quale non ci si può accontentare di niente di meno se non quello stesso amore. E questo fanno il nostro avvocato e la PM: si amano a distanza, si amano con poche parole ogni stagione perché sanno che il loro tempo arriverà. E ora posso dire che io c'ero quando Francesca ha incontrato Nicola; quando la passione tra loro è esplosa inevitabilmente: io c'ero. Quando non hanno smesso di crederci: io c'ero. Grazie Rebecca Quasi per averci portato ancora una volta dei protagonisti che potrebbero essere chiunque di noi, semplici, complicati, testardi, contorti, perfettamente imperfetti proprio come siamo tutti noi.
Così Nicola nel ‘Gigante con il violino’ aveva risposto alla domanda della nipote e la domanda che volevo fargli anch’io, la risposta era stata un colpo al cuore. Nello spin-off del romanzo finalmente conosciamo la storia di un amore che va oltre la parola stessa, più di un colpo di fulmine. Nicola è così, o tutto o niente e dopo tanti anni e messaggi scambiati con non più di 10 parole ha avuto anche lui il suo meritatissimo lieto fine. Una storia anti convenzionale e proprio per questo perfetta, Nicola e Francesca sono rispettivamente un penalista e un procuratore, si battono in aula ma è al di fuori che un terremoto sia fisico che emozionale li legherà per sempre. Non è il momento giusto, Francesca è moglie e madre e a distanza aspetterà il suo momento, per tornare da lui. Sempre un passo indietro, sempre più insicura e guardinga sarà una persona a farle aprire gli occhi, la più insospettabile. La Quasi è una garanzia, i suoi romanzi mi arricchiscono sempre, con le parole ma soprattutto nell’animo, malinconia e speranza, sempre la numero uno 👏🏻
..."Dimmi com'è trovarla e capire che è lei?" ..." È la cosa più bella del mondo,non hai più bisogno di niente,non hai più paura...e poi diventi la tua versione migliore, l'amore della tua vita tira fuori il meglio di te. Quindi ragazze mie,non accontentatevi di niente di meno..."
Fantastico! Una lettura che ti ipnotizza. Ho adorato Nicola(che tipo!), il suo savoir faire et savoir être,magnifico. Francesca :unica. Ortensia un peperino.Elena bambina, molto esilarante con la sua eloquenza battagliera. Ogni romanzo della Quasi arricchisce il lettore in tutti i sensi ma soprattutto nel lessico. 💚💚💚💚💚
Ho letto quasi tutti i romanzi di Rebecca Quasi e mi sono piaciuti tutti, alcuni di più alcuni di meno. Questo, però è tra quelli "meno", forse perché non sono riuscita a immedesimarmi nei personaggi, pur caratterizzati splendidamente come sempre.
È il terzo di una trilogia: dopo la storia di Giovanni e Maddalena e quella di Elena e Diego, questa racconta di Nicola, il fratello di Maddalena, e del suo amore per Francesca.
Il romanzo è diviso in due parti: il primo incontro e la separazione nel 1997 (lei è sposata), e il loro ritrovarsi oggi. La scrittura è sempre scorrevole e piacevole, ma l’idea di un amore che aspetta vent’anni intatto mi sembra poco credibile... o forse sono io troppo cinica!3,5
un altro centro della Quasi e con questo rebecca quasi fa un altro centro.......... una storia che copre un arco temporale di quasi vent'anni ma con lo stile fluido e inteso a cui la quasi ci ha abituati, con dialoghi che rispecchiano benissimo gli anni '90 dove sessismo e omofobismo la facevano da padrona e che trovano il giusto contraltare nell'evoluzione e seconda parte della storia ma come si può non innamorarsi di due protagonisti così, che rispecchiano appieno sia riconoscersi delle anime sia il vero amore fatto anche di sacrificio??? con una cover assolutamente unica e perfetta, una lettura che commuove, prende, che lascia sperare nel futuro.....anche se confesso di non aver letto "il gigante...", di questo prenderò sicuramente il cartaceo brava rebecca! cinque stelle
Un libro romantico ma che non sfocia nell’idiozia. Non riesco a capire come questa autrice riesca ancora e ancora a creare storie di questa portata. Non si può far a meno di piangere, e ridere, e struggersi, con i protagonisti, con i loro sentimenti, le loro mancanze, i loro sogni. Detto tra noi: io un avvocato così lo meritavo nella mia vita😭
Cosa posso inventarmi per definire questo ennesimo gioiello della Quasi? Ormai mi sembra anche riduttivo continuare a ripetere che ho trovato il libro bellissimo, imperdibile, avvincente, intrigante, intelligente, divertente … e chi più ne ha più ne metta! La realtà è che ce ne vorrebbe uno al giorno di questi libri che riescono a farti desiderare di entrare nelle pagine, di vivere queste storie e conoscere i personaggi per fare parte del loro mondo. Un libro della Quasi è sempre un viaggio ricco di emozioni, dove non conosci la noia e la banalità, dove la vita, per quanto ti presenti un conto da pagare, ti dà anche una possibilità di riscatto, di rinascita. La storia di Nicola si è fatta attendere per anni e la nostra attesa è un po’ quella di Nicola per arrivare a raggiungere quella felicità totale che riconosce nel momento in cui incontra per la prima volta Francesca, la donna che completerà la sua vita. Si torna ai personaggi de “Il gigante con il violino”, a quella famiglia un po’ scombinata ma dove l’amore è sovrano assoluto, dove non è quasi necessario parlare per capirsi, capace di attirare a sé, nel suo caldo abbraccio, anche chi solo si avvicina. È stato bello ritrovare tutti i personaggi, scoprire come sono andati avanti, vedere la loro vita avanzare e mantenere intatta la loro forza e unicità. Come sempre scritto benissimo, con quella sottile vena ironica che rende il tutto ancora più apprezzabile e brillante sotto ogni punto di vista. Decisamente imperdibile, la Quasi è un vero talento della scrittura e le sue storie sono per me peggio di una droga! ***** Anche l’ascolto su Audible conferma, se ce ne fosse bisogno, la validità del libro che la bravura della lettrice riesce anche a rafforzare.
Emanuela - per RFS . Nicola si schiarì appena la voce, Francesca d’istinto si voltò dalla sua parte lui le sorrise, lei attese una frazione di secondo e poi rispose mostrando la dentatura bianchissima. Sì, era lei, quella introvabile. In parte c’era già arrivato, ma in quel momento ne ebbe la conferma. Saperlo gli mise l’animo in pace. Ora poteva distruggerla in aula.
Attesissimo ritorno quello di Rebecca Quasi che con Non più di dieci parole ci racconta le vicende di due personaggi presenti nel romance Il gigante col violino.
È una storia ambientata qualche anno fa, in un’Italia senza smartphone dove i messaggi condivisi erano semplicemente SMS e WhatsApp solo un miraggio, un tempo che a veder bene forse un po’ rimpiangiamo.
La love story tra l’avvocato Nicola Maschieri, single e scapolo quasi monacale e il Procuratore Francesca D’Aragona, sposatissima e con due figli, è quanto di più fuori dagli schemi possa sembrare.
L’autrice, che ci ha abituati a personaggi profondi e alle apparenze che nascondono realtà complicate, con il consueto garbo e con uno stile asciutto dall’aplomb perfetto che conquista ci racconta le vicende dei due che si intersecano alla vita di tanti altri uomini e donne nel corso degli anni
I suoi personaggi sono veri e pieni di calore sebbene non ci colpiscano con sentimenti gridati ed effetti speciali, ma ci invitino a seguirne le scelte, le sofferenze e i pensieri come se seguissimo le vicende di due cari amici per i quali facciamo il tifo.
Una storia incantevole della quale avevamo bisogno.
Questo libro è uno spin-off de Il gigante con il violino, avente per protagonista Nicola (lo zio di Diego) e Francesca. Può essere letto da solo ma io ovviamente consiglio di leggere prima l’altro, qualche riferimento c’è. I due protagonisti si conoscono adulti e già con la vita avviata, Nicola è soprannominato Lo squalo bianco, avvocato penalista e zio single a tempo pieno, Francesca è un procuratore ed è sposata con due figli adolescenti. Il loro incontro più di un colpo di fulmine è un’agnizione, come viene definito nel libro, loro sono anime gemelle, è proprio un riconoscersi. Diciamo che l’insta-love raggiunge un livello successivo ecco. Devo dire che subito questo mi ha un po’ destabilizzata, ma l’autrice l’ha gestito benissimo e anche in maniera adulta, come giustamente porta l’età dei protagonisti.
Ho apprezzato molto i dialoghi, questa autrice è bravissima in questo, e ho letto veramente in poco tempo questa storia che mi ha coinvolta tantissimo. Mi è piaciuto il target più maturo, così come ho apprezzato gli scorci di Elena, Marina e Ortensia, che hanno portato la giusta dose di freschezza. Un po’ tutti troppo buoni forse per i miei gusti, io lo patisco sempre, soprattutto alla fine, ma ci sta.
5- Come al solito i libri della sig. Rebecca sono una cosa strepitosa, qui non ho dato il punto pieno solo per colpa degli anni di separazione passati, perché nonostante ci stiano alcune scelte fatte comunque io mi sono sentita come se mi avessero sempre spezzato il cuore a vedere questi due lontani. Ho adorato il protagonista, un personaggio davvero superbo, ironico e calmo, deciso e sincero, appena vede la sua Francesca la riconosce, capisce che è la donna che aspettava da tutta la vita, e ho adorato le sue battute, il suo modo di porsi verso di lei, la sua pazienza e le sue idee pazze. Bello ritrovare anche alcuni protagonisti di altri libri. A quando il prossimo? Ortensia si merita un suo libro
leggere Rebecca Quasi è sempre di una piacevolezza estrema: le trame originali, la scrittura elegante e magnifica, i personaggi che parlano con un'arguzia e una peculiarità che li rendono unici e indimenticabili. Aspettavo questo libro su Nicola e certamente mi è piaciuto. Però mi ha anche rattristata perchè avrei sperato per lui una vita felice, appagata, meritata, e non vent'anni in un limbo, in attesa, e diciamolo - per quanto la sua vita sia stata piena di persone e impegni - nella solitudine del cuore. L'epilogo felice non ha quindi cancellato quello che c'è stato prima: un lungo viaggio di nostalgia e probabilmente rimpianto.
Rebecca Quasi, con il suo stile ironico e brillante, ci regala una storia d'amore matura e intensa, arricchita da personaggi profondamente tridimensionali. Nicola e Francesca sono molto più che semplici figure funzionali alla trama: sono persone vive, con desideri, fragilità e un passato che influenza le loro scelte. Le interazioni tra i due, scandite da dialoghi vivaci e una tensione emotiva palpabile, costruiscono un rapporto profondo e stratificato. Sullo sfondo, la famiglia Maschieri-Dalfiume, già amata ne Il gigante con il violino, aggiunge un tocco di calore e accoglienza, arricchendo la trama di sfumature affettuose e ironiche.
Questa storia l'ho apprezzata un po' meno rispetto ad altre della scrittrice, non perché non fosse una bella storia, ma perché mi ha rattristata un po'. Come sempre gli argomenti trattati sono veri e realistici e ciò può portare anche a scontrarsi con la "cattiveria" della vita. I toni in questa storia erano meno divertenti rispetto ad altri libri ma è comprensibile data la trama. Nel complesso l' autrice non delude.
Avevo già letto dei libri di questa autrice che mi erano piaciuti tanto. Questo purtroppo non mi ha colpita più di tanto. L'amore tra i due protagonisti è sicuramente bellissimo, puro, capace di sopravvivere ad anni di lontananza e di nutrirsi di poche parole ma ho fatto fatica a lasciarmi travolgere...
Lo stile di Rebecca Quasi è inconfondibile, una carezza per l’anima. Nicola uno dei protagonisti più belli mai creati. Nonostante l’epilogo non posso che provare tanta tristezza per questo uomo meraviglioso che è rimasto fedele e in attesa per venti lunghi anni.
Rebecca Quasi, una garanzia. Una trama su cui non avrei scommesso e invece mi ha conquistata. Vi auguro di trovare un Nicola Maschieri nella vostra vita.
RECENSIONE PER BLOG LETTURE SALE E PEPE-LE CHAT- COPIA ARC Aprire questo libro è stato come riprendere la conversazione con un’amica che non si vedeva da tempo, ma con la quale la sintonia è immediata.
Spin off de “Il gigante con il violino”, ritroviamo i personaggi della banda Maschieri-Dalfiume tutti al completo ma il focus, questa volta, è su Nicola, il fratello di Maddalena. Nello scorso volume l’affascinante avvocato, conosciuto nel Foro come “lo squalo bianco”, appariva come lo zio apparentemente asessuato, sempre a disposizione per i suoi nipoti, dal carattere pacifico e un po’ fuori di testa come il resto della famiglia.
“Restava comunque molto ingiusto che, con tutti i cretini accasati, il top di gamma fosse solo”
In questo nuovo appuntamento, la solita meravigliosa e ironica voce narrante ci mostra tutta la tridimensionalità di questo personaggio, entrando nella sua vita, mente e cuore. Nicola non corteggia le donne sposate ma il nuovo Procuratore Reggente, la Dottoressa Francesca d’Aragona, è di una razza diversa… lei è la sua “predestinata”, la donna che aveva sempre cercato e mai trovato.
“Francesca d’Aragona era sensuale. Non in modo sfacciato e prepotente. Nonostante i marcati tratti mediterranei, aveva una bellezza elegante e discreta.”
Ho amato alla follia Nicola, la sua pacatezza, l’esternazione pacifica dell’ineluttabilità del sentimento che scorre fra lui e Francesca; la fermezza nel voler riempire lo stomaco della sua amata prima di ogni cosa lo rende una figura che sa accudire, amare, voler mettere tutto in una prospettiva tutta sua. Non amo i romanzi che trattano il tema del tradimento, ma in questo caso è stato diverso, i personaggi dimostrano di avere considerazione per il contesto familiare della donna, cercano di resistere, si evitano; a Nicola basta sapere che la sua Lei esista, che cammini per le strade della stessa città. Non pretende, non si impone, offre discretamente la sua presenza quando lei lo cerca, riempiendo piatti, calici, cuori e godendo del tempo che lei gli concede.
“Non mi importa se sei sposata, mi importa solo di averti trovata[…] Sei tu e non cambierà mai, ovunque saremo con chiunque saremo”
Ed è stato ugualmente bello poter rivedere i personaggi del primo volume, seppure marginalmente, rosicchiare qualche altra immagine di Elena bambina, godere del sarcasmo di Maddalena e Pietro, conoscere un po’ di più Marina, vedere questa famiglia allargata fare ancora più spazio ad altri componenti. La scrittura di Rebecca è un balsamo per il cuore, lo lenisce con la sua poesia e lo rallegra d’ironia, ma sa anche straziarlo con la logica disarmante di Nicola fino a devastarlo con la presa di coscienza del dover fare la cosa giusta.
Quello che esce dalla penna di questa autrice è un vero dono, e noi le siamo grati per condividerlo con il mondo. Bello bello bello in modo assoluto!
“Aveva una risata gagliarda e solare, come se la prendesse direttamente dalla riva del mare in un giorno d’estate”