Questa storia, che è la nostra storia, inizia dall’inizio. Dalla nascita: l’atto fisico che ci introduce in una dimensione dell’esperienza che agisce come «l’effetto di un incantesimo», confinandoci in una limitata porzione di realtà. Edoardo Camurri ci conduce alla riscoperta dell’origine materiale, tangibile, delle idee che, senza che ne siamo consapevoli, ci relegano entro limiti angusti. Per reincantarci, è necessario il disincanto. Dobbiamo hackerarci, dimenticare leggi immutabili che, nella giusta prospettiva, si rivelano null’altro che abitudini. Dobbiamo riscoprirci atomi, cellule, emozioni e desideri – il tessuto stesso della realtà. Contrariamente a quanto il titolo lascerebbe pensare "Introduzione alla realtà" non è una lezione, ma un meraviglioso esercizio di straniamento – un’uscita dagli automatismi della percezione. Un’epistola psichedelica in cui l’autore, rivolgendosi a un «tu» che è tutti noi, ci accompagna nel percorso da seguire per riscoprire aspetti dell’esistenza ancora inediti, nascosti solo dal sottile velo della quotidianità.
Boh, bah. Migliora procedendo, ma esserci arrivato, alla fine di queste 95 pagine, è stato un atto di fede - la mente si era già di molto rotta le balle a pagina 25. Ma al netto dei giochi di parole, delle frasi ordite e oscure, della vanità dell’eloquio, dei giochi tipografici, delle citazioni (tutte belle e chiare) non c’è molto di più di quello che si potrebbe trovare nelle prime pagine di un libro di buddismo Theravada, ad esempio di Ajahn Amaro. Con la differenza che quello è utile e fruibile, questo meno. Questo soddisfa l’intelletto e la coscienza, riempie le tasche di sentimenti di cosmica unione, inumidisce il ciglio di visioni mistiche, ma fondamentalmente è una masturbazione metafisica.
Libro davvero meraviglioso. Iniziato con titubanza, all'inizio non mi convinceva del tutto. Poi ho deciso di ascoltarlo e ha avuto tanto, tanto da dirmi. Ci sono delle interessanti considerazioni sia sulla natura filosofica di come sia la realtà, sia interpretazioni molto interessanti che assimilerei alla psicoanalisi. Sicuramente c'è un uso e una conoscenza degli strumenti della psicologia che vengono usati puntualmente e con originalità, senza travisarli, ma illuminandoli da punti di vista non comuni. Come viene spiegato il concetto all'origine del trauma, oppure cosa sia una abitudine, rientrano tra questi lati più psicologici del libro. Ma sicuramente brilla di luce propria nei passaggi più poetici e umani. Belle le citazioni alla vita dell'autore. Per certi versi mi ha dato la sensazione di leggere Il profeta di Gibran, ma in tono meno paternalistico e più destrutturante, mi è sembrato di star parlando con il profeta, piuttosto che sentirne i discorsi riportati. Un libro che vale la pena leggere, un bel lavoro di una casa editrice originale che cura sia la veste grafica che letteraria di ciò che manda in stampa.
Senza stare qua a scrivere qualcosa su il bel libro di Camurri - tanto scorrevole quanto sfidante - vorrei solo trascrivere un pezzo di Simone Weil, nello spirito ondivago e accumulatore del saggio, che mi è tornato prepotentemente in mente mentre leggevo "Introduzione alla realtà", in particolare quando Camurri parla di come entrare in contatto con la REALTA' (Simone Weil parla di Dio, ma in fondo non credo ci stia differenza fra Dio e REALTA'): "Quando con il martello si batte un chiodo, il colpo ricevuto dalla larga testa del chiodo si trasmette alla parte appuntita per intero, senza alcuna perdita, sebbene questa parte non sia che un punto. Se il martello e la testa del chiodo fossero infinitamente grandi, capiterebbe la stessa cosa. La punta del chiodo trasmetterebbe quel colpo infinito al punto sul quale essa è applicata. L'estrema sventura che è insieme dolore fisico, smarrimento dell'anima e degradazione sociale, costituisce questo chiodo. La punta è applicata sul centro stesso dell'anima. La testa del chiodo è l'intera necessità diffusa attraverso la totalità dello spazio e del tempo. La sventura è una meraviglia della tecnica divina. E' un dispositivo semplice e ingegnoso che riesce a infliggere nell'anima di una creatura finita quell'immensa forza cieca, bruta e fredda. La distanza infinita che separa Dio dalla creatura converge tutt'intera in un unico punto per trafiggere un'anima al suo centro. L'uomo al quale accada una cosa simile non ha parte alcuna nell'operazione. Si dibatte come una farfalla che venga appuntata viva in un album. Ma attraverso l'orrore può persistere nella volontà di amare. [...] Bisogna soltanto sapere che l'amore è un orientamento, non uno stato d'animo. [...] Chi perseveri nel mantenere orientata la propria anima verso Dio mentre un chiodo lo trafigge, si trova inchiodato sul centro stesso dell'universo. [...] Secondo una dimensione che non appartiene allo spazio e che non è il tempo, una dimensione completamente altra, quel chiodo ha aperto un varco nella creazione bucando lo spessore dello schermo che separa l'anima da Dio.". Tutto qua.
Sfruttando le parole di Camurri, il libro è “un'espropriazione psichedelica” che ci guida nella foresta della nostra iniziazione, aiutandoci a spogliarci di noi per condividere, connetterci e aprirci all'universo che ci contiene. Un sentiero verso l’amore, compassione, generosità piena e mai mancante.
Mah. Proprio non si capisce dove si vuole arrivare e da dove di parte. Scritto per enigmi, neanche così interessanti. Un flusso di coscienza anche un po’ ansioso, senza particolare motivo.
I grandi filosofi della tradizione occidentale, come Platone, Plotino, Bruno e Kant, sono in R E A L T À dei buddhisti sotto acidi in incognito... o non lo sono?
Peccato, era iniziato così bene. Mi ha commosso inizialmente e quando l’ho terminato ho compreso perché. Mi ha riportato indietro di 13 anni. Potrei scrivere un libro in risposta a questo libro ma non ne ho voglia ;p
Dico solo che non c’è una donna tra i mistici, filosofi, pensatori citati in questo libro. Tranne Elsa Morante, che è riuscita a rivendicare la sua libertà grazie all’indipendenza economica, scrivendo, quindi profondamente radicata e non mistica. Cioè non faceva e non fa le mmmasciate o non si dedica alla prole di un altro scrittore, filosofo, mistico, guru de noartri. Ha una casa di proprietà acquistata con il suo lavoro. Non vive in una comune. Perché ha bisogno dei suoi spazi e dei suoi tempi, sia per meditare che per scrivere. Il mio sogno. La maggior parte di noi donne non ha la stessa libertà, non ha lo stesso tempo, e le stesse possibilità economiche.
Altra cosa. Il viaggio filosofico e spirituale che l’autore ci vorrebbe incoraggiare a fare nella mia vita io l’ho compiuto al contrario. Per 35 anni il mio primo chakra è stato aria fritta. Ero la strana, la stramba, la matta, seguivo solo e sempre il cuore, con risultati piuttosto deludenti che mi hanno portato a vivere tanto, a rischiare tanto, non mi sono di certo annoiata, ero la donna che leggeva nel bosco come un ricordo d’infanzia dell’autore. Sono stata usata, manipolata, isolata, bullizzata, sfruttata, umiliata, finché non ho imparato che per vivere la R E A L T A dovevo trovare il modo di vivere anche nella REALTÀ che mi ha permesso di spendere 14 dei miei sudatissimi soldi per comprare questo libro.
Io sono l’albero leggendario, non posso gettare le braccia verso il tutto infinito senza essere profondissimamente radicata nelle viscere della terra e prenderne nutrimento. Solo così esplodo di amore con le mie foglie i miei fiori e i miei frutti. E non ho avuto bisogno dell’Ayuasca per capirlo. Ultimo e mi taccio: può sembrare assurdo ma il mio tamburo sciamanico è stato il quattro quarti della batteria della cultura Hip Hop. Il basso vibrato dalle casse dritto in pancia. Non ci sono solo due vie. Ci sono milioni di vie.
Esistono libri di oltre mille pagine che vengono divorati in pochi giorni, e libri di neanche cento che necessitano di oltre una settimana per essere letti, assimilati e ripensati. Questo è sicuramente uno di quelli appartenenti alla seconda categoria. Bravo Camurri per la sua prima pubblicazione!
Si tratta di un manualetto di filosofia, una breve introduzione alla realtà intesa come mondo materiale ed immateriale nel quale muoviamo i nostri passi ogni giorno (immateriale inteso come spiritualità, coscienza, sensazioni, morale e cosi via). Non posso dare più di tre stelle a causa del lessico filosofico che rende questa operetta non accessibile a chiunque, personalmente ho seguito abbastanza chiaramente, a grandi linee, la linearità della narrazione ma, nonostante goda di una formazione classica a livello scolastico, ho dovuto leggere più volte alcuni passaggi (sicuramente un laureato in filosofia non avrebbe le mie stesse 'lentezze'). A parte questo, però, è sicuramente un libro che invita alla meraviglia ed alla riflessione, alla solidarietà ed all'inclusione. Un vademecum per la valorizzazione della gentilezza, della bellezza e delle rivoluzioni.
E' coraggioso e velleitario, questo breve ma intenso libro di Camurri: coraggioso, perchè nei tempi di romanzi fatti a macchina con gli schemini della scuola Holden e di saggistica divulgativa fatta di osceno "story-telling" colmo di riferimenti midcult e pop, l'autore sceglie una strada completamente opposta. Velleitario, perchè l'ambizione di creare un manuale di "filosofia pratica" è immenso e, secondo me, si scontra contro alcune aporie insanabili del pensiero umano.
Lo stile metaforico/concreto che l'autore usa per portare a livello materiale alcuni concetti alquanto complessi è a tratti efficace (convince la presentazione della "Realtà" come prima avversario, poi dominatore ed oppressore), ma rischia di scivolare in truismi e circoli viziosi (la tripartizione delle Realtà sembra portare ad una complicazione eccessiva, fino al controsenso di una Realtà una e trina che troppo deve alla Trinità cristiana). Anche le critiche di Wittgenstein sui limiti del linguaggio come mezzo per un discorso metafisico sono sì citate, ma non risolte in profondità.
Nonostante certi passi incerti sul piano del contenuto, il libro riesce a mantenere un livello di discussione mai banale, restando sempre comprensibile e leggibile - le idee e le convinzioni di Camurri sono ben comunicate ed espresse e questo è già di per sè un ottimo risultato.
Rimango comunque personalmente dubbioso sulla possibilità di un reale dissolvimento del soggetto, nel contesto della cultura occidentale che ha forgiato la nostra mente quale è (e dalla quale, checchè se ne dica, non possiamo uscire)
La Realtà è unica, e stabilire un confine netto tra l’oggetto e il soggetto è solo una finzione che ci può essere utile
Posso concordare che una impostazione filosofica costruita su una commistione di Spinoza e panismo orientale possa essere utile per risolvere la tragedia individuale, ma bisogna poi accettare la conseguenza inevitabile della impossibilità della libertà dell'individuo (e quindi della sua stessa identità) come sembra invece cercare di fare Camurri.
In ogni caso, un libro utile ed importante, soprattutto per la capacità di ispirare un movimento di rigetto e rifiuto di una "Realtà" unica ed opprimente - il messaggio fondamentale di sapere guardare oltre, di sentirsi parte di qualcosa di più grande, di rompere schemi mentali pesanti e dittatoriali unica è di grande valore.
L'autocritica oscilla sempre tra il carcere e la rinascita. E bisogna avere una grande forza d'animo per voler rischiare di finire nel primo nella speranza di conquistare la seconda.
Questo pomeriggio ho assistito alla presentazione di La vita che brucia (che uscirà il 1 ottobre) presso la libreria SpazioSette di Roma (che consiglio a tutti) e Edoardo Camurri mi ha letteralmente folgorato. Ho appena concluso il suo libro precedente Introduzione alla realtà sempre edito da Timeo, e posso dire con certezza che è stato uno dei libri più stimolanti che abbia letto di recente. Camurri parte da un punto che diamo per scontato: la nascita. È lì che dice comincia la nostra quarantena involontaria nella realtà, l’ingresso in un mondo che non abbiamo scelto ma che spesso accettiamo come definitivo. Con queste pagine ho riscoperto che essere nati è anche essere “iniziati” al quotidiano, a leggi invisibili che ci impongono percezioni, abitudini, confini che forse non avremmo accettato se avessimo davvero visto l’invisibile. Il libro è breve — 94 pagine — ma entra come una freccia, citando le sue parole durante la presentazione: ci dissocia dall’abitudine, ci spinge a “hackerare” noi stessi, a smontare le credenze più radicate. Camurri non insegna, non è saggistica: racconta, evoca, propone un dialogo con quel “tu” universale che è ciascuno di noi. Ho apprezzato il tono: filosofico, certo, ma lieve; non cerebrale, ma intessuto di immagini potenti, di straniamento. Alcune parti mi sono sembrate dense, forse criptiche, ma nell'esercizio della rilettura ho scoperto l'incanto del testo. È un libro che si legge con lentezza, che ti chiede di fermare lo scorrere degli automatismi.
“L'immaginazione è questa osmosi tra esterno e interno. È l'albero in cui, diventando le cose parole e le parole cose, terra e cielo si uniscono, in cui significato e significante per un istante coincidono, rendendo così possibile la manifestazione del solve et coagula della REALTÀ. È il regno in cui ogni visione diventa magica. È il momento in cui avviene la sintonizzazione che deciderà la tonalità delle «Realtà» possibili. È il mantra che scompiglia e fa vibrare l'albero del Thauma e che ci fa sprofondare in noi stessi in un qualsiasi momento di stupore, di gioia e di attenzione totale. Il suo suono è quel Mmmm che fanno i bambini quando mangiano un gelato e che Buddha ci insegna nella formula più potente di tutte: Om mani padme Hum.”
Il primo libro che lego per volerlo leggere assieme a qualcuno che amo, di conseguenza per me molto importante. Di Camurri avevo già spulciato un paio di capitoli del libro che ha pubblicato dopo e a malincuore non ho compreso, o semplicemente non ero io che doveva ricevere quel messaggio. Semplice e carino ripete quelle ovvietà che anche io adoro ripetermi, è stato un simpatico libro di inizio anno. Evviva l'amore evviva il bene, evviva il cambiamento...
Il ringraziamento a Federico Campagna nelle note finali mi ha aiutato, a lettura conclusa, a precisare le impressioni e a catalogare il testo: nella sezioni "filosofi contemporanei pretenziosi". Testo che si lascia leggere veloce, senza lasciare particolari spunti a chi abbia una formazione legata ai territori filosofici che l'autore frequenta.
Filosofia moderna, un viaggio all’interno della realtà che viene analizzata sotto molteplici aspetti , non viene tralasciato nessun dettaglio. Consigliato per chi adora sprofondare all’interno di profondi concetti ed analizzarli scrupolosamente.