Quando la zitella Adelaide Adams riceve dall'amica e rivale Ella Trotter una cartolina dall'altopiano d'Ozark, in Arkansas, capisce che qualcosa non va. Le sue parole fin troppo allegre e l'urgente richiesta di un libro sui fenomeni paranormali sono sospette e raccontano un soggiorno al Lebeau Inn davvero peculiare, cadenzato da incidenti inquietanti e sedute spiritiche. Fautore e istigatore di ogni paranoia sovrannaturale tra gli ospiti è il professor Thaddeus Matthews, un ciarlatano che tramite la sua assistente tenta di mettersi in contatto con Gloria, la figlia del milionario Thomas Canby morta suicida solo un anno prima. Quando lo stesso magnate viene rinvenuto senza vita al tavolo dell'ultima seduta, la situazione nell'albergo degenera e lo sceriffo Latham non trova altra soluzione che arrestare il professore e l'assistente, ignorando ogni sospetto nei confronti della famiglia Canby. L'assassino però non sembra intenzionato a fermarsi, e se si aggiungono dei gatti brutalmente sventrati e una tempesta che blocca ogni collegamento con la città, ce n'è abbastanza per far vacillare i saldi nervi di Adelaide e del giornalista Chet Keith, che con un'inaspettata alleanza cercano di svelare i misteri del Lebeau Inn. Pubblicato per la prima volta nel 1938 e finora inedito in Italia, L'enigma dei gatti morti stupisce per il suo intreccio inquietante e per la sagacia e l'ironia della sua protagonista, un'insolita detective dell'Arkansas.
Un 3,5 para esta segunda novela negra de Anita Blackmon. Como en Asesinato en el Hotel Richelieu, el leitmotiv es un "quien es el asesino?" donde la acción transcurre en un hotel con la misma protagonista/detective, además la metodología de las pesquisas también son muy similares repitiendo esquemas, cosa que le resta cierta sorpresa. A pesar de ello la autora consigue engancharte en la trama y crear una ambientación hasta inquietante en ciertos momentos puesto que introduce toques de espiritismo. Así que por lo adictiva que es y la narrativa tan dinámica de la autora aunque la pongo un poquito menos que la anterior novela por lo de la repetición de patrones lo cierto es que me lo he pasado muy bien con su lectura.
En este segundo libro de la autora, con su personaje de Adelaide, nos sumergimos en una entretenida historia de misterio, donde vemos sesiones espiritistas, sucesos inexplicables paranormales y hasta hipnosis incluida. Una novela adictiva y con un desenlace bastante coherente.
La historia en sí tiene buena trama y es intrigante, pero no me gusta la forma de escribir de la autora. Quizás es por el salto temporal al que no estoy acostumbrada.