Le cucine dei ristoranti sono rimaste per oltre due secoli un luogo nascosto e inaccessibile, vissuto con intensità dai pochi che ci lavoravano e serenamente ignorato da tutti gli altri. Negli ultimi vent’anni vi è stata una decisa inversione di tendenza: ci siamo appassionati a quello spazio affascinante e curioso, che ci piace osservare sugli schermi in decine di programmi tv o dietro ai vetri delle sempre più numerose cucine a vista. Tommaso Melilli, cuoco e scrittore, ci invita a compiere un passo in più: una cucina non deve soltanto essere a vista, ma anche aperta. Perché la bellezza profonda di questo mestiere risiede nell’incontro quotidiano fra cuochi e camerieri da una parte, e un insieme di sconosciuti affamati dall’altra. Incontro che una cucina aperta può rendere ancora più prezioso e sincero. Questo libro è così il diario intimo e il quaderno di lavoro quotidiano, tra Milano e Parigi, di un giovane chef che alterna racconti di cose cucinate e avventure di persone che mangiano. Fra gusti e disgusti di un’infanzia intransigente, serate che non finiscono mai in bistrot sorprendenti, scoperte di altre culture e altre tradizioni culinarie, Melilli ci restituisce l’atmosfera di un mondo saporito e vitale dove, tra un piatto e l’altro, ogni giorno si incrociano mille storie.
Né en 1990 en Italie, à Paris depuis 2009, Tommaso Melilli est chef. Il écrit sur la cuisine et les gens qui mangent, en italien dans Studio et en français sur Slate.fr. Son premier livre, Spaghetti Wars, est sorti en septembre 2018 aux éditions Nouriturfu.
Tommaso Melilli est né à Crémone, en Lombardie. À dix-huit ans, il s’installe à Paris pour étudier la littérature et la philosophie contemporaines. Trois ans plus tard, il commence à travailler dans des restaurants. Il est chroniqueur pour Slate et pour La Repubblica. En 2018, il publie un essai en français, Spaghetti Wars (Éditions Nouriturfu). L’écume des pâtes est son premier livre écrit dans sa langue maternelle.
Quanto scrive bene di cucina e ristorazione Tommaso Melilli? Capitoli brevi, una raccolta di articoletti che affronta i temi più vari e si fa leggere con piacere e curiosità. Bravissimo quando fa Bourdain come quando storicizza.
Ho preso Cucina Aperta di Tommaso Melilli per i miei viaggi, e a metà libro mi sono trovato a prendere talmente tante note e ad aggiungere un sacco di post-it (sapete, quei segnalibri fluorescenti che si attaccano sui lati delle pagine). Ora il libro ne è pieno! Non mi aspettavo che fosse un libro così, e sicuramente è un crescendo man mano che si va avanti.
È scritto bene, ma non è un libro che leggi per quanto sia ben scritto; lo leggi per la profondità delle esperienze che vengono condivise. Ci sono anche consigli sulla cucina sparsi qua e là, a volte nascosti nelle storie, altre volte in piena luce. Melilli racconta con intensità di quanto una persona possa vivere profondamente il proprio lavoro e dei concetti che il lavoro ci porta a esplorare nella vita. Parla delle persone che possiamo odiare o ammirare e dei luoghi che possiamo visitare.
Anche se facciamo lavori diversi, per qualche motivo ho sentito questo libro molto vicino a me.
Breve ma ricco di spunti interessanti. Alcuni capitoli sono più brillanti di altri, specialmente quelli in cui si impara qualcosa, piuttosto che quelli di semplice storia. Lo stile di Melilli è immediato quindi difficilmente annoia!