Forse è il sogno segreto di ognuno di mollare tutto all’improvviso. Dire addio a stress, colleghi arrivisti, straordinari non retribuiti, e scegliere l’avventura. È proprio quello che fa Filippo, il protagonista di questo romanzo. Stanco della dedizione assoluta e disumanizzante imposta dalla carriera, Filippo si licenzia nel bel mezzo di una riunione. Con uno zaino in spalla e un post sui social comunica il drastico cambiamento nel suo stile di vita e si mette in viaggio. otto mesi dopo lo ritroviamo in Sardegna, sporco, sudato e sfinito, a lavorare in un canile in cambio di vitto e alloggio. I suoi giorni seguono una nuova routine, fatta di sveglie all’alba e crocchette, di guinzagli e di passeggiate con il cane Sansone, e ancora di lezioni di surf, rapporti spigolosi con il sesso femminile, strani giri di droga e ubriacature micidiali… Filippo, però, non può smettere di è davvero questa la vita vera che stava cercando? Guinzagli racconta con ironico disincanto la storia di un giovane in fondo non diverso da molti. La stasi di un presente incerto, le condizioni impietose del mondo del lavoro, il desiderio di avere una via di fuga e il bisogno di trovare un luogo dove fermarsi. Al suo romanzo d’esordio, Giuseppe Nobile si interroga sull’impossibilità di governare del tutto le nostre vite e sul valore profondo delle sfide che scegliamo di accettare.
3 giorni e ho divorato un libro di 362 pagine. Ho scelto questo libro perché un po’ mi ci sono ritrovata. Lasciare il tuo lavoro che hai fatto per una vita con riunioni fino alle 22:00, pagare affitto e bollette e non essere mai felice per inseguire un sogno che non sai bene neanche tu quale sia, viaggiare.. cercare la felicità. Non solo racconta la mia storia ma è un racconto scritto talmente bene che ti sembra di essere lì con loro, di vivere le stesse cose. Continuano a leggere sperando di andare avanti nella lettura ma allo stesso tempo di non finirlo mai. Ho anche pianto e mi sono emozionata quando è andato a fuoco il canile o quando hanno trovato i cani i situazioni assurde. Ho anche sperato che Phil potesse iniziare una love story con Beatrice o Camilla.. insomma davvero un libro che mi è piaciuto tantissimo. Consiglio davvero!
A mio parere un buon primo romanzo per Giuseppe Nobile. La realizzazione di un sogno che abbiamo tutti ogni tanto: mollare tutto, mandare a quel paese il proprio lavoro, e vivere una vita senza pensare. Ma cosa succede se quella vita non è per niente come ti aspettavi? Tra cani (i nostri migliori amici non pensanti che vanno di istinto) , il surf (che è l’apoteosi della vita vissuta seguendo l’onda) e sesso a caso, seguiamo Filippo in questa riscoperta di se stesso. Scrittura scorrevole e non troppo ricercata. Libro relax da ombrellone. 3,8/5
Scorrevole, leggero e ben costruito. Filippo è forse il nuovo inetto, quello che abbandona la strada che la società vuole per noi. Ci vuole coraggio però per vivere nel caos e senza seguire i binari.
Forse un po’ banale in alcuni passaggi, e imbarazzante il modo in cui quasi tutte le donne caschino ai suoi piedi, ma piacevole.
Chi è che almeno una volta nella vita non ha sognato di mandare a quel paese il proprio lavoro e partire per un’avventura? Penso tanti ma poi si torna alla vita reale, quella fatta di impegni, bollette da pagare, affitto, spesa. Ebbene Filippo,una sera, durante un’ennesima giornata in cui non si esce dal lavoro prima delle 23 si è guardato intorno e ha detto: ma perché?! Perché lo faccio?! Che fine ha se neanche amo questo lavoro ma ciò che provo è solo ribrezzo?! Così ha lasciato tutto ed è partito per un’avventura. Molti mesi dopo lo si ritrova in un canile al sud che spala merda di cane e si occupa di loro insieme ad un gruppo eterogeneo di persone.
Questo libro mi ha colpita in quanto in maniera molto spiritosa, ironica e graffiante affronta vari temi che affliggono le nostre vite. In primis la routine, che sia lavorativa o personale. Quel senso di annebbiamento che ci spinge a compiere sempre le stesse azioni, ancora e ancora e non ci da il tempo per vivere, semplicemente vivere. In secondo luogo la paura, quella che attanaglia e non ti lascia scampo. Perché se è vero che ogni tanto si fa un atto di coraggio, poi dopo ci si pente. Lascio il lavoro, mollo tutto per liberarmi di quel senso di oppressione che torna poi prepotente se pensi che tutto ciò che hai messo da parte sta per finire. E allora come ti sostenti?! In terzo luogo la libertà, quella di compiere le proprie scelte, tracciare il proprio destino e mandare a quel paese il senso di paura e di annebbiamento.
Filippo è delineato alla perfezione, è un uomo che ha compiuto una scelta coraggiosa ma poi ne affronta le conseguenze. È umano perché si caga sotto al pensiero di rimanere senza soldi e non potersi sostenere e allora pensa di ritornare a fare ciò che odiava. In tutto ciò però vengono in suo aiuto Karen, Ruth ma soprattutto Beatrice. Ognuna di loro a suo modo gli fa capire che forse la sua scelta non è così sbagliata. E poi ci sono loro, i cani, che accompagnano Filippo nel suo percorso e in particolare Sansone che con la sua capoccia dura lo ascolta e lo sostiene.
Guinzagli di Giuseppe Nobile è un libro che riesce a parlare a tutti grazie alle sue tematiche legate alla volontà di non avere legami e poter fare quello che si vuole.
Chi non sogna di mollare tutto e partire, essere liberi.
Per molti questa è un’idea sicuramente utopistica, ma non per Filippo, che lascia il suo lavoro e va alla ricerca di se stesso. Qui iniziano le domande che spesso ognuno di noi si fa, ma è veramente possibile? I dubbi sulla continuità di questa libertà persistono, ed è interessante come il protagonista cerca di trovarsi nel mondo.
Non è però solo, è in un canile in Sardegna, con il cane Sansone, e gli altri volontari a prendersi cura dei cani. Ci sono quindi una moltitudine di personaggi, che sono diversi per genere, etnia, età, e ciò rende il libro ancora più vero e vivo. Tutti hanno qualcosa da lasciare, chi dei consigli, chi un aiuto, chi della wodka, indipendentemente dal tempo trascorso, non solo a Filippo ma anche a chi legge.
Filippo è un personaggio nel quale ci si può rivedere, per le scelte prese, per i sentimenti contrastanti e il desiderio di emergere dalle sabbie mobili della vita basate solo sul lavoro. Lui ha fatto ciò di cui molte persone hanno paura, ma continuando ad avere comunque il freno a mano come sicura, non avendo fino in fondo il coraggio di staccare.
Comprato palesemente per la copertina STUPENDA e poi si è rivelato un bel racconto. Per essere onesta, fino a metà libro probabilmente l'ho preso sottogamba, mi sembrava la storia di un lamentoso che non riusciva a sbloccarsi. La seconda metà, tra le storie più coinvolgenti che ho letto ultimamente.
Contando che è pure un esordio, complimenti.
Superconsigliato e, plus non indifferente per me, strutturato in capitoli brevi o di mezza lunghezza che permettono di aprire e chiudere una parte di racconto in un viaggio in metropolitana senza lasciare situazioni a metà.
un libro di formazione che di formazione non ha nulla. Burnout, si parte per surfare (tipico cliché). Si rimorchia qualche tipa, la droga e via senza analizzare nulla di sé. Senza affrontare i propri demoni e dare un nome ai propri terrori. Le banalità. Uniche cose carine: i cani e la copertina.
2,5. scorrevole, la scrittura non l’ho preferita particolarmente ma è un libro da prendere in considerazione se si vuole qualcosa di leggero per una lettura sotto l’ombrellone
Guinzagli di Giuseppe Nobile è un romanzo che ha toccato profondamente. La storia di Filippo, il protagonista, è molto più di una semplice fuga dalla routine: è un percorso di liberazione, di ricerca di sé, di riscatto. E proprio questa voglia di riscatto, così autentica e sofferta, l’ho sentita fortemente affine al mio essere.
Ogni pagina mi ha fatto riflettere sul peso invisibile dei “guinzagli” che ci portiamo addosso – le aspettative degli altri, le paure, i sensi di colpa – e su quanto coraggio serva per decidere di vivere davvero. Filippo non è un eroe perfetto, ma è umano, fragile e vero, e per questo mi è entrato dentro.
La scrittura di Nobile è fluida, intensa e mai banale. Riesce a parlare delle emozioni con lucidità e delicatezza, senza forzature, con una sensibilità rara. Ci sono momenti di malinconia, ma anche bagliori di speranza che restano impressi.
Un libro che ti accompagna, ti interroga e, se sei pronto ad ascoltarlo, ti cambia un po’. Lo consiglio a chi sente il bisogno di mollare una zavorra, di riprendere fiato, di ritrovarsi.