Ossa, anime, legami, famiglie. Tutto si può spezzare.
James sta vivendo una tranquilla quotidianità con Noah, combattendo di giorno in giorno le difficoltà causate dalla possessione che continuano a emergere. Ma James è la persona giusta, l'unica che può capire Noah fino in fondo, perché condividono un dolore simile e cicatrici che non smettono di bruciare. C’è complicità nel loro dolore, un affetto profondo disegnato nei loro frammenti spezzati che sono stati in grado di far combaciare.
Eppure alcune ferite, anche se da tempo rimarginate, possono riaprirsi. Perché il passato vive a lungo, anche dopo essere stato seppellito. Riesumarlo e affrontarlo, a volte, non è così facile.
Le sue labbra si piegarono in un ghigno malamente trattenuto, il suo sguardo lo perforò, chiaro come una foresta rigogliosa intorno a una famiglia massacrata. “Di me?” rise Noah, e James pensò che sì, aveva paura di lui, aveva sempre paura di lui.
Con “Anima Nera”, sequel di “Luce Nera”, per quanto mi riguarda Ska W. Barnes ha deciso di alzare l’asticella. Tra tutti i libri che ho letto dell’autrice (che per me, ormai, è diventata una garanzia), questo è entrato di diritto tra i miei preferiti.
Parto subito con il dire che, se ci si aspetta di trovare un libro carico di azione ed eventi, si è nel posto sbagliato. Questa storia si sviluppa in un arco narrativo di cento pagine e poco più ed è character driven, quindi improntata sull’introspezione dei personaggi. Con ciò non voglio dire che manchi una parte dinamica (vi basti pensare che troverete un paio di scene ad alta tensione), ma che lo scopo di “Anima Nera” sia quello di raccontare non solo la nascita/rinascita di un personaggio, ma cosa lo abbia portato a rafforzare i suoi ideali.
Protagonista di questo racconto è James, già introdotto (e amato dalla sottoscritta) nel primo libro della serie. Attraverso una digressione che occupa la maggior parte della storia, veniamo a conoscenza dei fatti che hanno condotto James a diventare il ragazzo che è oggi: si ha uno scorcio sulla sua complicata vita familiare, sul suo lavoro come esorcista e sul macabro incidente che lo ha portato a perdere una gamba.
Il flashback sulla vita di James parte dopo che quest’ultimo riceve l’invito per il funerale di suo padre, con cui James non parla da anni. James non crede di voler partecipare alla cerimonia, ma Noah (che ormai con James condivide l’appartamento e la quotidianità) la pensa diversamente. È così che Ska si prende il suo tempo per parlare del tema principale di “Anima Nera”: il lutto, ma più nello specifico la perdita.
La vita di James è stata segnata dalla perdita: quella dei legami familiari, dei colleghi, della propria gamba. Per alcune di queste perdite, è riuscito a superare il percorso di accettazione e le difficoltà che esso comporta, anche grazie alla sua straordinaria forza di volontà. Per altre, invece, nemmeno lo scorrere de tempo ha potuto rimarginare le ferite inferte. Ironicamente, per James la casa infestata e lo strano ragazzo che hanno portato alla mutilazione della sua gamba sono forse stati i problemi più facile da risolvere. È il legame reciso con la famiglia ad aver lasciato il segno, quindi non ci si sorprende molto davanti alla titubanza del ragazzo sul presentarsi al funerale di un genitore che non l’ha mai compreso né accettato.
Ed è qui che entra in gioco Noah, che offre al suo compagno una prospettiva diversa da cui guardare le vicende passate e quelle future. È uno spunto di riflessione che contribuisce alla crescita personale di James e lo aiuta a chiudere un capitolo della sua vita, che, per quanto doloroso, è comunque suo, fa parte di lui. È un concetto che io stessa mi sono ritrovata a prendere sul personale, e forse proprio per questo motivo “Anima Nera” mi è piaciuto così tanto. È un libro che ha saputo toccare le corde giuste e non vedo l’ora di sapere cosa combinerà ancora Ska per arricchire la sua storia (soprattutto perché, verso la fine del libro, potrebbero esserci gli indizi per scoprire su CHI sarà il seguito di questa serie).
Ringrazio Ska per avermi fornito in anteprima una copia del libro, in cambio di una recensione onesta.
Piccola nota finale: il libro contiene scene grafiche ed esplicite di violenza (un gran prelibatezza per chi, come me, apprezza un po’ di gore, ma non abbiamo tuttx lo stesso palato).
Se Luce Nera mi era piaciuto, Anima Nera l’ho adorato e alza nettamente l’asticella rispetto al primo libro. Come quest’ultimo, il lato introspettivo-psicologico è molto presente, infatti l’autrice ci porta nella mente e nei ricordi di James, che ci racconta come ha perso una gamba durante un’attività di lavoro e, di conseguenza, cosa ne è scaturito a livello personale e familiare. Sebbene la storia di Noah mi abbia fatto provare forti emozioni, con James sono riuscita ad entrare molto più in empatia, gli ho voluto bene, ho sofferto con lui e ho trovato anch’io riparo nella confortante presenza e premura di Noah. Inoltre, in questo romanzo mi è piaciuta molto di più la componente horror, che ho trovato meglio costruita e più spaventosa ed inquietante. In generale, ho preferito questo secondo volume, in quanto la trama mi sembra più completa e più ricca di avvenimenti, seppur distribuita nello stesso numero di pagine. Sullo stile dell’autrice ho poco da aggiungere rispetto al primo libro: Ska colpisce sempre nel segno, scrive in modo scorrevole, mai inutilmente prolisso, bilanciando sempre al meglio descrizioni, introspezioni, azione.
«Non facciamo più parte del mondo, non siamo più persone normali, ma non abbiamo bisogno di nessun altro se non noi stessi. Siamo… due pezzi rotti che combaciano.»
Se avete letto Luce Nera, non potete non addentrarvi in questo seguito che aggiunge molto alla storia dei protagonisti. Se non avete letto il primo romanzo, date una possibilità a questa duologia, perché vi entrerà nel cuore, insieme a Noah e James (amori meravigliosi ❤️)
Anima Nera si conferma il degno sequel di Luce Nera. La storia si concentra sul personaggio di James, introdotto nel primo romanzo, e ho apprezzato questo passaggio di testimone. Non che Noah non meriti di stare sotto le luci dei riflettori, ma James e il suo bagaglio emotivo si sono rivelati una carta vincente in ogni senso. Specialmente nel considerare cosa succede nel flashback che lo vede come protagonista. Nonostante il numero esiguo di pagine, l’autrice ha fatto un ottimo lavoro nel delineare la psicologia dei personaggi, la gestione del lutto e i traumi del passato. Perché sì, vedremo proprio come James ha ottenuto il suo primo assegno d’invalidità. Inoltre, la narrazione scorre fluida e ben impostata, riuscendo a costruire una storia ben elaborata e colma di dettagli. E se l’elaborazione del lutto e la crescita personale sono state la ciliegina sulla torta, la vera portata non è altri che la disinfestazione della casa infestata di turno. Così creepy e splatter da essere un bacio dello chef. Forse serve a me lo psicologo… Inutile anche dire come la grafica di questa novella sia stupenda e ben elaborata. Cioè, se non fosse così mi preoccuperei per l’autrice. Insomma, se cercate una lettura breve, ma colma di traumi psicologici, personaggi traumatizzati ed eventi che vi traumatizzeranno se non apprezzate l’horror, questa serie è proprio quello che non può mancare nella vostra libreria.
“Anche se ne fossero usciti vivi, cosa sarebbe rimasto delle loro anime?”
Una lettera inattesa ricevuta da James segna l’inizio di questo racconto che tesse insieme i temi della famiglia, della morte e della perdita con la narrazione dei terribili eventi di 8 anni prima che hanno fatto a pezzi la sua vita.
Come sempre Ska W. Barnes è stata molto abile nel delineare la psicologia del protagonista: fin da subito sono tangibili il senso di dolore, perdita, solitudine e tradimento innescati dal ricevimento della lettera.
La narrazione del passato di James è un racconto nel racconto. La parte centrale dalle tinte horror e thriller è quella più ricca d’azione e di suspense. L’ambientazione da brividi è descritta in modo vivido e non vengono risparmiati i particolari più crudi e agghiaccianti. Quello che infatti doveva essere un incarico tranquillo e noioso come gli altri, si trasforma in un incubo che lascerà cicatrici indelebili sul corpo e nell’anima di James.
Ciò che però colpisce di più dopo tutti gli orrori che vengono raccontati e che James ha dovuto affrontare, è come saranno proprio le persone a lui più vicine a rendere ancora più profonde quelle ferite invece di aiutarlo a guarire. Inevitabile è il confronto con la relazione che ha invece ora con Noah, qualcuno che, nonostante sia stato fatto a pezzi come lui o forse proprio per questo, è in grado di capirlo e sostenerlo nei momenti peggiori.
Il ritmo della narrazione arricchita da riflessioni e descrizioni dettagliate potrebbe sembrare lento, ma non ci sono momenti di stallo. La brevità contribuisce a condensare temi, emozioni e sentimenti in poche pagine, rendendo la lettura molto coinvolgente.
“Anima Nera” è un racconto introspettiva e paranormale lungo poco più di 100 pagine, dalle sfumature thriller e horror, seguito di “Luce Nera” in cui avevo apprezzato molto il personaggio di James. Il finale è molto emozionante (è meravigliosa la parte in cui compare il titolo del libro).
James e Noah mi mancavano un sacco, e ritrovarli qua (anche se per poco, dato che si tratta di un volumetto breve di poco più di cento pagine) è stato un piacere enorme. 🥰
Come anche avevo riscontrato nella prima opera di questa serie, il tipo di scrittura utilizzato è molto compatibile coi miei gusti, perché è scorrevole e chiaro, ma anche pieno di dettagli. Quest'ultima caratteristica emerge specialmente nelle descrizioni delle scene più horror; seppure il lettore non si trova dinanzi ad un altro "momento pentola" (chi ha letto "Luce nera" sa), ci sono comunque due o tre passaggi della trama che danno i brividi e fanno pure un po' salire la nausea per quanto accurata e minuziosa sia la descrizione di certi orrori. A me, personalmente, questa peculiarità piace moltissimo. 🔪
Al di là del fattore gore / splatter / horror, la trama ha una grossa impronta emotiva e sentimentale. Da una parte veniamo a conoscere una parte fondamentale del passato di James attraverso un lungo flashback, dall'altra approfondiamo di molto la visione globale sul rapporto fra quest'ultimo e Noah, che ormai si spalleggiano e si appoggiano in tutto. È bello vederli così affiatati, pronti a sdrammatizzare i momenti tosti con battute sceme ma anche a parlare seriamente e aprirsi l'uno con l'altro. L'ho trovato tenero. 🩸
Voglio esprimere, inoltre, il mio GRANDISSIMO apprezzamento per la copertina e il titolo del nuovo capitolo di questa storia: adoro i colori scelti, i richiami al testo, il fatto che la scelta del titolo resti un'incognita in sospeso e si venga a capire solamente nelle ultimissime righe, e poi vabè, il serpente. Si sa che io ho un debole per questo animale, soprattutto per il suo fattore estetico, e trovo che renda ancora più affascinanti le copertine delle opere in cui viene ritratto. E questa non fa eccezione, naturalmente. Belle anche le illustrazioni interne e quelle pagine a sfondo nero ad inizio di ogni capitolo, che danno un mood ancora più dark al tutto. 🏵️
Questo secondo volume della serie è uno dei pochi libri che non risentono della sindrome del sequel brutto. La scelta dell'autrice di concentrarsi sul passato di uno dei protagonisti (quello di cui veniamo a conoscere ben poco dal primo volume) e non su un vero e proprio seguito su come la vita dei personaggi continua potrebbe essere il segreto del successo. La cornice della storia ci riporta nel mondo conosciuto in Luce Nera ma il flashback che occupa quasi tutto il resto offre sia un approfondimento sul lavoro paranormale che i protagonisti svolgono sia un modo per conoscere meglio James.
La caratterizzazione dei personaggi è impeccabile come sempre e la lettura scorre che è un piacere. Il volume conta circa 100 pagine che si finiscono in un battito di ciglia. Una cosa che apprezzo tanto di questa serie è che i volumi sono corti e concentrati, non pretendono di essere romanzi invece di novelle allungando e annacquando una storia che così perderebbe credibilità, interesse e anche le vibes date da uno stile di scrittura diretto ed evocativo senza però risultare pesante.
Ho trovato una crescita dei personaggi pazzesca in questa novella, sarà che di mezzo si lascia intendere un salto temporale ma si tratta comunque di un lasso di tempo esiguo e che quindi non può andare a stravolgere i protagonisti o la loro vita. James però in queste poche pagine cresce, riflette sul suo passato, si confronta con Noah e matura una decisione adatta alla persona che è diventata nonostante sia chiaro quanto male gli faccia chiudere del tutto con il suo passato e la sua famiglia di sangue.
In linea generale anche per questo volume ho solo belle parole, dalla storia raccontata con cura all'attenzione alla forma del testo, all'editing e alla grafica. Ormai l'autrice è una certezza di qualità e spero di poter recuperare presto i suoi altri libri. Se riesce a fare così tanto in così poche pagine cosa potrà mai fare con un romanzo intero o una serie? La curiosità è tantissima.